Per una cosa molto meno grave, stetti in forse alcuni giorni prima di parlarne. Conclusi che chi mi amava aveva il diritto di sapere. E tuttavia penso...
a mio padre, che quando qualcuno è malato ne fa un caso nazionale e avvisa i cugini di terzo grado, a prescindere dalla volontà del malato
a mia nonna che andò a farsi operare senza dirlo a nessuno
a mia madre che quando è malata ci caccia tutti
a me che quando sono malata caccio tutti fino a che non mi sento meglio (ma che intanto spero che qualcuno chiami e mi venga a trovare

)
Se una persona che amo mi tiene nascosto qualcosa della sua salute, ci rimango malissimo, ma concludo che in quanto parte "debole" ha il diritto di fare come crede per stare meglio. Perdono se c'è da perdonare e le sto vicina quando me lo permette.
In particolare mi sento vicina alla scelta di Amoremio.
Mostrarsi così fragili ed indifesi e bisognosi a qualcuno che ci ama richiede già molta forza, farlo davanti a chi in quel momento, bè, non si sa... da una sensazione di... "pesantezza"... ? Non so trovare le parole.
Conte, tieni presente la qualità speciale del rapporto che avete voi. Non tutti ce l'hanno. Intanto, non in tutti i casi ci si può affidare all'altro come potrà fare tua moglie. Io, te l'ho detto, non lo farei, e ho i miei motivi.
Senza presumere di sapere cosa sarà passato per la mente di Amoremio, provando ad immaginarmi nella sua situazione, nel mentre di una faticosa ricostruzione, cercando disperatamente di puntare a qualcosa di meglio, a qualcosa di vero, so che avrei avuto il pensiero di non caricare la situazione delle emozioni di pietà e sofferenza dovute alla mia malattia.
Spiegata malissimo, ma vabbè.