Era forse in Gomorra che l'assunzione di cocaina era definita come un preparativo abituale dei sicari, come fosse uno dei ferri del mestiere senza il quale non era pensabile "svolgere le proprie mansioni". Ma devo concordare anche sul fatto che non esiste sostanza che ti trasformi in lucido assassino. E' molto più probabile che possa degenerare una rissa tra ubriachi, piuttosto che l'abuso di qualsiasi tipo di droga trasformi una persona sana di mente in un pericoloso squilibrato.
Ci siamo dimenticati di una cosa.
Che esiste l'uomo cattivo.
Sano di mente sì, ma cattivo.
http://it.wikipedia.org/wiki/Oskar_Dirlewanger
E' sempre esistito, ci sarà sempre.
Puoi sovrapporgli tutte le maschere, puoi dargli un'immagine pulita, puoi laurearlo, farlo lavorare in una multinazionale, tifare per la Nazionale, puoi anche non fargli assumere droga, ma sarà sempre cattivo.
E' un aspetto della personalità umana che noi abbiamo negato, dando troppa importanza ai fattori educativi, alla cultura, alla capacità di influire in maniera determinante sull'aspetto più brutale dell'essere uomo.
Che però periodicamente emerge.
Ho conosciuto persone cattive. Me ne sono accorto. Ci sono persone che non hanno pietà, che non si fermano di fronte a nulla, che non godono nel far del bene in alcuna maniera.
L'educazione e l'etica anche in questi tempi di accentuato individualismo si sono accresciute.
Anche con l'aumento dell'indifferenza, della distanza tra le persone, è aumentato il rispetto di alcuni valori etici, relativi alla persona, anche se probabilmente col solo scopo difensivo: ricordo negli anni della mia infanzia molto più cinismo tra le persone, molta più tutela della "roba" (chi non ricorda Mastro Don Gesualdo?), molta più ipocrisia nei rapporti, anche nelle famiglie. Non si parlava di femminicidio, e lo stupro era atto contro la morale, e c'era ancora il ratto a fine di matrimonio (col matrimonio riparatore, vedi la storia di Franca Viola
http://it.wikipedia.org/wiki/Franca_Viola).
Per non parlare del delitto d'onore
http://www.ecologiasociale.org/pg/dum_fem_onore2.html
"Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell´atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d´ira determinato dall´offesa recata all´onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da 3 a 7 anni".
Il problema di oggi è la solitudine che è conseguenza dell'individualismo promosso dallo stile di vita attuale.
Ma pur soli cerchiamo nuove strade per trovare uno sfogo alla nostra solitudine affettiva, ma quel che siamo non cambia.
Buoni rimaniamo buoni, cattivi rimaniamo cattivi.
E l'etica è una forma di difesa quando soli abbiamo più paura.