Domande da non fare

Nicky

Utente di lunga data
Io avevo parecchie amichette che giocavano tantissimo a "padelline", a famiglia, giocavano con le bambole e si immergevano nella storia, nel gioco del far finta.

Io mi annoiavo, non riuscivo a star ferma e correvo a giocare a calcio, mi arrampicavo su qualche albero per leggere in santa pace senza esser visibile e disturbabile, andavo per campi, a raccogliere noci, more, erbe, a fare a botte a bande e costruivo coi miei amici un sacco di cose: dalla biblioteca alla casa sull'albero, oppure dispositivi per volare o per scavare, o immaginavamo viaggi in territori sconosciuti e ci inventavamo passaggi segreti!! 😃
Io sono una ragazza di città, peggio, di centro città, perciò ignoravo l'esistenza dei campi, le galline mi sono sempre parse animali esotici.
A me è sempre piaciuto lo storytelling, il gioco per me deve comprendere una narrazione; ancora adesso i bambini vogliono giocare con me perchè invento 😄
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Io sono una ragazza di città, peggio, di centro città, perciò ignoravo l'esistenza dei campi, le galline mi sono sempre parse animali esotici.
A me è sempre piaciuto lo storytelling, il gioco per me deve comprendere una narrazione; ancora adesso i bambini vogliono giocare con me perchè invento 😄
Io ragazza di campagna/mezzamontagna...ne avevo prese una carriolata perchè avevo liberato i conigli del vicino di casa 😀 😀

E anche io ho sempre adorato lo storytelling, vivevo in campagna ma nella mia testa viaggiavo tantissimo fra profondità oceaniche e cime ghiacciate, giungle e deserti.
A 4 anni leggevo speditamente e avevo a disposizione non soltanto le mie fantasie ma anche quelle che trovavo leggendo, fra l'altro ho una lettura parecchio veloce quindi divoravo libri su libri da cui prendevo spunto per creare storie.
Io non amo giocare con i bambini, e probabilmente è il motivo per cui loro vogliono giocare con me...bastardi :ROFLMAO::ROFLMAO:
 

Barebow

Utente di lunga data
Io sono una ragazza di città, peggio, di centro città, perciò ignoravo l'esistenza dei campi, le galline mi sono sempre parse animali esotici.
A me è sempre piaciuto lo storytelling, il gioco per me deve comprendere una narrazione; ancora adesso i bambini vogliono giocare con me perchè invento 😄
La mia infanzia l'ho vissuta qui quando era appena arrivata la corrente elettrica, no acqua in casa, si andava prendere coi secchi alla fonte, i bisogni si facevano insieme alle mucche, mio nonno falegname mi faceva i giocattoli.
E poi c'era la macchina per battere il frumento.
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Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Il problema adesso è che raramente trovo un avversario abbastanza interessante da poter essere da me considerato avversario.
Trova qualcosa su cui non la pensiamo allo stesso modo e con te ci litigo volentieri :LOL:
 

Spat

Utente di lunga data
😀😀 posso capirti!!
Io osservo amiche e amici con figli e per certi versi li ammiro! Mi fa anche piacere ogni tanto e per poco tempo dare una mano, ma mi piace nella consapevolezza che poi li rimollo ai legittimi e io me ne torno a casa da sola! 😃

Perchè ritieni insensato il discutere?

(avendo come presupposto il fatto che se ne stia davvero discutendo con la curiosità di conoscere il pensiero e le prospettive dell'altro)

A me incuriosiscono le motivazioni di chi decide di aver figli. Mi piace confrontarle con le mie, che ho deciso di non averne.

Per la mia esperienza, per esempio, non c'è stato proprio nulla di primordiale: non ho mai sentito l'orologio biologico. Non ho mai sentito il desiderio di aver figli. Nemmeno da bambina ho mai desiderato giocare a "mamma casetta", preferivo andare a correre, arrampicarmi, leggere, studiare e non sapevo proprio come relazionarmi con le amichette che sognavano la famiglia, il matrimonio, i figli, non capivo nè il loro linguaggio nè il fascino di quei sogni e di quei giochi.

