danny
Utente di lunga data
Sono quelli dei pescatori.Sembrano quelli dei pescatori.![]()
Sono quelli dei pescatori.Sembrano quelli dei pescatori.![]()
I chelsea sono stivaletti "beatles" se non sbaglio.Ho dovuto goooglarli, minchia che brutti. Peggio delle crocs
Si, l’abito fa il monaco. Ma chi nasce povero e ce la fa sa che può essere senza dover apparire. Acquisisce una sicurezza diversa che non è data dai vestiti o dagli oggetti che indossa.Discorso del cazzo.
Qui non si tratta di essere, si tratta di apparire nel senso più letterale e primitivo del termine.
Roma è fatta a giri. E l’appartenenza a certi giri va dichiarata prima ancora che tu apra bocca. L’abbigliamento è linguaggio, non ornamento.
Se fai il lobbista e frequenti Montecitorio ti vestirai sempre di blu scuro e camicia bianca.
Se lavori con i costruttori avrai sempre il pataccone da minimo 10.000 euro al polso.
Lo stesso pataccone che, se te lo metti in Vaticano, ti mandano a fanculo al primo sguardo.
Nel mondo bancario conta il dettaglio finto-spiritoso milaneseggiante: completo serio e calzino di Topolino, che serve a dire “sono uno di voi, ma non un ragioniere di provincia”.
Sono codici di appartenenza.
Funzionano.
E sono funzionali alla carriera esattamente come tutti i discorsi che hai sempre fatto sullo sbattere le ciglia ai cancellieri.
Io so già che mi farò seppellire con un paio di Stan Smith ai piedi, i Jeckerson e il Barbour addosso.
Esattamente come andavo vestito a quindici anni.
E se c’entra nella tomba, pure a cavallo della Vespetta bianca.![]()
Pero’ non sono adatti a tutti i contesti.Sono quelli dei pescatori.
Beh, c'è anche il gusto personale, non è detto che tutti trovino "svalorizzanti" le stesse cose. C'è uniformità di giudizio solo sule ballerineBeh, insomma. Si può anche valorizzare quello che il buon Dio ti ha dato senza compromettere troppo l'utilità
Si, sono un classico dagli anni sessanta. Solo che in pelle con la pioggia forte si bagnano e si rovinano, hanno avuto successo per uomo e donna questi materiali sintetici perché sono indistruttibili, tengono persino la neve.I chelsea sono stivaletti "beatles" se non sbaglio.
Direi di no. Io li usavo per pescare.Pero’ non sono adatti a tutti i contesti.
Li ho avuti anch'io, i "Beatles", in cuoio.Si, sono un classico dagli anni sessanta. Solo che in pelle con la pioggia forte si bagnano e si rovinano, hanno avuto successo per uomo e donna questi materiali sintetici perché sono indistruttibili, tengono persino la neve.
Quoto in pieno.Si, l’abito fa il monaco. Ma chi nasce povero e ce la fa sa che può essere senza dover apparire. Acquisisce una sicurezza diversa che non è data dai vestiti o dagli oggetti che indossa.
Mi è capitato di dover scendere da casa in tuta e nonostante l’evidente inopportunità dell’abito gli altri si sono accorti che in quel contesto ero io quella che ‘comandava’.
Poiché io non ho potuto comprare certe cose da ragazza e ben consapevole che allora più di adesso ero considerata per quello che avevo, ho dovuto necessariamente sviluppare l’unica cosa che avevo e cioè la mia personalità.
Io ero considerata dai pariolini come la sfigata che lavorava e perfino durante la pratica forense io la sera andavo a fare la cameriera. Non mi sono mai sentita la piccola fiammiferaia pero’. Quelli come me sopravvivono sempre, in qualsiasi condizione e avversità.
Se c’è una cosa di cui sono grata ai miei e’ per avermi fornito gli strumenti per essere forte.
La fenicottera del papero li usa sempre da quanto capito.Direi di no. Io li usavo per pescare.
In genere le scarpe in materiale sintetico a me fanno proprio male (a parte le sneakers). Ma alcuni materiali tecnici sono comodi.Li ho avuti anch'io, i "Beatles", in cuoio.
Molto comodi e iconici.
Li ho eliminati solo quando la suola si è fatta liscia.
Generalmente io preferisco le scarpe di cuoio.
I Chelsea li usano tutti come scarpa neutra. Io li metto sotto i completi per lo scooter.Molto upper class
Con la pioggia, qui a Milano chelsea della blundstone ai piedi di tutti (anche miei, in effetti, avevo copiato una collega anni fa, studa di avere i piedi bagnati!).
Px 200 bianca pure io. Sti cciovani non possono capire. Ovviamente senza ruota di scorta e che quindi pendeva da una parteQuella azzurra era un 50, poi ho avuto la px200, bianca.
Con quella, in estate, credo nel '87 siamo partiti io e mia moglie da Milano con tenda e bagagli e abbiamo girato tutta Corsica e Sardegna.
