un paio di mesi fa passavo vicino ad una chiesa... telecamere, giornalisti... boh, ho pensato fosse una commemorazione.
Poi, bloccata sul marciapiedi, rimango dietro a uno che visionava un filmato, c'era una donna, faccia nota ma non associo.
La settimana dopo ripasso e una conoscente mi dice: ma hai visto che folla di giornalisti a vedere la Franzoni?
La Franzoni?... ecco chi era la donna in video.
Sì, lavora in una cooperativa sociale per la Chiesa.
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vorrei far presente che Annamaria Franzoni ha avuto condanna definitiva a 16 anni, con indulto ridotta a 13, è stata carcerata nel 2007, è stata considerata socialmente pericolosa, le sono state negate le visite dei figli.
Ora... con tutta la pietà che provo per lei e la sua famiglia, e ne provo veramente tanta... questa non è giustizia, secondo me.
Il problema di oggi sono i media...che poi non sono un problema solo di oggi, in passato si prendeva il numero per assistere ai grandi processi, che venivano raccontati a puntate sui giornali...con tanto di foto che oggi non passerebbero nemmeno sotto tortura...
Il problema è che il Male ha un fascino indubbio...la gente vuole guardare in faccia questa entità, voltando la sguardo quando davanti ha la vittima.
Capitano quei casi di stupri di gruppo dove la vittima è costretta a cambiare città e nazione perchè viene emarginata, cosa che non accade a chi commette il reato...lo stupro poi è robetta.
Una Franzoni è una star, una Amanda è una star, un Misseri è passato dall'essere un contadinotto senza arte nè parte al damerino con occhialino d'oro e baffo curato perchè "ci sta la tv e i giornalisti".
Il caso della Scazzi è stato qualcosa di aberrante per tanti motivi...
Si dedicano serate a un Omar, reo di aver assecondato una fidanzata cocainomane nell'uccisione di una madre e un fratello.
Si mettono in una gabbia insieme i coniugi di Erba, li si riprendono mentre si sorridono tranquilli quando si parla della strage che hanno commesso...
Si segue uno Stasi che si trova la nuova fidanzata perchè la precedente non l'ha ammazzata lui...
Si stilano profili psicologici di persone che non hanno alcuna turba. Si fanno plastici di luoghi del delitto.
Si fanno le gite di piacere a Cogne, a Perugia, a Novi...come se guardare una casa tra le cui mura è avvenuto un delitto possa essere qualcosa di decente...
Ma le vittime? Cos'è, un perverso senso del pudore quello di dimenticarle o di fare in modo di dimenticarle? Perchè non si parla mai di chi non c'è più, ma sempre di chi è ancora qui, purtroppo aggiungo.
Ed è questo che stona, è questo che mi fa incazzare.