Quindi mi sono letteralmente messa a tavolino considerando i pro e i contro dell'avere o non avere figli.

Ho scelto mio marito sulla base di questo principio. Il mio precedente compagno mi aveva dato il tormento sull'aver figli, e per lui era talmente impensabile il non desiderare averne che pur avendogli io sempre dichiarato che non era nei miei piani di vita, al mio ennesimo "ma non se parla neanche" mi aveva detto "mi hai imbrogliato, io credevo che avresti cambiato idea" 🧐😳
Perché se ragioni dei pro e dei contro a tavolino fare figli risulta insensato.
Non c'è OGGETTIVAMENTE nessun vantaggio a procreare per i genitori.

Secondo me lo fai solo se qualcosa di primordiale ti dice di farlo.

Infatti se l'instinto primordiale non lo senti non li fai :D
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Io ragazza di campagna/mezzamontagna...ne avevo prese una carriolata perchè avevo liberato i conigli del vicino di casa 😀 😀

E anche io ho sempre adorato lo storytelling, vivevo in campagna ma nella mia testa viaggiavo tantissimo fra profondità oceaniche e cime ghiacciate, giungle e deserti.
A 4 anni leggevo speditamente e avevo a disposizione non soltanto le mie fantasie ma anche quelle che trovavo leggendo, fra l'altro ho una lettura parecchio veloce quindi divoravo libri su libri da cui prendevo spunto per creare storie.
Io non amo giocare con i bambini, e probabilmente è il motivo per cui loro vogliono giocare con me...bastardi :ROFLMAO::ROFLMAO:
A 4 anni io ero Chuck Norris, con la barba i cui peli avevano già la barba
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Io ragazza di campagna/mezzamontagna...ne avevo prese una carriolata perchè avevo liberato i conigli del vicino di casa 😀 😀

E anche io ho sempre adorato lo storytelling, vivevo in campagna ma nella mia testa viaggiavo tantissimo fra profondità oceaniche e cime ghiacciate, giungle e deserti.
A 4 anni leggevo speditamente e avevo a disposizione non soltanto le mie fantasie ma anche quelle che trovavo leggendo, fra l'altro ho una lettura parecchio veloce quindi divoravo libri su libri da cui prendevo spunto per creare storie.
Io non amo giocare con i bambini, e probabilmente è il motivo per cui loro vogliono giocare con me...bastardi :ROFLMAO::ROFLMAO:
no quella è una questione di disaltitudine
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Io intendevo, se ti chiedessero "(tu che hai figli) ti manca il non averne?"

Io sono piuttosto convinta che i ragionamenti che ho descritto non vengano fatti a livello consapevole. Ritengo piuttosto probabile che il "copione" venga semplicemente introiettato senza discuterlo.

Ed è fondamentalmente questo che rende stupida la domanda e qualunque eventuale risposta.

Se dietro alla domanda c'è malignità dal mio punto di vista la domanda smette di essere stupida e diventa interessante.
La malignità presuppone un pensiero, una pianificazione, un obiettivo.
E mi incuriosisco a questo punto. Diventa un ingaggio ad una qualche partita a scacchi mentale!

Se invece non sai dove origina il pensiero che ti ha fatto porre quella domanda, di cosa dovrei discutere con te?

Io, ad una domanda del genere risponderei semplicemente "perchè dovrebbero mancarmi?", e mi metterei in ascolto.
Ma è pesante, faticoso. Spesso noioso, perchè rispondendo in quel modo, spesso inizia il balletto delle giustificazioni, del difendersi dal pensiero indefinito che ha guidato la composizione della domanda. È come guardare qualcuno che si inciampa nei lacci delle sue stesse scarpe. Magari fa ridere il fatto che caschi, ma tutto finisce lì. Non c'è nulla di arricchente nella condivisione di esperienze e prospettive.
Oppure, e questo l'ho fatto spesso quando mi giravano i coglioni per l'atteggiamento generale del porsi dell'interlocutore, e mi scattava l'istinto sadico predatorio, potrei semplicemente chiedere "e tu, perchè hai fatto figli?" e entrare in quella domanda e relative risposte.

