Vi aggiorno II - Psicoterapia

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MillePensieri

Utente di lunga data
Scusa la proposta a bruciapelo, capisco che tutto questo viene valutato dallo psicoterapeuta.

Ma perché non potrebbe andare a vivere in un appartamento da solo?
Non so quanto possa giovargli vivere con la mamma e il papà.

ari
Non saprei, è lui che ha scelto di rimanere da loro, quando gli ho chiesto di andarsene per un po' credevo che sarebbe andato nell'appartamentino che durante l'anno affitta agli universitari, da fine luglio libero.

Ora vedremo cosa fare, se lo psicoterapeuta gli consiglierà di non tornare a casa, potrebbe anche essere un'idea.
 

Tebe

Egocentrica non in incognito
Millepensieri, allora adesso ti do un paio di consigli pratici:


  1. Non sempre la terapia tradizionale vuol dire più salute, la terapia breve strategica evita un incancrenirsi di una situazione che va tenuta sotto controllo in fretta, quindi è in assoluto la più adatta al tuo compagno.
  2. Lui è il tuo compagno, riprenditelo in casa tirandolo anche per le orecchie e urla se necessario ai suoi genitori che sei tu la parte lesa e che avevi bisogno di startene da sola per recuperarti e che lui deve essere "uomo" per poter almeno starti accanto, e che cazzo.
  3. Gli viene un altro attacco di panico? Un bel tavor e via.

Se aspetti perderai la possibilità seppur minima di recuperare ed io vedo un uomo così pentito che ci sta male da quello che ha fatto, è un coglioncello suvvia, adesso sa il metro di se stesso e forse è un bene.
Ti ho pure approvato.
Quando non fai lo stronzo sei irriconoscibile.
Irriconoscibile perchè riesci, avendo vissuto sulla tua pelle il crollo, a dire la parole giuste. A centrare il punto senza girarci intorno in maniera intelligente, duro ma senza sbavature.
Ad aiutare veramente chi ti legge.
E credo che questo sia il post in assoluto di questo 3d che lei debba scolpirsi nella testa.
 

MillePensieri

Utente di lunga data
tu fai loro chiaramente capire che lo rivuoi indietro. resto dell'idea che sia ancora prematuro che tu veda lui.

ma che tu veda a quattr'occhi il terapeuta mi sembra la cosa più importante che tu possa fare nel breve.

Si, forse è prematuro, non spingerò a tutti i costi in quel senso. Voglio ottenere almeno la ripresa delle telefonate tra di noi, non mi sembra eccessivo dai. Vedremo come la pensa lui.

Ecco, l'incontro con il terapeuta. Prima vorrei capire dai suoi perchè sono arrivati alla conclusione che la terapia lunga sia la più indicata, poi vorrei sentire altri pareri medici.
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Si, forse è prematuro, non spingerò a tutti i costi in quel senso. Voglio ottenere almeno la ripresa delle telefonate tra di noi, non mi sembra eccessivo dai. Vedremo come la pensa lui.

Ecco, l'incontro con il terapeuta. Prima vorrei capire dai suoi perchè sono arrivati alla conclusione che la terapia lunga sia la più indicata, poi vorrei sentire altri pareri medici.
l'hai scritto prima. hanno già perso un figlio,non vogliono perdere anche questo. verosimilmente sono in botta pure loro

prima di ricominciare a chiamare,parla con sto terapeuta. fatti un'idea di che tipo sia,se un cazzaro o uno serio.

in moda da sapere anche che cosa dire a lui,quando riprenderai a chiamarlo.
perchè non devi chiedere a lui cosa ne pensa,lui ora è come un bimbo di 4 anni.

tu lo devi richiamare e stop. ma sapendo esattamente cosa dirgli
 

MillePensieri

Utente di lunga data
Ti ho pure approvato.
Quando non fai lo stronzo sei irriconoscibile.
Irriconoscibile perchè riesci, avendo vissuto sulla tua pelle il crollo, a dire la parole giuste. A centrare il punto senza girarci intorno in maniera intelligente, duro ma senza sbavature.
Ad aiutare veramente chi ti legge.
E credo che questo sia il post in assoluto di questo 3d che lei debba scolpirsi nella testa.
Si, Daniele ha scritto l'intervento più significativo, anche se non correrei sul suo ritorno a casa.
Comunque agirò perchè avvenga il prima possibile. Ma non voglio caricarlo in macchina tra due giorni e portarlo via in preda al panico, gli dirò che lo voglio indietro per affrontare la cosa come coppia. Ma dovrà tornare sul serio, non prometterlo e richiudersi in camera. Avrò un po' di pazienza.

