Vergogna

hammer

Utente di lunga data
Evitare di mettergli una nota? Di dargli il time out?
Poi ci si lamenterà, tra due o tre anni, che questo ragazzino darà una castagna in faccia ad un altro docente.
Se fosse stato al superiore lo avrei fatto mettere a muro e fucilare.
Ma in una prima media (per esempio) credo ci siano mezzi anche meno sbrigativi di una nota e una espulsione, per risolvere certe situazioni.
Ovviamente dovresti essere un insegnante con un certo carisma.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Magari servisse. Avremmo un Nobel in erba.
Io non ho vinto il Nobel, nemmeno per la pace 🤭
Io sono mentalmente iperattiva. Purtroppo solo mentalmente, sarebbe meglio fisicamente.
Se non tengo io il pallino, ho bisogno di concentrarmi facendo qualcosa con le mani. Nel mio caso specifico disegno. Ci sono stati periodi che ho usato la gommapane. Mia nuora per seguire i film, fa macramé, come un tempo facevano le casalinghe, quando ascoltavano la radio, lavorando a maglia.
Certo, per seguire in modo produttivo le interrogazioni, sarebbe più utile fare schemi o mappe, ma non è una cosa spontanea come un disegno libero. La costruzione di mappe deve essere insegnata.
Un insegnante dovrebbe essere in grado di capire lo stile degli alunni. Se un alunno trova un espediente per non disturbare, non dovrebbe essere rimproverato per questo. Mandare a cagare chi non ha capito lo sforzo è spontaneo.
 

Andromeda4

Utente di lunga data
Se fosse stato al superiore lo avrei fatto mettere a muro e fucilare.
Ma in una prima media (per esempio) credo ci siano mezzi anche meno sbrigativi di una nota e una espulsione, per risolvere certe situazioni.
Ovviamente dovresti essere un insegnante con un certo carisma.
Intanto... non è stato espulso. Invitato a uscire dall'aula perché stava dando ripetutamente fastidio a tutti col suo sottofondo di chiacchiere e risatine, non stava solo disegnando. Lo fa sempre e se ripreso, ti ride in faccia. A tutti. Poi: la docente in classe in quel momento è la più paziente di tutte. Ce ne vuole per indisporre lei che oltretutto non se lo merita anche perché ha un approccio molto gentile e alla mano. Il pezzo di ghiaccio è l'altra. Che ottiene gli stessi risultati.
Non è stata sbrigativa proprio per niente.
 

Andromeda4

Utente di lunga data
Io non ho vinto il Nobel, nemmeno per la pace 🤭
Io sono mentalmente iperattiva. Purtroppo solo mentalmente, sarebbe meglio fisicamente.
Se non tengo io il pallino, ho bisogno di concentrarmi facendo qualcosa con le mani. Nel mio caso specifico disegno. Ci sono stati periodi che ho usato la gommapane. Mia nuora per seguire i film, fa macramé, come un tempo facevano le casalinghe, quando ascoltavano la radio, lavorando a maglia.
Certo, per seguire in modo produttivo le interrogazioni, sarebbe più utile fare schemi o mappe, ma non è una cosa spontanea come un disegno libero. La costruzione di mappe deve essere insegnata.
Un insegnante dovrebbe essere in grado di capire lo stile degli alunni. Se un alunno trova un espediente per non disturbare, non dovrebbe essere rimproverato per questo. Mandare a cagare chi non ha capito lo sforzo è spontaneo.
Mi spiego meglio. La frase "a cacare" non l'ha detta LEI a LUI. È il contrario. E lui non stava disegnando per concentrarsi a seguire, ma perché gli andava. Non gliene fregava niente di non disturbare, anzi. Chiacchierava, canticchiava e chiamava il vicino di banco, totalmente disinteressato a lui, per attirare l'attenzione. Ti pare che una docente non si accorga di quando un alunno si sta facendo tranquillamente i fatti suoi senza rompere le scatole a nessuno?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Intanto... non è stato espulso. Invitato a uscire dall'aula perché stava dando ripetutamente fastidio a tutti col suo sottofondo di chiacchiere e risatine, non stava solo disegnando. Lo fa sempre e se ripreso, ti ride in faccia. A tutti. Poi: la docente in classe in quel momento è la più paziente di tutte. Ce ne vuole per indisporre lei che oltretutto non se lo merita anche perché ha un approccio molto gentile e alla mano. Il pezzo di ghiaccio è l'altra. Che ottiene gli stessi risultati.
Non è stata sbrigativa proprio per niente.
Scusami, ma ho un po’ di anni di esperienza e ho avuto confronti con tante persone con competenze diverse.
Se c’è una cosa che combatto da sempre è il merito.
Lo combatto in ogni genere di relazione.
In particolare avevo introdotto, con altri termini, il problema del riconoscimento del mio sforzo per un alunno con un’indole, diciamo, particolarmente aggressiva, lamentandomi con una psicologa molto molto brava. Mi disse “ma lei carica un bambino di rispondere ai suoi bisogni?”
Rimasi 😳
Aveva così ragione che lo ricordo bene e ci ho pensato tante volte negli anni successivi.
Un bambino e un ragazzino, come ben sai meglio di me per i tuoi studi, è totalmente egogentrico, non è strutturalmente in grado di considerare gli altri. Un pochino alla volta, con lo sviluppo del cervello impara, ma non certo quando agisce il suo egocentrismo.
Spesso chi disturba prova un disagio fortissimo perché è in difficoltà a gestire tutte le emozioni.
Adesso è diffusa l’idea di insegnare a gestire le emozioni ai bambini dell’asilo. Ma al massimo imparano a freddo a denominare le emozioni, grazie a immagini e conversazioni.
Ma quando un ragazzino è a disagio non sa perché lo è, né sa gestire il disagio.
Tra l’altro mandarlo fuori può aiutarlo a farlo, togliendolo dalla situazione e dalle dinamiche. La nota che introduce i genitori è molto meno utile, anche perché è il giudizio dei genitori, prevalentemente disfunzionali, che fa parte del disagio.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Mi spiego meglio. La frase "a cacare" non l'ha detta LEI a LUI. È il contrario. E lui non stava disegnando per concentrarsi a seguire, ma perché gli andava. Non gliene fregava niente di non disturbare, anzi. Chiacchierava, canticchiava e chiamava il vicino di banco, totalmente disinteressato a lui, per attirare l'attenzione. Ti pare che una docente non si accorga di quando un alunno si sta facendo tranquillamente i fatti suoi senza rompere le scatole a nessuno?
Adesso hai spiegato meglio.
Ma è valido ciò che ho già detto. Non sono entrata nel giudizio del comportamento dell’insegnante, nel suo disagio personale personale magari entrava anche la tua presenza e l’immaginario giudizio tuo.
È pieno di insegnanti che non comprendono gli alunni. Può capitare di tutto e anche di sbagliare, pur avendo capito.
 

