Non proprio. Ogni storia è veramente unica per molti rispetti.
L' istinto l' ho controllato (ci ho messo qualche giorno) ed ho provato a ragionare con mia moglie, nei limiti ristrettissimi della situazione, perché lei era infatuata. Vedeva l' amante da circa quattro mesi come il principe venuto a salvarla. E non voleva lasciarlo per nessuna ragione.
Avevo un quadro abbastanza chiaro per essere preoccupato, al di là dell' arrabbiatura e del disappunto comprensibili.
Non posso né voglio essere specifico ma diciamo, per capirci, che era come se avessi ascoltato quello che l' amante diceva in giro di lei. E sapevo che lui era un puttaniere con inclinazioni particolari. Divorziato con tre figli adolescenti, giocatore e senza mezzi finanziari. Noto alla polizia, il fratello in carcere per spaccio di droga.
Avevo incrociato informazioni legali ed illegali, da fonti diverse, assolutamente attendibili.
Ho provato a farla ragionare. Ma sapevo di non essere credibile ai suoi occhi. Non si demoliscono dall' esterno i sogni. Ci si deve sbattere la faccia.
Allora ho deciso - con grande sofferenza interna - di lasciarla libera di fare quello che voleva, scendesse pure all' inferno, se voleva.
Ma senza che fossi coinvolto e soprattutto a condizione che tenesse fuori nostra figlia, che andava preservata e protetta.
Dopo otto mesi ha cominciato a capire, ma da parte mia era finito il matrimonio. Tra l'altro avevo anche una relazione con un' altra donna (classica amica che si era investita del ruolo di crocerossina).
Mia moglie mi ha invitato a pranzo (festa) per stare con la figlia e alla fine del pasto, quando la figlia era andata dalla nonna, mi ha comunicato che aveva lasciato l' amante e mi ha chiesto di rientrare per la figlia, che aveva preso malissimo la separazione. Anche i docenti mi avevano allertato. Ma l' ho già scritto in altri threads.
Sono rientrato da separato in casa, sapendo per esperienza (di altri) che questo tipo di "recuperi" riescono con grande difficoltà perché richiedono impegno costante e paziente nel tempo. Come ben sanno
@Mary Austin,
@Eagle72,
@nicola,
@random e tanti altri.
La carta giocata della seduzione (classicamente usata dal partner traditore) funziona per un tempo limitato. Poi, si esaurisce e si deve costruire una nuova "normalità". Alle promesse devono seguire i fatti. E lì viene il difficile.
La depressione che era "scomparsa" (con la relazione extra) si riaffaccia e ci si trova peggio di prima del tradimento.
Aggiungiamo che ci si trova cambiati, pur conoscendosi da almeno una quindicina di anni. Non sempre il cambiamento migliora, ci si può trovare senza più un progetto comune condivisibile e credibile (non dimentichiamo che la fiducia si era in pratica azzerata).
E dopo mesi di andamento zoppicante si capisce che quanto si è rotto non è più riparabile.
Dispiace, ma l' epilogo è infausto quando non c' è impegno di entrambi i partners: lei coltivava il desiderio impossibile (da profonda immatura) di ripristinare, migliorandola, la situazione precedente alla scoperta del tradimento, senza andare oltre l'impegno iniziale. È rimasta inerte.
Se ci metti la ludopatia, consolidata con l' amante, si comprende che era impossibile rimettersi insieme. Non ero attrezzato per i miracoli.
Anzi, nel disastro il miracolo c'è stato: la figlia è cresciuta e si è salvata. È una donna ormai autonoma da oltre un decennio, matura, di successo , con una stabilità emotiva e psicologica notevole, con la quale sono molto in sintonia. Sa che è stata la mia indiscussa priorità, sempre.
Ogni sacrificio da me fatto per il suo benessere è diventato lieve.