Violenza sessuale

Brunetta

Utente di lunga data
Lo capisci allora perchè io testardamente continuo a parlare di responsabilità collettiva e individuale come due cose adiacenti e non indipendenti?
Io ti capisco ☺
Mi ha colpito in questa discussione anche le fantasie di autodifesa. Dico fantasie perché nella realtà so bene che chi aggredisce lo fa in una condizione di superiorità fisica indiscutibile. Del resto, se sono uscita indenne da un premeditato stupro di gruppo, è stato solo perché i tre non avevano previsto che stessi raggiungendo l’automobile. Mezzo che è diventato rifugio e arma. Altrimenti avrei fatto pena con lo spray al peperoncino o con un tentativo di ribellione che sarebbe stato stroncato in un attimo da un pugno.
Credo che dovrebbe essere chiaro a tutti che ogni atto di violenza sessuale è un atto di violenza e che il sesso è solo un mezzo per attuare la violenza. Ecco perché, chi non riesce ad avere una erezione valida, usa oggetti.
Se togliamo di mezzo il sesso, si toglie pure ogni valutazione della possibile provocazione da parte della vittima.
 

abebis

Utente di lunga data
Mi sembra delirante, si è persa la misura. Cosa che aiuta tra l'altro, per reazione riflessa, a sottovalutare quella vera, di violenza.
Non è un caso: è conseguenza inevitabile della legge. Cito dalla pagina di wikipedia di "Molestie sessuali":

Oggi in Italia la fattispecie di molestie sessuali si configura nel quadro della contravvenzione di "molestie" punita dall'art. 660 c.p..

Va tuttavia specificato che la sopracitata contravvenzione è stata ritenuta configurabile solo in presenza di espressioni verbali a sfondo sessuale o di atti di corteggiamento, invasivi ed insistiti, diversi dall'abuso sessuale. Qualora, infatti, le molestie comportino un contatto fisico, anche fugace, o limitino in alcun modo la libertà sessuale della vittima, si configura invece il reato di violenza sessuale, disciplinato dagli art.609 bis e seguenti del codice penale italiano. In particolare, la giurisprudenza ritiene di qualificare come violenza sessuale art.609 bis c.p. e non come molestie art.660 c.p., i toccamenti o palpeggiamenti delle natiche anche se sopra i vestiti e con finalità molesta e non di libidine[1].

La giurisprudenza ha recentemente ritenuto che integri il reato di violenza sessuale e non quello di molestie di cui all'art. 660 c.p. la condotta di chi, per soddisfare o eccitare il proprio istinto sessuale, mediante comunicazioni telematiche che non comportino contatto fisico con la vittima, induca la stessa al compimento di atti che comunque ne coinvolgano la corporeità sessuale e siano idonei a violarne la libertà personale e non la mera tranquillità[1].


Stante ciò, mettendo tutto sotto un unico cappello, diventa praticamente impossibile fare una distinzione tra un palpeggiamento e uno stupro in un parco coltello alla gola: a tutto si applica la stessa pena, sia come nome sia come punizione, e questo in virtù del fatto che il principio violato è lo stesso (la negazione del consenso), pertanto il reato deve essere lo stesso.

Ho provato a sollevare questa questione ma, come hai visto, ho solo meritato il biasimo generalizzato, da ultimo il fatto di essere "ridicolo".

Questa è la legge. E la società, attualmente, non è disposta a metterla in discussione. Punto.

E bisogna accettarla, almeno ufficialmente: nessuno la mette in discussione, pena lo stesso biasimo che ha colpito me però espresso a livello sociale, mettendo quindi a rischio la propria immagine.
In fondo, a me, di essere stato biasimato su un forum in cui non conosco nessuno né mai conoscerò nessuno mi importa una beata sega: mentre anch'io, se fossi un giornalista o un giurista, dovendo esprimere un'opinione sottoscritta con nome e cognome su un giornale, non direi quello che ho detto qui, ma avrei abbracciato l'opinione comune fottendomene, come tutti, dell'idiota che si becca la condanna per violenza sessuale: cazzi suoi. La mia immagine non vale la difesa della sua idiozia.