Andromeda4

Utente di lunga data
Scusami, ma ho un po’ di anni di esperienza e ho avuto confronti con tante persone con competenze diverse.
Se c’è una cosa che combatto da sempre è il merito.
Lo combatto in ogni genere di relazione.
In particolare avevo introdotto, con altri termini, il problema del riconoscimento del mio sforzo per un alunno con un’indole, diciamo, particolarmente aggressiva, lamentandomi con una psicologa molto molto brava. Mi disse “ma lei carica un bambino di rispondere ai suoi bisogni?”
Rimasi 😳
Aveva così ragione che lo ricordo bene e ci ho pensato tante volte negli anni successivi.
Un bambino e un ragazzino, come ben sai meglio di me per i tuoi studi, è totalmente egogentrico, non è strutturalmente in grado di considerare gli altri. Un pochino alla volta, con lo sviluppo del cervello impara, ma non certo quando agisce il suo egocentrismo.
Spesso chi disturba prova un disagio fortissimo perché è in difficoltà a gestire tutte le emozioni.
Adesso è diffusa l’idea di insegnare a gestire le emozioni ai bambini dell’asilo. Ma al massimo imparano a freddo a denominare le emozioni, grazie a immagini e conversazioni.
Ma quando un ragazzino è a disagio non sa perché lo è, né sa gestire il disagio.
Tra l’altro mandarlo fuori può aiutarlo a farlo, togliendolo dalla situazione e dalle dinamiche. La nota che introduce i genitori è molto meno utile, anche perché è il giudizio dei genitori, prevalentemente disfunzionali, che fa parte del disagio.
Ho detto "non se lo merita" per far capire il concetto. In realtà era qualcosa di più vicino al comportarsi educatamente e avere rispetto per una prof che non li ha mai trattati male, anzi. E che ha un approccio e un metodo coinvolgente, quindi se non altro gli argomenti dovrebbero interessarli. L'altro giorno la mia tutor aveva supplenza e sono cadute le braccia anche a lei, perché, attraverso alcune canzoni mandate da youtube, voleva trattare il tema del viaggio (un loro compagno di classe è stato in Florida per un mese). "Se non riesce a interessarvi neanche la musica, è preoccupante", ha detto.
Lo scenario in classe è lo stesso ogni giorno. Detto tra noi, servirebbero almeno dieci insegnanti di sostegno, invece delle due che ci sono. Sappiamo bene che non è possibile, ovviamente. Ma si può, ogni giorno, sorvolare su tutto perché il ragazzino "deve agire il disagio"? E poi, soprattutto: possibile che siano tutti, davvero, a disagio?
 

