giorgiocan
Utente prolisso
Scusate se ci ho messo qualche giorno a rispondere, ma ovviamente posso farlo soltanto quando mi trovo da solo.non ti senti all'altezza di affrontare il bello?
Quello che dici, sienne, è vero, te lo confermo. Non mi sento in grado (o all'altezza, o forte abbastanza) per affrontare, in queste condizioni, la bellezza. Che poi sappiamo tutti che gli idilli non esistono, quindi diciamo pure soltanto "serenità".
Perchè, seppure per un paio di giorni sia riuscito a seguire (anche) i vostri consigli, so che quest'ombra non mollerà la presa. E quel che mi fa paura è rimandare per troppo tempo la mia decisione, crollare in un altro momento, quando oltre a quel che abbiamo adesso ci sarà magari anche altro da distruggere.
Vedi, penso al futuro e la prima associazione che ho fatto è stata "distruggere". Sì, la felicità (ora) mi fa decisamente paura. Ma arrivo a dire che se fosse soltanto così, lascerei prevalere la mia vigliaccheria, e spaccherei tutto nell'ipocrita illusione che lei sia ancora in tempo per farsi una vita migliore. Ma poi mi capita, la sera, di abbracciarla dopo una giornata di lavoro, o di prepararle il caffè, di aiutarla nelle piccole cose. E so che voglio essere lì, voglio essere presente per lei, perchè essere con lei è comunque il mio posto. Perchè non c'è niente che mi faccia sentire così vivo, adesso. Anche soltanto rimanere a guardarla.
Nei momenti più neri la testa rimbomba. La sento piena di echi che mi confondono. Non so più qual'è la mia voce e quali sono le distorsioni dettate dalla paura e dalla vergogna. Prendo tempo, non posso fare altro.
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