Edit: E come molti hanno fatto anche qui, eh? ;) In fondo, tra le persone che si conoscono, qui, non è diverso che stare in società...

Da qui il comportamento del tuo collega: è inevitabile. Lo capisco benissimo.

Come è inevitabile che in certi contesti si abbia paura a restare soli in ascensore con una donna (non è una leggenda metropolitana).

E come è inevitabile che ormai in praticamente tutte le università sempre più spesso i docenti evitino di restare soli con le studentesse e se proprio proprio ne entra una nel loro studio, le dicono di lasciare la porta aperta (e neanche questa è leggenda metropolitana...)
 
Ultima modifica:

Skorpio

Utente di lunga data
Perché il culo lo si lega al sesso.
La differenza in sintesi è questa.
Mia figlia è stata oggetto di un esibizionista, persona conosciuta nell'ambiente come professionista.
Le forze dell'ordine a cui si è rivolta, la incoraggiavano a desistere di far denuncia.
Allora di cosa stiamo parlando?
Questo pirla , manco ha capito in che storia si stava incastrando, questo tipo di confidenza si deve applicare in altri contesti, che il tipo in questione non ha ancora capito.
La vedo più come una goliardata, come risposta avrebbe dovuto beccarsi un ceffone. Mi ha colpito di più la reazione passiva della giornalista
Esattamente, la differenza è questa, il fatto che il culo si lega al sesso, e da qui "violenza sessuale!!"

La prospettiva limitata, anzi direi "chiusa" è quella di vedere solo "mano insolente su culo non consenziente" e quindi restare accecati dal sesso e non tenere più conto del contesto.

E perdere completamente una visione di insieme

Che poi restare accecati dal sesso è una costante che si replica anche altrove, ad esempio nel tradimento (si vabbe ma ci hai scopato? Ma quante volte?)
 

Skorpio

Utente di lunga data
Mi pareva di aver accolto una supplica a non parlar più in giuridichese :D
Ma tu sei liberissima di parlarne quanto ti pare e piace.

Ti segnalavo solo che se lo fai quotando me, a me non mi interessa una sega se quel tipo si piglia 15 anni con 50.000 euro di multa o se fa la strategia difensiva della mano morta che secondo la sentenza 23455 della corte costituzionale del 25 5 2005 se si poggia meno di 3 secondi non è reato di violenza sessuale

Io mangio uguale anche se stasera gli bruciano il ristorante o se domani il giudice lo manda in galera in cella con 10 finocchi di 150 kg l'uno

Il mio interesse è altrove , ma tu scrivi tranquilla quello che vuoi ci mancherebbe!
 

Skorpio

Utente di lunga data
Non volevo intervenire, ma...
Oggi un collega mi ha chiesto di chiamare una collega per farmi levare un pelucco che (e sembrava su carboni ardenti a dirlo) mi si era appiccicato sul vestito altezza culo. Manco culo è riuscito a dire e ci girava attorno in modo molto più imbarazzante che se me lo avesse semplicemente tolto.
Si è arrivati ad un livello tale per cui anche un gesto normalissimo può essere interpretato come molestia.
Così appunto come un gesto di disturbo di un servizio televisivo viene invece visto come una violenza sessuale.
Mi sembra delirante, si è persa la misura. Cosa che aiuta tra l'altro, per reazione riflessa, a sottovalutare quella vera, di violenza.
Ed è così in tutto.
Per lavoro ho avuto a che fare con parecchi africani. E si chiamano "negri" fra loro e con chi sono in confidenza, termine che con loro ho usato spesso anch'io, perché so bene essere inteso in quel contento come confidenziale e non certo come offensivo. Ma se ti sente qualcuno da fuori "oddio ha detto negro!"
E intanto un africano onesto, in regola e con contratto di lavoro indeterminato non trova casa in affitto manco col lanternino. Ma l'importante è non chiamarlo negro
Eh già .. e purtroppo io penso che abbia fatto bene il tuo collega ad avere qualche retropensiero prima di osare toccarti.

