Al referendum sulla giustizia

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Ma le leggi che applicano i giudici e a cui essi stessi sono sottoposti sono quelle fatte dai politici.
Ti ho già risposto. I giudici sono soggetti solo alla legge
Quindi è giusto che se fanno cazzate, tipo aziende chiuse e fallite per inchieste finite in nulla di fatto dopo anni di calvario di gente di fatto innocente, va bene così, anzi è pure giusto che facciano carriera, tipo quelli che hanno avuto a che fare con Tortora, tutti promossi con cariera regolare, tranne quello che lo ha assolto, perché è giusto così. Per carità beata te che hai fiducia in una roba di questo tipo. Io no
 

hammer

Utente di lunga data
Le leggi spesso sono realizzate a vantaggio di potenti lobby.
Vedi le leggi della Santanchè nel settore turistico tese a penalizzare le piccole strutture extralberghiere per favorire i colossi di Federalberghi.
Una schifosissima vergogna senza fine.
 

hammer

Utente di lunga data
Quindi è giusto che se fanno cazzate, tipo aziende chiuse e fallite per inchieste finite in nulla di fatto dopo anni di calvario di gente di fatto innocente, va bene così, anzi è pure giusto che facciano carriera, tipo quelli che hanno avuto a che fare con Tortora, tutti promossi con cariera regolare, tranne quello che lo ha assolto, perché è giusto così. Per carità beata te che hai fiducia in una roba di questo tipo. Io no
Il caso Tortora: uno schifo immondo. Il trionfo dell'ingiustizia.
Ho votato "SI" ricordando il caso Tortora.
 

Barebow

Utente di lunga data
Il caso Tortora: uno schifo immondo. Il trionfo dell'ingiustizia.
Ho votato "SI" ricordando il caso Tortora.
Il referendum non prevedeva la responsabilità civile diretta. Anche se avesse vinto il Sì, se un giudice avesse commesso un errore grave contro di te, avresti dovuto comunque citare in giudizio lo Stato (Legge Vassalli), non il magistrato nel suo studio privato. Non era quella la materia del voto.
 

hammer

Utente di lunga data
Il referendum non prevedeva la responsabilità civile diretta. Anche se avesse vinto il Sì, se un giudice avesse commesso un errore grave contro di te, avresti dovuto comunque citare in giudizio lo Stato (Legge Vassalli), non il magistrato nel suo studio privato. Non era quella la materia del voto.
Certamente, però evitava che magistrati totalmente incapaci potessero essere scelti soltanto in base all'appartenenza a consorterie politicizzate, veri e propri partiti politici travestiti da sindacati.
 

Varlam

Utente di lunga data
Quindi è giusto che se fanno cazzate, tipo aziende chiuse e fallite per inchieste finite in nulla di fatto dopo anni di calvario di gente di fatto innocente, va bene così, anzi è pure giusto che facciano carriera, tipo quelli che hanno avuto a che fare con Tortora, tutti promossi con cariera regolare, tranne quello che lo ha assolto, perché è giusto così. Per carità beata te che hai fiducia in una roba di questo tipo. Io no
I giudici sono una casta e come tale si comportano.
Mettergli il guinzaglio della politica , una soluzione peggiore del male.
 

Barebow

Utente di lunga data
Certamente, però evitava che magistrati totalmente incapaci potessero essere scelti soltanto in base all'appartenenza a consorterie politicizzate, veri e propri partiti politici travestiti da sindacati.
Il caso Tortora (iniziato con l'arresto il 17 giugno 1983) si colloca in un'epoca d'oro per il potere delle correnti, in un CSM strutturalmente diverso da quello che conosciamo oggi dopo le riforme degli anni '90 e del 2022.
All'epoca, il CSM era il terreno di scontro tra una magistratura che stava scoprendo il suo protagonismo civile e un sistema politico ancora molto influente.

