Gradire il ruolo sgradito

Skorpio

Utente di lunga data
Si
Perché è una recita
Esempio scemo: non sono in grado di fare scherzi. Rido dopo un secondo
Non amo recitare
Non posso provare sensazioni vere se recito un copione che so non essere reale
Se tu (generico) mi umili davanti a una persona di quello che pensa lei di ne frega zero proprio perché sto recitando
È come se Julia Roberts su sconvolgesse perché qualcuno vedendola in Pretty woman pensasse che è una zoccola
Sono d'accordo che è una recita, ma è altrettanto vero che chi vede da fuori, ti vede che magari entri in un locale, ci si siede, e ti rispondo male al tavolo e guardo il cellulare tutto il tempo.

Loro vedono questo

E la gente ti guarda.. e mormora.. sogghigna

Quindi in quel caso gli sguardi e i commenti della gente su "di TE" non ti darebbero alcun fastidio?

Non è che gli puoi dire: "oh tranquilli scherza eh? È una recita, mi vuole bene!"

Resti esposta

Quindi.. non avresti nessun problema?
 
Ultima modifica:

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Sono d'accordo che è una recita, ma è altrettanto vero che chi vede da fuori, ti vede che magari entri in un locale, ci si siede, e ti rispondo male al tavolo e guardo il cellulare tutto il tempo.

Loro vedono questo

E la gente ti guarda.. e mormora.. sogghigna

Quindi in quel caso gli sguardi e i commenti della gente su "di TE" non ti darebbero alcun fastidio?

Non è che gli puoi dire: "oh tranquilli scherza eh? È una recita, mi vuole bene!"

Resti esposta

Quindi.. non avresti nessun problema?
No
Ti ho fatto l’esempio di un’attrice
I mormorii non sono su di me e su una situazione che io vivo con disagio ma su una situazione che sto recitando
Peraltro davanti ai mormorii mi verrebbe da ridere
 

Skorpio

Utente di lunga data
No
Ti ho fatto l’esempio di un’attrice
I mormorii non sono su di me e su una situazione che io vivo con disagio ma su una situazione che sto recitando
Peraltro davanti ai mormorii mi verrebbe da ridere
Se ci pensi.. "ridere" è una reazione molto piacevole, uno stare bene, insomma... No?

Non è "indifferenza" ma percezione di benessere, o no?
 
Ultima modifica:

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Se ci pensi.. "ridere" è una reazione molto piacevole, uno stare bene, insomma... No?

Non è "indifferenza" ma percezione di benessere, o no?
Ridere perché mi sentirei ridicola, non spontanea, non io. Una goliardata insomma
Anche perché se detesto certe sensazioni non vedo perché ricrearle
Perderebbe il significato, che non comprendo, che si vuole dare all’esperimento
 

Foglia

utente viva e vegeta
Ridere perché mi sentirei ridicola, non spontanea, non io. Una goliardata insomma
Anche perché se detesto certe sensazioni non vedo perché ricrearle
Perderebbe il significato, che non comprendo, che si vuole dare all’esperimento
Idem per me.

Sarebbe tutto falsato. Diventerebbe una sorta di perculamento di chi ho intorno. Un osservare ad esempio chi biasima il mio compagno, chi mi invita a reagire, chi mi pensa una poveretta... Uno studio antropologico. Che però nulla ha a che vedere con quello che percepirei da "dentro" una situazione analoga ma reale. Non lo so... Credo che pure io durerei poco prima di ridere.
 

Vera

Supermod disturbante
Staff Forum
Spazio per giocare ad altro c'è eccome comunque.

...e il giocare ad altro fine a se stesso a me non interessa.
Diventa interessante quando si buttano dentro contenuti e sensazioni... e se ne continua a parlare attraverso i corpi.

Quindi come chiede anche [MENTION=6423]ermik[/MENTION]... se avete idee su altri giochi benvengano: sono sempre interessanti nuove idee!
Se gioco devo divertirmi. Il vostro era un esperimento sociale? Altrimenti non ne capisco l'utilità.