Perché oggettivamente, il concetto che è girato anche durante questa discussione, e che quindi sta radicato in qualche cervello, è che comunque quel gesto di toglierti il capello lui lo avrebbe eventualmente fatto al di fuori del tuo consenso, toccandoti.

E se l'ottica e la prospettiva è quella che indicavo nel post precedente a @Ginevra65 , e cioè che tutto ciò che rileva, indipendentemente dal contesto, è "mano invadente su culo non consenziente " il tuo collega in teoria rischierebbe come quello sciabigotto fuori dallo stadio

Anzi, rischierebbero forse anche di più, perché si troverebbe sul luogo di lavoro, e quindi chissà... forse rischierebbe anche di perdere il lavoro.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non è un caso: è conseguenza inevitabile della legge. Cito dalla pagina di wikipedia di "Molestie sessuali":

Oggi in Italia la fattispecie di molestie sessuali si configura nel quadro della contravvenzione di "molestie" punita dall'art. 660 c.p..

Va tuttavia specificato che la sopracitata contravvenzione è stata ritenuta configurabile solo in presenza di espressioni verbali a sfondo sessuale o di atti di corteggiamento, invasivi ed insistiti, diversi dall'abuso sessuale. Qualora, infatti, le molestie comportino un contatto fisico, anche fugace, o limitino in alcun modo la libertà sessuale della vittima, si configura invece il reato di violenza sessuale, disciplinato dagli art.609 bis e seguenti del codice penale italiano. In particolare, la giurisprudenza ritiene di qualificare come violenza sessuale art.609 bis c.p. e non come molestie art.660 c.p., i toccamenti o palpeggiamenti delle natiche anche se sopra i vestiti e con finalità molesta e non di libidine[1].

La giurisprudenza ha recentemente ritenuto che integri il reato di violenza sessuale e non quello di molestie di cui all'art. 660 c.p. la condotta di chi, per soddisfare o eccitare il proprio istinto sessuale, mediante comunicazioni telematiche che non comportino contatto fisico con la vittima, induca la stessa al compimento di atti che comunque ne coinvolgano la corporeità sessuale e siano idonei a violarne la libertà personale e non la mera tranquillità[1].


Stante ciò, mettendo tutto sotto un unico cappello, diventa praticamente impossibile fare una distinzione tra un palpeggiamento e uno stupro in un parco coltello alla gola: a tutto si applica la stessa pena, sia come nome sia come punizione, e questo in virtù del fatto che il principio violato è lo stesso (la negazione del consenso), pertanto il reato deve essere lo stesso.

Ho provato a sollevare questa questione ma, come hai visto, ho solo meritato il biasimo generalizzato, da ultimo il fatto di essere "ridicolo".

Questa è la legge. E la società, attualmente, non è disposta a metterla in discussione. Punto.

E bisogna accettarla, almeno ufficialmente: nessuno la mette in discussione, pena lo stesso biasimo che ha colpito me però espresso a livello sociale, mettendo quindi a rischio la propria immagine.
In fondo, a me, di essere stato biasimato su un forum in cui non conosco nessuno né mai conoscerò nessuno mi importa una beata sega: mentre anch'io, se fossi un giornalista o un giurista, dovendo esprimere un'opinione sottoscritta con nome e cognome su un giornale, non direi quello che ho detto qui, ma avrei abbracciato l'opinione comune, fottendomene dell'idiota che si becca la condanna per violenza sessuale, come tutti: cazzi suoi.

Da qui il comportamento del tuo collega: è inevitabile. Lo capisco benissimo.

Come è inevitabile che in certi contesti si abbia paura a restare soli in ascensore con una donna (non è una leggenda metropolitana).