Ave Gaia, santa protettrice dell'incoerenzaSi, l’abito fa il monaco. Ma chi nasce povero e ce la fa sa che può essere senza dover apparire. Acquisisce una sicurezza diversa che non è data dai vestiti o dagli oggetti che indossa.
Mi è capitato di dover scendere da casa in tuta e nonostante l’evidente inopportunità dell’abito gli altri si sono accorti che in quel contesto ero io quella che ‘comandava’.
Poiché io non ho potuto comprare certe cose da ragazza e ben consapevole che allora più di adesso ero considerata per quello che avevo, ho dovuto necessariamente sviluppare l’unica cosa che avevo e cioè la mia personalità.
Io ero considerata dai pariolini come la sfigata che lavorava e perfino durante la pratica forense io la sera andavo a fare la cameriera. Non mi sono mai sentita la piccola fiammiferaia però. Quelli come me sopravvivono sempre, in qualsiasi condizione e avversità.
Se c’è una cosa di cui sono grata ai miei è per avermi fornito gli strumenti per essere forte.
Ma certo, ti ho detto che concordo, ma che pur concordando non ho potuto sempre nella mia vita aderire. Per ragioni economiche che pure ho combattuto fin dai 15 anni.Ave Gaia, santa protettrice dell'incoerenza
Sempre lavorato quindici, sedici ore al giorno, weekend inclusi.
Prima vacanza sei anni dopo la laurea.
Ma vestirsi a cazzo non sublima nessuna rivalsa.
Se fai l’avvocato non è per sopravvivere.
È per dominare.
Sennò fai l’idraulico, l’elettricista o qualunque altro lavoro vero: guadagni subito, guadagni anche tanto, compri casa, metti su famiglia, prendi la macchina e pure la seconda casetta fuori. E puoi vivere in tuta senza mille sovrastrutture. Mica è male. Anzi, col senno di poi, forse avrei fatto altro pure io.
Ma se scegli una certa strada, la percorri fino in fondo. Senza fare la pentita a metà salita.
Hai scelto l’arrampicata sociale?
Allora ti vesti e adotti i manierismi di quelli a cui hai deciso di appartenere. Non per finta. Per codice. Per segnale. Perché l’abito non è vanità: è linguaggio.
In questo i milanesi sono molto più onesti. Come tutte le città fatte da gente che viene da fuori: lasciano perdere la pippa delle origini e seguono le mode del momento. Zero nostalgia, zero alibi. Scelgono il campo e giocano la partita. Fanno ridere spesso chi ha radici vere, ma Milano, se te la vuoi giocare davvero, su questo è impagabile.
Il resto è romanticismo da retrobottega. E a me, francamente, non interessa.
Io porto le Crocs per andare al mare. Non voglio portare più le infradito, troppo instabili.Guarda, io sto scherzando perchè penso che si debba semplicemente essere vestiti in modo adeguato al contesto. Per esempio, nell'orto, vanno benissimo le crocs o comunque delle calzature che non fanno sporcare i piedi. Per uscire in città, non le trovo adatte.
Io vado sempre a piedi o con i mezzi pubblici, dato che non guido, perciò il cambio scarpe non posso portarlo, tranne quando sono in macchina con qualcuno. Quindi sti cazzi dell'eleganza quando devo attraversare due città, la mia e il capoluogo. Ora per esempio porto un polacchino tranquillissimo.Io credo di avere o avere avuto tutte le scarpe brutte, a parte le crocs perché non saprei proprio quando usarlemi farò assumere in un ospedale perché mi sento in difetto.
Però sinceramente per me l'abbigliamento deve essere funzionale. Questo vuol dire che deve essere bello o elegante, nei casi in cui occorre essere belli o eleganti, utile in altri casi.
Concordo. Sta moda di uscire con le ciabatte mi fa sorridere. Un conto è un bel sandalo e un altro una ciabatta. In estate, in tribunale io porto sempre le famose chanel, un sandalo con il tallone scoperto e la punta coperta. Trovo irrispettoso andare in giro con i piedi di fuori.Io porto le Crocs per andare al mare. Non voglio portare più le infradito, troppo instabili.
Certo che sono inadatte e assurde per uscire in città, a meno di non essere in Germania. Io poi trovo terribili anche le ciabatte cosiddette fashion, con cui la gente esce anche di sera. Per fortuna non se ne vedono più così tante.
Ho letto una cosa intelligente. Bisognerebbe portare scarpe che consentano di fare comodamente almeno 5 km. Ecco io da un po’ mi regolo così.Io vado sempre a piedi o con i mezzi pubblici, dato che non guido, perciò il cambio scarpe non posso portarlo, tranne quando sono in macchina con qualcuno. Quindi sti cazzi dell'eleganza quando devo attraversare due città, la mia e il capoluogo. Ora per esempio porto un polacchino tranquillissimo.