Ragazze calme oh.. siamo in area per gente ammodo

Per i giochetti che avete in testa di proporre voi c'è maremma maiala :mexican:
Mi scusi Skorpio... Ma vaaaaaaaa :rotfl:
 

Martes

Utente di lunga data
Rispondo un po' per tutti senza quotare...

Un conto è lo scherzo, un altro è entrare in un ruolo per esplorare delle sensazioni.

Se fai uno scherzo l'intento è molto diverso e pure io son negata perché mi scappa da ridere subito.

Se entri seriamente in un personaggio percepisci la realtà in modo differente.
Esempio ne è che nel primo "esperimento", tanto per dire, spontaneamente mi veniva di tenere l'attenzione totalmente catalizzata su di "Lui", tanto da non accorgermi dell'ambiente circostante... infatti quando poi lui mi ha detto "hai visto che bel ragazzo era il barista?" io ho dovuto ammettere di non essermene proprio accorta. Mentre nel secondo caso ero ben consapevole di tutto, compresa la cameriera che secondo me un po' infastidita dalla situazione la era, tanto che quando ho ringraziato dopo che ha portato i caffè, ha rimarcato "Grazie a VOI".

E questo è solo uno dei tanti esempi che potrei estrapolare.

E poi non so, forse dipende dalla motivazione e dalla predisposizione individuale, perché a me è capitato, facendo teatro di strada totalmente basato sull'improvvisazione ed entrando in un particolare personaggio, di provare sensazioni e stati d'animo che a logica mai mi sarei sognata.

Per cui sì, si parte da una base concordata che può sembrare anche una buffonata, ma i risvolti interiori sono poi imprevedibili.

Forse appunto non per tutti: per fortuna che ho incontrato un individuo alquanto singolare che permette e accetta di mettersi in gioco a questi livelli!
 

Vera

Supermod disturbante
Staff Forum
Rispondo un po' per tutti senza quotare...

Un conto è lo scherzo, un altro è entrare in un ruolo per esplorare delle sensazioni.

Se fai uno scherzo l'intento è molto diverso e pure io son negata perché mi scappa da ridere subito.

Se entri seriamente in un personaggio percepisci la realtà in modo differente.
Esempio ne è che nel primo "esperimento", tanto per dire, spontaneamente mi veniva di tenere l'attenzione totalmente catalizzata su di "Lui", tanto da non accorgermi dell'ambiente circostante... infatti quando poi lui mi ha detto "hai visto che bel ragazzo era il barista?" io ho dovuto ammettere di non essermene proprio accorta. Mentre nel secondo caso ero ben consapevole di tutto, compresa la cameriera che secondo me un po' infastidita dalla situazione la era, tanto che quando ho ringraziato dopo che ha portato i caffè, ha rimarcato "Grazie a VOI".

E questo è solo uno dei tanti esempi che potrei estrapolare.

E poi non so, forse dipende dalla motivazione e dalla predisposizione individuale, perché a me è capitato, facendo teatro di strada totalmente basato sull'improvvisazione ed entrando in un particolare personaggio, di provare sensazioni e stati d'animo che a logica mai mi sarei sognata.

Per cui sì, si parte da una base concordata che può sembrare anche una buffonata, ma i risvolti interiori sono poi imprevedibili.

Forse appunto non per tutti: per fortuna che ho incontrato un individuo alquanto singolare che permette e accetta di mettersi in gioco a questi livelli!
Bene, felice per te :)
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Rispondo un po' per tutti senza quotare...

Un conto è lo scherzo, un altro è entrare in un ruolo per esplorare delle sensazioni.

Se fai uno scherzo l'intento è molto diverso e pure io son negata perché mi scappa da ridere subito.

Se entri seriamente in un personaggio percepisci la realtà in modo differente.
Esempio ne è che nel primo "esperimento", tanto per dire, spontaneamente mi veniva di tenere l'attenzione totalmente catalizzata su di "Lui", tanto da non accorgermi dell'ambiente circostante... infatti quando poi lui mi ha detto "hai visto che bel ragazzo era il barista?" io ho dovuto ammettere di non essermene proprio accorta. Mentre nel secondo caso ero ben consapevole di tutto, compresa la cameriera che secondo me un po' infastidita dalla situazione la era, tanto che quando ho ringraziato dopo che ha portato i caffè, ha rimarcato "Grazie a VOI".

