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Marjanna

Utente di lunga data
Viene apprezzato. Non sono in grado di fare una ricerca. Ma raramente sono cose fatte di impulso. Quindi ci sarà chi le apprezza.
Ho capito. Virale.
Ha raggiunto maggiore pubblico in questo modo.

Personalmente non apprezzo il metodo, porta ad un graduale e costante abbassamento di contenuti. Niente viene approfondito.

Però pure te, fai spesso pubblicità (involontaria) a comunicazioni di questo tipo, fosse per me neppure esisterebbero.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ho capito. Virale.
Ha raggiunto maggiore pubblico in questo modo.

Personalmente non apprezzo il metodo, porta ad un graduale e costante abbassamento di contenuti. Niente viene approfondito.

Però pure te, fai spesso pubblicità (involontaria) a comunicazioni di questo tipo, fosse per me neppure esisterebbero.
Il video è passato ovunque in tv e tra i video dei quotidiani nazionali.
Il forum non ha certamente quella diffusione, io poi non sono nessuno.
 

spleen

utente ?
I Ferragnez hanno partorito in diretta la seconda figlia . Non parlo solo di lei, perché lui era presente e mi pare pure il primo figlio. Parlo per cose intraviste perché è un tipo di pornografia che mi imbarazza.
I figli sono continuamente esposti e invitati a fare cose.
Certamente lo fanno ormai moltissimi genitori, senza alcuno ricavo. Ma se i bambini vengono esposti a un centinaio di amici di fb, non è come avere una pagina dedicata, con milioni di follower.
Io capisco che i bambini sono carini, che ripetono le cose sentite in contesti diversi e suscitano tenerezza e divertimento.
Ma dovrebbero bastare i gravi problemi di piccoli attori (che comunque interpretavano scene) per intuire che non è una cosa che fa bene.
Ogni strumento tecnologico ha potenzialità positive e negative.
Il problema, in ogni campo, degli esseri umani è che si assuefanno facilmente e poi hanno richieste di maggiori stimoli senza la capacità di fermarsi.
Ma il volere essere al centro dell'attenzione, sempre e comunque non è forse una sfiga fotonica?
Dover sempre apparire per essere, incatenarsi ad un like o all'attenzione di qualcuno per sentire di esistere non è forse una condanna?

L'invisibilità è un superpotere (Bansky).

Che poi, del resto, essere veramente "visti" per me significa altro...
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ma il volere essere al centro dell'attenzione, sempre e comunque non è forse una sfiga fotonica?
Dover sempre apparire per essere, incatenarsi ad un like o all'attenzione di qualcuno per sentire di esistere non è forse una condanna?

L'invisibilità è un superpotere (Bansky).

Che poi, del resto, essere veramente "visti" per me significa altro...
Ma io concordo.
Solo che, oltre a fare soldi, c’è chi ha proprio bisogno di apparire.
 

spleen

utente ?
Ma io concordo.
Solo che, oltre a fare soldi, c’è chi ha proprio bisogno di apparire.
Sono gli stessi che poi piagnucolano perchè non hanno un po' di privacy se accade qualcosa di sgradevole...
-Attori ad ogni costo, di sta colossale recita del cavolo. -

Ma interrogarsi un tantino sul senso di quello che si fa o si pretende, sul significato per se stessi delle cose della propria vita, sul valore dei propri atti, sulla responsabilità che comportano a livello di esempio, mai?

E interrogarsi sul valore che dà l'esempio di un altro essere umano, sulla influenza che ha su di noi, su quello che veicola, su quello che poi in definitiva davvero vale per noi?
Zero.
Zucche vuote. (presenti esclusi).

Ma io sono antico.
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Sono gli stessi che poi piagnucolano perchè non hanno un po' di privacy se accade qualcosa di sgradevole...
-Attori ad ogni costo, di sta colossale recita del cavolo. -

Ma interrogarsi un tantino sul senso di quello che si fa o si pretende, sul significato per se stessi delle cose della propria vita, sul valore dei propri atti, sulla responsabilità che comportano a livello di esempio, mai?

E interrogarsi sul valore che dà l'esempio di un altro essere umano, sulla influenza che ha su di noi, su quello che veicola, su quello che poi in definitiva davvero vale per noi?
Zero.
Zucche vuote. (presenti esclusi).

