Amavo un'altra e ho ucciso tutti

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Brunetta

Utente di lunga data
Sul primo capoverso ...l'ho pensato anche io ma qui saremmo vicino ad una follia ...convincere chi ci respinge smuovendo la sua pietà, assumere il ruolo di vittima indiretta quando in realtà è il carnefice :singleeye:
Anche questo è possibile, in quel quadro di irrealtà, di allontanamento dalla realtà.
Come i bambini che pensano "se mi ammalo, mi coccolano".
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
In quello lo è certamente.
Però non si può iniziare ad accoltellare e poi dire "scusa volvo ammazzarti ma adesso che vedo che ti faccio male smetto". Certi atti si portano fino in fondo.
Ok lei ...ma i figli ?
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Anche questo è possibile, in quel quadro di irrealtà, di allontanamento dalla realtà.
Come i bambini che pensano "se mi ammalo, mi coccolano".
Potrebbe esser una motivazione assurda ma che lui ha coltivato dentro di se ... Paro qui ci sarebbe un insana follia
 
Ma certo! Ma ripeto che stiamo parlando di qualcuno con cui vivi a stretto contatto e continuativamente. Te ne accorgi se tuo marito è brillo? Secondo me sì!

Ah, tanto per chiarire, mi è capitato un paio di volte, a ventiequalcosa anni di fumare coca un paio di volte. L'effetto che si ottiene fumando è ridicolo rispetto all'effetto "pieno" della cocaina, ma già quello è riconoscibile per via delle pupille dilatate e di un leggero stato confusionale. Ho un conoscente che a periodi consuma abbastanza regolarmente e ti posso assicurare che è evidente, per chi lo conosce, quando "è periodo".

Poi è sicuro che non avrei grandi probabilità di intuire se un passante sia fatto di coca (a meno di vederlo in faccia da vicino) o sia un utente più o meno occasionale. In ogni caso, fortunatamente, si stanno diffondendo test antidroga in molti ambienti professionali, quindi dubito che un pilota d'aereo possa essere un consumatore abituale e farla franca per sempre. Sul chirurgo, invece, ci tocca andare alla cieca e sperare! ;)
Scusa se insisto, ma ti dico che conosco ben due mogli a cui è crollato il mondo addosso perché non avevano capito che i loro mariti erano consumatori abituali, cocainomani, dipendenti, che hanno fatto debiti su debiti perché ormai fuori controllo. Certo avevano intuito che c'era qualcosa di strano, ma non avendo mai avuto a che fare né con questo tipo di droga né con persone che la utilizzano non avevano capito una fava.
 

Nicka

Capra Espiatrice
L'unico criterio per poter fare uscire una persona dopo decenni è la valutazione della pericolosità sociale non la vendetta sociale. Almeno secondo me.
E' che purtroppo io sarei molto poco cortese con certa gente e anche l'ergastolo mi pare poco...
Il discorso della valutazione di pericolosità sociale lo capisco, ma a me viene sempre da pensare "ok, oggi non sei pericoloso socialmente, ma in quell'ora lo sei stato molto" e non riesco a dimenticarlo, questo è il mio limite...
 

Brunetta

Utente di lunga data

Brunetta

Utente di lunga data
E' che purtroppo io sarei molto poco cortese con certa gente e anche l'ergastolo mi pare poco...
Il discorso della valutazione di pericolosità sociale lo capisco, ma a me viene sempre da pensare "ok, oggi non sei pericoloso socialmente, ma in quell'ora lo sei stato molto" e non riesco a dimenticarlo, questo è il mio limite...
Anche 10 o 20 anni di carcere sono tanti soprattutto se per questi anni avevi davanti "fine pena: mai".
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Anche 10 o 20 anni di carcere sono tanti soprattutto se per questi anni avevi davanti "fine pena: mai".
Non ho capito cosa intendi per "fine pena: mai" ma tanti non esiste per reati come questo
 

free

Escluso
Scusa se insisto, ma ti dico che conosco ben due mogli a cui è crollato il mondo addosso perché non avevano capito che i loro mariti erano consumatori abituali, cocainomani, dipendenti, che hanno fatto debiti su debiti perché ormai fuori controllo. Certo avevano intuito che c'era qualcosa di strano, ma non avendo mai avuto a che fare né con questo tipo di droga né con persone che la utilizzano non avevano capito una fava.