E questo è solo uno dei tanti esempi che potrei estrapolare.

E poi non so, forse dipende dalla motivazione e dalla predisposizione individuale, perché a me è capitato, facendo teatro di strada totalmente basato sull'improvvisazione ed entrando in un particolare personaggio, di provare sensazioni e stati d'animo che a logica mai mi sarei sognata.

Per cui sì, si parte da una base concordata che può sembrare anche una buffonata, ma i risvolti interiori sono poi imprevedibili.

Forse appunto non per tutti: per fortuna che ho incontrato un individuo alquanto singolare che permette e accetta di mettersi in gioco a questi livelli!
Infatti l’importante è che sia servito a te/a voi
Hai chiesto cosa ne pensassimo noi e ognuno tu ha dato la sua impressione.
 

Martes

Utente di lunga data
Infatti l’importante è che sia servito a te/a voi
Hai chiesto cosa ne pensassimo noi e ognuno tu ha dato la sua impressione.
:cool:veramente io avevo chiesto se a qualcun altro fosse capitato di impersonare un ruolo (per i motivi più disparati) e di trovarvisi diversamente da come avrebbe potuto immaginare.
Ma capisco che la descrizione dell'episodio abbia spostato l'attenzione su quello.
È comunque un confronto interessante :)
 

Skorpio

Utente di lunga data
Per cui sì, si parte da una base concordata che può sembrare anche una buffonata, ma i risvolti interiori sono poi imprevedibili.
Io ricordo un capodanno in una frazione gelida dell'appennino centrale, un borgo praticamente disabitato, occupato interamente dalla nostra comitiva, erano molti anni fa

Una sera.. in casa di un microgruppo di noi (abitavamo in case diverse, sembrava di essere nel medio evo) si fece il gioco dei lupi

Ci si sedette in cerchio col camino acceso e la penombra, venivamo da diverse zone dell'Italia, uniti da un intreccio molto strano che non starò a spiegare

una mia amica aveva pesantemente sul culo una femmina, la cui figlia aveva molto simpatica una ragazza che si accompagnava a questa amica

Durante il gioco, la mia amica iniziò a provare affinità e simpatia per la donna che aveva pesantemente antipatica

Allo stesso modo vi fu un durissimo faccia a faccia "nel gioco" tra la figlia di questa e la ragazza che accompagnava la mia amica (che si erano simpatiche)

Dopo quella sera, dopo quel "gioco" i rapporti interpersonali ne uscirono completamente stravolti

La mia amica e la signora "mamma" iniziarono a cercarsi e familiarizzare

Le altre due ragazze , che inizialmente si erano simpatiche, iniziarono a evitarsi, direi quasi a "odiarsi".

Fu un capodanno molto particolare, oltre a questo curioso ricordo, che mi pare ben si accosti al senso del "gioco" inteso non con un "famose du risate" ma inteso come "vediamo cosa si incontra a livello emotivo e percezionale"
 

Brunetta

Utente di lunga data
In realtà non era una recita per stare bene o divertirsi: si trattava di un "gioco" per esplorare le sensazioni, che potevano risultare anche molto sgradevoli.
Anzi, sulla carta, secondo noi, le sarebbero state.
E proprio il fatto che ciò non sia avvenuto è stata la sorpresa.
Ma si gioca anche a guardie e ladri e si viene colpiti e si muore. Non assomiglia molto alla realtà.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ad esempio è diffuso il gioco degli sconosciuti. È divertente esporsi in una situazione di seduzione scoperta con 7na persona di cui ci si fida. Non sarebbe lo stesso strusciarsi tra veri sconosciuti.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Fossi stata semplicemente "io" certo, non avrei sopportato gli sguardi altrui in quella situazione, mi sarei sentita un'idiota e sarebbe stato umiliante.

