Alla prima parte, Chiara me l'ha messa come "Non ti preoccupare, povero demente che non credi, la mia divinità che esiste eccome si prenderà cura anche dei dementi come te,
anche se non vogliono!". Non solo stizzisce, mi sa pure di minaccia. Devi pensare che nella testa di un ateo, immaginare una creatura di luce e amore che popola i pensieri di Chiara e immaginare Godzilla o un mobile bar (senza offesa, davvero, è solo per farmi capire) è più o meno la stessa cosa, quindi quanto auspicato da Chiara può suonare piuttosto inquietante.
Sul neretto: sono completamente d'accordo e mi pare uno spunto assai interessante! :up:
Non avevo pensato all'immagine genitoriale, ma volevo proprio portare all'attenzione la soggettività necessaria anche soltanto a "intuire" Dio.