Ho avuto modo di vedere

Brunetta

Utente di lunga data
Esattamente.
Quando si parla di Milano vivere a Beatrice d'Este è profondamente diverso dal vivere a San Martino (foto scattata oggi), ovvero dove hanno sparato ieri allo spacciatore.
Ma non è solo questione di case, belle o brutte, di povertà o ricchezza
Cambia proprio tutto.
La tua vita, la comunità, la sicurezza, le prospettive, la dimensione sociale.
Se cresci tra spaccio e gente col coltello in tasca, apprendi quel linguaggio, non ne conosci altri. Come puoi?
Ma chi verrebbe oggi ad abitare a San Martino? Chi può attrarre? View attachment 21185
Non ho difficoltà a immaginare i rendering
 

danny

Utente di lunga data
Il parallelismo con la scuola è perfettamente aderente.
Concentrare persone con le stesse difficoltà, nei quartieri come nelle scuole, finisce ovviamente per amplificare i problemi invece di risolverli.
Servono scelte che mescolino e includano, non soluzioni comode guidate solo dalla inconsapevole (spero) necessità di suddividere i cittadini in caste.
A prescindere dal fatto che realizzare brutture urbanistiche non ha certo costi inferiori rispetto la realizzazione di strutture pensate meglio.
È voluto.
Dichiarato e voluto.
Nella storia di Milano assolutamente ripetuto.
Con l'unica differenza che i quartieri ghetto un tempo erano i luoghi dei contadini urbanizzati della civiltà industriale e delle prostitute, gente povera, oggi della manodopera in soldo alla mafia che genera un traffico di denaro incompatibile con la visione del degrado esterna.
Per paradosso non sono quartieri in cui tutti sono poveri.
Quando hanno rubato nella macelleria islamica di copertura della famiglia dell'ucciso, centro di riciclaggio, si sono portati via 200.000 euro in contanti.
Tutti soldi che ovviamente sono destinati ad uscire dal territorio italiano.
Ma sono tanti.
Quindi sono quartieri dove si genera ricchezza illecitamente che però non resta lì e quindi non genera ricchezza apparente sul territorio, che resta sempre degradato.
Quando abitavo nelle case popolari spesso trovavo sotto casa Testa Rossa e Rolls Royce.
Non era affatto strano.
 

hammer

Utente di lunga data
Questo è avvenuto perché gradualmente si è diffusa l’idea che non si possono mantenere attività in perdita.
Ma tutte le attività pubbliche sono in perdita per definizione. È per questo che sono pubbliche e non private! La Sanità, la scuola, i trasporti pubblici, le piscine… invece questo pensiero della necessità di essere sempre in attivo gradualmente è sembrato ragionevole a tutti.
Il modello che ha in mente chi propone questo modello è quello americano che vede tutto a pagamento e una minima assistenza, ma proprio minima, spesso su base volontaria, per chi è davvero senza mezzi.
“La ricerca della felicità“ di Muccino racconta che guerra sia il “diritto alla felicità“ come ricerca della ricchezza individuale. Ma chi lo ha capito? Chi non si è entusiasmato quando Will Smith è stato assunto per diventare agente di borsa? 😳😖
Non comprendo il senso del conseguire un attivo per un servizio pubblico.
Al massimo ad una attività pubblica può essere richiesto (forse) di chiudere in pareggio.
 

Nicky

Utente di lunga data
Non comprendo il senso del conseguire un attivo per un servizio pubblico.
Al massimo ad una attività pubblica può essere richiesto (forse) di chiudere in pareggio.
Il bilancio dell'ente, inteso complessivamente, deve essere in ordine e in pareggio.
Ma la politica consisterebbe nel decidere, insieme, su quali cose si deve essere in attivo e su quali in passivo.
 

