vediamo: perché conosci solo quel che ti piace e il resto lo irridi (dunque non solo non hai mezzi strumentali, ma nemmeno la tendenza, l'impianto, alla conoscenza; per altro irridi nel modo più ottuso/volgare possibile), leggi solo letteratura d'evasione e mi pare tu veda film d'azione e poco più; la lista è continua ed è lunghissima, ma la salto. La concludo, però, con il fatto che scazzi un congiuntivo su tre, sia che tu venga corretto o no; il che vuol dire, chiaramente, che non solo non sei laureato, ma non hai fatto nemmeno un liceo. Scazzare i congiuntivi non è questione di errore di digitazione: è un errore del pensiero, tipica dei professionali e tecnici, per altro. Ma tu sei presentuoso, secondo te vai bene per tutto, e anzi, sei meglio di altri, sempre. In altre parole: ignoranza presuntuosa. Non a caso sghignazzo, al di là delle tue -con errori grammaticali- illazioni: hai scelto il lavoro perfetto, da perfetto presuntuoso. Peggio di quello ci sono solo gli infermieri che fanno i medici e gli odontotecnici che fanno i dentisti. Solo che loro sono illegali.
Ho degli amici ingegneri che adorano i film di Bud Spencer e Terence Hill e non leggono un libro.
Quando ho accennato a Ophuls mi han dato del matto che non capiva niente e si faceva pippe mentali con stronzate noiose.
Da allora dico che leggo e guardo solo opere di Fabio Volo, così per non apparire troppo strano in generale alle persone con cui interloquisco.
La laurea non è garanzia di maggior cultura generale. E' specialistica, amplifica la tua conoscenza in un determinato settore ma non migliora assolutamente le persone. Se uno è un coglione ottuso lo può essere anche se si laurea: basta studiare e avere qualcuno che ti mantiene per tutta la durata del corso di studi.
E di coglioni ottusi con due lauree ne ho conosciuti. Persone con cui faticavo a ragionare anche su concetti intuitivi.
Se vogliamo essere proprio stronzi, allora distinguerei anche tra le lauree. Un conto è laurearsi in economia e commercio, in lettere, in lingue, un altro in chimica pura, in fisica, in veterinaria, in medicina. O anche in agraria.
Lì ti fai un culo così tutti i santi giorni dodici ore di studio per anni. Esci rincoglionito, senza una vita sociale decente, poi scopri che hai ancora davanti la specialità, gli esami di stato, e alla fine se non hai qualcuno che ti appoggia vai a fare un lavoro precario e sfigato dove ti fai un culo della madonna per anni.
Cazzo, molto molto meglio non laurearsi e fare l'artigiano.
Io ho conosciuto grandi persone che avevano fatto la quinta elementare, fondato attività di un certo rilievo, e scritto libri. Persone che stimo tutt'ora. Ma che sono anziane: un tempo si dava molta più importanza alla persona e al suo valore, piuttosto che ai titoli.
Oggi a nessuno dei due.