vero, a volte è proprio così
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non ho capito cosa intendi per "fine pena: mai" ma tanti non esiste per reati come questo
Quando una persona è condannata all'ergastolo ha in testa la dicitura del foglio con il quale è entrata in carcere: "fine pena: mai".
Magari dopo venti anni esce per un giorno. Ma quando è entrata non aveva la certezza di questo. E quei venti anni li ha fatti pensando che sarebbero continuati fino alla morte.
Come le guerre. Noi sappiamo quanto sono durate ma chi c'era dentro non sapeva quando sarebbero finite.
Insomma una brutta situazione è più brutta se non ne conosci la fine, anche se poi in pratica è più breve del previsto.
Metti che non gli diano l'ergastolo (non credo) e gli diano trenta anni. Entrerebbe con la prospettiva di uscire ultra sessantenne.
 

Zod

Escluso
Avrebbe senso se volesse proteggerla.
Nessuno vuole sentirsi totalmente merda.
Proteggere l'amante, paradossalmente visto quel che ha fatto, potrebbe farlo sentire in qualche modo leale e nobile.
Non ho certo ragioni per dirlo.
Dico che non ci sono certezze e che in 24h non possono aver un quadro completo.
una volta vistosi incastrato potrebbe aver messo in atto un piano B, assurdo come quello A, e puntare ad apparire parzialmente incapace d'intendere.
Sempre per lui.
Non credo che abbia premeditato il triplice omicidio, forse ci ha pensato qualche volta, ma pianificato così male non credo. Si può stabilire l'ora della morte, e doveva avere un alibi per quell'ora. Lui lo aveva solo per dopo. Se era un piano organizzato lo ha organizzato malissimo. Se era una tentata rapina come ha cercato di far credere la porta doveva essere forzata, dovevano esserci tracce di DNA sconosciuto, impronte. Bisogna essere professionisti per fare una rapina senza lasciare impronte, e i professionisti non lasciano cadaveri. Poi avevano appena avuto un rapporto sessuale, aggiungendo ulteriori prove per il medico legale. Poi perché dei ladri avrebbero dovuto uccidere i bambini nel loro letto? Se si fossero alzati e li avessero riconosciuti, ma erano nel loro letto.
Può però essere possibile che stia tentando di dare un motivo all'assurdo, e che anche la collega sia stata solo una scusa anche per se stesso per fare quello che ha fatto. Non credo abbia messo in pratica dei piani pianificati e organizzati. Ha improvvisato partendo da una idea. Le ragioni di quell'idea non risiedono nella normalità, non si può pensare che un uomo possa uccidere i propri figli in quel modo senza essere infermo mentale. Oppure tocca ammettere che ne saremmo tutti capaci ma abbiamo un freno che ci blocca. Ma questo aprirebbe altri scenari alla Basic Instint, ovvero che l'istinto di base umano è uccidere, e se scatta la molla...
 

Brunetta

Utente di lunga data
Scusa se insisto, ma ti dico che conosco ben due mogli a cui è crollato il mondo addosso perché non avevano capito che i loro mariti erano consumatori abituali, cocainomani, dipendenti, che hanno fatto debiti su debiti perché ormai fuori controllo. Certo avevano intuito che c'era qualcosa di strano, ma non avendo mai avuto a che fare né con questo tipo di droga né con persone che la utilizzano non avevano capito una fava.
E' come quando dicono: una moglie si accorge di essere tradita. Invece tante (e tanti mariti) non se ne accorgono.
 

