Anch'io propongo ...

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free

Escluso
Chiaretta... io la vedo un po' diversa.
Secondo me non è mica la laurea che ti è servita ad aprirti il cervello.
Tu il cervello ce l'hai aperto di tuo, e con quel cervello hai sfruttato lo studio in modo da ampliare ancora di più la mente.
Perchè se non parti con l'impostazione giusta, studi e dai esami... e basta.

invece secondo me la conoscenza può aprire la mente, e anche di molto, dipende dai casi
diciamo che l'ignoranza non ha mai aiutato nessuno, e la conoscenza e l'informazione sono anche ingredienti della libertà, secondo me
 

Chiara Matraini

Senora de la Vanguardia
ma guarda che l'intervento dal quale JB ha scritto il suo filmetto serie Q è proprio il tuo, sulla carbonara fra un round e l'altro. Che io no e manco morta, troppo difficile da accettare? Essù.

ma porca di quella troia,
se scopassi un po' di più con uomini COME DICO IO altro che UNA carbonara, tre di fila te ne faresti, echecazzo

E TI FARESTI PURE IMBOCCARE

ma possibile che devo sempre arrivare a trattarvi come mk? :mrgreen:

edit
annablume, prendilo come uno sfogo bonario...sai che ti stimo e ti apprezzo :)

ma anche tu , eh..
 
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Eratò

Utente di lunga data
Chiaretta... io la vedo un po' diversa.
Secondo me non è mica la laurea che ti è servita ad aprirti il cervello.
Tu il cervello ce l'hai aperto di tuo, e con quel cervello hai sfruttato lo studio in modo da ampliare ancora di più la mente.
Perchè se non parti con l'impostazione giusta, studi e dai esami... e basta.
quoto
 

Nicka

Capra Espiatrice
invece secondo me la conoscenza può aprire la mente, e anche di molto, dipende dai casi
diciamo che l'ignoranza non ha mai aiutato nessuno, e la conoscenza e l'informazione sono anche ingredienti della libertà, secondo me
Ma diciamo che come sempre dipende dalla persona?
Io conosco gente con la terza media che ha un'ottima base, che ha curiosità da vendere, che facendosi il mazzo è arrivato a lavorare a livelli che manco i laureati, che passa il tempo libero a informarsi, a leggere, ad approfondire gli argomenti.
E mio malgrado conosco anche gente laureata che si vanta di essere laureata, che ti guarda dall'alto sottolineando che è laureata, che ti dà del fallito se non lo sei, che ti fa sentire in difetto se non hai raggiunto lo stesso traguardo...
Per questo, in genere, del percorso accademico di una persona mi interesso poco e niente...
 

danny

Utente di lunga data
perchè sostanzialmente sono delle teste di cazzo, laurea o non laurea: non hanno sfruttato l'occasione di migliorare anche grazie al percorso di studi che, ripeto, non aggiunge solo competenze

meccanici e panettieri: sai che al giorno d'oggi ne esistono anche di laureati, vero?
proprio perché si adattano a un mercato del lavoro molto cambiato

io stessa svolgo un lavoro che non rientra nelle mie competenze di laurea, ma vuoi sapere una cosa?
proprio perché sono laureata, e ho sfruttato la mia laurea nel modo giusto lo svolgo in un modo assolutamente migliore di molti che lo fanno da vent'anni, perché la laurea è servita ad aprirmi il cervello, capisci?

parlando di lavori artigianali: ovvio che lì conta molto di più l'esperienza sul campo e gli anni di lavoro svolti.


e mi permetto, ma senza arroganza, né superbia, di farti notare che i meccanici di cui parlavo io non sono quelli che aggiustano le auto: meccanico era denominazione generica (dal medioevo in poi) per indicare chi non era nobile e quindi doveva vivere grazie un'attività pratica.

Il quarto significato del vocabolario...

