Amavo un'altra e ho ucciso tutti

Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.

Brunetta

Utente di lunga data
Io continuo a vederci una totale mancanza di rispetto verso le vittime. Uccise la seconda volta quando si concede a chi li ha ammazzati di tornare liberi. Concessione che a loro non puó venire data
I morti sono morti.
Nulla li può far rivivere o compensare.:unhappy:
 

Nicka

Capra Espiatrice
Io continuo a vederci una totale mancanza di rispetto verso le vittime. Uccise la seconda volta quando si concede a chi li ha ammazzati di tornare liberi. Concessione che a loro non puó venire data
Ovviamente quoto...
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
I morti sono morti.
Nulla li può far rivivere o compensare.:unhappy:
Certo. Ma si puó rispettarli e questo secondo me non avviene. Se permetti a chi li ha uccisi di essere libero vuol dire che la loro vita valeva nulla per la giustizia
 

Brunetta

Utente di lunga data
Certo. Ma si puó rispettarli e questo secondo me non avviene. Se permetti a chi li ha uccisi di essere libero vuol dire che la loro vita valeva nulla per la giustizia
E' sempre il solito problema: proporzione della pena. Pena rieducativa o vendicativa.
A freddo condivido la nostra giurisprudenza.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
E' sempre il solito problema: proporzione della pena. Pena rieducativa o vendicativa.
A freddo condivido la nostra giurisprudenza.
A freddo me ne strabatto della rieducazione di un assassini di due bambini. Figurati a caldo...
 

Brunetta

Utente di lunga data

Sbriciolata

Escluso
Hai confermato quello che intendevo.
Ha scelto una soluzione estrema che ha infranto un tabù che è tale perché uccidere i figli è uccidere parte di sé, è uccidere il proprio futuro e il futuro della società e della specie. Lo fanno anche coloro che considerano la propria vita senza senso e si portano dietro i figli nell'oblio dal dolore.
Ma lui l'ha fatto per lo stesso motivo per cui è considerato lecito non solo mollare una famiglia ma considerarla un errore e un peso.
Non ricordi solo qualche giorno fa l'amico di Lothar che ha rimpianto di non essersi limitato al motel con la moldava, rinnegando in pratica anche il figlio che da quella unione è nato?
Queste ultime, ovvio, sono state solo parole.
sì ma mentre io concordo con te in una progressiva perdita del senso morale e etico sia a livello individuale che sociale, non credo che questa progressione sia in relazione con tragedie come questa. Anzi. Proprio perchè la società non giudica più severamente padri e madri che mollano la famiglia per seguire un obbiettivo per quanto effimero, la responsabilità individuale verso i legami non è più sentita come un legame indissolubile, questo dovrebbe quindi sortire l'effetto opposto. No, io credo che purtroppo il male esista, esista nei singoli individui e spesso sia pure desolatamente stupido.
 

Sbriciolata

Escluso
Allora: escludo che abbia fatto uso di cocaina se non nell'istante immediatamente precedente l'azione. La moglie se ne sarebbe accorta. Ma se è vero che subito dopo è andato alla partita, allora avrebbero dovuto accorgersene gli amici. Quindi secondo me qui non c'entra o è completamente ininfluente.