1. La composizione numerica (Legge del 1958)
Ai tempi del processo a Enzo Tortora, il CSM era regolato dalla legge istitutiva del 1958 (modificata nel 1975). Era composto da 33 membri:
3 membri di diritto: Il Presidente della Repubblica (che lo presiede), il Primo Presidente della Cassazione e il Procuratore Generale presso la Cassazione.
20 membri "togati": Magistrati eletti dai loro colleghi.
10 membri "laici": Professori o avvocati eletti dal Parlamento in seduta comune.
Nota di contesto: Il rapporto era di 2/3 togati e 1/3 laici, una proporzione che garantiva ai magistrati un'autonomia quasi totale, ma che prestava il fianco al fenomeno del "correntismo".

2. Il peso delle Correnti (1983-1987)
In quegli anni, le correnti non erano solo gruppi di pensiero, ma veri e propri centri di potere che decidevano le carriere (promozioni e trasferimenti). La suddivisione interna era molto marcata:
Magistratura Indipendente (MI): La corrente conservatrice, allora molto forte, che privilegiava l'ordine e il rispetto delle gerarchie.
Unità per la Costituzione (Unicost): Il gruppo di "centro", moderato, che faceva da ago della bilancia.
Magistratura Democratica (MD): All'epoca nel pieno della sua spinta ideologica, molto critica verso il "potere costituito" ma spesso accusata di eccessivo attivismo giudiziario.

3. Il ruolo del CSM nel caso Tortora
Il CSM dell'epoca fu aspramente criticato per come gestì i magistrati del caso Tortora (i PM Di Pietro e Di Persia, e il giudice istruttore Giorgio Fontana). Ecco perché:
Mancata vigilanza: Nonostante le palesi falle nell'inchiesta (basata solo su pentiti non riscontrati), il CSM non intervenne tempestivamente per censurare l'operato dei magistrati napoletani.
La "solidarietà di corpo": Prevalse una logica di protezione della categoria. Anche quando Tortora fu assolto trionfalmente in Appello (1986), il CSM non prese provvedimenti disciplinari significativi contro chi aveva condotto l'accusa.
Le carriere: Molti dei magistrati coinvolti nel "più grande errore giudiziario della storia italiana" videro le loro carriere proseguire regolarmente, grazie anche alle dinamiche di spartizione correntizia all'interno del Consiglio.
Differenze chiave con oggi
Se confrontiamo quel CSM con quello attuale:
Valutazioni di professionalità: All'epoca erano quasi automatiche (si veniva promossi per anzianità); oggi sono (teoricamente) molto più rigorose.
Responsabilità civile: Il caso Tortora portò al Referendum del 1987, dove gli italiani votarono in massa per la responsabilità civile dei magistrati, segnando la fine di quell'epoca di "impunità" percepita.
 

bravagiulia75

Annebbiata lombarda DOCG
E non vogliamo parlare della casta dei bidelli, che sono quelli che davvero comandano nella scuola?
No ormai non contano più
Col registro elettronico non possono fare più nulla😂
Il bidello che avevo io in terza superiore ci aveva aiutato a rubare la verifica di tecnica che avremmo avuto il giorno dopo
Peccato che nel fare le fotocopie la macchina si sia inceppata
Beccati al volo, il giorno dopo la prof ci ha dato delle verifiche totalmente differenti
C è chi ha perso l anno
Il bidello invece
È rimasto al suo posto...
L ingiustizia😂
 

hammer

Utente di lunga data
Il caso Tortora (iniziato con l'arresto il 17 giugno 1983) si colloca in un'epoca d'oro per il potere delle correnti, in un CSM strutturalmente diverso da quello che conosciamo oggi dopo le riforme degli anni '90 e del 2022.
All'epoca, il CSM era il terreno di scontro tra una magistratura che stava scoprendo il suo protagonismo civile e un sistema politico ancora molto influente.

1. La composizione numerica (Legge del 1958)
Ai tempi del processo a Enzo Tortora, il CSM era regolato dalla legge istitutiva del 1958 (modificata nel 1975). Era composto da 33 membri:
3 membri di diritto: Il Presidente della Repubblica (che lo presiede), il Primo Presidente della Cassazione e il Procuratore Generale presso la Cassazione.
20 membri "togati": Magistrati eletti dai loro colleghi.
10 membri "laici": Professori o avvocati eletti dal Parlamento in seduta comune.
Nota di contesto: Il rapporto era di 2/3 togati e 1/3 laici, una proporzione che garantiva ai magistrati un'autonomia quasi totale, ma che prestava il fianco al fenomeno del "correntismo".