Non so come finirà questa storia, so solo che dovremo scoprirlo insieme.
 
Ultima modifica:

Tebe

Egocentrica non in incognito
Si, Daniele ha scritto l'intervento più significativo, anche se non correrei sul suo ritorno a casa.
Comunque agirò perchè avvenga il prima possibile. Ma non voglio caricarlo in macchina tra due giorni e portarlo via in preda al panico, gli dirò che lo voglio indietro per affrontare la cosa come coppia. Ma dovrà tornare sul serio, non prometterlo e richiudersi in camera. Avrò un po' di pazienza.

Non so come finirà questa storia, so solo che da dovremo scoprirlo insieme
.

ecco. Esattamente questo.

Ti abbraccio(.:bleah: )
 

aristocat

Utente iperlogica
Comunque vadano le cose, con questo evento tu hai modo di cogliere una parte della personalità del tuo compagno, che forse, diversamente, avresti scoperto ben più tardi - magari "da accasata", con figli....

Nella sfiga hai avuto questa "fortuna", se vuoi chiamarla così. Puoi tarare e ritarare tutto per tempo.
 

MillePensieri

Utente di lunga data
Comunque vadano le cose, con questo evento tu hai modo di cogliere una parte della personalità del tuo compagno, che forse, diversamente, avresti scoperto ben più tardi - magari "da accasata", con figli....

Nella sfiga hai avuto questa "fortuna", se vuoi chiamarla così. Puoi tarare e ritarare tutto per tempo.
Vero, sarebbe stato infinitamente peggio, toglierei le virgolette, senza ironia.
 

aristocat

Utente iperlogica
E, te la butto giù brutale: ipotizzando un addio, meglio adesso che non da sposati e con bimbi a carico...

Scusa l'ovvietà ma è un corollario al discorso di prima.
 
Ultima modifica:

aristocat

Utente iperlogica

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Grazie a tutti per il sostegno,
alla fine ci vedremo dopodomani, almeno non perdo appuntamenti di lavoro e i suoi si liberano per l'intera giornata.

Sulla terapia mi farò sentire, assolutamente. Sono partiti in quarta senza consultarmi, non hanno fatto solo dei colloqui per farsi un'idea (come avevamo detto). E la strada lunga che hanno in mente non mi piace per niente.

Per quanto riguarda il suo ritorno a casa sono disposta ad arrivarci con un po' di pazienza, ma voglio che sia un obiettivo reale e vicino, non una promessa fumosa. Proverò a parlarne con lui di persona, a casa dei suoi non sta comunque bene, vive protetto in una bolla.
E cavolo è un problema di coppia, lui ha ricevuto tutto il sostegno e l'ospitalità che poteva desiderare, stare lontani non ci ha aiutati, bisognerà tornare sotto lo stesso tetto. Come primo passo voglio ricominciare a comunicare direttamente con lui, mi sono tenuta da parte una settimana, basta.

Di sicuro non sarà facile averlo di nuovo per casa, ma ora come ora sto peggio così, tanto vale buttarsi e affrontare tutto insieme.


Quibbel hai più o meno ragione, è l'ultimo figlio rimasto, ne hanno già perso uno e credo che abbiano paura che faccia qualche follia. Non li biasimo se tengono moltissimo a lui, ma non voglio essere tagliata fuori.
In questo caso, i genitori hanno un potere estremo sul livello decisionale di lui. direi che loro sono (fortemente) coresponsabili ai suoi attacchi di panico. Penso che giocano a loro favore la paura dalla morte, condizionandolo in ogni sua decisione, anche solo tramite gesti e sguardi ben studiati. Me lo immagino vivamente, conosco la situazione dal vivo.
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Si, forse è prematuro, non spingerò a tutti i costi in quel senso. Voglio ottenere almeno la ripresa delle telefonate tra di noi, non mi sembra eccessivo dai. Vedremo come la pensa lui.

