Strage alla festa di Capodanno, almeno 47 morti tra le fiamme a Crans-Montana. Sei italiani dispersi e 13 in ospedale

Brunetta

Utente di lunga data
Quando succede una disgrazia, l’ho già scritto qui come altre volte, è spontaneo mettersi mentalmente al sicuro, pensando, ma io…
Però ho proposto un’altra cosa: imparare a osservare in ogni locale le vie di fuga e insegnarlo ai figli fin da bambini.
È ovvio che non si può riuscire da un giorno all’altro.
Ma ci sono molte cose che un tempo non si facevano ed ora si fanno.
Pensiamo alle etichette dei cibi, che praticamente non c’erano, o alle date di scadenza.
È una rottura guardare se un cibo è scaduto? Sì, eppure lo facciamo. Si può fare rientrare nelle abitudini anche altro.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Mi permetto di correggere la conclusione in grassetto, dal punto di vista giuridico. Non si può considerare un imprevisto.

È una tipica situazione di "dolo eventuale", cioè un azzardo compiuto con consapevolezza di poter creare danno a terze persone ed implicita assunzione di un rischio di illegalità.
Come mettersi al volante di un'auto senza abilitazione di guida o in stato alterato per ubriachezza o uso di stupefacenti. Sai che stai commettendo una illegalità per fare profitto (vantaggio) e non ti preoccupi dei rischi della incolumità delle persone.

Le porte di sicurezza chiuse al piano interrato - per evitare che avventori potessero uscire senza pagare il conto delle consumazioni (ed evitare di impiegare addetti alla sicurezza per presidiarle ) - l' uso di lastre di poliuretano fonoassorbenti senza trattamenti chimici per renderli ignifughi, la restrizione della scala di accesso/uscita al piano terra da poco più di 2 metri a poco più di uno di larghezza (per avere più tavoli), l' esistenza di estintori in uno sgabuzzino chiuso a chiave, porte senza apertura verso esterno (antipanico), ecc. sono atti commessi dai gestori con dolo eventuale se non con dolo evidente.

Da almeno 20 anni di galera ...
Ti pare che io facessi un ragionamento giuridico?
Dicevo che, al di là della responsabilità evidente e che sarà accertata e ci si augura punita, come ben dici si è trattato di un azzardo. E di azzardi la vita è piena in ogni campo.
 

Rebecca89

Sentire libera
Non sono d' accordo.
Aumenterebbe il livello di ansia in ogni passo di vita verso qualunque cosa.
C è una crepa sul muro. E se crollasse?
Il tetto è di legno. E se prendesse fuoco?
A noi genitori ci sono dati dei compiti di insegnamento. Attraversa sulle striscie, mastica bene prima di ingoiare, non ti avventurare nei vicoli di notte, non prendere caramelle dagli sconosciuti.
Poi però c è chi dovrebbe, per lavoro e per la salvaguardia degli altri, pensare ad altre cose concrete. L'agibilità dei locali, la messa in sicurezza, i controlli, se tutto è a norma. Se un locale organizza una festa e mio figlio vuole andare, io gli chiedo dov è, magari mi informo ma non vado a fare il sopralluogo per controllare le uscite di sicurezza. E dubito che un adolescente che si sente al sicuro già solo perché è una festa con tante persona in un locale autorizzato vada a misurare le uscite di sicurezza. Pensa a divertirsi.
Casomai insegnamo ai nostri figli che le situazioni di pericolo devono portare ad accendere il cervello aprendosi una via di fuga perché non sai mai cosa può capitare, e a non farsi prendere dal momento social da immortalare.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non sono d' accordo.
Aumenterebbe il livello di ansia in ogni passo di vita verso qualunque cosa.
C è una crepa sul muro. E se crollasse?
Il tetto è di legno. E se prendesse fuoco?
A noi genitori ci sono dati dei compiti di insegnamento. Attraversa sulle striscie, mastica bene prima di ingoiare, non ti avventurare nei vicoli di notte, non prendere caramelle dagli sconosciuti.
Poi però c è chi dovrebbe, per lavoro e per la salvaguardia degli altri, pensare ad altre cose concrete. L'agibilità dei locali, la messa in sicurezza, i controlli, se tutto è a norma. Se un locale organizza una festa e mio figlio vuole andare, io gli chiedo dov è, magari mi informo ma non vado a fare il sopralluogo per controllare le uscite di sicurezza. E dubito che un adolescente che si sente al sicuro già solo perché è una festa con tante persona in un locale autorizzato vada a misurare le uscite di sicurezza. Pensa a divertirsi.
Casomai insegnamo ai nostri figli che le situazioni di pericolo devono portare ad accendere il cervello aprendosi una via di fuga perché non sai mai cosa può capitare, e a non farsi prendere dal momento social da immortalare.
Credo che questo rifiuto, vedo generalizzato, nasca dal pensiero che il divertimento sia una cosa “sacra” che non deve sottostare a interferenze. Ci si affida ai gestori, alla normativa e al controllo delle autorità.
Quella stessa autorità che, se controlla le nostre attività, troviamo intrusiva e poliziesca e troppo costosa per la comunità.
Anche nelle mense e ristoranti sono previste norme e controlli, ma ugualmente insegniamo che se l’odore o il sapore non convince, non si mangia.
 