E come è inevitabile che ormai in praticamente tutte le università sempre più spesso i docenti evitino di restare soli con le studentesse e se proprio proprio ne entra una nel loro studio, le dicono di lasciare la porta aperta (e neanche questa è leggenda metropolitana...)
Non credo che tu sia così sprovveduto da non cogliere la ratio della legge.
Si è passati da reato contro la morale o contro l’integrità della famiglia che distingueva tra violenza carnale (che avrebbe potuto comportare una gravidanza) e atti di libidine violenta alla definizione di reato contro la persona che avrebbe dovuto comportare l’eliminazione di tutte le domande in dibattimento su come la vittima fosse stata penetrata e per quanti cm.
Poiché il reato è contro la persona, sarà la persona vittima del reato a valutare se quanto accaduto sia reato.

Per quanto riguarda la prudenza nei confronti di impiegate e studentesse (già non amministratrici delegate o professoresse o presidi (femmine) perché la questione è sempre legata a questioni di potere a al dubbio che le “presunte vittime” possano simulare o dichiarare sgradite attenzioni che hanno provocato, per ottenere risarcimenti onerosi.
Ma perché mai un professore dovrebbe ricevere la studentessa a porte chiuse? È forse protetto da privacy decidere l’argomento di una tesi?
Ma si tratta più di percezione e di prudenza, piuttosto che di pericolo reale.
E tra percezione del pericolo e pericolo reale io farei una distinzione, altrimenti avrebbero ragione le vecchiette che si sentono minacciate dal nero, così come le loro nonne dal meridionale.
Nella mia esperienza, chi si è premurato di chiudere la porta qualche intenzione l’aveva.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Eh già .. e purtroppo io penso che abbia fatto bene il tuo collega ad avere qualche retropensiero prima di osare toccarti.

Perché oggettivamente, il concetto che è girato anche durante questa discussione, e che quindi sta radicato in qualche cervello, è che comunque quel gesto di toglierti il capello lui lo avrebbe eventualmente fatto al di fuori del tuo consenso, toccandoti.

E se l'ottica e la prospettiva è quella che indicavo nel post precedente a @Ginevra65 , e cioè che tutto ciò che rileva, indipendentemente dal contesto, è "mano invadente su culo non consenziente " il tuo collega in teoria rischierebbe come quello sciabigotto fuori dallo stadio

Anzi, rischierebbero forse anche di più, perché si troverebbe sul luogo di lavoro, e quindi chissà... forse rischierebbe anche di perdere il lavoro.
Ma nemmeno io toglierei la cosa (piuma, capello, carta) dal vestito di nessuno. Direi “guarda che hai una cosa sul vestito “.
L'imbarazzo deriva dalla percezione di poter essere “vittima di una persecuzione in base a un gesto innocente “. Ma di percezione si tratta. Oppure qualcuno ha notizie di chi è stato denunciato per aver tolto un capello?
 

Skorpio

Utente di lunga data
E' qualcosa dove in 25 secondi esce la dinamica del branco.
L'uomo che ha toccato il culo alla ragazza, è quello che ha passato la soglia. Un poco come nei documentari si vede una preda circondata dai leoni, e c'è quella che sferra il primo colpo, ma potrebbe essere lo stesso di un gruppo di ragazzi che ne circonda una singola persona, lo sta prendendo il giro, e poi c'è quello che fa partire una spinta.
Sono dinamiche che in modo minore possiamo aver visto tutti. C'è chi non agirebbe mai, e nel branco arriva anche lui tirare il calcio.
Qui la degenerazione della vicenda prende compimento nella non riuscita del servizio televisivo, la ragazza non riesce a trovare un uomo che dica tre parole sulla partita.
Sarebbe bastata una persona che si fosse avvicinata a lei, esprimendo la rabbia e la delusione per la partita persa, in modo consono ad essere trasmesso per tv, e la vicenda avrebbe forse preso un altra piega.

A me di per se non viene da dire altro. La ragazza, l'abbiamo scritto, aveva un video in mano, ha deciso di denunciare.
Non mi pare sia un referendum dove votare.
Non so.. non lo so Marjanna

Ma alla fine cosa c'è da dire? O da fare?