Per rispondere alla tua domanda, considera che diverse droghe utilizzate a livello puramente ludico derivano da sperimentazioni iniziate sotto la supervisione interessata degli ambienti militari, quindi la risposta direi che è un bel SI', si riesce abbastanza tranquillamente, soprattutto se coordinati dall'esterno o in presenza di una strategia da seguire nota a priori.
E ripeto l'esempio dei sicari di qualche commento fa.
Giorgetto, guarda che è pieno di gente che si fa di coca ogni giorno. Professionisti stimatissimi. Non è che ti spuntano le antenne o diventi verde, dipende da quanta ne assumi e da come la gestisci. Io di un paio di persone l'ho saputo con certezza e non l'avrei neppure sospettato lontanamente.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Tu pensi l'opposto di quel che penso io.
Per me ha pianificato anche il giorno, scegliendo quello della partita.
Ha compiuto i delitti in mutande, per non sporcarsi, e ha fatto la doccia in taverna.
Magari ha fatto in modo di mangiare tardi per confondere sull'ora del delitto.
Tu vuoi sentirlo alieno.
Io non credo che lo sia come humus che lo ha formato e gli ha fatto vedere la famiglia come una gabbia.
Certo non tutti siamo assassini che si controllano.
Al massimo io mi controllo per non mandare a cagare i cafoni.
Ma non ho istinti omicidi.
Io la penso come te. Penso piuttosto che per lui la via più stragista sia ad un certo punto sembrata la via più semplice, come in effetti ha confermato agli inquirenti. Una via normale separazione, divorzio per lui era insostenibile e credo dipenda dal fatto che veniva smontata agli occhi di tutti l'idea di bravo ragazzo mentre assurdamente si è sentito sicuro che assassinare tutti gli avrebbe dato la possibilità percentualmente più alta di non essere scoperto ...e trovo il ragionamento assurdo per enne motivi ma parrebbe lui lo abbia considerato valido.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Tu pensa che per me il principio base è che la natura umana sia assassina...ed è proprio il contesto, la cultura, la vita che viviamo che ci rendono socialmente utili e ben inseriti...
In un certo senso la penso come te, se immagino una persona che aggredisce un mio familiare faccio l'esempio di un bimbo avendo la possibilità in quel momento di reagire per fermarlo e sopraffarlo ....Non so se avrei la lucidità di fermarmi prima di vederlo stramazzato al suolo quindi boh forse sono potenzialmente anche io un'assassina ? da riflettere anche su questo
 

sienne

lucida-confusa
In un certo senso la penso come te, se immagino una persona che aggredisce un mio familiare faccio l'esempio di un bimbo avendo la possibilità in quel momento di reagire per fermarlo e sopraffarlo ....Non so se avrei la lucidità di fermarmi prima di vederlo stramazzato al suolo quindi boh forse sono potenzialmente anche io un'assassina ? da riflettere anche su questo

Ciao

credo di si. Credo proprio di si.
Basta avere / sentire la "giusta causa"
o ragione o giustificazione,
che ci legittima nel atto.

Buonagiornata ...


sienne
 

sienne

lucida-confusa
Ciao

l'atto di uccidere ...

se guardiamo ciò che ci circonda e la storia,
notiamo subito, che non vi è nessuna vera morale o etica
a riguardo ... che può variare da caso, da situazione, da motivi.

Dal mostro, all'eroe di guerra ... dal sacrificio, alla difesa ...

E da quei grandi moralisti, che urlano alla pena di morte ...
Con l'argomento, che il mostro non ha diritto di proseguire a vivere ...


Solo così ...


sienne
 

danny

Utente di lunga data
No, non credo.
Poteva andarsene, mollare la famiglia, sarebbe stato libero, relativista(uno che smolla la famiglia per una donna che l'ha rifiutato sta relativizzando assai, secondo me), indifferente al dolore che causava ma sostanzialmente libero.
Uccidere un figlio è tabù.
In ogni società c'è un numero di individui che infrange i tabù.
Uhm...
Io ricordo:
Il mito di Medea.
Oppure Procne e Tereo.
Lo stesso Erode.
 

danny

Utente di lunga data
Era forse in Gomorra che l'assunzione di cocaina era definita come un preparativo abituale dei sicari, come fosse uno dei ferri del mestiere senza il quale non era pensabile "svolgere le proprie mansioni". Ma devo concordare anche sul fatto che non esiste sostanza che ti trasformi in lucido assassino. E' molto più probabile che possa degenerare una rissa tra ubriachi, piuttosto che l'abuso di qualsiasi tipo di droga trasformi una persona sana di mente in un pericoloso squilibrato.

