Per certi aspetti hai ragione.
A Catania, per progettare il più grande ghetto della città, venne chiamato l'architetto giapponese Kenzo Tange.
Per me le Vele e altre realizzazioni simili sono proprio assurde. Strutture che favoriscono gli interessi della criminalità.
Ma anche dove sono state fatte case diverse, il problema è avere l’idea ci concentrare tutte le persone con difficoltà, innanzitutto economiche, in uno spazio.
L’edilizia popolare è fondamentale, ma va pensata.
Scusate se uso l’esempio della scuola, ma è una esperienza che tutti hanno vissuto.
Se si mettono nella stessa classe tutti gli alunni con difficoltà o problematici, quella classe diventa un inferno. Eppure questa fesseria era la norma fino al 77. C’erano le classi differenziali e le scuole speciali.
Questa cosa assurda derivava paradossalmente da una idea di dare più risorse a chi ne aveva bisogno e classi meno numerose.
Ma è perché non veniva considerato il peso della socialità e dell’apprendimento tra pari.
Poi nella scuola esiste tuttora con la differenziazione nella scuola secondaria tra professionali, tecnici e licei.
Al di là degli interessi individuali che possono far preferire prepararsi a fare il parrucchiere invece di studiare greco o matematica astratta, si creano scuole che vengono frequentate da ragazzi che sono già stati emarginati nelle scuole precedenti, fin dalla Primaria, e altre scuole che vengono frequentate da ragazzi sempre valorizzati nello studio.
Il rapporto tra gli studenti dentro la scuola e poi fuori (la maggior parte delle persone adulte ha i migliori amici i compagni di scuola) porta a creare una scuola parallela per finalità e obiettivi.
È la stessa cosa che avviene nei quartieri popolari dove si concentrano persone con difficoltà economiche e, di conseguenza, sociali.
A Milano esistono piccolissimi quartieri di case popolari comunali che sono davvero molto piacevoli. Ma sono piccoli.
I grandi interventi di edilizia popolare a Milano, ma ovunque (tra i quali vi è Scampia) sono stati realizzati in condizioni di sviluppo frenetico e forse non era pensabile fare diversamente. Lo sviluppo economico richiedeva una quantità enorme di manodopera che veniva attratta dalla campagna e da quartieri fatiscenti delle città, ma insieme a tantissime brave persone che volevano solo migliorare, lavorando e con il piacere di “lavarsi in casa“, ma anche persone incapaci di trovare un loro posto senza delinquere. È l’influenza dell’amico che ostenta simboli di benessere ottenuti in modo illegale crea le bande delinquenziali, famose come la banda della Comasina o la banda della Magliana e ha favorito lo sviluppo industriale di mafia e camorra e ‘Ndrangheta ecc.
Invece la pedagogia insegna che gli alunni in difficoltà vanno distribuiti nelle classi, così come i miti e i fortemente motivati.
A livello urbanistico è complicato rimediare. A Milano si sta cercando di fare espandere la parte benestante e mooolto benestante. Ma le persone non abbienti restano e vengono “spinte” alla periferia che oggi è hinterland.
Non si impara nulla dal passato.
Cioè non si vuole imparare, perché fare soldi è ciò che si mette al centro della propria azione personale e politica.