Bruni, l'atto in se può esprimere millemila cose. Il milanese non fa testo. Se l'amante mi tocca il culo ovviamente mica mi dà fastidio, anzi. Ugualmente il mio istruttore aveva il consenso (e il gesto un significato nemmeno sessuale). Ho avuto amici con cui, specie da ragazza, scherzavo (e sono capitati gesti che in altri contesti e fatti da estranei avrebbero assunto un altro significato, e non sarebbero stati minimamente accettati) e via dicendo. Direi che va bene fino a quando non ne provi un qualcosa che va dal fastidio allo star male, al sentirti violata.
L'atto in sé esprime tutto e niente. Se sto scopando con una persona che desidero, non è che è la stessa roba che mi fa uno stupratore, credo che sia evidente. Ma l'atto in se, nel compimento almeno, si somiglia, eh. Le modalità, i significati e tanti altri elementi invece non si somigliano per nulla.
L'apprezzamento va sentito. Francamente ho in testa l'immagine della mia compagna di liceo, e non era certo apprezzamento ciò che si vedeva anche dall'esterno. Nè lei ne pareva lusingata. Ora
: se ci sono invece donne che al passaggio del primo per la strada che rifila loro una pacca sul culo, si sentono lusingate di cotanto gesto, io non so che dire
. Se non che liberissime loro di vedere il gesto come una lusinga, e liberissima io di pensare che, salvi i casi che decido io, lusinga non è.