Andromeda4

Utente di lunga data
Adesso hai spiegato meglio.
Ma è valido ciò che ho già detto. Non sono entrata nel giudizio del comportamento dell’insegnante, nel suo disagio personale personale magari entrava anche la tua presenza e l’immaginario giudizio tuo.
È pieno di insegnanti che non comprendono gli alunni. Può capitare di tutto e anche di sbagliare, pur avendo capito.
Ma onestamente non vedo dove possa aver sbagliato la prof. Quanto alla mia presenza, sono tutti più che abituati, dato che il mio tirocinio dura da ottobre.
 

CIRCE74

Utente di lunga data
Io ho sempre disegnato per concentrarmi.
Mi hai tolto le parole di bocca...in classe di mia figlia c'è un ragazzino che ha il certificato per iperattività, per farlo stare tranquillo lo lasciano disegnare anche perché è molto intelligente e riesce a stare dietro alle spiegazioni...lo avessero preso di petto non avrebbero avuto i buoni risultati che ha lui... è una forza della natura.
 

CIRCE74

Utente di lunga data
Non ho detto questo, però. Il mio discorso non era inteso ad una pretesa del genere, anzi. Ho parlato di educazione a prescindere, cioè nel momento in cui si esce da casa per andare a scuola, loro devono essere educati, punto.
Comunque, io faccio tirocinio in quella classe da ottobre e la docente è così da allora. Che sfiga, tutte a lei le giornate storte.
Ovvio che ci sono anche professori non meritevoli, io comunque la penso come te, l'educazione deve partire da casa, come ho già detto non si può pretendere che gli insegnanti prendano il posto dei genitori, possono essere una buona spalla ma il lavoro grosso va fatto in famiglia.
 

Andromeda4

Utente di lunga data
Ovvio che ci sono anche professori non meritevoli, io comunque la penso come te, l'educazione deve partire da casa, come ho già detto non si può pretendere che gli insegnanti prendano il posto dei genitori, possono essere una buona spalla ma il lavoro grosso va fatto in famiglia.
Certo. Io in classe non ho rapporti con i genitori dei ragazzi, essendo tirocinante, però vedo da quello che mi dicono che sono presenti a corrente alternata. Alcuni dei ragazzi sono molto arroganti, danno del tu agli insegnanti, e molti altri comportamenti che ci vorrebbe un intero thread a commentare.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ho detto "non se lo merita" per far capire il concetto. In realtà era qualcosa di più vicino al comportarsi educatamente e avere rispetto per una prof che non li ha mai trattati male, anzi. E che ha un approccio e un metodo coinvolgente, quindi se non altro gli argomenti dovrebbero interessarli. L'altro giorno la mia tutor aveva supplenza e sono cadute le braccia anche a lei, perché, attraverso alcune canzoni mandate da youtube, voleva trattare il tema del viaggio (un loro compagno di classe è stato in Florida per un mese). "Se non riesce a interessarvi neanche la musica, è preoccupante", ha detto.
Lo scenario in classe è lo stesso ogni giorno. Detto tra noi, servirebbero almeno dieci insegnanti di sostegno, invece delle due che ci sono. Sappiamo bene che non è possibile, ovviamente. Ma si può, ogni giorno, sorvolare su tutto perché il ragazzino "deve agire il disagio"? E poi, soprattutto: possibile che siano tutti, davvero, a disagio?
Non intuisci perché disturbava?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ho detto "non se lo merita" per far capire il concetto. In realtà era qualcosa di più vicino al comportarsi educatamente e avere rispetto per una prof che non li ha mai trattati male, anzi. E che ha un approccio e un metodo coinvolgente, quindi se non altro gli argomenti dovrebbero interessarli. L'altro giorno la mia tutor aveva supplenza e sono cadute le braccia anche a lei, perché, attraverso alcune canzoni mandate da youtube, voleva trattare il tema del viaggio (un loro compagno di classe è stato in Florida per un mese). "Se non riesce a interessarvi neanche la musica, è preoccupante", ha detto.
Lo scenario in classe è lo stesso ogni giorno. Detto tra noi, servirebbero almeno dieci insegnanti di sostegno, invece delle due che ci sono. Sappiamo bene che non è possibile, ovviamente. Ma si può, ogni giorno, sorvolare su tutto perché il ragazzino "deve agire il disagio"? E poi, soprattutto: possibile che siano tutti, davvero, a disagio?
È come quando sollecito a capire il punto di vista dell’altro partner quando arriva un tradito o un traditore. Non giustifico nessuno.
Anche perché chi agisce un disagio (non lo DEVE agire, lo agisce perché un bambino o un adolescente funziona così) ha proprio di contenimento. Cioè un adulto che contiene le sue emozioni. L’adulto può mostrare attenzione, fare domande spiazzanti o anche avere un colloquio uno a uno, anche fuori. Ci sono molte tecniche per entrare in comunicazione. I ragazzi mostrano aggressività, ma nel contempo ne sono spaventati. Non mostrare irritazione li contiene.
È come quando un bambino piccolo piange perché vuole qualcosa che non può avere, magari perché è pericoloso, tipo un coltello, a nessuna nonna analfabeta verrebbe mai in mente di sgridarlo, ma gli proporrebbe un altro oggetto mostrato in modo interessante, oppure gli parlerebbe sottovoce o comincerebbe un canto lento ecc.
Anche con i ragazzini bisogna rompere la difesa aggressiva. Mica funziona sempre, ma molto spesso sì. Ovviamente non propongo una ninna nanna.
 