Ma io sono antico.
Meno male che si è sterilizzata! 😂

Sono gli stessi che poi piagnucolano perchè non hanno un po' di privacy se accade qualcosa di sgradevole...
-Attori ad ogni costo, di sta colossale recita del cavolo. -

Ma interrogarsi un tantino sul senso di quello che si fa o si pretende, sul significato per se stessi delle cose della propria vita, sul valore dei propri atti, sulla responsabilità che comportano a livello di esempio, mai?

E interrogarsi sul valore che dà l'esempio di un altro essere umano, sulla influenza che ha su di noi, su quello che veicola, su quello che poi in definitiva davvero vale per noi?
Zero.
Zucche vuote. (presenti esclusi).

Ma io sono antico.
Io credo che (ammesso sia vero) è una strategia o addirittura una pubblicità per la clinica che lo fa.
Siamo in una situazione di calo demografico spaventoso e per la maggior parte delle persone non per ragioni vacue, ma per difficoltà di avere una sicurezza economica e di coppia a una età giovane. La società offre modelli in cui i figli sono molto onerosi da tutti i punti di vista, figli perfetti che richiedono genitori perfetti. Certamente se le esperienze come figli sono state negative, la paura di essere inadeguati è più forte. Non è, secondo me, un esempio, ma una eco della realtà.

MA principalmente io credo che l’esposizione prenda un po’ la mano.
Può succede di piacere davvero a chi ha già un bel po’ di follower, essere citato e avere molto seguito.
Quindi arrivano proposte molto allettanti per mettere una crema o un capo di abbigliamento. Credo sia difficile dire di no. Poi ne arrivano altre e il guadagno aumenta in modo inaspettato e si finisce per essere condizionati a rispondere a una immagine.
In fin dei conti sono giovani che o non trovano il lavoro o ne hanno uno precario.

Stavo proprio leggendo qui https://www.exagere.it/la-fallacia-dei-giovani-doggi-come-ostacolo-al-dialogo-intergenerazionale/
(...)
Meccanismi simili all’esempio riportato si registrano anche in tutte quelle espressioni che attribuiscono comportamenti negativi ai giovani in modo apodittico. Uno degli ambiti principali in cui la fallacia dei giovani d’oggi affiora è quello del dibattito pubblico. Spesso, infatti, alcune notizie di cronaca che coinvolgono i giovani in omicidi, violenze sessuali e simili, sono accompagnate da commenti a proposito dei costumi degradati che li contraddistinguerebbero: “hanno accesso alle droghe e all’alcol come mai prima”, “non hanno più i filtri sociali di una volta”, “vivono con un grado di promiscuità sessuale mai visto”. Ci sono anche le declinazioni di stampo più politico e sociale: “i giovani non scendono più in piazza”, “non sono interessati alla politica”, “sono individualisti e non si impegnano socialmente”.

Una delle declinazioni di questa fallacia riguarda la correlazione tra tecnologie di comunicazione, uso smodato che ne fanno i giovani e degrado dei costumi. Sono le espressioni come: “questi giovani stanno sempre sul cellulare e non leggono libri”, “non leggono più i giornali, gli bastano i social”, “preferiscono stare davanti a uno schermo invece che incontrarsi”. In questa serie di sentenze-dicerie, la fallacia dei giovani d’oggi si unisce a un altro schema argomentativo, quello che dipinge i comportamenti negativi nell’uso dei social network e delle tecnologie digitali come elemento che corrobora l’inadeguatezza delle generazioni più recenti.

Di nuovo viene affermato qualcosa che sembra non abbia bisogno di essere dimostrato perché in qualche modo è dato per assodato, in un sillogismo fallace che può essere esplicitato più o meno così: i social network producono effetti negativi sui comportamenti, i giovani usano abitualmente i social, quindi i giovani sono soggetti deboli che si fanno trascinare facilmente in comportamenti negativi.(...)

