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danny

Utente di lunga data
Lo provano anche gli amici di chi è restato
Quando è mancato mio papà vedere miei amici al mio funerale mi ha piacere . Ho percepito la vicinanza al mio dopore
Forse vado OT ma mi stupisce sempre anche in post come questo quanto poca importanza si da all’amicizia, come se gli affetti fossero solo quelli della famiglia
In fin dei conti in quella chiesa si è palesato quanto anche mio padre sia solo nella vita.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
In fin dei conti in quella chiesa si è palesato quanto anche mio padre sia solo nella vita.
Ecco è la stessa cosa che mi chiedo quando vado a funerali e noto che non ci sono anici dei parenti piu stretti
 

Marjanna

Utente di lunga data
E' sempre responsabilità nostra. Noi siamo la parte che precede loro di un percorso che comprende tutti.

Sono appena stato al funerale di mia zia, In chiesa eravamo in tre.
Non è il primo funerale in cui i dipendenti dell'impresa funebre sono in numero superiore ai congiunti.
Un tempo i cortei funebri riempivano i quartieri, venivano un po' tutti.
Oggi solo i parenti, ma mia zia non aveva neppure figli, era anche vedova, quindi eravamo pochissimi.
Anni addietro avvisavo le persone che con la fotografia digitale dovevano imparare a fare i backup. O a stampare.
Oggi le stesse persone hanno foto disperse in computer rotti, in cellulari inservibili. Vorrebbero recuperarle (senza spendere) ma non sanno come.
Si arrangino, sinceramente.
Anni cancellati, forse senza rimpianto, anche perché le foto accumulate erano tante, mai selezionate, forse in gran parte inutili.
E non si ha mai voglia e tempo di andare a sfogliarle tutte, perché nel frattempo se ne accumulano di nuove.
Oggi si vive sempre più nel presente, ma non è altro che una constatazione, non un rimpianto.
Ha senso e valore solo l'attimo. come se la nostra esistenza non avesse più un filo conduttore di cui sia utile tenere conto.
Un filo che ti porta per strade a questo punto ignote, proprio perché non se ne riesce più a cogliere il percorso.
In casa ho accumulato inutilmente riviste, DVD e CD. I giovani oggi guardano Netflix, Tik Tok, ascoltano Spotify. Cambi il supporto e interrompi il filo di comunicazione tra generazioni. Ognuno guarda in direzioni diverse.
Le foto però fanno pur parte di un determinato quadro storico, se le collochi nella storia dell’uomo. Ritratti e quadri di famiglia, erano cose da ricchi.
Rimangono i racconti, le storie, gli usi popolari. Anche certe ricette, pensa che valore aggiunto possono avere, se pensi che possono essere un passaggio, qualcosa che non è solo una lista di ingredienti, ma il legame ad una memoria.

Quest’anno sono andata in un negozio storico, da cui si era servito mio padre per sviluppare i suoi rullini nella sua vita. Anche se il vecchio proprietario, non c’è più, il negozio viene portato avanti da un parente, che comunque fa quel lavoro da una vita. Gli ho fatto scansione delle diapositive. Lavoro pessimo. Con tanto di vetro dello scanner sporco con tre macchie che si ripetono per centinaia di foto, dettagli totalmente persi perchè avranno messo qualche correzione automatica.
Ma non è tanto la perdita di qualità del lavoro svolto che mi ha colpito, è il riflesso di questo. Quest’uomo non si rende conto, che se è dove è, se porta avanti qualcosa di storico, non è per foto di grande valore artistico, ma per le foto dei compleanni, delle zie e delle nonne vestite a festa, delle vacanze italiane, dei battesimi, delle comunioni, e così via. Ha dimenticato.
 

