Marjanna
Utente di lunga data
Ma per me non è astratto. Diventa astratto nel virtuale.Capisco, ma io non vedo affatto una negazione del problema, anzi, noto persino quasi una sopravvalutazione.
Forse questo dipende dal fatto di seguire fonti diverse e vivere in zone diverse. Se, ad esempio, tu sei in una zona dove la crescita dell'immigrazione è più recente, rispetto ad esempio a quella in cui vivo io, magari le persone intorno a te hanno un approccio diverso.
Sinceramente io sento una grossa ondata di razzismo crescente vicino a me e, pur comprendendo da dove nasce, non ti nego che mi spaventa, anche per l'uso strumentale che può esserne fatto.
Quindi io vedo due pericoli, non uno solo.
Inoltre, capisco che nessuno di noi può avere soluzioni, ma d'altra purtroppo è anche questo che rende sterile la discussione, perché se uno borbotta l'altro cercherà di portare un altro punto di vista, altrettanto astratto, che sembrera' una negazione del problema.
È un po' una dinamica inevitabile, quando si parla di fenomeni troppo grossi per la nostra gestione, per me.
Sul "se ne parla" puoi fare riferimento a dibattiti politici ma diventano parole al vento, se non segue mai niente.
Io trovo che il razzismo sia strumentalizzato, ed è per questo che ne ho parlato. Le tue parole sono la ricerca di una sorta di mediazione concettuale, ma io non parlo di concetti. Qui si mette tutto in forse, persino il territorio, che diventa un concetto su cui disquisire. Si vuole una soluzione utopica, che si schianta inesorabilmente nella realtà.
Di per se la questione sarebbe molto meno estrema di quanto la si vuole portare in questa discussione.
Diventa estrema appunto se la si porta su un piano in cui a fronte del portare evidenza a determinati problemi, si tira fuori il razzismo, e lo si tira fuori per creare un blocco.