MA è la stessa cosa per “i boomer non capiscono” “gli anziani non sanno usare il cellulare“ o il computer o altri ritrovati tecnologici.
Però i “giovani” sono più giustificati nelle loro fesserie nei confronti dei “vecchi“ perché parlano di una età che non hanno ancora vissuto.
Chi di noi non pensava a sedici anni che i vecchi genitori, cinquantenni, non facessero più sesso e fosse anche disgustoso supporlo?
 

spleen

utente ?
MA è la stessa cosa per “i boomer non capiscono” “gli anziani non sanno usare il cellulare“ o il computer o altri ritrovati tecnologici.
Però i “giovani” sono più giustificati nelle loro fesserie nei confronti dei “vecchi“ perché parlano di una età che non hanno ancora vissuto.
Chi di noi non pensava a sedici anni che i vecchi genitori, cinquantenni, non facessero più sesso e fosse anche disgustoso supporlo?
Io.
E comunque non intendevo fare di tutta l'erba un fascio. I miei figli ed i loro amici a me sembrano saggissimi.
Nondimeno una che si fa amputare le ovaie a 26 anni, per me è una demente.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Io.
E comunque non intendevo fare di tutta l'erba un fascio. I miei figli ed i loro amici a me sembrano saggissimi.
Nondimeno una che si fa amputare le ovaie a 26 anni, per me è una demente.
Credo che tu fossi una eccezione.
È indubbio che quella sia una demente, ma non è rappresentativa di una generazione, né di Instagram.
 

spleen

utente ?
Credo che tu fossi una eccezione.
È indubbio che quella sia una demente, ma non è rappresentativa di una generazione, né di Instagram.
Non esserne così certa.
Perlomeno non per quello che - è - quella generazione ma per quello che si vorrebbe in certi ambienti economici - fosse - quella generazione.
 

danny

Utente di lunga data
Non entro nel dettaglio di come potrebbe influire essere parte degli influencer da figlio, da bambino in fase di crescita, sono ignorante e mi sembra una tematica molto specifica.
A livello di "incasso" le immagini con bambini vendono.
La Ferragnez è diventata talmente famosa che ci ha costruito un capitale nella sua immagine. Io so che è famosa ma non conosco il suo percorso. Non so perchè lei è famosa e altre no. Io vedo una bella ragazza, giovane, ma non mi pare poi tanto diversa da tante altre. Immagino i suoi figli siano ben tutelati.
Diverso potrebbe essere per chi, volendola imitare, in altri contesti, metta le condizioni per esporre i figli. E in ciò non posso escludere che poi vi possa essere qualcuno che tenti di avvicinarli, magari un pedofilo.




Anche whatsapp e emoticon affini sono un linguaggio diverso.
😍🌈❤ geroglifici moderni

Personalmente cerco di farmi anche autocritica, ovvero prendo in considerazione di stare spostando il mio pensiero, pensiero "da vecchia", di una persona che invecchia. Ma non voglio neppure prendere tutto alla leggera per far la moderna.
Trovo interessante quanto ha scritto @patroclo, che noi abbiamo una mente "analogica" e siamo limitati, nei limiti della mente "analogica".
Però la mente "digitale", dei giovani moderni, deve comunque considerare la terra. Circa un anno fa, sono stata invitata a partecipare insieme ad altre persone, ad una riunione dove veniva esposto il progetto di una app, per una sorta di auto-diagnosi, trattamento casalingo di determinata patologia.
La media degli autori era sui 30-35 anni. Forse qualcuno meno.
Mi sono ritrovata a fare osservazioni per me molto basiche, che però non erano state considerate. Dovrei mettere screen ed essere più specifica, cosa non possibile qui, però credimi che mi sono stupita. Scrivo questo perchè ci ho visto una connessione proprio in chi è stato allevato nel digitale, per quanto una persona di 35 anni, non rientri nella media di chi pensa digitale già dalle medie.
La differenza credo stia principalmente nell'approccio più rapido e spesso superficiale a qualsiasi materia.
Conosci il mondo della fotografia.
Quante foto si producono oggi, quante resistono nel tempo, quante hanno valore oltre l'attimo in cui sono state scattate e condivise (per poi morire nel cambio di PC o Smartphone)?
Alla fine si fa l'abitudine a vivere così, dove tutto passa in fretta e ha senso solo nel momento in cui lo si vive.
Stando sempre in superficie.
 

