Jack ciao, ero in campo scusami. Credimi, non è così. Io non mi apro con il mondo perché sono stata anni a pensare che i miei problemi fossero sempre la metà degli altri, che dovevo pensarci io perché le persone avevano i loro da mandare avanti. Mi è stata detta la frase "perché non ce l hai detto" un' infinita di volte da tutti. Eh, perché. Perché ci ho provato da piccola e ho trovato subito i muri e cresci con quelli. Le mie amiche hanno saputo quello che mi succedeva in casa con il mio ex ad esempio perché la terapista mi ha spinta a parlare, io non lo facevo per non dare pensiero. Infatti poi per due mesi le ho avute preoccupate e in ansia quando mi lasciavano in casa, ecco a me non piace dare pensiero, figurati quanto mi apro. Sono cresciuta con il cavatela da sola, nelle situazioni e nei pensieri. Se poi entriamo in confidenza, e le cose sono passate, e io per prima non sento più il peso, a conti fatti racconto. Ma se di amici ne conto meno della dita di una mano un motivo c'è. Sul buon cuore si, se ti prendo a cuore mi prendo proprio cura. Ma pure lì. Non è più e non sarà più come prima, lo vedo già da chi mi gira intorno. Perché puoi girarmi intorno, poi se ti faccio entrare non è detto. Alla mia porta (parlo proprio di cose strettamente personali) ora si bussa, lo so che sembra brutta come cosa ma è solo perché prima cerco di capire bene chi sei. Non trovi di sicuro più l uscio spalancato come anni fa, perché sono entrate persone che se fossi stata più accorta non sarebbero entrate. Ora sto più attenta. Da loro non me l aspettavo. E ho tralasciato che in realtà devi aspettarti sempre tutto da tutti, non pensavo che avrei dovuto farlo anche con loro che sono accanto a me da una vita. Ora lo so. È solo l ennesima lezione da memorizzare.