Nicky

Utente di lunga data
Credo che questo rifiuto, vedo generalizzato, nasca dal pensiero che il divertimento sia una cosa “sacra” che non deve sottostare a interferenze. Ci si affida ai gestori, alla normativa e al controllo delle autorità.
Quella stessa autorità che, se controlla le nostre attività, troviamo intrusiva e poliziesca e troppo costosa per la comunità.
Anche nelle mense e ristoranti sono previste norme e controlli, ma ugualmente insegniamo che se l’odore o il sapore non convince, non si mangia.
Certo che ci si affida
Quello che deve aumentare è l'intolleranza verso chi viola le regole e chi lo permette.
Invece è sempre tutto in giustificare le violazioni e complimentarsi con chi è furbo e ci guadagna di più.
Se mio figlio si intossicare in mensa, mi arrabbierei con chi ha servito cibo tossico, non gli insegnerei a sedersi a tavola con la paura o il pensiero che posano intossicato, perché rischierei di fare più danno, di rendere difficiltoso il rapporto con il cibo, che per molti bambini è difficile.
 

Rebecca89

Sentire libera
Credo che questo rifiuto, vedo generalizzato, nasca dal pensiero che il divertimento sia una cosa “sacra” che non deve sottostare a interferenze. Ci si affida ai gestori, alla normativa e al controllo delle autorità.
Quella stessa autorità che, se controlla le nostre attività, troviamo intrusiva e poliziesca e troppo costosa per la comunità.
Anche nelle mense e ristoranti sono previste norme e controlli, ma ugualmente insegniamo che se l’odore o il sapore non convince, non si mangia.
Brunetta suvvia, non è così. Dovrebbero entrare in cucina allora e vedere le etichette sul frigo. Posso andare a mangiare a un ristorante dove il cibo ha un sapore fantastico e poi mi prende una colica. E i parco giochi? Se si va al luna park e mio figlio vuole andare sulle montagne russe che fa, non ci sale perché può esserci il dubbio che quella decolla alla prima curva? E che gli dico, non ci salire? Controlla se c è abbastanza olio sulle rotelle?
Guarda a scuola che è successo. Ma in che preallerta dovrei metterlo io oltre a dirgli stai attento? I luoghi comuni, soprattutto quelli di assembramento, dovrebbero avere controlli dal personale specifico sui dettagli strutturali.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Va be’ proposta educativa cassata.
Proverò con i nipoti, quando arriveranno.
 

Barebow

Utente di lunga data
Io fin da ragazzo ho sempre evitato i posti troppo affollati, mi sentivo a disagio.

Si da per scontato che i nostri figli sappiano quello che sappiamo noi.
Qualche anno fa mio figlio, già ventenne, ha aperto una scatoletta di tonno, non avendola mangiata tutta, l'ha lasciata lì un paio di giorni, e poi l'ha mangiata ed è stato male.
Pochi giorni fa a casa mia, sempre lui, si è messo a lavare i piatti, mettendo il detersivo su ogni piatto, lavandoli e risciacquandoli e mettendoli a scolare uno per uno, consumando metà detersivo, con l'acqua calda sempre aperta. Ha il dottorato in fisica.
 

Nicky

Utente di lunga data
Io fin da ragazzo ho sempre evitato i posti troppo affollati, mi sentivo a disagio.

Si da per scontato che i nostri figli sappiano quello che sappiamo noi.
Qualche anno fa mio figlio, già ventenne, ha aperto una scatoletta di tonno, non avendola mangiata tutta, l'ha lasciata lì un paio di giorni, e poi l'ha mangiata ed è stato male.
Pochi giorni fa a casa mia, sempre lui, si è messo a lavare i piatti, mettendo il detersivo su ogni piatto, lavandoli e risciacquandoli e mettendoli a scolare uno per uno, consumando metà detersivo, con l'acqua calda sempre aperta. Ha il dottorato in fisica.
Allora, queste cose lasciano perplessa anche me. Mio marito non sa le più elementari regole di sicurezza in casa o sul cibo. Ma sua madre è simile e oltretutto non gli ha insegnato nulla, perché non ha molta capacità di occuparsi degli altri. Infatti mi dico che se è sopravvissuto all'infanzia, deve essere proprio forte! Mia cognata, però, educata allo stesso modo, è invece una donna più attenta.
 