Chiara, io non sono laureato. Ho frequentato due anni del corso di laurea in Scienze Agrarie, che all'epoca prevedeva 39 annualità, dopo il liceo Scientifico, poi per motivi economici ho dovuto contemporaneamente lavorare, il che mi ha reso impossibile terminare il percorso di studi, che, come immagino tu sappia, per le lauree di quel genere era parecchio impegnativo.
Ho svolto lavori di tutti i tipi e frequentato corsi di vario genere, poi ho trovato l'occasione di entrare in una redazione.
Ho colleghi laureati a cui spesso insegno e che comunque non hanno le mie stesse capacità lavorative. La mia esperienza pluriventennale ha il suo peso.
Non voglio precisare il settore, però il mio lavoro richiede ampie conoscenze, precisione, attenzione e umiltà nell'approccio, oltre a più che buone doti intuitive.
Doti che il mio primo capo, terza media, che è abbastanza noto da avere un suo profilo su Wikipedia e citazioni su enciclopedie di settore, come altri nostri collaboratori storici, ha saputo riconoscere in me, facendomi crescere.
Tutte le donne della mia vita sono laureate. Lo è anche mia moglie, laureata con 110 e lode in Chimica, che ovviamente si è dovuta adattare a un mercato del lavoro che non offre adeguate opportunità a persone di valore.
 
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Joey Blow

Escluso
nella mia, di scuola, se copiavi ti staccavano le mani (ed era in generale un marchio d'infamia). Io mai avuto bisogno, chiaramente. Lasciavo il foglio sghembo, però, visto mai servisse ad altri meno schizzinosi della media...;)
Di solito a squola le mani te le staccano se copi (e non solo nella tua, che sarà stata di sicuro upper class però), ma io le cose le so fare e bene, sai com'è.
 

danny

Utente di lunga data
Chiaretta... io la vedo un po' diversa.
Secondo me non è mica la laurea che ti è servita ad aprirti il cervello.
Tu il cervello ce l'hai aperto di tuo, e con quel cervello hai sfruttato lo studio in modo da ampliare ancora di più la mente.
Perchè se non parti con l'impostazione giusta, studi e dai esami... e basta.
Sintonia totale.
 

Chiara Matraini

Senora de la Vanguardia
Ma diciamo che come sempre dipende dalla persona?
Io conosco gente con la terza media che ha un'ottima base, che ha curiosità da vendere, che facendosi il mazzo è arrivato a lavorare a livelli che manco i laureati, che passa il tempo libero a informarsi, a leggere, ad approfondire gli argomenti.
E mio malgrado conosco anche gente laureata che si vanta di essere laureata, che ti guarda dall'alto sottolineando che è laureata, che ti dà del fallito se non lo sei, che ti fa sentire in difetto se non hai raggiunto lo stesso traguardo...
Per questo, in genere, del percorso accademico di una persona mi interesso poco e niente...

premettendo che sono d'accordo con te, vorrei far notare che è proprio l'uso distorto del percorso accademico, ANCHE da parte di chi non ce l'ha, CHE NON VA BENE
 

Tubarao

Escluso
ma guarda che l'intervento dal quale JB ha scritto il suo filmetto serie Q è proprio il tuo, sulla carbonara fra un round e l'altro. Che io no e manco morta, troppo difficile da accettare? Essù.
Anna, non sei il mio personalissimo Anticristo per caso, infatti.

Non è difficile accettare il tuo pensiero sulla carbonara fra un round e l'altro. (Che poi non era tra un round e l'altro ma vabbè). Quello è comprensibilissimo.

Quello che provoca un fastidio epidermico è ben altro.
 

Chiara Matraini

Senora de la Vanguardia
Il quarto significato del vocabolario...

