Il problema è che le modifiche proposte non toccano solo la separazione delle carriere ma intervengono pesantemente anche (e soprattutto) sugli organi di autogoverno della magistratura: con le modifiche proposte, gli organi diventano (in buona parte) di nomina politica.
Questo implica che è molto è più facile che la magistratura sia più serva della politica di quanto non lo sia adesso.
Mi sa che non hai letto il disegno di legge,come il 99% di quelli che andranno a votare.
Votare per sentito dire è un pessimo esercizio di democrazia, ed è quello che accadrà in questo paese dove si vota con il cervello lasciato in cantina.
Non sta scritto da nessuna parte del disegno di legge approvato dal Parlamento e sottoposto a referendum confirmativo che i pubblici ministeri verranno sottoposti al controllo del governo. Sfido chiunque sia nel forum ad indicare la norma che preveda un tale sistema.
Su, vediamo chi è così bravo da trovarla.
Il controllo della pubblica accusa è una mera previsione POLITICA del DOPO referendum.
Farla passare per una certezza è da mentecatti e disonesti (e mi rivolgo ai politici del fronte per il NO e non agli elettori).
Perché con la nuova legge viene semplicemente separato in due il meccanismo attuale di autogoverno per fare sì che siano mantenute le medesime garanzie di autonomia sia per i giudici che per i pubblici ministeri, ma senza mescolanze di funzioni come avviene quando il CSM è uno solo come è adesso.
Infatti, con l' attuale sistema giudici e PM appartengono alla stessa carriera e condividono lo stesso percorso concorsuale, permettendo il passaggio dall'una all'altra funzione. Ed è così dalle leggi "fascistissime" degli anni '20 dello scorso secolo. Che non furono cambiate dalla Costituzione repubblicana entrata in vigore dal 1° gennaio 1948, che mantenne il sistema inquisitorio.
Lentamente e grazie a sentenze della Corte Costituzionale e la Riforma di Giuliano Vassalli (ex comandante partigiano, socialista, professore di diritto penale ed avvocato, ministro della Giustizia nel governo Craxi) il sistema giudiziario è stato trasformato per avvicinarlo al sistema accusatorio, tipico dei paesi democratici.
Quella faticosa riforma è rimasta incompiuta proprio perché non si è attuata la separazione delle carriere e delle funzioni tra giudici e PM.
Per questo il sistema non è diventato completamente accusatorio con tendenziale parità tra accusa e difesa ed il giudice totalmente indipendente.
Quello che non piace proprio a quei magistrati che vorrebbero perpetuare il sistema delle correnti all' interno di un sistema giudiziario sbilanciato, come quello attuale, è il sorteggio dei componenti dei due CSM, che metterebbe in crisi proprio il sistema delle correnti (quello svelato da Palamara).
Con la eventuale vittoria del NO tutto rimarrebbe come prima e le correnti continuerebbero a decidere le carriere sia dei giudici che dei PM.
Già, perché così nessuno si sognerebbe di introdurre il sorteggio sia dei componenti togati che di quelli laici nell' attuale CSM.
E nulla cambierebbe nel nome del falso progressismo (come recita il principe di Salina ne "Il Gattopardo").
Sono uno che frequenta i tribunali da oltre 40 anni e ne ha viste di tutti i colori. Mi so difendere da solo e per me le cose non cambierebbero molto. Anche perché già vivo una parte dell' anno all' estero e non è detto che muoia con la residenza e cittadinanza italiana.
In ogni caso io voterò convintamente per il SI', proprio in base alla mia esperienza di tecnico del diritto italiano.
Poi se gli italiani vogliono imitare gli americani che hanno votato Trump, che si accomodino e respingano la riforma.
Esercitino il loro diritto di voto basandosi sul sentito dire di una classe politica squalificata e si tengano il sistema attuale, avendo almeno la decenza di smettere di lamentarsi della giustizia italiana.
Imputet sibi (se la saranno cercata da soli).