danny

Utente di lunga data
Stavo proprio leggendo qui https://www.exagere.it/la-fallacia-dei-giovani-doggi-come-ostacolo-al-dialogo-intergenerazionale/
(...)
Meccanismi simili all’esempio riportato si registrano anche in tutte quelle espressioni che attribuiscono comportamenti negativi ai giovani in modo apodittico. Uno degli ambiti principali in cui la fallacia dei giovani d’oggi affiora è quello del dibattito pubblico. Spesso, infatti, alcune notizie di cronaca che coinvolgono i giovani in omicidi, violenze sessuali e simili, sono accompagnate da commenti a proposito dei costumi degradati che li contraddistinguerebbero: “hanno accesso alle droghe e all’alcol come mai prima”, “non hanno più i filtri sociali di una volta”, “vivono con un grado di promiscuità sessuale mai visto”. Ci sono anche le declinazioni di stampo più politico e sociale: “i giovani non scendono più in piazza”, “non sono interessati alla politica”, “sono individualisti e non si impegnano socialmente”.

Una delle declinazioni di questa fallacia riguarda la correlazione tra tecnologie di comunicazione, uso smodato che ne fanno i giovani e degrado dei costumi. Sono le espressioni come: “questi giovani stanno sempre sul cellulare e non leggono libri”, “non leggono più i giornali, gli bastano i social”, “preferiscono stare davanti a uno schermo invece che incontrarsi”. In questa serie di sentenze-dicerie, la fallacia dei giovani d’oggi si unisce a un altro schema argomentativo, quello che dipinge i comportamenti negativi nell’uso dei social network e delle tecnologie digitali come elemento che corrobora l’inadeguatezza delle generazioni più recenti.

Di nuovo viene affermato qualcosa che sembra non abbia bisogno di essere dimostrato perché in qualche modo è dato per assodato, in un sillogismo fallace che può essere esplicitato più o meno così: i social network producono effetti negativi sui comportamenti, i giovani usano abitualmente i social, quindi i giovani sono soggetti deboli che si fanno trascinare facilmente in comportamenti negativi.(...)
I giovani hanno un solo difetto, oggi.
Sono pochi.
 

Marjanna

Utente di lunga data
La differenza credo stia principalmente nell'approccio più rapido e spesso superficiale a qualsiasi materia.
Conosci il mondo della fotografia.
Quante foto si producono oggi, quante resistono nel tempo, quante hanno valore oltre l'attimo in cui sono state scattate e condivise (per poi morire nel cambio di PC o Smartphone)?
Alla fine si fa l'abitudine a vivere così, dove tutto passa in fretta e ha senso solo nel momento in cui lo si vive.
Stando sempre in superficie.
Quello che sarà poi, di questi tempi digitali, lo sanno i giovani. Noi non ci saremmo più a dire.
Però in parte mi ritrovo nel pensare analogico. Ancora stampo. Non tutto. Ma stampo. Archivio in cartelline.
Per leggere spesso stampo. Sono ancora molto legata al concetto di carta.
Al contempo rendo digitale il cartaceo. Ciò che è digitale equivale ad un hd esterno. Niente in nuvole virtuali. Sono impedita a scrivere a mano, se devo scrivere tanto.

Le foto sono sempre attimi. E si, per me hanno valore, dopo l'attimo in cui sono state scattate. Le preferisco stampate. Quelle contemporanee, immagino, per ripetizione storica, che prima o poi non saranno diverse da tagli arditi (di capelli) degli anni 80. Andranno a identificare un tempo storico.
E per quanto apprezzi il digitale, usandolo, la poesia rimane l’analogico. Per me, ovviamente.

Non so se tutto passa in fretta. Questo è un pensiero da adulti. Da giovani il tempo io lo sentivo diverso.
Ho letto che hai scritto che le tue cose, ciò che per te ha valore, si perderà nella tua vita. Non penso sia così, rimarrà in tua figlia.
 

danny

Utente di lunga data
Responsabilità nostra.
E' sempre responsabilità nostra. Noi siamo la parte che precede loro di un percorso che comprende tutti.
Quello che sarà poi, di questi tempi digitali, lo sanno i giovani. Noi non ci saremmo più a dire.
Però in parte mi ritrovo nel pensare analogico. Ancora stampo. Non tutto. Ma stampo. Archivio in cartelline.
Per leggere spesso stampo. Sono ancora molto legata al concetto di carta.
Al contempo rendo digitale il cartaceo. Ciò che è digitale equivale ad un hd esterno. Niente in nuvole virtuali. Sono impedita a scrivere a mano, se devo scrivere tanto.