Chiara, io non sono laureato. Ho frequentato due anni del corso di laurea in Scienze Agrarie, che all'epoca prevedeva 39 annualità, dopo il liceo Scientifico, poi per motivi economici ho dovuto contemporaneamente lavorare, il che mi ha reso impossibile terminare il percorso di studi, che, come immagino tu sappia, per le lauree di quel genere era parecchio impegnativo.
Ho svolto lavori di tutti i tipi e frequentato corsi di vario genere, poi ho trovato l'occasione di entrare in una redazione.
Ho colleghi laureati a cui spesso insegno e che comunque non hanno le mie stesse capacità lavorative. La mia esperienza pluriventennale ha il suo peso.
Non voglio precisare il settore, però il mio lavoro richiede ampie conoscenze, precisione, attenzione e umiltà.
Doti che il mio primo capo, terza media, che è abbastanza noto da avere un suo profilo su Wikipedia e citazioni su enciclopedie di settore, come altri nostri collaboratori storici, ha saputo riconoscere in me, facendomi crescere.
Tutte le mie donne sono laureate. Lo è anche mia moglie, laureata con 110 e lode in Chimica, che ovviamente si è dovuta adattare a un mercato del lavoro che non offre adeguate opportunità a persone di valore.

su questo non ho dubbi
 

free

Escluso
Ma diciamo che come sempre dipende dalla persona?
Io conosco gente con la terza media che ha un'ottima base, che ha curiosità da vendere, che facendosi il mazzo è arrivato a lavorare a livelli che manco i laureati, che passa il tempo libero a informarsi, a leggere, ad approfondire gli argomenti.
E mio malgrado conosco anche gente laureata che si vanta di essere laureata, che ti guarda dall'alto sottolineando che è laureata, che ti dà del fallito se non lo sei, che ti fa sentire in difetto se non hai raggiunto lo stesso traguardo...
Per questo, in genere, del percorso accademico di una persona mi interesso poco e niente...

ma io non ho mai visto tutto 'sto conflitto tra laureati e non...
invece ho notato, almeno riguardo al mio corso, che non insegna affatto solo nozioni come potrebbe sembrare, piuttosto insegna a fare i collegamenti tra i vari istituti, senza quelli non vai da nessuna parte e anzi servono per avere la necessaria visione d'insieme che ti permettere tra l'altro di applicare al caso concreto, ovvero agli accadimenti della vita, le nozioni che hai imparato, nella giusta logica e prospettiva, il che vuol dire che è un modo di aprire la mente, secondo me
di contro, personalmente non ho mai trovato NESSUNO che ci arriva senza le basi, però è anche vero che ho trovato chi non ci arriva anche avendo le basi, purtroppo
 

AnnaBlume

capziosina random
Chiaretta... io la vedo un po' diversa.
Secondo me non è mica la laurea che ti è servita ad aprirti il cervello.
Tu il cervello ce l'hai aperto di tuo, e con quel cervello hai sfruttato lo studio in modo da ampliare ancora di più la mente.
Perchè se non parti con l'impostazione giusta, studi e dai esami... e basta.
io trovo invece che gli studi seri, a partire dalle scuole superiori (fondamentali!) abbiano la possibilità, grande, di aprire il cervello a chi quella disposizione già ce l'ha. E' un circolo virtuoso. Ti piace imparare, studiare (hai quell'apertura), lo studio serio te la amplifica, espande gli orizzonti (se non altro come forma mentis, appunto). Questo parlando in generale, chiaramente. Immagino (anzi so) che studi filosofici ti aprano la mente più della meccanica razionale, anche; non è un caso che la filosofia (palestra del pensiero) la si insegni al liceo sebbene 'non professionalmente direttamente utile' (e torniamo alle scuole superiori, e non casualmente). Poi, come dicevo, ci sono persone di tutti i tipi sempre, se guardi caso per caso, ma non sono regole. Altrimenti arriveremmo a sostenere posizioni assurde come: la cultura non serve a niente, l'ignoranza è una delle opzioni possibili ed è di pari valore delle altre ed è bene che siano state tagliate istruzione e ricerca...
 
Ultima modifica:

Nicka

Capra Espiatrice
premettendo che sono d'accordo con te, vorrei far notare che è proprio l'uso distorto del percorso accademico, ANCHE da parte di chi non ce l'ha, CHE NON VA BENE
Sai qual è il problema?
I tempi che corrono, semplicemente.