Se ci togli in culo che ha fatto partire 1000 sirene (aiutooo il culoooo) di episodi così nel mondo sportivo ne accadono a centinaia

 

Brunetta

Utente di lunga data
Non so.. non lo so Marjanna

Ma alla fine cosa c'è da dire? O da fare?

Se ci togli in culo che ha fatto partire 1000 sirene (aiutooo il culoooo) di episodi così nel mondo sportivo ne accadono a centinaia

Lì sono riportate cose diverse. Alcune sono reazioni al rapporto di potere dei giornalisti-calciatori, il bacio era del calciatore alla fidanzata giornalista, altre al clima adolescenziale scemo in cui vivono perennemente i calciatori, ma anche altri sportivi.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Lì sono riportate cose diverse. Alcune sono reazioni al rapporto di potere dei giornalisti-calciatori, il bacio era del calciatore alla fidanzata giornalista, altre al clima adolescenziale scemo in cui vivono perennemente i calciatori, ma anche altri sportivi.
Lo so che era il bacio alla fidanzata:)
Erano esempi

E comunque c'è anche la donna che resta molto infastidita dal marito che arriva sul SUO posto di lavoro e la tocca e la bacia davanti a tutti

Pensa a te se ti arrivava tuo marito a sbaciucchiarti alla cattedra quando facevi lezione ai ragazzi :LOL:
 

isabel

Utente di lunga data
Vedi.. purtroppo io non è che sia così attratto da ottiche processuali, o strategie difensive, cosa rischia, il giudice , la sentenza della corte costituzionale del 1978 o che so io

Diciamo che le riflessioni che mi suscita questo episodio e le sue evoluzioni sono su un piano totalmente diverso, e quindi a questo livello io non so proprio cosa dire, nel senso che un pò sono ignorante e un pò non sono per nulla attratto da questa ottica.

Quello che è il titolo del 3d è quello che mi ha attratto, e cioè ciò a cui si urla (violenza sessuale!) Con o senza denuncia, con o senza processo.

Se questo coglione (e lo ridiciamo) nel mentre passava anziché metter la mano al culo, con la stessa mano le avesse scartuffato i capelli per quella frazione di secondo, a cosa si sarebbe urlato?

Questo video avrebbe fatto il giro di Italia? O sarebbe rimasto nel buco di culo di quella TV locale?

Perché a livello emotivo e lo ripeto, per me quella 'palpata" al culo in QUEL CONTESTO equivale a una palpata al capo con capelli scartuffati.

È quindi il culo a fare la differenza? Sempre e comunque?

Chiedo

E ti scongiuro: non mi dire cosa potrebbe dire il giudice o l'avvocato difensore al riguardo.. perché almeno a me non mi interessa questo :ROFLMAO:
Tu che sei un maschio sapresti trovare un motivo per cui, fatalità, il tipo ha optato per il culo invece che fare un "ciao ciao" con la manina?

Io da donna posso dirti che di buffetti, schiaffetti, pizzicotti sul culo ne ho collezionati diversi, ad esempio sul lavoro e prevalentemente sono state donne a sculacciarmi.
Ma, ho reagito una sola volta.
Quando la pesantezza della mano mi ha fatto riconoscere indubitabilmente che apparteneva ad un uomo, il gesto ha assunto una valenza sessuale.
Ma soprattutto è all'istante che ho percepito la possibilità di essere sopraffatta.
Eppure eravamo in gruppo, eppure eravamo al lavoro.
Da maschio forse questa sensazione di abuso tramite il sesso si sente meno, è possibile?
Voleva essere un gesto simpatico, ha sostenuto per i primi due minuti.
Ha poi proseguito dicendo che era una sciocchezza, un gesto normale perché, argomentava, avevo un bel culo per lui, fasciato in un bel pantalone e poi ero piegata e quindi lo stavo invitando.
Ha proseguito cercando appoggio nei colleghi intorno, tutti maschi, tutti presenti.
Lo hanno invitato a tacere, riflettere e scusarsi.
Lui ha proseguito dicendo che non solo era normale ma era un suo diritto in quanto maschio e più forte, sculacciare un culo che gli piaceva.
Era un apprezzamento insomma.
Avrei dovuto ringraziare.
E niente.
Da lì in poi, i colleghi hanno iniziato a sfotterlo, per vari mesi.
Gira che ti rigira, in effetti si è finiti a ridere.

