Costano le batterie, che infatti non vengono praticamente vendute. Ti vendono la macchina con le batterie, ma le batterie restano loro, se le riprenderanno e te le sostituiranno gratuitamente quando avranno perso efficienza. Attualmente la massima autonomia è sui 400 km, poi devi ricaricare, e ci vuole tempo. Altro problema. L'elettrico partirà alla grande quando le batterie costeranno meno e si ricaricheranno in cinque minuti. Dovranno anche avere degli accorgimenti particolari in quanto un pacco batterie che finisce in mare non è molto ecologico.
Non è che se finisce in mare il contenuto in olio del carter motore e del cambio, i vari filtri ed il serbatoio del carburante di un motore convenzionale sia meglio, senza contare le migliaia di carrette del mare (petroliere) che ogni tanto combinano qualche disastro, giusto per rifornirci della "sacra linfa".
Gli è che i motori a combustione interna sono antiquati come sistema di propulsione, hanno un rendimento medio del 30-35% ed è per questo che non prende piede l' idrogeno per sostituire la benzina che oltre ad essere pericolosissimo nel trasporto, deve essere prodotto in centrali che consumano un sacco di energia, in un bilancio folle dal punto di vista razionale.
I motori elettrici hanno un rendimento superiore al 90%, in termini di prestazioni a parità di energia impiegata non c'è storia, i vecchi motori disel o otto, concepiti come idea alla fine del XIX° secolo, sono appena un po' meglio della macchina a vapore.
Il problema delle batterie potrebbe essere risolto a livello industriale se ci fosse un reale interesse a svilupparle. Nel caso dei telefoni cellulari in pochia anni si sono fatti miglioramenti enormi, chi si ricorda dei mostruosi micro tac di solo pochi anni fa?
Il problema è politico, sembra un luogo comune ma è così. A livello aziendale delle case automobilistiche che si sono crogiolate per anni nel tentativo di migliorare e promuovere un motore (il disel) che nasce sporco e tarato in partenza. Hanno sbagliato politica aziendale. Ora tutti ne pagheremo le conseguenze, vedrete.
Un altro errore sta ovviamente nelle politiche nazionali e comunitarie che oblunate da inconfessabili interessi hanno insistito nell' assecondare e nel favorire questi inconcepibili errori.
Non ultima la faccenda paradossale dell' effetto serra, da ridurre per la politica, che però fa' pochissimo per liberarci dalla nefasta (anche politicamente) necessità dell' oro nero.