Le foto sono sempre attimi. E si, per me hanno valore, dopo l'attimo in cui sono state scattate. Le preferisco stampate. Quelle contemporanee, immagino, per ripetizione storica, che prima o poi non saranno diverse da tagli arditi (di capelli) degli anni 80. Andranno a identificare un tempo storico.
E per quanto apprezzi il digitale, usandolo, la poesia rimane l’analogico. Per me, ovviamente.

Non so se tutto passa in fretta. Questo è un pensiero da adulti. Da giovani il tempo io lo sentivo diverso.
Ho letto che hai scritto che le tue cose, ciò che per te ha valore, si perderà nella tua vita. Non penso sia così, rimarrà in tua figlia.
Sono appena stato al funerale di mia zia, In chiesa eravamo in tre.
Non è il primo funerale in cui i dipendenti dell'impresa funebre sono in numero superiore ai congiunti.
Un tempo i cortei funebri riempivano i quartieri, venivano un po' tutti.
Oggi solo i parenti, ma mia zia non aveva neppure figli, era anche vedova, quindi eravamo pochissimi.
Anni addietro avvisavo le persone che con la fotografia digitale dovevano imparare a fare i backup. O a stampare.
Oggi le stesse persone hanno foto disperse in computer rotti, in cellulari inservibili. Vorrebbero recuperarle (senza spendere) ma non sanno come.
Si arrangino, sinceramente.
Anni cancellati, forse senza rimpianto, anche perché le foto accumulate erano tante, mai selezionate, forse in gran parte inutili.
E non si ha mai voglia e tempo di andare a sfogliarle tutte, perché nel frattempo se ne accumulano di nuove.
Oggi si vive sempre più nel presente, ma non è altro che una constatazione, non un rimpianto.
Ha senso e valore solo l'attimo. come se la nostra esistenza non avesse più un filo conduttore di cui sia utile tenere conto.
Un filo che ti porta per strade a questo punto ignote, proprio perché non se ne riesce più a cogliere il percorso.
In casa ho accumulato inutilmente riviste, DVD e CD. I giovani oggi guardano Netflix, Tik Tok, ascoltano Spotify. Cambi il supporto e interrompi il filo di comunicazione tra generazioni. Ognuno guarda in direzioni diverse.
 
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CIRCE74

Utente di lunga data
Triste, anche se, pensandoci bene, non vorrei nessuno al mio.
Io potessi decidere vorrei solo i miei familiari stretti...strettissimi...odio andare ai funerali e vedere la gente che parla dei fatti propri...se ti ci metti a pensare il vero dolore lo provano solo chi ha contatti fissi con chi muore, tutto il resto fa volume.
 

danny

Utente di lunga data
Io potessi decidere vorrei solo i miei familiari stretti...strettissimi...odio andare ai funerali e vedere la gente che parla dei fatti propri...se ti ci metti a pensare il vero dolore lo provano solo chi ha contatti fissi con chi muore, tutto il resto fa volume.
Fa comunità.
Il dolore lo provano i familiari, gli altri manifestano attenzione per un elemento della comunità.
Se ci sono tre persone, vuol dire che in quel luogo non esiste più comunità.
E lei era conosciuta, anche, era ritenuta una brava persona, non era antipatica o invisa a nessuno.
D'altronde fa il pari col medico che un'ora prima che lei morisse si è rifiutato di venire a visitarla perché non aveva tempo.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Io potessi decidere vorrei solo i miei familiari stretti...strettissimi...odio andare ai funerali e vedere la gente che parla dei fatti propri...se ti ci metti a pensare il vero dolore lo provano solo chi ha contatti fissi con chi muore, tutto il resto fa volume.
Lo provano anche gli amici di chi è restato
Quando è mancato mio papà vedere miei amici al mio funerale mi ha piacere . Ho percepito la vicinanza al mio dopore
Forse vado OT ma mi stupisce sempre anche in post come questo quanto poca importanza si da all’amicizia, come se gli affetti fossero solo quelli della famiglia
 
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