danny

Utente di lunga data
Ecco è la stessa cosa che mi chiedo quando vado a funerali e noto che non ci sono anici dei parenti piu stretti
Quando parlo (e ne mio parlato spesso) di solitudine mi riferisco esattamente a questo.
Mio padre ha sempre fatto feste con tante persone, inviti a cena, ha sempre partecipato ai raduni della sua vecchia ditta, sempre avuto donne e amori.
Tante persone.
Dove sono finite?
Certo, l'età non aiuta. Ma si muore da sempre più frequentemente quando si è vecchi.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Quando parlo (e ne mio parlato spesso) di solitudine mi riferisco esattamente a questo.
Mio padre ha sempre fatto feste con tante persone, inviti a cena, ha sempre partecipato ai raduni della sua vecchia ditta, sempre avuto donne e amori.
Tante persone.
Dove sono finite?
Certo, l'età non aiuta. Ma si muore da sempre più frequentemente quando si è vecchi.
Ma non si può interpretare la mancanza di socialità di vicinanza con solitudine.
La socialità di vicinanza di un tempo nasceva per costrizione e impossibilità di alternative. La solidarietà si basava sul bisogno reciproco di assistenza e sul controllo sociale e solo talvolta era amicizia.
Spesso erano amicizie tra casalinghe con figli di pari età che potevano estendersi a tutta la famiglia.
Da quando è aumentata la mobilità e poi con i social sono aumentate le persone con cui avere contatti intorno a centri di interesse. Tra tanti si trovano alcuni amici che possono essere tali, anche senza una frequentazione assidua nel reale.
Conosco da decenni i miei vicini di casa ...ben per questo non li frequento. 😂
 

MariLea

Utente di lunga data
......................................
Tante persone.
Dove sono finite?
Certo, l'età non aiuta. Ma si muore da sempre più frequentemente quando si è vecchi.
Non so quanti anni abbia tuo padre, ma non tutti hanno la fortuna di invecchiare... la maggior parte di quelle persone non c'è più ed altri non sono autonomi o comunque non saranno in perfetta forma...
 

Reginatriste72

Utente di lunga data
Lo provano anche gli amici di chi è restato
Quando è mancato mio papà vedere miei amici al mio funerale mi ha piacere . Ho percepito la vicinanza al mio dopore
Forse vado OT ma mi stupisce sempre anche in post come questo quanto poca importanza si da all’amicizia, come se gli affetti fossero solo quelli della famiglia
Anche io la penso come te, gli affetti più cari a volte sono anche fuori dalla famiglia.
 

danny

Utente di lunga data
Ma non si può interpretare la mancanza di socialità di vicinanza con solitudine.
La socialità di vicinanza di un tempo nasceva per costrizione e impossibilità di alternative. La solidarietà si basava sul bisogno reciproco di assistenza e sul controllo sociale e solo talvolta era amicizia.
Spesso erano amicizie tra casalinghe con figli di pari età che potevano estendersi a tutta la famiglia.
Da quando è aumentata la mobilità e poi con i social sono aumentate le persone con cui avere contatti intorno a centri di interesse. Tra tanti si trovano alcuni amici che possono essere tali, anche senza una frequentazione assidua nel reale.
Conosco da decenni i miei vicini di casa ...ben per questo non li frequento. 😂
Fino a qualche anno fa mio padre vedeva ancora i suoi amici di cortile, della via.
Facevano raduni molto affollati.
Poi pian piano sono morti in tanti.
Credimi, la gente era più disposta a incontrarsi e a fare cose insieme.
Da noi si conoscevano tutti.
È cominciato il degrado a Milano negli 80 quando la comunità è diventata eterogenea e con infiltrazioni criminali.
Dove sono io ora, un po' tutti troviamo I nuovi vicini un po' (tanto) arroganti.
A dire il vero mi sembrano in alcuni casi un po' fuori di testa.
20 anni fa il cortile era pieno di gente. Molto bello. Ho fatto cene e anche vacanze con i vicini. Un bel periodo.
Adesso i nuovi... Coppie che litigano, la psicopatica che fa giovare i bambini nei box sotterranei etc etc.
Boh.
Cortile deserto, abbiamo pure i citofoni rotti.
La gente è leggermente peggiorata da me.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Fino a qualche anno fa mio padre vedeva ancora i suoi amici di cortile, della via.
Facevano raduni molto affollati.
Poi pian piano sono morti in tanti.
Credimi, la gente era più disposta a incontrarsi e a fare cose insieme.
Da noi si conoscevano tutti.
È cominciato il degrado a Milano negli 80 quando la comunità è diventata eterogenea e con infiltrazioni criminali.
Dove sono io ora, un po' tutti troviamo I nuovi vicini un po' (tanto) arroganti.
A dire il vero mi sembrano in alcuni casi un po' fuori di testa.
20 anni fa il cortile era pieno di gente. Molto bello. Ho fatto cene e anche vacanze con i vicini. Un bel periodo.
Adesso i nuovi... Coppie che litigano, la psicopatica che fa giovare i bambini nei box sotterranei etc etc.
Boh.
Diciamo che gli amici di tuo padre saranno volati in cielo
 