Ma ero talmente nella parte che il resto (altri clienti, baristi) non esisteva: vedevo solo lui... e stavo bene in quella situazione, mi sentivo deresponsabilizzata e protetta.

Ho avuto invece visione sull'esterno nel ruolo successivo, perché lì ero io a dover tenere sotto controllo la situazione... devo dire che però, sul momento, ben poco mi importava del giudizio altrui, essendo la mia attenzione focalizzata su di un altro compito.
Però ne ero consapevole.
Ed era una situazione davvero soffocante, vista da fuori.
E mi chiedevo se non potesse sembrare che lui avesse qualche problema per dover essere trattato così...
Comunque lo fanno tutti i bambini “facciamo che io ero la mamma e tu il bambino oppure tu il papà e io la bambina”.
 

Martes

Utente di lunga data
Io ricordo un capodanno in una frazione gelida dell'appennino centrale, un borgo praticamente disabitato, occupato interamente dalla nostra comitiva, erano molti anni fa

Una sera.. in casa di un microgruppo di noi (abitavamo in case diverse, sembrava di essere nel medio evo) si fece il gioco dei lupi

Ci si sedette in cerchio col camino acceso e la penombra, venivamo da diverse zone dell'Italia, uniti da un intreccio molto strano che non starò a spiegare

una mia amica aveva pesantemente sul culo una femmina, la cui figlia aveva molto simpatica una ragazza che si accompagnava a questa amica

Durante il gioco, la mia amica iniziò a provare affinità e simpatia per la donna che aveva pesantemente antipatica

Allo stesso modo vi fu un durissimo faccia a faccia "nel gioco" tra la figlia di questa e la ragazza che accompagnava la mia amica (che si erano simpatiche)

Dopo quella sera, dopo quel "gioco" i rapporti interpersonali ne uscirono completamente stravolti

La mia amica e la signora "mamma" iniziarono a cercarsi e familiarizzare

Le altre due ragazze , che inizialmente si erano simpatiche, iniziarono a evitarsi, direi quasi a "odiarsi".

Fu un capodanno molto particolare, oltre a questo curioso ricordo, che mi pare ben si accosti al senso del "gioco" inteso non con un "famose du risate" ma inteso come "vediamo cosa si incontra a livello emotivo e percezionale"
È esattamente questo il senso e, sì, può anche arrivare a cambiare l'impostazione di alcuni rapporti interpersonali, tanto arriva a fondo. Perché "antipatia e simpatia" possono in realtà avere anche basi molto superficiali, che quello che parrebbe un semplice gioco può arrivare a scardinare, scavando in realtà molto più in profondità.

Per cui, rispondendo a [MENTION=4739]Brunetta[/MENTION], l'attinenza con la realtà c'è eccome, anche in un "banale" guardie e ladri. Basta spostarsi dall'azione ("ti ho beccato!/mi ha beccato!") alla sensazione: è quella che viene ascoltata e dà senso alla cosa.
I bambini sono appunto maestri in questo e il gioco, come per tutti i cuccioli, è la loro palestra per la vita.

Poi c'è chi ama continuare a farlo anche da adulto... e dal mio punto di vista, se si riesce a mantenere quell'ottica senza fermarsi alla superficie dell'azione in sé, può essere continua occasione di crescita.
 

Skorpio

Utente di lunga data
È esattamente questo il senso e, sì, può anche arrivare a cambiare l'impostazione di alcuni rapporti interpersonali, tanto arriva a fondo. Perché "antipatia e simpatia" possono in realtà avere anche basi molto superficiali, che quello che parrebbe un semplice gioco può arrivare a scardinare, scavando in realtà molto più in profondità.

Per cui, rispondendo a [MENTION=4739]Brunetta[/MENTION], l'attinenza con la realtà c'è eccome, anche in un "banale" guardie e ladri. Basta spostarsi dall'azione ("ti ho beccato!/mi ha beccato!") alla sensazione: è quella che viene ascoltata e dà senso alla cosa.
I bambini sono appunto maestri in questo e il gioco, come per tutti i cuccioli, è la loro palestra per la vita.