Barebow

Utente di lunga data
Allora, queste cose lasciano perplessa anche me. Mio marito non sa le più elementari regole di sicurezza in casa o sul cibo. Ma sua madre è simile e oltretutto non gli ha insegnato nulla, perché non ha molta capacità di occuparsi degli altri. Infatti mi dico che se è sopravvissuto all'infanzia, deve essere proprio forte! Mia cognata, però, educata allo stesso modo, è invece una donna più attenta.
Mia madre mi ha insegnato tutto, lavare, stirare, fare il letto, ripiegare le lenzuola, cucinare, perfino a fare gli anolini.
Aveva intuito che un giorno sarei stato single. 😂
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Io fin da ragazzo ho sempre evitato i posti troppo affollati, mi sentivo a disagio.

Si da per scontato che i nostri figli sappiano quello che sappiamo noi.
Qualche anno fa mio figlio, già ventenne, ha aperto una scatoletta di tonno, non avendola mangiata tutta, l'ha lasciata lì un paio di giorni, e poi l'ha mangiata ed è stato male.
Pochi giorni fa a casa mia, sempre lui, si è messo a lavare i piatti, mettendo il detersivo su ogni piatto, lavandoli e risciacquandoli e mettendoli a scolare uno per uno, consumando metà detersivo, con l'acqua calda sempre aperta. Ha il dottorato in fisica.
Lo sai che i cervelloni non sono portati per le cose manuali/pratiche
 

Angie17

Utente di lunga data
Quattro ragazzi morti sono della stessa sezione del liceo di mia figlia (e vi dico anche che i quotidiani hanno scritto cazzate)
Ho notato che molti hanno posto l'accento sul fatto che i genitori fossero benestanti, ma qualche volta mia figlia è stata ospite di casa altrui in montagna, quindi le condizioni economiche dei genitori non sono rilevanti e non capisco perché molti le sottolineino.
Ripeto: poteva esserci anche mia figlia, per dire, se avesse avuto tre anni di meno.
Ciò che determina i rapporti è la fiducia: ti aspetti che se tua figlia va in vacanza in un luogo sicuramente non degradato ci sia più rispetto per le norme e la vita che in uno slum di Rogoredo, dove l'altro ieri è morto un uomo di 34 anni, uno dei tanti, lì ti sembra normale
La verità è che i proprietari sono lo stereotipo corso per eccellenza: lui che fa i lavori da solo, pur disponendo di capitali importanti, lei bella e in alcuni casi di mia conoscenza di situazioni identiche anche ex miss ma avida.
Questo mix produce risultati che a uno svizzero qualunque non risultano nemmeno afferrabili.
E per un italiano abituato a vivere sotto tutela di organismi apparentemente funzionanti, col mito della superiorità di tutto ciò che sta a nord, funziona allo stesso modo.
Si ha fiducia.
Come al solito ti avvicini molto a quello che potrebbe essere.. e a chi sono i proprietari..
La domanda che mi faccio è quanto siano coinvolti il comune e le autorità demandate ai controlli.. 5 anni senza alcuna verifica sembrano un po' troppi per essere una casualità .. d'altronde la Svizzera sul reciclaggio non è seconda a nessuno..

 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Quando succede una disgrazia, l’ho già scritto qui come altre volte, è spontaneo mettersi mentalmente al sicuro, pensando, ma io…
Però ho proposto un’altra cosa: imparare a osservare in ogni locale le vie di fuga e insegnarlo ai figli fin da bambini.
È ovvio che non si può riuscire da un giorno all’altro.
Ma ci sono molte cose che un tempo non si facevano ed ora si fanno.
Pensiamo alle etichette dei cibi, che praticamente non c’erano, o alle date di scadenza.
È una rottura guardare se un cibo è scaduto? Sì, eppure lo facciamo. Si può fare rientrare nelle abitudini anche altro.
Se cambi 2 o 3 parole ottieni la ricetta di un matrimonio a prova di bomba
 

bravagiulia75

Annebbiata lombarda DOCG
Quando succede una disgrazia, l’ho già scritto qui come altre volte, è spontaneo mettersi mentalmente al sicuro, pensando, ma io…
Però ho proposto un’altra cosa: imparare a osservare in ogni locale le vie di fuga e insegnarlo ai figli fin da bambini.
È ovvio che non si può riuscire da un giorno all’altro.
Ma ci sono molte cose che un tempo non si facevano ed ora si fanno.
Pensiamo alle etichette dei cibi, che praticamente non c’erano, o alle date di scadenza.
È una rottura guardare se un cibo è scaduto? Sì, eppure lo facciamo. Si può fare rientrare nelle abitudini anche altro.
Ma @Brunetta fai prima ad andare in un monastero di clausura
Non puoi prevedere tutto
Scusa non prendi un aereo?
Cazzo fai?
Controlli i motori?
 
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