Sto ovviamente esulando dallo spunto iniziale: un'intervista è pagata, il prezzo è stato pattuito e ne ho vantaggio.
A fronte del vantaggio ok, mi sposto su quel registro e contenuto.
Registro e contenuto che penso fra l'altro sia necessario in TV tenendo conto del pubblico all'ascolto.
I ragazzini non guardano quasi più la tv generalista, il pubblico ha una certa età e risponde a certi condizionamenti culturali. E la TV deve stimolare il circuito della ricompensa di quel target.

Hai presente passare in TV col target che ha, una domanda diversa, tipo "come è vivere senza figli?"
Se a me chiedessero "com'è non aver figli?" io risponderei "una figata!! Decido i miei ritmi, mi gestisco nel tempo e nello spazio, non ho impegni economici attuali e a lungo termine che mi porterebbero preoccupazione o comunque richiederebbero energie da investire che io invece posso investire in tutt'altro e anche dal punto di vista economico mi muovo senza imprevisti che non dipendono da me"

La mia in questo caso sarebbe una risposta di getto, scherzosa e giocosa.
Si potrebbe approfondire sul fatto che riproduzione e generatività non sono sovrapposti.
E che il copione non è necessariamente da rispettare in tutte le sue declinazioni.

Ma le implicazioni filosofiche, storiche, sociali, culturali, antropologiche e sociologiche, sono parecchie.

Per esempio, un argomento che si affronta da poco a pochissimo è: la fatica di avere e crescere i figli. O anche il pentirsi di averli fatti.
Il mito dei genitori felici mette anche in condizione di faticare ad esprimere la fatica, la rottura di coglioni, il bisogno di staccare dai figli.
E questo è specialmente vero per chi si adegua al copione senza averlo declinato secondo se stesso.
non è che puoi sempre proiettare la tua esperienza per farne un ragionamento induttivo. esistono anche realtà che non conosci e non immagini
 

Nicky

Utente di lunga data
Perché se ragioni dei pro e dei contro a tavolino fare figli risulta insensato.
Non c'è OGGETTIVAMENTE nessun vantaggio a procreare per i genitori.

Secondo me lo fai solo se qualcosa di primordiale ti dice di farlo.

Infatti se l'instinto primordiale non lo senti non li fai :D
Non so, forse i vantaggi oggettivi è difficile capire cosa siano, ma credo che sia un'esperienza profondamente trasformativa, in cui puoi spostare l'attenzione da te stesso, imparare di più a improvvisare e adattarti, rivivere anche la tua infanzia e capirla meglio.
Il problema lo vedo più nel fatto che abbiamo tutti ritmi di vita assurdi e un'idea performativa dell'esistenza, che ci porta a dover sostenere un sacco di fatica.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Perché se ragioni dei pro e dei contro a tavolino fare figli risulta insensato.
Non c'è OGGETTIVAMENTE nessun vantaggio a procreare per i genitori.

Secondo me lo fai solo se qualcosa di primordiale ti dice di farlo.

Infatti se l'instinto primordiale non lo senti non li fai :D
Una mia amica non sentiva alcun istinto materno , zero assoluto.
Il marito desiderava invece un figlio,alla fine ha ceduto.
Ora è felicissima e non capisce come in passato possa aver pensato di non averne.
L'amore che prova per il figlio è una sensazione che non si aspettava
 

Nicky

Utente di lunga data
Una mia amica non sentiva alcun istinto materno , zero assoluto.
Il marito desiderava invece un figlio,alla fine ha ceduto.
Ora è felicissima e non capisce come in passato possa aver pensato di non averne.
L'amore che prova per il figlio è una sensazione che non si aspettava
Sì ne ho sentiti tanti di casi del genere.
Però ho una conoscente che ha ceduto per le insistenze familiari. Nonostante sia una bravissima mamma e ami moltissimo la figlia, non è mai riuscita ad accettarsi come madre, si sente come se avesse percorso una strada non sua. Io penso che mi sarei sentita così, perchè era troppa la mia ambivalenza, perciò alla fine è andata bene che la mia vita abbia avuto questo andamento.
 
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