Zod

Escluso
Quando una persona è condannata all'ergastolo ha in testa la dicitura del foglio con il quale è entrata in carcere: "fine pena: mai".
Magari dopo venti anni esce per un giorno. Ma quando è entrata non aveva la certezza di questo. E quei venti anni li ha fatti pensando che sarebbero continuati fino alla morte.
Come le guerre. Noi sappiamo quanto sono durate ma chi c'era dentro non sapeva quando sarebbero finite.
Insomma una brutta situazione è più brutta se non ne conosci la fine, anche se poi in pratica è più breve del previsto.
Metti che non gli diano l'ergastolo (non credo) e gli diano trenta anni. Entrerebbe con la prospettiva di uscire ultra sessantenne.
Dubito resisterebbe in carcere. Suicidio inevitabile.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Quando una persona è condannata all'ergastolo ha in testa la dicitura del foglio con il quale è entrata in carcere: "fine pena: mai".
Magari dopo venti anni esce per un giorno. Ma quando è entrata non aveva la certezza di questo. E quei venti anni li ha fatti pensando che sarebbero continuati fino alla morte.
Come le guerre. Noi sappiamo quanto sono durate ma chi c'era dentro non sapeva quando sarebbero finite.
Insomma una brutta situazione è più brutta se non ne conosci la fine, anche se poi in pratica è più breve del previsto.
Metti che non gli diano l'ergastolo (non credo) e gli diano trenta anni. Entrerebbe con la prospettiva di uscire ultra sessantenne.
Capisco il tuo discorso ma mi viene da dire "e chi se ne frega". Niente é abbastanza per questa gente. Mi auguro sia come dici tu, che abbiano questo pensiero che li tortura ma ci credo poco. Spero che dentro abbiano di molto peggio. E uscire a sessant'anni c'é da baciarsi i gomito.. Ripeto lo schifo per queste pene.
 

Nicka

Capra Espiatrice
Quando una persona è condannata all'ergastolo ha in testa la dicitura del foglio con il quale è entrata in carcere: "fine pena: mai".
Magari dopo venti anni esce per un giorno. Ma quando è entrata non aveva la certezza di questo. E quei venti anni li ha fatti pensando che sarebbero continuati fino alla morte.
Come le guerre. Noi sappiamo quanto sono durate ma chi c'era dentro non sapeva quando sarebbero finite.
Insomma una brutta situazione è più brutta se non ne conosci la fine, anche se poi in pratica è più breve del previsto.
Metti che non gli diano l'ergastolo (non credo) e gli diano trenta anni. Entrerebbe con la prospettiva di uscire ultra sessantenne.
Ad oggi però abbiamo pressochè la certezza che chi finisce in carcere coi 30 anni se gli va male più di 20 non se ne fa...
Io credo che sia terribile anche una sola settimana in carcere, ma questa gente quando arriva ad ammazzare così a sangue freddo credo che della vita alla fin fine non gliene freghi proprio nulla. Quindi dentro o fuori è la stessa cosa, la vita non ha più valore...
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non credo che abbia premeditato il triplice omicidio, forse ci ha pensato qualche volta, ma pianificato così male non credo. Si può stabilire l'ora della morte, e doveva avere un alibi per quell'ora. Lui lo aveva solo per dopo. Se era un piano organizzato lo ha organizzato malissimo. Se era una tentata rapina come ha cercato di far credere la porta doveva essere forzata, dovevano esserci tracce di DNA sconosciuto, impronte. Bisogna essere professionisti per fare una rapina senza lasciare impronte, e i professionisti non lasciano cadaveri. Poi avevano appena avuto un rapporto sessuale, aggiungendo ulteriori prove per il medico legale. Poi perché dei ladri avrebbero dovuto uccidere i bambini nel loro letto? Se si fossero alzati e li avessero riconosciuti, ma erano nel loro letto.
Può però essere possibile che stia tentando di dare un motivo all'assurdo, e che anche la collega sia stata solo una scusa anche per se stesso per fare quello che ha fatto. Non credo abbia messo in pratica dei piani pianificati e organizzati. Ha improvvisato partendo da una idea. Le ragioni di quell'idea non risiedono nella normalità, non si può pensare che un uomo possa uccidere i propri figli in quel modo senza essere infermo mentale. Oppure tocca ammettere che ne saremmo tutti capaci ma abbiamo un freno che ci blocca. Ma questo aprirebbe altri scenari alla Basic Instint, ovvero che l'istinto di base umano è uccidere, e se scatta la molla...
Tu pensi l'opposto di quel che penso io.
Per me ha pianificato anche il giorno, scegliendo quello della partita.
Ha compiuto i delitti in mutande, per non sporcarsi, e ha fatto la doccia in taverna.
Magari ha fatto in modo di mangiare tardi per confondere sull'ora del delitto.
Tu vuoi sentirlo alieno.
Io non credo che lo sia come humus che lo ha formato e gli ha fatto vedere la famiglia come una gabbia.
Certo non tutti siamo assassini che si controllano.
Al massimo io mi controllo per non mandare a cagare i cafoni.
Ma non ho istinti omicidi.
 