Poi c'è chi ama continuare a farlo anche da adulto... e dal mio punto di vista, se si riesce a mantenere quell'ottica senza fermarsi alla superficie dell'azione in sé, può essere continua occasione di crescita.
Certo, a me sembra di quotidiana evidenza come fenomeno

E anche gli adulti "giocano" spesso inconsapevolmente, e quotidianamente, poiché hanno perso (non tutti) la decisiva prospettiva del bambino

Porto un esempio reale e attuale

Mio figlio, i suoi amichetti di campagna, ganzissimi fortissimi, simpaticissimi

Decidono di fare una capanna nel mio giardino, per poi.. (sogni)

Iniziano i lavori, compiti ripartiti tutto procede

A metà strada iniziano le grane, "dai rispettivi ruoli ognuno inizia a lasciare uscire antipatia, nervosismo, arroganza, etc.. etc..
Ci sono state anche un paio di colluttazioni fisiche :rotfl: (in campagna si è più spicci), gli urli e (purtroppo) le bestemmie non si contano

Morale: i lavori sono fermi da fine luglio, e io ho già detto che se il 1 settembre non si riprenderanno procederò alla demolizione dell' "eco-mostro" :carneval:

Non riescono a "concludere" l'attraversamento della loro esperienza

Mio figlio mi chiede: perché succede questo?

Io gli ho spiegato che succede anche da adulti, solo che non li chiamiamo più "giochi" ma in altro modo.

E nel "gioco" (o in come lo si voglia chiamare) quando si assume un ruolo, si scoprono inevitabilmente parti di noi e di chi gioca con noi.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Certo, a me sembra di quotidiana evidenza come fenomeno

E anche gli adulti "giocano" spesso inconsapevolmente, e quotidianamente, poiché hanno perso (non tutti) la decisiva prospettiva del bambino

Porto un esempio reale e attuale

Mio figlio, i suoi amichetti di campagna, ganzissimi fortissimi, simpaticissimi

Decidono di fare una capanna nel mio giardino, per poi.. (sogni)

Iniziano i lavori, compiti ripartiti tutto procede

A metà strada iniziano le grane, "dai rispettivi ruoli ognuno inizia a lasciare uscire antipatia, nervosismo, arroganza, etc.. etc..
Ci sono state anche un paio di colluttazioni fisiche :rotfl: (in campagna si è più spicci), gli urli e (purtroppo) le bestemmie non si contano

Morale: i lavori sono fermi da fine luglio, e io ho già detto che se il 1 settembre non si riprenderanno procederò alla demolizione dell' "eco-mostro" :carneval:

Non riescono a "concludere" l'attraversamento della loro esperienza

Mio figlio mi chiede: perché succede questo?

Io gli ho spiegato che succede anche da adulti, solo che non li chiamiamo più "giochi" ma in altro modo.

E nel "gioco" (o in come lo si voglia chiamare) quando si assume un ruolo, si scoprono inevitabilmente parti di noi e di chi gioca con noi.
Infatti per me il problema sarebbe interpretare il ruolo proprio perché non essendo io così dovrei fingere
 

Skorpio

Utente di lunga data
Infatti per me il problema sarebbe interpretare il ruolo proprio perché non essendo io così dovrei fingere
Ma sai.. dipende cosa si intende per fingere

Se mi dici che stasera ti manca un cameriere per la tua cena di compleanno, e mi chiedi se ti do una mano, e io ti dico di sì, non è che dovrei "fingere"

Vengo a casa tua e faccio il cameriere per la tua serata di compleanno

E magari scopro da quel ruolo e per quelle 3 ore alla cena, che, a differenza della amabile amica che sei sempre stata, ti riveli ai miei occhi improvvisamente una persona di merda che mi tratta in un modo che non mi aspettavo, anche davanti ai tuoi amici invitati alla festa

Che vuol dire "fingere"?
 

Lostris

Utente Ludica
Ad esempio è diffuso il gioco degli sconosciuti. È divertente esporsi in una situazione di seduzione scoperta con 7na persona di cui ci si fida. Non sarebbe lo stesso strusciarsi tra veri sconosciuti.
Ad esempio.
 
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