C'è poco da incuriosirsi dal mio punto di vista.. nel senso che SE c'è la malignità l'obiettivo è la mortificazione, il far sentire inferiore, mutilata, incompiuta.
Una poveraccia in poche parole..
Ma si fa con tante cose, mica solo con i figli
Dalla famiglia, ai soldi, ai beni, al livello culturale, esperienziale, sessuale o professionale..
"Far valere" in una discussione qualsiasi la TUA mancanza rispetto la MIA presenza, è l'obiettivo.
Stabilire gerarchie di (presunto) benessere o superiorità.
Quindi è fondamentalmente l'espressione di un complesso di inferiorità unito a insicurezza e a pochi strumenti relazionali.
E questa per me non è cattiveria, malignità, pianificata e consapevolmente perseguita, che è quella che mi incuriosisce per davvero.
E mi incuriosisce la spinta, la parte della decisione di essere cattiva/o.
Nel caso che descrivi, che concordo con te, è parecchio diffuso e per alcune tematiche lo è molto nelle donne, è ignoranza, insicurezza, incapacità di affermarsi se non tentando di schiacciare l'altro e facendolo facendosi scudo di norme e principi spesso etici o morali.
Che è una cosa fastidiosa, certo. Ma ridicola.
Pericolosa quando invece dell'ignoranza e della superstizione è guidata dalla stupidità per cui manco è chiaro l'obiettivo e il vantaggio e pur di arrivare lì fa danni anche a se stessa.
La questione della "mancanza" dei figli è composta da secoli di condizionamento anche sul corpo della femmina e sulla funzione del corpo della femmina.
Ed è strettamente legata anche alla concezione del piacere femminile.