Mi piacerebbe che i laureati non finissero a lavare i piatti o a impilare hamburger.
Mi piacerebbe che chi raggiunge un obiettivo con fatica e studio ottenesse quello per cui ha tanto sudato.
Mi piacerebbe che chi ha una laurea possa sfruttarla nell'ambito per il quale la laurea è stata presa.
Mi piacerebbe che ci fosse un lavoro degno e ben retribuito per tutti, anche per chi (per svariatissimi motivi) questa laurea non è riuscito, non ha voluto, non ha potuto prenderla.
Mi piacerebbe che il mercato del lavoro mettesse in conto anche un po' più di meritocrazia rispetto a quella di oggi.
Mi piacerebbe che l'università fosse più rivolta alla persona piuttosto che al mero ottenimento di un voto (e spesso il voto è dato ad cazzum) e per fare questo c'è bisogno di numeri chiusi, di test di orientamento seri, forse anche di comprensione che manca spesso e volentieri.
Mi piacerebbe che un figlio di primario, se portato all'ippica, si dedicasse a quella piuttosto che vincere a mani basse un titolo per il quale non ha un briciolo di predisposizione.

Ma siamo in Italia.
 

AnnaBlume

capziosina random
Detto questo, non sghignazzavo (né sghignazzo nel reale) per la laurea o non laurea. Piacerebbe ad alcuni, magari :). Sghignazzavo per il lavoro 'presuntuoso', come dicevo sopra, che secondo me è perfetto per lui, proprio perfetto.
 

Nicka

Capra Espiatrice
ma io non ho mai visto tutto 'sto conflitto tra laureati e non...
invece ho notato, almeno riguardo al mio corso, che non insegna affatto solo nozioni come potrebbe sembrare, piuttosto insegna a fare i collegamenti tra i vari istituti, senza quelli non vai da nessuna parte e anzi servono per avere la necessaria visione d'insieme che ti permettere tra l'altro di applicare al caso concreto, ovvero agli accadimenti della vita, le nozioni che hai imparato, nella giusta logica e prospettiva, il che vuol dire che è un modo di aprire la mente, secondo me
di contro, personalmente non ho mai trovato NESSUNO che ci arriva senza le basi, però è anche vero che ho trovato chi non ci arriva anche avendo le basi, purtroppo
Il conflitto c'è, magari non è esplicito, ma non hai idea di quante volte ho visto la puzzetta sotto al naso di certa gente...:mrgreen:
E mi è capitato spesso di vedere cambiare quasi l'espressione nel sapere se uno ha il pezzo di carta o meno, sarà poi che ho una certa sensibilità io eh...o forse alcuni sono talmente espressivi che non riescono a camuffare il disappunto o l'ammirazione...
 

danny

Utente di lunga data
io trovo invece che gli studi seri, a partire dalle scuole superiori (fondamentali!) abbiano la possibilità, grande, di aprire il cervello a chi quella disposizione già ce l'ha. E' un circolo virtuoso. Ti piace imparare, studiare (hai quell'apertura), lo studio serio te la amplifica, espande gli orizzonti (se non altro come forma mentis, appunto). Questo parlando in generale, chiaramente. Immagino (anzi so) che studi filosofici ti aprano la mente più della meccanica razionale, anche; non è un caso che la filosofia (palestra del pensiero) la si insegni al liceo sebbene 'non professionalmente direttamente utile' (e torniamo alle scuole superiori, e non casualmente). Poi, come dicevo, ci sono persone di tutti i tipi sempre, se guardi caso per caso, ma non sono regole. Altrimenti arriveremmo a sostenere posizioni assurde come: la cultura non serve a niente, l'ignoranza è una delle opzioni possibili ed è di pari valore delle altre ed è bene che siano state tagliate istruzione e ricerca...

