mannò, la ricchezza è solo una cosa in più, come la laurea

poi se uno è pirla, è pirla anche se ricco e/o laureato
No, la ricchezza non è "una cosa in più", ma una cosa che ti cambia o ti fa essere in un certo modo.
Il ricco non stronzo segue il concetto che fu di Seneca, accusato di fare il saggio coi milioni (la solita accusa "comodo parlare di virtù quando hai milioni di sesterzi!") , il quale rispondeva che fondamentale è per chi è ricco sapere che se durante un naufragio perdesse tutte le sue ricchezze non si sentirebbe turbato per nulla. Ovviamente sosteneva che per poter giungere a tale grado di indifferenza per le proprie ricchezze occorreva praticare l'ascesi e la virtù ogni giorno di vita, ogni ora. Perché? Perché le ricchezze s'attaccano alle persone al punto che diventano la ragione di vita e di essere delle persone, la misura del loro consistere, del loro valere.
Non avrebbe detto Gesù "è più facile per un cammello, ecc.", né avrebbe detto che l'uomo non può avere due padroni, o amerà uno e odierà l'altro, o viceversa, e alludeva alle ricchezze da una parte e a Dio dall'altra.
Ho conosciuto molti ricchissimi, per ragioni di lavoro, di ex fidanzato, e perché vivo in una città ricchissima.
Il 90 per cento (ripeto, non tutti, il 90%) è gretto e meschino, al minimo.
Essere ricchi è una maledizione, dal mio punto di vista, perché mina in profondità la libertà e anche la gioia di vivere.
Ovunque tu sia e qualsiasi cosa tu faccia, ci hai appiccicati i milioni, anche se non mostri di averli, come la maggioranza della gente che vive qui da me. Non puoi dimenticarti che sei ricco in nessun istante.