In questo racconto, intravedi la violenza?
Anche la mia intendo.
E il mio "potere"?

Aneddoto a parte, il punto è che, secondo me, nelle interazioni tra uomo e donna, la sessualità non è mai del tutto esclusa, anche solo come "valutazione preventiva".
Per cui, un gesto di disturbo, una violenza tesa solo a dare fastidio, come dici, assume valenza sessuale per il semplice fatto che è stata declinata come tale.
Sessualità e potere sono le corde che sfiora questa vicenda.
Sono corde intrecciate e tesissime.
A volte diventano visibili, a volte lo sono meno.
Ma sono in noi e non possiamo ignorarle.

Quindi il culo, diventa discrimine.
Connota il tipo di abuso subito e da cui discendono le varie reazioni.
Eccessiva o meno che sarà la pena, se vi sarà, io trovo responsabile ed emblematica la posizione della giornalista.
Perché riconosce e non soprassiede.
Aiuta a riflettere sulle tematiche in ballo.
La pena, dal mio punto di vista, è da considerarsi una mera conseguenza.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Lo so che era il bacio alla fidanzata:)
Erano esempi

E comunque c'è anche la donna che resta molto infastidita dal marito che arriva sul SUO posto di lavoro e la tocca e la bacia davanti a tutti

Pensa a te se ti arrivava tuo marito a sbaciucchiarti alla cattedra quando facevi lezione ai ragazzi :LOL:
Ma qualsiasi contatto tra persone che stanno insieme ha un significato all’interno di quel rapporto. Nessuno sa i significati degli altri.
Ad esempio la dichiarazione di Fedez alla Ferragni, me avrebbe indotta a mollarlo. Ma io non sono la Ferragni. Io odio esibirmi.
 

spleen

utente ?
Non credo che tu sia così sprovveduto da non cogliere la ratio della legge.
Si è passati da reato contro la morale o contro l’integrità della famiglia che distingueva tra violenza carnale (che avrebbe potuto comportare una gravidanza) e atti di libidine violenta alla definizione di reato contro la persona che avrebbe dovuto comportare l’eliminazione di tutte le domande in dibattimento su come la vittima fosse stata penetrata e per quanti cm.
Poiché il reato è contro la persona, sarà la persona vittima del reato a valutare se quanto accaduto sia reato.

Per quanto riguarda la prudenza nei confronti di impiegate e studentesse (già non amministratrici delegate o professoresse o presidi (femmine) perché la questione è sempre legata a questioni di potere a al dubbio che le “presunte vittime” possano simulare o dichiarare sgradite attenzioni che hanno provocato, per ottenere risarcimenti onerosi.
Ma perché mai un professore dovrebbe ricevere la studentessa a porte chiuse? È forse protetto da privacy decidere l’argomento di una tesi?
Ma si tratta più di percezione e di prudenza, piuttosto che di pericolo reale.
E tra percezione del pericolo e pericolo reale io farei una distinzione, altrimenti avrebbero ragione le vecchiette che si sentono minacciate dal nero, così come le loro nonne dal meridionale.
Nella mia esperienza, chi si è premurato di chiudere la porta qualche intenzione l’aveva.
 

Foglia

utente viva e vegeta
Ah, ok, Cassazione, non Corte Costituzionale :)
Difficilissimo in effetti immaginare di poter sfilare un paio di jeans, e persino supporre che una, che magari teme che chi ha davanti possa ammazzarla, non si opponga con tutte le forze....