Brunetta

Utente di lunga data
È voluto.
Dichiarato e voluto.
Nella storia di Milano assolutamente ripetuto.
Con l'unica differenza che i quartieri ghetto un tempo erano i luoghi dei contadini urbanizzati della civiltà industriale e delle prostitute, gente povera, oggi della manodopera in soldo alla mafia che genera un traffico di denaro incompatibile con la visione del degrado esterna.
Per paradosso non sono quartieri in cui tutti sono poveri.
Quando hanno rubato nella macelleria islamica di copertura della famiglia dell'ucciso, centro di riciclaggio, si sono portati via 200.000 euro in contanti.
Tutti soldi che ovviamente sono destinati ad uscire dal territorio italiano.
Ma sono tanti.
Quindi sono quartieri dove si genera ricchezza illecitamente che non resta lì.
Quando abitavo nelle case popolari spesso trovavo sotto casa Testa Rossa e Roll Royce.
Non era affatto strano.
Sono io che sono restata ingenua a lungo e, quando un bambino mi ha detto che suo papà aveva una Ferrari, ho detto che non era possibile. Il bambino è stato spostato in un’altra scuola.
Ho incontrato i genitori qualche anno dopo in un McDonald’s e li ho salutati calorosamente. Il padre era irriconoscibile, aveva perso almeno 30kg.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non comprendo il senso del conseguire un attivo per un servizio pubblico.
Al massimo ad una attività pubblica può essere richiesto (forse) di chiudere in pareggio.
Tu non lo comprendi.
Ma non lo hai mai sentito dire?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Il bilancio dell'ente, inteso complessivamente, deve essere in ordine e in pareggio.
Ma la politica consisterebbe nel decidere, insieme, su quali cose si deve essere in attivo e su quali in passivo.
Ma deve ricevere finanziamenti. Altrimenti sarà sempre in passivo, se offre un servizio gratuito.
 

danny

Utente di lunga data
Non ho difficoltà a immaginare i rendering
Pensa che quelle case sono state le prime che avevo considerato per andarci a vivere da solo.
Non erano nemmeno male 35 anni fa.
Più che dignitose.
L'arrivo della mafia marocchina ha devastato tutto, con la creazione del vicino boschetto, dove si è concentrato lo spaccio espulso dalle zone rigenerate del centro di Milano e prima circonvallazione.
In pratica la rigenerazione e speculazione urbana di Milano ha fatto concentrare qui e in altre zone periferiche spaccio e attività illegali.
Che nel frattempo sono aumentati.
Io l'ho detto, Milano è la capitale delle mafie, italiane e straniere.
Qui c'è quella marocchina.
Chiediamoci il perché del passaggio del testimone da quella italiana a questa.
Che ruolo hanno ora le mafie italiane?
 

hammer

Utente di lunga data
È voluto.
Dichiarato e voluto.
Nella storia di Milano assolutamente ripetuto.
Con l'unica differenza che i quartieri ghetto un tempo erano i luoghi dei contadini urbanizzati della civiltà industriale e delle prostitute, gente povera, oggi della manodopera in soldo alla mafia che genera un traffico di denaro incompatibile con la visione del degrado esterna.
Per paradosso non sono quartieri in cui tutti sono poveri.
Quando hanno rubato nella macelleria islamica di copertura della famiglia dell'ucciso, centro di riciclaggio, si sono portati via 200.000 euro in contanti.
Tutti soldi che ovviamente sono destinati ad uscire dal territorio italiano.
Ma sono tanti.
Quindi sono quartieri dove si genera ricchezza illecitamente che non resta lì.
Quando abitavo nelle case popolari spesso trovavo sotto casa Testa Rossa e Roll Royce.
Non era affatto strano.
A Catania la malavita organizzata controlla ancora il territorio anche se la microcriminalità sembra recentemente essere fuori controllo.
Quindi i soldi restano in gran parte sul territorio.
Catania è nota per avere una concentrazione significativa di grandi centri commerciali nell'area metropolitana e in provincia, tanto da essere stata definita la città con il maggior numero di centri commerciali in Italia e tra le prime in Europa in rapporto alla popolazione.
 

danny

Utente di lunga data
Sono io che sono restata ingenua a lungo e, quando un bambino mi ha detto che suo papà aveva una Ferrari, ho detto che non era possibile. Il bambino è stato spostato in un’altra scuola.
Ho incontrato i genitori qualche anno dopo in un McDonald’s e li ho salutati calorosamente. Il padre era irriconoscibile, aveva perso almeno 30kg.
Credo che la Testa rossa fosse di Epaminonda.
Ma non vorrei sbagliare.
Io conoscevo il carrozziere che preparava le auto di super lusso usate.
Mi diceva che i clienti spesso non erano gente bella.
Gli amici ricchi svizzeri di mio padre avevano le Ferrari, ma non le compravano.
Noleggio a lungo termine.
La differenza sta in questo.
 

