Vero, l' ho riscontrato personalmente.
Anni fa, mi è capitato di partecipare di mattina a Corleone, come consulente di una imprenditrice sicula-americana venuta dalla California, in una trattativa per un contratto di distribuzione di prodotti locali in alcuni Stati degli USA. Siamo stati accolti molto cordialmente, discussione sulle condizioni contrattuali, ecc , poi invitati a pranzo, senza che ci avessero dato una risposta definita.
Il titolare dell' impresa, appena prima di pranzare, mi ha portato a fare un giro per l' azienda e durante la passeggiata mi ha detto che doveva attendere il pomeriggio per mettersi in contatto con Chicago ed il Nevada per avere il benestare finale dei suoi referenti.
Durante il pasto, ci è stato raccontato che grazie alla saga cinematografica de "Il Padrino", i prodotti provenienti da Corleone godevano di una grande notorietà all' estero. Simpaticamente spiegavano che venivano a visitare la cittadina dei pullman di turisti giapponesi e che volevano vedere quale fosse la casa di Don Vito Corleone. I locali avevano preso ad indirizzarli alla Casa Comunale, facendo raccontare dalle guide turistiche che quella era stata l' abitazione del capo dell' omonima famiglia mafiosa che era stata confiscata dallo Stato ed adibita a sede degli uffici comunali. Ed i turisti facevano la fila per farsi fare per ricordo le foto davanti alla Casa Comunale.
Ah, c' era un particolare che ho notato, entrando in auto nella cittadina. Il cartello stradale mostrava numerosi fori per essere stato bersaglio di una sventagliata di mitra.
Un tocco pittoresco ...