Zod

Escluso
E' che purtroppo io sarei molto poco cortese con certa gente e anche l'ergastolo mi pare poco...
Il discorso della valutazione di pericolosità sociale lo capisco, ma a me viene sempre da pensare "ok, oggi non sei pericoloso socialmente, ma in quell'ora lo sei stato molto" e non riesco a dimenticarlo, questo è il mio limite...
Il principio base è che nessuno nasce assassino, quindi se un bambino diventa un criminale, conta anche il contesto sociale, e quindi tutti noi. Pertanto la pena non ha mai scopo vendicativo, ma solo rieducativo, e termina quando viene riconosciuto al carcerato la fine della pericolosità sociale.

In alcuni casi, anche famosi, ci sono stati degli errori. Come il mostro del Circeo messo ai servizi sociali per il supporto a persone in difficoltà che ha ucciso ancora una madre con sua figlia. Cinicamente a volte penso che sia un peccato impiegare tante risorse umane ed economiche su persone che hanno fatto tanto male, quando tante altre persone che non hanno fatto niente a nessuno vengono abbandonate a se stesse, per strada o su un barcone che affonda.
 
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Brunetta

Utente di lunga data
Capisco il tuo discorso ma mi viene da dire "e chi se ne frega". Niente é abbastanza per questa gente. Mi auguro sia come dici tu, che abbiano questo pensiero che li tortura ma ci credo poco. Spero che dentro abbiano di molto peggio. E uscire a sessant'anni c'é da baciarsi i gomito.. Ripeto lo schifo per queste pene.
Io ho una "passione" per i programmi che riguardano processi e condannati. Si creano tutti una loro versione che gli rende accettabile convivere con loro stessi.
Entrare a trenta e uscire a sessanta è come per Vallanzasca. Dovrebbe baciarsi i gomiti, per quello che ha fatto.
Ma è entrato così ed è uscito così. Le immagini fanno vedere che è passata una vita.
renato-vallanzasca_650x435.jpg renato-vallanzasca.jpg

Non è mai abbastanza.
 

Nicka

Capra Espiatrice
Il principio base è che nessuno nasce assassino, quindi se un bambino diventa un criminale, conta anche il contesto sociale, e quindi tutti noi. Pertanto la pena non ha mai scopo vendicativo, ma solo rieducativo, e termina quando viene riconosciuto al carcerato la fine della pericolosità sociale.

In alcuni casi, anche famosi, ci sono stati degli errori. Come il mostro del Circeo messo ai servizi sociali per il supporto a persone in difficoltà che ha ucciso ancora una madre con sua figlia. Cinicamente a volte penso che sia un peccato sprecare tante risorse umane ed economiche persone che hanno fatto tanto male, quando tante altre persone che non hanno fatto niente a nessuno vengono abbandonate a se stesse, per strada o su un barcone che affonda.
Tu pensa che per me il principio base è che la natura umana sia assassina...ed è proprio il contesto, la cultura, la vita che viviamo che ci rendono socialmente utili e ben inseriti...
 

Nocciola

Super Moderatore
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Io ho una "passione" per i programmi che riguardano processi e condannati. Si creano tutti una loro versione che gli rende accettabile convivere con loro stessi.
Entrare a trenta e uscire a sessanta è come per Vallanzasca. Dovrebbe baciarsi i gomiti, per quello che ha fatto.
Ma è entrato così ed è uscito così. Le immagini fanno vedere che è passata una vita.
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Non è mai abbastanza.
Io continuo a vederci una totale mancanza di rispetto verso le vittime. Uccise la seconda volta quando si concede a chi li ha ammazzati di tornare liberi. Concessione che a loro non puó venire data
 
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