patroclo

Utente di lunga data
Fino a qualche anno fa mio padre vedeva ancora i suoi amici di cortile, della via.
Facevano raduni molto affollati.
Poi pian piano sono morti in tanti.
Credimi, la gente era più disposta a incontrarsi e a fare cose insieme.
Da noi si conoscevano tutti.
È cominciato il degrado a Milano negli 80 quando la comunità è diventata eterogenea e con infiltrazioni criminali.
Dove sono io ora, un po' tutti troviamo I nuovi vicini un po' (tanto) arroganti.
A dire il vero mi sembrano in alcuni casi un po' fuori di testa.
20 anni fa il cortile era pieno di gente. Molto bello. Ho fatto cene e anche vacanze con i vicini. Un bel periodo.
Adesso i nuovi... Coppie che litigano, la psicopatica che fa giovare i bambini nei box sotterranei etc etc.
Boh.
Cortile deserto, abbiamo pure i citofoni rotti.
La gente è leggermente peggiorata da me.

basterebbe morire giovani allora .... 🤷‍♂️
 

ologramma

Utente di lunga data
Lo provano anche gli amici di chi è restato
Quando è mancato mio papà vedere miei amici al mio funerale mi ha piacere . Ho percepito la vicinanza al mio dopore
Forse vado OT ma mi stupisce sempre anche in post come questo quanto poca importanza si da all’amicizia, come se gli affetti fossero solo quelli della famiglia
stessa cosa al funerale dei miei genitori , amici miei , conoscenti e parenti erano una moltitudine , io preso non ricordo molto delle persone che si avvicinavano per le condoglianze
 

danny

Utente di lunga data
stessa cosa al funerale dei miei genitori , amici miei , conoscenti e parenti erano una moltitudine , io preso non ricordo molto delle persone che si avvicinavano per le condoglianze
Ai funerali dei miei suoceri c'era la chiesa strapiena.
Ho un buon ricordo, malgrado tutto.
La comunità di quel quartiere all'epoca era molto legata, un caso quasi unico a Milano.
Fu molto confortante.
Terribile invece il funerale della madre di mia cognata.
Lei in vita era una persona molto elegante, con un ruolo importante.
Alla chiusura della cassa eravamo in 4.
Non un figlio. Non un parente di sangue.
Il corpo restò esposto in totale solitudine.
Peggio fu per un'altra mia cognata, morta improvvisamente. Ho un pessimo ricordo dell'ambiente ospedaliero di Genova e del cinismo di quei giorni.
Diciamo che il modo in cui alcune persone si approcciano alla morte mostra la loro aridita'.
Aridità che col passare del tempo disprezzo sempre più.
Da ragazzo nel cortile ogni funerale era collettivo. Veniva parato l'ingresso, per tornare a casa passavo tra velluto e ceri.
C'era comunque una formalità che faceva sentire meno soli.
Poi il giorno del funerale partiva il corteo a passo d'uomo fino alla chiesa.
La morte era una questione che riguardava tutti, anche perché tocca tutti.
Poi gradualmente è divenuta sempre più un fattore privato, come le nascite, qualcosa da nascondere, qualcosa che riguarda solo l'individuo e non più la collettività.
Da noi non espongono nemmeno più un fiocco quando nasce un bambino.
D'altronde, ciò che conta soprattutto oggi è non dare troppo fastidio.
 
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