Purtroppo (e non solo da noi) l'elenco delle sentenze, per così dire discutibili (usiamo un eufemismo) è abbastanza lungo. Premetto una cosa: andrebbero, tutte, lette per esteso e contestualizzate, comunque sempre per dare un'idea questo era una parte del panorama a meno di dieci anni fa:
Stupro, sentenze vergognose: “l’elenco” - The Nest (nelnidodelfalco.altervista.org)

Aggiungo un'ultima considerazione, che muove da alcune riflessioni sull'articolo: il diritto, e la sua interpretazione, "viaggia" di pari passo con ciò che la società percepisce come legittimo ed illegittimo. Con ciò che le è conforme, e ciò che le è "contro". Stiamo parlando di pochi anni fa, non di secoli. E non solo, ahimé, dell'Italia. Ma pure il diritto, non è una cosa tanto lontana da noi. E' pur sempre specchio della società, del nostro pensiero, e molto più banalmente di ciò che percepiamo "giusto" e "ingiusto". Poi - magari - posticipa un adeguamento, vale a dire che cambia (come cambia l'interpretazione, e il pensiero dei Giudici) solo a cambiamento della percezione di un dato fatto da parte della società già ampiamente avvenuto. Qualche volta (ma poche volte, e solo dove vi è per così dire un interesse specifico di carattere istituzionale) la precorre.

vedi, non lo so in che preciso contesto processuale la Cassazione abbia ritenuto di non dover dare credito all'ipotesi dello stupro. Quel che so per certo, è che certi "principi" (come quello che il jeans renderebbe impossibile uno stupro) sono molto, molto pericolosi. Non siamo poi così lontani dal pensiero islamico, per cui il processo lo si fa direttamente alla donna stuprata. Speriamo che con il cambiamento della mentalità, cambino le norme, ma soprattutto cambi l'applicazione e l'interpretazione delle stesse.

Tanto per dire una cosa: io non solo lo tacqui, ma andai avanti ancora nel mio matrimonio. Quando mi separai, e un bel pò di cose comunque emersero, non entrai mai nell'argomento di quello specifico episodio. Quando avvenne stavo male, visibilmente male, e quel che provo a ripensarci (riuscendo oggi a passarci sopra in nome dei buoni rapporti nell'interesse di mio figlio) lo so solo io. Se in quel momento avessi anche parlato, facile sarebbe stato dire che stavo sproloquiando, o giù di lì. Lo avessi detto a distanza di tempo (in sede di separazione, o anche prima) mi avrebbero risposto "e tu perché lo avresti taciuto?". Segni non ne avevo, a parte un occhio pesto. Ma potrei andare avanti a parlare di cos'è la violenza subita in casa, in un loop in cui (sommandosi quella fisica a quella psicologica) tu, da dentro, non vedi vie di uscita. E finisci con l'accettare pure quella. E se parli quando la via di uscita sei riuscita a trovarla, la legge ti dice che avresti dovuto parlarne prima. Ad andar bene. Altrimenti finisci sotto i riflettori tu (e la tua idoneità genitoriale, perché il rischio di divenire un genitore alienante a quel punto sussiste). In punto violenza subita al mio ex mai praticamente sono state fatte domande (ti parlo che eravamo in sede di CTU). Io, visto l'andazzo, evitai di mettere in troppa enfasi l'argomento. Dissi anche che avevo prove (vero, l'ho registrato mentre ammetteva di avere fatto uso della violenza). Il CTU non si scompose di un passo. Avrei dovuto denunciare, e uscire prima da quel cerchio maledetto. Non ne ho avuto la forza, però posso dire che quello che ho visto soltanto di riflesso, a distanza di anni, e non in un processo volto ad accertare atti di violenza (ma solo a contestualizzare un matrimonio e il suo esito) non mi è per niente piaciuto.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ho detto in ascensore. Ovvero tra sconosciuti. Non modalità per calunniare all’interno di una relazione.
 