Ho litigato una sera con un laureato in geologia e uno in chimica che sostenevano che la filosofia al liceo scientifico andrebbe abolita, perché non serve a un cazzo ed è aria fritta.
Io ovviamente sostenevo il contrario.
Diciamo che questo discorso pro e contro laureati comporta l'introduzione di tanti distinguo da non portare ad alcuna conclusione, in effetti
 

AnnaBlume

capziosina random
ma io non ho mai visto tutto 'sto conflitto tra laureati e non...
invece ho notato, almeno riguardo al mio corso, che non insegna affatto solo nozioni come potrebbe sembrare, piuttosto insegna a fare i collegamenti tra i vari istituti, senza quelli non vai da nessuna parte e anzi servono per avere la necessaria visione d'insieme che ti permettere tra l'altro di applicare al caso concreto, ovvero agli accadimenti della vita, le nozioni che hai imparato, nella giusta logica e prospettiva, il che vuol dire che è un modo di aprire la mente, secondo me
di contro, personalmente non ho mai trovato NESSUNO che ci arriva senza le basi, però è anche vero che ho trovato chi non ci arriva anche avendo le basi, purtroppo

quoto! (ah, per altri inetrventi precedenti in altri 3d: con 'diritto' intendevo in generale, mi sa, più la giurisprudenza che il diritto. Scusa (l'avevo ben detto che non posso che essere superficiale in quall'ambito). Però mi sono guardata bene la definzione delle due, grazie :)
 

Joey Blow

Escluso
Detto questo, non sghignazzavo (né sghignazzo nel reale) per la laurea o non laurea. Piacerebbe ad alcuni, magari :). Sghignazzavo per il lavoro 'presuntuoso', come dicevo sopra, che secondo me è perfetto per lui, proprio perfetto.
(Il geom. è presuntuoso. Chissà perchè. Mah)
Anna, senti a me: hai scritto tante di quelle cagate tutte insieme invece che diluite come fai al solito che forse se parli di presunzione è meglio che abbozzi. Anzi, magari è meglio se abbozzi del tutto, dai.
 

Joey Blow

Escluso
Il conflitto c'è, magari non è esplicito, ma non hai idea di quante volte ho visto la puzzetta sotto al naso di certa gente...:mrgreen:
E mi è capitato spesso di vedere cambiare quasi l'espressione nel sapere se uno ha il pezzo di carta o meno, sarà poi che ho una certa sensibilità io eh...o forse alcuni sono talmente espressivi che non riescono a camuffare il disappunto o l'ammirazione...
Ma non è un conflitto tra laureati e non, è un conflitto tra gli AnnaBlume di questo mondo infame (COGLIONI PATENTATI) ed il resto della popolazione (VARIAMENTE MIGLIORE).
 

danny

Utente di lunga data
Sai qual è il problema?
I tempi che corrono, semplicemente.

Mi piacerebbe che i laureati non finissero a lavare i piatti o a impilare hamburger.
Mi piacerebbe che chi raggiunge un obiettivo con fatica e studio ottenesse quello per cui ha tanto sudato.
Mi piacerebbe che chi ha una laurea possa sfruttarla nell'ambito per il quale la laurea è stata presa.
Mi piacerebbe che ci fosse un lavoro degno e ben retribuito per tutti, anche per chi (per svariatissimi motivi) questa laurea non è riuscito, non ha voluto, non ha potuto prenderla.
Mi piacerebbe che il mercato del lavoro mettesse in conto anche un po' più di meritocrazia rispetto a quella di oggi.
Mi piacerebbe che l'università fosse più rivolta alla persona piuttosto che al mero ottenimento di un voto (e spesso il voto è dato ad cazzum) e per fare questo c'è bisogno di numeri chiusi, di test di orientamento seri, forse anche di comprensione che manca spesso e volentieri.
Mi piacerebbe che un figlio di primario, se portato all'ippica, si dedicasse a quella piuttosto che vincere a mani basse un titolo per il quale non ha un briciolo di predisposizione.

Ma siamo in Italia.
Già.
Sai qual è il problema'
Che i laureati oggi svolgono lavori che 20 anni fa facevano i diplomati.
E guadagnano meno.
Che fai carriera solo se hai le giuste raccomandazioni, non per meriti.
Che se fai l'idraulico e dimentichi un po' di fatture, guadagni 3 volte più di un laureato.
Che spesso oggi sei precario a vita a farti il culo.
Il che ti rende comprensibilmente un po' frustrato.
 
Ultima modifica:
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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