Verena
Iris: Feddy parla con il distacco di chi ha - da anni - un piede fuori dalla porte.
Anch'io ho messo il piedino fuori per sondare, ma l'ho ritratto ben bene e ho chiuso l'uscio. Mi si sarebbe spezzato il cuore a far soffrire mio marito, dico sul serio. Non penso che il rapporto nuovo avrebbe retto a questo. Non so perché, ma sono molto in sintonia con il coniuge "meno amato" o "tradito", da questo punto di vista!
E' vero che Feddy é da tempo che ha fatto "la revisione" del suo matrimonio, così come é vero che spesso il "non ti amo più" lo si pensa ma non si ha il coraggio o la voglia di dirlo per non spezzare un equilibrio precario che tuttavia non si vuole sbilanciare.
Non stoi a dire se sia giusto o ingiusto, corretto o sbagliato, ho solo la certezza che situazione del genere esistono, come esistono situazioni uguali a quelle di Feddy ed altre uguali, o comunque simili, alla tua, quindi non personalizzo mai per principio, ma é certo che il non amare più può accadere al di là e al di fuori dalla propria intenzione o volontà.
Per non amare più non intendo non volere più "bene", non provare affetto, cura, soccorso e dispopnibilità, ma non avere più quel euid che comporta il proseguimento continuo e compatto di un sentimento che é amore completo e non solo affettivo.
In qualche caso, il coraggio di dire quelle parole, specie se dall'0altra parte c'é una persona di temperamento e consapevole, può perfino portare allo stacco deciso da una situazione in cui per inerzia si stava, uno/a convinto della fine di un amore e l'altro/a inconsapevole di questa stasi amorosa ed alla ripresa in proprio di una vita potrebbe dare ancora molto dal punto di vista qualitativo.
Bisognerebbe avere la forza e la lucidità di comprendere che se anche ci si é amati per anni, il fatto che questo stato possa interrompersi, non significa che il nostro valore intrinseco di persona e di elemento della coppia sia sminuito, semplicemente un sentimento ha smesso di essere tale per tramutarsi in qualcosa d'altro, e in questo l'unico attore é la persona che lo prova, meglio che non lo prova più!
Comprendo che sia dura da digerire, che sia una "botta psicologica" ma, tutto sommato la preferirei al silenzio inerte di chi non prova più nulla ma resta in coppia quasi per il tacito assenso che certe cose non si dicono perché possono ferire.
Non discuto sulla liceità di non amare più, ogni persona prova quel che sente in sé, e non quello che stabiliscono regole e buonsenso, ma in ogni caso, preferisco sapere come stanno le cose che, restare in coppia, come accade a tanti, perché certe cose se dette, feriscono... non so é adulti solo nell'amore, lo si dovrebbe essere anche nelle prove che l'amore si sottopone.
Quando accade una crisi vera e profonda che porta al tradimento, possiamo girarcela come ci pare, ma il sentimento d'amore che ha unito una coppia, subisce comunque uno scossone, può diventare migliore, più consapevole, porsi su altri piani affettivi ed esistenziali ma non é più quello di prima... al massimo si può discutere sulla maggiore onestà nel dire prima di tradire che l'amore non é più lo stesso o che proprio ha smesso di esserci come sentimento passionale, di trasporto, di comunione spirituale e fisica, ma dubito che siccome a noi sembra improbabile, non possa finire solo perché ci sono di mezzo anni di convivenza e condivisione e spesso dei figli. Se così fosse non avremmo tante crisi di coppia, tanti tradimenti e tante separazioni; non é l'amore che é stato che non c'é più, ma l'amore che non si riesce più a provare... e nel campo dei sentimenti, le ragioni e le responsabilità rispondono ai doveri, non alle sensazioni.
Bruja