danny

Utente di lunga data
A Catania la malavita organizzata controlla ancora il territorio anche se la microcriminalità sembra recentemente essere fuori controllo.
Quindi i soldi restano in gran parte sul territorio.
Catania è nota per avere una concentrazione significativa di grandi centri commerciali nell'area metropolitana e in provincia, tanto da essere stata definita la città con il maggior numero di centri commerciali in Italia e tra le prime in Europa in rapporto alla popolazione.
A Catania la malavita organizzata controlla ancora il territorio anche se la microcriminalità sembra recentemente essere fuori controllo.
Quindi i soldi restano in gran parte sul territorio.
Catania è nota per avere una concentrazione significativa di grandi centri commerciali nell'area metropolitana e in provincia, tanto da essere stata definita la città con il maggior numero di centri commerciali in Italia e tra le prime in Europa in rapporto alla popolazione.
La mafia marocchina investe ricicla principalmente all'estero.
Villaggi turistici, strutture ricettive, edilizia in Marocco.
Qui apre attività di copertura e funzionali al riciclaggio.
O ricicla tramite l'Hawala.
Quindi le mafie straniere in genere impoveriscono ulteriormente il territorio italiano.
 

hammer

Utente di lunga data
La mafia marocchina investe ricicla principalmente all'estero.
Villaggi turistici, strutture ricettive, edilizia in Marocco.
Qui apre attività di copertura e funzionali al riciclaggio.
O ricicla tramite l'Hawala.
Quindi le mafie straniere in genere impoveriscono ulteriormente il territorio italiano.
Non ti sembra paradossale dover fare il tifo per le mafie nostrane?
C'è qualcosa che in questo paese non funziona o non ha funzionato.
 

danny

Utente di lunga data
Non ti sembra paradossale dover fare il tifo per le mafie nostrane?
C'è qualcosa che in questo paese non funziona o non ha funzionato.
È un paradosso.
Ma se le nostrane hanno passato il testimone a quelle straniere per certe attività una ragione c'è.
 

hammer

Utente di lunga data
È un paradosso.
Ma se le nostrane hanno passato il testimone a quelle straniere per certe attività una ragione c'è.
Si sono evolute ad un livello "superiore".
Comunque le mafie straniere suppongo esistano anche a Catania gestendo magari le attività meno remunerative.
Tutte pagano il pizzo a Cosa Nostra.
 

danny

Utente di lunga data
Si sono evolute ad un livello "superiore".
Comunque le mafie straniere suppongo esistano anche a Catania gestendo magari le attività meno remunerative.
Tutte pagano il pizzo a Cosa Nostra.
Esattamente.
Sono joint venture, accordi tra mafie internazionali.
Quella marocchina ha il monopolio dell'hascisc, con controllo ben noto sul porto di Rotterdam, paga il pizzo a quelle nostrane e al contempo gestisce con efficacia e la giusta violenza di strada il mercato nostrani rendendo al contempo meno visibili le mafie nostrane che si dedicano così nell'ombra ad attività apparentemente più pulite, dagli appalti ai locali all'edilizia, con una rete di finanziamento a forze politiche locali e non e personaggi di potere più o meno noti.
A quella albanese allo stesso modo compete il traffico di cocaina insieme alla ndrangheta che ha rapporti con la mafia Sudamericana.
A noi resta sul territorio il pizzo.
A Milano si concentrano tutte da decenni perché girano più soldi, i soldi attraggono le mafie.
 

danny

Utente di lunga data
Se incrociamo tutte le combinazioni di attività gestite dalla mafia con le sensazioni di cambiamento che abbiamo nel quotidiano comprendiamo meglio le dinamiche di ciò che sta accadendo in Italia e in special modo qui ora.
 

danny

Utente di lunga data
Per esempio quando notate che le attività commerciali in un quartiere chiudono e aprono macellerie halal semivuote, negozi di frutta con smercio limitato e kebabbari che ne vendono se va bene dieci al giorno, non ci vuole molto a dedurre che si tratti di attività di copertura.
Nelle case popolari dove vivevamo l'immigrazione clandestina era gestita dalla camorra e aveva manovalanza marocchinina.
Persone che conoscevo, di vista.
Altra attività su cui la mafia ha messo le mani da sempre.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Pensa che quelle case sono state le prime che avevo considerato per andarci a vivere da solo.
Non erano nemmeno male 35 anni fa.
Più che dignitose.
L'arrivo della mafia marocchina ha devastato tutto, con la creazione del vicino boschetto, dove si è concentrato lo spaccio espulso dalle zone rigenerate del centro di Milano e prima circonvallazione.
In pratica la rigenerazione e speculazione urbana di Milano ha fatto concentrare qui e in altre zone periferiche spaccio e attività illegali.
Che nel frattempo sono aumentati.
Io l'ho detto, Milano è la capitale delle mafie, italiane e straniere.
Qui c'è quella marocchina.
Chiediamoci il perché del passaggio del testimone da quella italiana a questa.
Che ruolo hanno ora le mafie italiane?
Sinceramente non sono rassicurata dalle mafie italiane.
Mi preoccupa maggiormente che tante persone abbiano bisogno di sostanze, legali e illegali, per reggere la vita.
 
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