2. Il peso delle Correnti (1983-1987)
In quegli anni, le correnti non erano solo gruppi di pensiero, ma veri e propri centri di potere che decidevano le carriere (promozioni e trasferimenti). La suddivisione interna era molto marcata:
Magistratura Indipendente (MI): La corrente conservatrice, allora molto forte, che privilegiava l'ordine e il rispetto delle gerarchie.
Unità per la Costituzione (Unicost): Il gruppo di "centro", moderato, che faceva da ago della bilancia.
Magistratura Democratica (MD): All'epoca nel pieno della sua spinta ideologica, molto critica verso il "potere costituito" ma spesso accusata di eccessivo attivismo giudiziario.

3. Il ruolo del CSM nel caso Tortora
Il CSM dell'epoca fu aspramente criticato per come gestì i magistrati del caso Tortora (i PM Di Pietro e Di Persia, e il giudice istruttore Giorgio Fontana). Ecco perché:
Mancata vigilanza: Nonostante le palesi falle nell'inchiesta (basata solo su pentiti non riscontrati), il CSM non intervenne tempestivamente per censurare l'operato dei magistrati napoletani.
La "solidarietà di corpo": Prevalse una logica di protezione della categoria. Anche quando Tortora fu assolto trionfalmente in Appello (1986), il CSM non prese provvedimenti disciplinari significativi contro chi aveva condotto l'accusa.
Le carriere: Molti dei magistrati coinvolti nel "più grande errore giudiziario della storia italiana" videro le loro carriere proseguire regolarmente, grazie anche alle dinamiche di spartizione correntizia all'interno del Consiglio.
Differenze chiave con oggi
Se confrontiamo quel CSM con quello attuale:
Valutazioni di professionalità: All'epoca erano quasi automatiche (si veniva promossi per anzianità); oggi sono (teoricamente) molto più rigorose.
Responsabilità civile: Il caso Tortora portò al Referendum del 1987, dove gli italiani votarono in massa per la responsabilità civile dei magistrati, segnando la fine di quell'epoca di "impunità" percepita.
 

Barebow

Utente di lunga data
Ecco un elenco rapido delle professioni più frequenti tra i parlamentari della XIX Legislatura, in ordine di diffusione::

Avvocati Storicamente la categoria più numerosa (circa il 15-20% del totale).

Dirigenti e Manager: Sia del settore pubblico che privato.:

Imprenditori Titolari di aziende e figure del mondo del business.

Docenti e Insegnanti: Professori universitari e docenti di scuola superiore.:

Giornalisti Professionisti della carta stampata, TV e comunicazione.

Medici e Professioni Sanitarie: Spesso con forte radicamento territoriale.

Funzionari di Partito / Politici a tempo pieno: Chi ha iniziato la carriera direttamente nelle amministrazioni locali (Sindaci, Assessori).

Commercialisti ed Esperti Contabili: Fondamentali per il lavoro sulle commissioni bilancio.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Ecco un elenco rapido delle professioni più frequenti tra i parlamentari della XIX Legislatura, in ordine di diffusione::

Avvocati Storicamente la categoria più numerosa (circa il 15-20% del totale).

Dirigenti e Manager: Sia del settore pubblico che privato.:

Imprenditori Titolari di aziende e figure del mondo del business.

Docenti e Insegnanti: Professori universitari e docenti di scuola superiore.:

Giornalisti Professionisti della carta stampata, TV e comunicazione.

Medici e Professioni Sanitarie: Spesso con forte radicamento territoriale.

Funzionari di Partito / Politici a tempo pieno: Chi ha iniziato la carriera direttamente nelle amministrazioni locali (Sindaci, Assessori).

Commercialisti ed Esperti Contabili: Fondamentali per il lavoro sulle commissioni bilancio.
Solo il nostro sindaco e’ un calzolaio in pensione.
 
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