Non si nasce assassini. Il criminale deve espiare la sua colpa ma anche la società che lo ha partorito. È l'unico modo possibile che ha la società per espiare le sue colpe è riportarlo al suo interno, quando ci sono le condizioni di redenzione e di annullamento della pericolosità sociale.
Quanto al carcere a vita, se devi privare della libertà una persona, fino alla sua morte, tanto vale ucciderla subito.
non sono affatto d'accordo. Non deve essere la società ad espiare, ma chi ha commesso il delitto.
Detto questo SE ci sono le condizioni di redenzione a non c'è pericolosità, sicuramente la società ha un guadagno al reintegro, volendo fare un discorso meramente egoistico.
Ma... quando non ci sono? E quali sono queste condizioni? La buona condotta? uhmmmm... e mica basta che uno non pianti grane in galera per dire che non ucciderà più.
Perchè poi ci si prende una responsabilità verso eventuali future vittime.
Chiaramente non parlo di omicidi preterintenzionali, mi riferisco a persone che non hanno dimostrato alcun rispetto per la vita altrui, che non hanno avuto pietà, che sono stati crudeli.
Sul neretto poi: ci sono tanti modi di vivere, alcuni dei quali hanno una qualità che per me, sinceramente, sarebbe difficilmente accettabile. Penso a tutte le persone non autosufficenti che sono prive della loro libertà per come io la intendo, pur non avendo commesso alcun crimine.
Persone che vivono limitazioni ben peggiori di una cella, a ben vedere.
Non so se sarebbero d'accordo con il tuo neretto.
La vita, per quanto vissuta con limitazioni, ha sempre un potenziale, ha sempre un significato.
C'è anche gente che l'ha trovato in carcere durante una condanna a vita.
Penso ad un programma che ho visto una volta: alcuni ergastolani pluriomicidi in america partecipano ad un programma di recupero per ragazzi border line, facendo loro comprendere come può diventare il loro futuro.
Loro hanno trovato il modo di dare un senso alla vita che, del resto, si sono scelti.
Ma se uscissero da lì, sarebbero davvero in grado di non commettere più crimini?
Io temo che, una volta passati certi confini, sottolineo confini estremi, la scala di valori di una persona sia cambiata irreversibilmente, nonostante la presa di coscienza dei propri errori.
Lo so che è brutto, è una condanna ben peggiore del carcere a vita come pena, è l'estraniazione a vita dal consorzio umano.
Però io non riesco a credere che una persona che è arrivata a considerare nullo il valore della vita altrui e spezzarla come fosse niente, crudelmente, impietosamente, per anni, per mestiere magari, riesca a rivoluzionare completamente la propria etica ed il proprio sentire.