Ci siamo dimenticati di una cosa.
Che esiste l'uomo cattivo.
Sano di mente sì, ma cattivo.
http://it.wikipedia.org/wiki/Oskar_Dirlewanger
E' sempre esistito, ci sarà sempre.
Puoi sovrapporgli tutte le maschere, puoi dargli un'immagine pulita, puoi laurearlo, farlo lavorare in una multinazionale, tifare per la Nazionale, puoi anche non fargli assumere droga, ma sarà sempre cattivo.
E' un aspetto della personalità umana che noi abbiamo negato, dando troppa importanza ai fattori educativi, alla cultura, alla capacità di influire in maniera determinante sull'aspetto più brutale dell'essere uomo.
Che però periodicamente emerge.
Ho conosciuto persone cattive. Me ne sono accorto. Ci sono persone che non hanno pietà, che non si fermano di fronte a nulla, che non godono nel far del bene in alcuna maniera.
L'educazione e l'etica anche in questi tempi di accentuato individualismo si sono accresciute.
Anche con l'aumento dell'indifferenza, della distanza tra le persone, è aumentato il rispetto di alcuni valori etici, relativi alla persona, anche se probabilmente col solo scopo difensivo: ricordo negli anni della mia infanzia molto più cinismo tra le persone, molta più tutela della "roba" (chi non ricorda Mastro Don Gesualdo?), molta più ipocrisia nei rapporti, anche nelle famiglie. Non si parlava di femminicidio, e lo stupro era atto contro la morale, e c'era ancora il ratto a fine di matrimonio (col matrimonio riparatore, vedi la storia di Franca Viola http://it.wikipedia.org/wiki/Franca_Viola).
Per non parlare del delitto d'onore http://www.ecologiasociale.org/pg/dum_fem_onore2.html
"Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell´atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d´ira determinato dall´offesa recata all´onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da 3 a 7 anni".
Il problema di oggi è la solitudine che è conseguenza dell'individualismo promosso dallo stile di vita attuale.
Ma pur soli cerchiamo nuove strade per trovare uno sfogo alla nostra solitudine affettiva, ma quel che siamo non cambia.
Buoni rimaniamo buoni, cattivi rimaniamo cattivi.
E l'etica è una forma di difesa quando soli abbiamo più paura.
 
Ultima modifica:

Nobody

Utente di lunga data
Uno schifo
Io dopo Erica e Omar non mi stupisco di nulla. Schifata da queste leggi che non rispettano le vittime e danno un'altra occasione a chi ha tolto loro la vita.
Ripeto spero nei detenuti
Che almeno gli anni che scontano siano un vero incubo.
É l'unica consolazione
il vero incubo lo vivrà solo se in carcere riusciranno a guarirlo dalla sua psicopatia. Se prendesse finalmente contatto con la realtà e con il devastante senso di colpa. Cosa credi che abbiano fatto gli altri detenuti a Maso o a Erica?
 

Nobody

Utente di lunga data
In un certo senso la penso come te, se immagino una persona che aggredisce un mio familiare faccio l'esempio di un bimbo avendo la possibilità in quel momento di reagire per fermarlo e sopraffarlo ....Non so se avrei la lucidità di fermarmi prima di vederlo stramazzato al suolo quindi boh forse sono potenzialmente anche io un'assassina ? da riflettere anche su questo
Si, sei potenzialmente anche un'assassina. L'aggressività sempre demonizzata in realtà esiste in ogni essere vivente, compreso l'uomo. E' necessaria, in determinate circostanze. Quando è sana è assolutamente vitale.
 

danny

Utente di lunga data

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
il vero incubo lo vivrà solo se in carcere riusciranno a guarirlo dalla sua psicopatia. Se prendesse finalmente contatto con la realtà e con il devastante senso di colpa. Cosa credi che abbiano fatto gli altri detenuti a Maso o a Erica?
Niente purtroppo
 

Fantastica

Utente di lunga data
Sono innumerevoli i casi di omicidio orripilanti. Compiuti da persone che somigliano in tutto a noi, perché sono noi.
Non sono d'accordo che esistono persone "cattive": esistono persone che sono maggiormente predisposte di altre all'esercizio della violenza e che un insieme di fattori scatenano a compierla su altri o su di sé.
Io ripenso sempre ai miti carnefici di Hitler, a quei padri di famiglia, onesti lavoratori che massacrarono senza nessuno scrupolo o pietà donne e bambini drogandosi di sangue e onnipotenza.
Siamo Abele e siamo Caino nello stesso tempo. Per questo la giustizia non deve essere modulata sulla legge del taglione: perché ciascun assassino è uno specchio di ciascuno di noi e nessuno può tirarsi fuori.

La nostra è una società violenta, completamente mascherata. Continuano a dirci che non lo è, in milioni di modi. E' questa menzogna che va smascherata per evitare che un tizio si svegli e decida di ammazzare la gente per strada, perfetti sconosciuti, come è successo ieri a Milano, per dire.

Quanto all'ammazzare i propri figli, la mitologia e la letteratura sono piene di queste narrazioni.
Si narrano sempre meno. E anche la profonda ignoranza contribuisce secondo me in modo sostanziale e decisivo all'improvviso scoppio delle bolle tumefatte di violenza.
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
Top