Ecco, l'incontro con il terapeuta. Prima vorrei capire dai suoi perchè sono arrivati alla conclusione che la terapia lunga sia la più indicata, poi vorrei sentire altri pareri medici.
perché la terapia lunga non è di urto. ma lui ha bisogno di svegliarsi, mica di carezze e dolce sonno!
 
E

elena_

Guest
Avrei voluto evitare di aprire una nuova discussione, ma in quella precedente sono spuntati fuori dei conflitti che non riesco a seguire, qui da poco.
Resta però una parte che apprezzo molto (Sole, Diletta e altri), anche se non saprei come intervenire se non approvando.


Per chi non mi ha mai letto:
.http://www.tradimento.net/48-confessionale/17605-nuova-arrivata-non-so-piu-cosa-voglio
.http://www.tradimento.net/48-confessionale/17613-vi-aggiorno-e-andata-male-malissimo


E' cominciato il percorso terapeutico del mio forse-compagno.
Dopo un primo incontro di presentazione, oggi si è conclusa anche la seconda seduta.
A quanto pare è uscito dallo studio molto scosso, piangendo...
Lo psicologo ha detto che la situazione non è delle migliori, soprattutto se è arrivato a questo punto in due mesi, e prevede parecchie sedute.
Naturalmente massimo riserbo su cosa hanno già parlato, come, ecc.


Al telefono suo padre mi ha chiesto se davvero si comportava normalmente prima della scoperta. Ancora.
Si, solo un po' di ansia, quella che lo ha tradito...di nuovo tutta la storia.
Più che per informarmi sembra che mi abbia chiamata per sgridarmi e sfogarsi.


Comunque...ho provato ad informarmi riguardo alle terapie, ma ho trovato solo un po' di cose vaghe e non conosco persone con esperienze simili alle spalle.

Cosa devo aspettarmi? Come ne uscirà? Le solite domande.

C'è gente che parla di "stravolgimenti nel proprio modo di vivere", altri che notano "effetti minimi ma pur semprepositivi" e c'è persino chi è "sprofondato del tutto nella disperazione".

Leggo che la terapia tradizionale può durare anche anni,"dipende dalla complessità del problema, dalle aspirazionidel paziente e dalla teoria di riferimento dello psicoterapeuta".

L'utilizzo di farmaci durante la terapia può "modificare l'intensità delle emozioni e addirittura l'orientamento generale del pensiero, ma ogni caso gli effetti collaterali sono reversibili" (sempre?).

Io mi sono fatta da parte, dal giorno del crollo non l'ho più sentito.
Solo un paio di telefonate con sua madre, anche lei provata.
A volte mi convinco che finiremo per chiarirci come conoscenti fra chissà quanto tempo invece che come membri di una coppia a pezzi.


E' dura...le giornate passate senza pensare a lui sono trascorse tranquillamente. Lavoro, uscite, relax.
Ma è bastato un po' di attrito con il suo mondo per farmi infuriare. Ho perso due ore di lavoro a casa per andare a correre fino allo sfinimento.
Per ora è questa la mia unica valvola di sfogo: faticare.
Mettere su le scarpe da running o prendere la bici. Frustrante.


Cosa sto facendo?
Sono parte di una cosa che sono solo io a tenere in vita?
Continuando a pensare a questa situazione, mi sembra sempre più chiaro che ormai sia finita.
Ma non ne ho la certezza. Purtroppo non è facile svuotarsi di tutti quei sentimenti che ancora provo per lui.
Se non definisco in fretta e definitivamente la mia posizione in questa vicenda, rischio di esplodere.
Perchè illudersi che io stia bene aiuta fino ad un certo punto, ma basta davvero poco per riaprire la ferita.