spleen

utente ?
Ho detto in ascensore. Ovvero tra sconosciuti. Non modalità per calunniare all’interno di una relazione.
Era per dire che comunque la violenza è extragenere, semmai ce ne fosse bisogno di una dimostrazione. E con numeri, come si evince, tutt'altro che trascurabili.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Era per dire che comunque la violenza è extragenere.
Non tanto. Quella è la tesi di quel sito che mira a mostrare una parità di violenza. Tra l’altro mettendo sui due piatti della bilancia denunce che non hanno trovato riscontri, che non significa false, e violenze fisiche gravi.
Non credo che sia sensato proprio mettere a confronto. È indubbio che la maggior parte delle persone incarcerate sono uomini. Non è una colpa avere ormoni della aggressività, è colpa non essere in grado di imbrigliarli e cedere alla violenza.
Non credo che sia un modo di tenerli a bada, quello di negare che esista una violenza specifica degli uomini sulle donne.
Sarebbe come negare il razzismo.
Mica significa farsi carico della violenza compiuta da altri.
Se, come ho cercato di delineare in precedenza, non riconosciamo che la violenza è spesso un modo per scaricare, su chi si pensa che possa subire, le proprie frustrazioni, non potremmo nemmeno combatterla.
Io credo che lo stiamo facendo molto bene e che i gesti violenti vengono sempre più culturalmente condannati, cosa che porterà verso la loro estinzione.
Negarli invece no
 

Brunetta

Utente di lunga data
Tra l’altro siamo indotti a metterci gli uni contro gli altri in base a caratteristiche personali innegabili, come giovani e vecchi, uomini e donne, ci sentiamo etero assediati dai gay, vaccinisti e no-vai, pro Green pass e contro ecc.
È perché va bene qualsiasi conflitto purché non sia di classe, purché non metta in dubbio il sistema capitalistico e liberista. E ci caschiamo in queste contrapposizioni, tanto ci basta fare sesso come ci pare, con chi ci pare.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Quella sulla carta era una stampa, e un pezzo di carta non richiede consenso.
Quel genere di calendario poi, nasce appunto con finalità di solleticare certe fantasie, non certo per appassionati di nudo artistico.
Vedi in quel contesto ero io quella fuori dal coro, quella era stata una goliardata, un momento concesso tra ore di lavoro di un signore di mezza età. E quello gli era uscito, di mimare il ficcare un croissant nella vagina di una ragazza, di carta. Le battute che si dicevano tra loro, senza escludere le donne, erano forti, era un continuo tentar di affondar la lama ridacchiando. Non c'era spazio per altro.
Quello era un contesto, comunque, spudorato, palese. In altri ambienti c'è la versione 2.0, poi quella 3.0 e così via. La lama si fa sempre più affilata, il colpo più mirato ad andare in fondo, la ferita esterna meno evidente, l'organo colpito devastato.
La mia era una battuta :)

Conosco piuttosto bene quel contesto in cui la goliardata si manifesta in quel modo, e non è goliardata.
E' un disprezzo trattenuto che esce ridendo, di quel ridere a denti scoperti che non si può manifestare in altre situazioni.
E' una vomitata di malessere verso se stessi e i propri desideri inconfessati. Mascherato.

Ho imparato che quella lama non ha manico.

Sono rarissimi, purtroppo, gli uomini che sono in pace con l'oggettivazione del corpo femminile - e che quindi non solo non sono carichi del disprezzo che nutrono verso se stessi e hanno bisogno di rivoltarlo sulla donna di carta - e che essendo in pace possono giocare liberamente con i corpi, anche quelli di carta.
Sono gli unici con cui si può parlare di consenso proprio perchè non hanno il vincolo dell'oggettivazione in loro stessi.

Sono proprio, troppo, pochi.

Quel tipo di signori di mezza età, o più giovani o più vecchi, sono quelli che come donna consapevole del tuo potere, li spezzi in 30 secondi semplicemente trasformandoti sotto i loro occhi da latrina a specchio...e allora li vedi finire in ginocchio. O scappano.
 
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