Grazie
@danny il neretto è proprio quanto mi ero chiesta. Io non vivo in una grande città, ma so che in giro per la campagna, salvo persone che vanno a correre, non si sono mai visti gruppi di ragazzi. E' abbastanza palese quel "non trovare spazi" a cui ti riferisci.
Anche il dover stare sempre in casa in situazioni come quelle che citi non è d'aiuto.
Tra genitori ne parlate? Gli parlate? (Immagino tu a tua figlia si, per il resto casini su precedenti casini da quanto racconti).
Se ne parla, certo.
Però indubbiamente questo non risolve.
Sì, la questione spazio fa la differenza, ma non solo all'aperto.
Le case sono generalmente piccole.
Trascorrere il lockdown avendo come prospettiva per una boccata d'aria un balcone, quando va bene, mentre condividi spazi piccoli perennemente con altre persone non è indolore.
Ci sono appartamenti dove di solito vivono stranieri che prevedono la presenza di più famiglie o persone estranee.
Tra i miei vicini ci sono dei peruviani che credo siano in 6 in 70 metri quadri, senza finestre, avendo solo dei lucernari, trattandosi di mansarda.
Prevedere DAD o Smartworking con questa disponibilità di spazio e luce è utopico.
Il rischio di andare in paranoia per
soffocamento è abbastanza concreto.
Noi ce la caviamo un po' meglio, avendo 88 mq per tre e un balcone decente, anche se stretto.
Ma dalle mie parti ci sono case con sole finestre. Persone che vivono in 3 in un monolocale. Altre che si trovano perennemente in ombra.
E' una città dormitorio. Sono abitazioni usate soprattutto per dormire o per restarci il tempo necessario.
La gente poi si reca al lavoro, a scuola, esce con gli amici, va in palestra, al parco etc.
Nessuno ha mai ipotizzato di dover essere obbligato a restare chiuso in casa per tutto il tempo con gli altri.
Psicologicamente diventa pesante, alla lunga.
Solo che qui, a differenza della prima ondata, la capacità di sopportazione credo sia allo stremo.
Sta venendo a mancare la speranza di ottenere risultati con queste modalità e cresce la convinzione che questo sarà il nuovo stile di vita fino a data indefinita.
La reazione, abbastanza ovvia, è per alcuni di fregarsene e ribellarsi, gettando nel panico gli altri.
Poi c'è la questione economica. In una frazione dove in piazza c'erano i caporali, è naturale pensare che ci sia gente che vive lavorando in nero, ovviamente per stipendi miseri. E questo pone dei problemi importanti, perché il nero non si può attuare durante il lockdown.
Restano però affitti, spese e tutto il resto che si deve pagare.
Io vedo molte criticità, a tutti i livelli.
E una difficoltà, sicuramente non solo italiana, ma anche europea, a trovare delle soluzioni di compromesso per non arrivare ad accrescere queste criticità.
Comunque domani vado alla manifestazione delle scuole di danza a Milano.