Devo ficcarmi in testa che la persona che conoscevo prima non c'è più.
Alla fine del suo percorso potrebbe trovare la pace separandosi da me e negandomi il confronto che desidero.
Se anche non succedesse non lo guarderei più come prima e non avrebbe più la mia fiducia per molto tempo.

E con oggi ho cancellato tutta una settimana passata a prendermi cura di me stessa. Di nuovo pensieri in nero. Mi sembra di essere tornata alle domande che mi/vi facevo all'inizio...

Edit.
Dei forumisti mi hanno fatto notare che mancano delle cose per capire cosa voglio dire.
Non intendo attendere in eterno, domani o nei prossimi giorni voglio un incontro con i suoi per parlare della terapia e sentire lui per capire se mi vuole escludere da questa cosa. Perchè non l'ho abbandonato, mi hanno chiesto di stargli lontano, ma ora è troppo, voglio ristabilire una comunicazione diretta con lui.
l'opinione che mi sono fatta leggendo la tua storia è che lui, in qualche modo, si senta inferiore a te
non riesco a spiegarlo in altre parole, ma la sua ansia, il suo silenzio, il suo pianto, il suo panico...e se vogliamo anche il suo precedente tradimento...
quest'uomo non regge il confronto con te e si sente schiacciato, sovrastato

a leggerti si capisce che hai una personalità molto forte, ma può darsi che la sua non lo sia altrettanto
questo spiegherebbe anche il motivo per cui i medici gli hanno consigliato di stare lontano da te

ci hai mai pensato? potrebbe essere?


P.S. se così fosse, però, lo stare adesso con i suoi genitori non lo aiuta affatto a emanciparsi, ma solo a regredire...
 

MillePensieri

Utente di lunga data
l'opinione che mi sono fatta leggendo la tua storia è che lui, in qualche modo, si senta inferiore a te
non riesco a spiegarlo in altre parole, ma la sua ansia, il suo silenzio, il suo pianto, il suo panico...e se vogliamo anche il suo precedente tradimento...
quest'uomo non regge il confronto con te e si sente schiacciato, sovrastato

a leggerti si capisce che hai una personalità molto forte, ma può darsi che la sua non lo sia altrettanto
questo spiegherebbe anche il motivo per cui i medici gli hanno consigliato di stare lontano da te

ci hai mai pensato? potrebbe essere?



P.S. se così fosse, però, lo stare adesso con i suoi genitori non lo aiuta affatto a emanciparsi, ma solo a regredire...
Per ora è solo un consiglio che mi/ci è stato dato dopo aver spiegato le circostanze dell'attacco di panico.
Non so se il terapista gli dirà di starmi lontano.

Ci ho pensato e potrebbe essere, ma spero che possa tornare presto.
 
E

elena_

Guest
Per ora è solo un consiglio che mi/ci è stato dato dopo aver spiegato le circostanze dell'attacco di panico.
Non so se il terapista gli dirà di starmi lontano.

Ci ho pensato e potrebbe essere, ma spero che possa tornare presto.
ti capisco e del resto le mie sono solo illazioni basate su ciò che ho letto
ma era per meglio capire e per farti focalizzare l'eventualità che la vostra sia stata una relazione disfunzionale anche prima del suo tradimento
 

dammi un nome

Utente di lunga data
l'opinione che mi sono fatta leggendo la tua storia è che lui, in qualche modo, si senta inferiore a te
non riesco a spiegarlo in altre parole, ma la sua ansia, il suo silenzio, il suo pianto, il suo panico...e se vogliamo anche il suo precedente tradimento...
quest'uomo non regge il confronto con te e si sente schiacciato, sovrastato

a leggerti si capisce che hai una personalità molto forte, ma può darsi che la sua non lo sia altrettanto
questo spiegherebbe anche il motivo per cui i medici gli hanno consigliato di stare lontano da te

ci hai mai pensato? potrebbe essere?


P.S. se così fosse, però, lo stare adesso con i suoi genitori non lo aiuta affatto a emanciparsi, ma solo a regredire...


anche io ho pensato a questo.
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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