Sono approcci e servono a far star bene chi li usa per sè
Io ho semplicemente imparato molto presto che la fiducia non è una discriminante fondante quando si tratta di fare scelte che riguardano me.
Questo non significa non confrontarsi con altri, anzi.
Significa semplicemente che dopo essersi confrontati, è comunque con se stessi che si parla e si discute per arrivare ad una scelta.
E se non si hanno abbastanza dati, anche e soprattutto a seguito del confronto, si va a verificare e ad approfondire.
Far di testa mia non significa intestardirmi per tenere una posizione di principio.
Significa che sono fin da bambina abituata a gestire da sola le conseguenze delle mie scelte.
E quando impari questo, impari anche che le conseguenze di scelte tue sono Tue e come tali sono una risorsa e anche gli errori allora sono utili e funzionali.
Le conseguenze di scelte fatte con la testa degli altri sono zavorra inutile che rallenta.
Quelle fatte sulla fiducia verso qualcun altro sono una bestia ancora peggiore.
Di contro non desidero che vengano fatte scelte sulla scorta della fiducia in me.
So che se G. mi dice cose, non solo le ha valutate, non solo le ha approfondite se non a livello pro ma quasi, ma è pure certo di quello che sta dicendo. Diversamente sta zitto.
E la maggior parte delle volte so già che le sue sono dritte sensate. Ci prende la maggior parte delle volte. Potrei fidarmi sulla scorta dell'esperienza.
Ma a me interessa il mio processo decisionale perchè è in quel processo che cresco e divento io bella!
Le cose declinate a modo suo mi servono per ampliare il mio sguardo, ma il mio sguardo è il mio sguardo e non potrà mai essere il suo e viceversa.
È uno dei motivi per cui il suo sguardo non smette di affascinarmi. E uno dei motivi per cui il mio essere come sono continua ad affascinarlo.
Lui dice che è come guardare esplodere una stella. E trovo bellissima non la parte romantica (che non c'è fra l'altro) ma il significato astronomico che c'è dietro la sua affermazione.
Mio padre fondamentalmente consiglia sulla scorta di quello che gli serve per non avere rotture di coglioni.
E non ci sarebbe niente di male in sè in una direzione come questa, se fosse dichiarata apertamente.
Invece lui non solo non la sa dichiarare apertamente, ma la ammanta di assoluto dogmatico e quando lo sveli scappa rifugiandosi o nella rabbia o nel silenzio.
Il che non solo lo rende un consigliere inaffidabile e inutile, perchè è incapace di condividere il suo sguardo e il suo pensiero, ma è anche pericoloso perchè ha paura sempre.
Da piccola non capivo e semplicemente sentivo una vocina nella mia testa "non parlare, non parlare", e mi facevo i cazzi miei.
Adesso so come mai ho fatto bene ad ascoltare la vocina nella mia testa (con annessi e connessi)
Mio padre, avendo sempre paura, non vede stelle che esplodono, e quando le intravede scappa.
Presente che brutta roba se G. gli somigliasse?