danny

Utente di lunga data
Se ci fosse una società che ha una visione etica, giusta o sbagliata, si potrebbe pensare a un provvedimento del genere.
Ma non vedo convergenza etica.
Perché sei cittadina e non inserita in una comunità
Nelle piccole comunità funziona diversamente.
Anche per Garlasco c'è stato un numero rilevante di suicidi.
Mio nonno si suicidò in seguito agli eventi di famiglia, divorzio e successiva maternità senza matrimonio.
Il senso di fallimento della propria visione della vita insieme ai problemi dell'esclusione sociale sono un terribile motore, amplificato nelle piccole comunità.
Non si può parlare di vergogna, la questione è più complessa.
È come chi si suicida in seguito a Revenge porn: un misto di violenza, umiliazione, fallimento, sfiducia nel genere umano.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Perché sei cittadina e non inserita in una comunità
Nelle piccole comunità funziona diversamente.
Anche per Garlasco c'è stato un numero rilevante di suicidi.
Mio nonno si suicidò in seguito agli eventi di famiglia, divorzio e successiva maternità senza matrimonio.
Il senso di fallimento della propria visione della vita insieme ai problemi dell'esclusione sociale sono un terribile motore, amplificato nelle piccole comunità.
Non si può parlare di vergogna, la questione è più complessa.
È come chi si suicida in seguito a Revenge porn: un misto di violenza, umiliazione, fallimento, sfiducia nel genere umano.
A me sembra più semplice cambiare casa.
 

Andromeda4

Utente di lunga data
È come quando sollecito a capire il punto di vista dell’altro partner quando arriva un tradito o un traditore. Non giustifico nessuno.
Anche perché chi agisce un disagio (non lo DEVE agire, lo agisce perché un bambino o un adolescente funziona così) ha proprio di contenimento. Cioè un adulto che contiene le sue emozioni. L’adulto può mostrare attenzione, fare domande spiazzanti o anche avere un colloquio uno a uno, anche fuori. Ci sono molte tecniche per entrare in comunicazione. I ragazzi mostrano aggressività, ma nel contempo ne sono spaventati. Non mostrare irritazione li contiene.
È come quando un bambino piccolo piange perché vuole qualcosa che non può avere, magari perché è pericoloso, tipo un coltello, a nessuna nonna analfabeta verrebbe mai in mente di sgridarlo, ma gli proporrebbe un altro oggetto mostrato in modo interessante, oppure gli parlerebbe sottovoce o comincerebbe un canto lento ecc.
Anche con i ragazzini bisogna rompere la difesa aggressiva. Mica funziona sempre, ma molto spesso sì. Ovviamente non propongo una ninna nanna.
Bruni, di proposte e controproposte se ne possono fare tante. Ogni alunno è un mondo a sé e lo sai sicuramente meglio di me. Ma come dicevamo ieri con la docente di inglese, in classe è un'altra cosa. È bella la teoria, interessanti le lezioni del tfa, si dicono tante cose. Ma quando osservi e spieghi a 20 ragazzi soltanto UNA regola, vedi che la capiscono sì e no in due, e gli altri, chi dorme sul banco, chi chiede di andare in bagno strategicamente, chi chiacchiera, chi ha dimenticato il libro a casa, ti sale la frustrazione. Altro che proporre un'alternativa.
 

hammer

Utente di lunga data
Bruni, di proposte e controproposte se ne possono fare tante. Ogni alunno è un mondo a sé e lo sai sicuramente meglio di me. Ma come dicevamo ieri con la docente di inglese, in classe è un'altra cosa. È bella la teoria, interessanti le lezioni del tfa, si dicono tante cose. Ma quando osservi e spieghi a 20 ragazzi soltanto UNA regola, vedi che la capiscono sì e no in due, e gli altri, chi dorme sul banco, chi chiede di andare in bagno strategicamente, chi chiacchiera, chi ha dimenticato il libro a casa, ti sale la frustrazione. Altro che proporre un'alternativa.
Introdurre punizioni corporali, tipo quelle in uso nella marina inglese nel XVIII secolo?
 
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