La scelta

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Capita a tutti. L'unica cosa che non riesco a fargli passare a sta stronza di GPT e l'utilizzo delle virgolette che ho sempre odiato.
Sì, è vero.
Le usa alla cazzo di cane. E fa un gran casino.

Con gemini, che ogni tanto uso, il delirio è quello degli elenchi puntati.
Non li sopporto e li mette ovunque!!

la cosa che mi fa ridere un sacco è come, in quanto umana, non riesco a non interagire.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Mh, a me non convincono le tue domande. L'analisi che hai fatto sulla tua ex moglie la condivido, per me ha creduto di avere trovato in te la persona con cui costruire un progetto di vita, ma ha trascurato qualcosa di sé.
Ma quello che chiederei a te è se l'amavi con passione, perché, ad esempio, spesso dici che era un'amante scarsa e mi pare strano che lei non sentisse questa tua percezione.
Certo che si, e poi non era un'amante scarsa in assoluto, diciamo che era diversa da altre esperienze che ho avuto, ma come ho sempre detto a me andava perfettamente bene così com'era. Evidentemente non andava perfettamente bene a lei
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Sì, è vero.
Le usa alla cazzo di cane. E fa un gran casino.

Con gemini, che ogni tanto uso, il delirio è quello degli elenchi puntati.
Non li sopporto e li mette ovunque!!

la cosa che mi fa ridere un sacco è come, in quanto umana, non riesco a non interagire.
Vabbè, è come quando rispondi alla voce femminile del casello dell'autostrada. È un riflesso automatico
 

Barebow

Utente di lunga data
Capita a tutti. L'unica cosa che non riesco a fargli passare a sta stronza di GPT e l'utilizzo delle virgolette che ho sempre odiato.
Con Gemini è facile, puoi usare caporali, virgolette di diverso tipo o linee, basta dirglielo.
Ma a voi chatgpt vi ha chiesto di verificare l'età con Yoti, a me si.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Lasciamo stare la fisica quantistica e il determinismo. Mi spieghi però, nel concreto, cosa intendi per 'possibilità di comprensione prima dello sgamo'? Cosa dovrebbe fare un partner per non essere 'cieco' senza però diventare paranoico? Se lui torna a casa più tardi, o è più silenzioso, o cambia la password del telefono: qual è il comportamento 'corretto' di chi non vuole avere una percezione incompleta? Deve interrogare? Deve sospettare? Deve 'orientare la lettura' cercando conferme?
Quindi, qual è il kit di strumenti del 'non cieco' che non sia un kit da detective?

Ok, lasciamo stare!

Quando parlo di “non essere cieco” non intendo mettersi a sospettare o fare il detective. Intendo stare dentro la relazione in modo attivo, non passivo. Non si tratta di reagire a ogni singolo segnale – uno torna più tardi o è più silenzioso e questo, da solo, non significa nulla – ma di accorgersi quando qualcosa cambia in modo continuativo.

La differenza sta tutta lì: non nel cercare conferme, ma nel non ignorare ciò che si percepisce. Essere “non ciechi” significa notare un cambiamento senza costruirci subito sopra una storia, e portarlo nella relazione in modo diretto, senza accuse. Tipo: “ti sento più distante ultimamente, è una mia impressione o sta succedendo qualcosa?”.

A quel punto non si tratta di interrogare, ma di vedere cosa succede nella comunicazione: se c’è apertura, coerenza nel tempo, disponibilità a stare nel confronto. È questo che orienta la comprensione, non la ricerca di prove.

In sostanza è "ascoltare" se la relazione sta funzionando ancora in modo reciproco.
Toccare la qualità della relazione mentre la vivi.
Il rischio non è diventare paranoici, ma fare l’opposto: raccontarsi che va tutto bene anche quando qualcosa, dentro, segnala che non è più così.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Le domande sono legittime. Ma il punto è che non esiste un codice della strada delle relazioni con soglie numeriche, franchigie o moduli CAI da compilare.

Non c’è una percentuale ufficiale di presenza sotto la quale scatta automaticamente “l’inadempimento”. Non funziona così.

Funziona in modo molto più semplice e molto più scomodo: tu ti sei mai fatto queste domande mentre eri dentro la relazione? Ti sei dato risposte chiare? Le hai comunicate? Oppure le hai evitate finché non è successo qualcosa che ti ha costretto a fartele?

Perché la maggior parte delle crisi non nasce dall’assenza oggettiva, ma dall’assenza non dichiarata. Dallo scollamento tra standard impliciti.

Quali erano gli standard che avevi promesso? Quali quelli che hai realmente tenuto? E soprattutto: erano condivisi o erano solo nella tua testa?

Il “concorso di colpa” è una metafora comoda. Rende tutto neutro, distribuisce il peso e salva l’ego di entrambi. Ma nelle relazioni non sempre è 50/50. A volte è 80/20. A volte è 100/0. A volte è 0/100. Dipende da chi ha smesso di esserci per primo, e da chi ha iniziato a cercare altrove prima di chiudere dentro.

La domanda vera non è “quanto è lecito sedersi?”.
È: quando hai iniziato a dare per scontato che l’altro sarebbe rimasto comunque?

E l’ultima, quella più scomoda: chi ha tradito chi? Solo nel gesto finale o molto prima, nel modo in cui si è iniziato a disinvestire?

Le relazioni non si rompono all’improvviso. Si svuotano. E quando si svuotano, qualcuno se ne accorge prima.
Ma tu stai chiedendo a me oste se il mio vino è buono, e io ti devo rispondere che sono matematicamente certo di chi ha disinvestito prima, poi questa cosa è stata ovviamente messa a verbale in più discussioni e le risposte sono sempre state o evasive o "va tutto bene" al limite dello spazientito "come mai dubiti?", ma nel frattempo c'era anche un figlio piccolo. Non ci fosse stato probabilmente sarei stato più incisivo e magari non sarei arrivato nemmeno alle corna, ma con i se e con i ma la storia non si fa. Che facciamo? Diamo un 15% di responsabilità anche al figlio?
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Ok, lasciamo stare!

Quando parlo di “non essere cieco” non intendo mettersi a sospettare o fare il detective. Intendo stare dentro la relazione in modo attivo, non passivo. Non si tratta di reagire a ogni singolo segnale – uno torna più tardi o è più silenzioso e questo, da solo, non significa nulla – ma di accorgersi quando qualcosa cambia in modo continuativo.

La differenza sta tutta lì: non nel cercare conferme, ma nel non ignorare ciò che si percepisce. Essere “non ciechi” significa notare un cambiamento senza costruirci subito sopra una storia, e portarlo nella relazione in modo diretto, senza accuse. Tipo: “ti sento più distante ultimamente, è una mia impressione o sta succedendo qualcosa?”.

A quel punto non si tratta di interrogare, ma di vedere cosa succede nella comunicazione: se c’è apertura, coerenza nel tempo, disponibilità a stare nel confronto. È questo che orienta la comprensione, non la ricerca di prove.

In sostanza è "ascoltare" se la relazione sta funzionando ancora in modo reciproco.
Toccare la qualità della relazione mentre la vivi.
Il rischio non è diventare paranoici, ma fare l’opposto: raccontarsi che va tutto bene anche quando qualcosa, dentro, segnala che non è più così.
Hai descritto la mia vita matrimoniale, sai come è finita?
 

Nicky

Utente di lunga data
Certo che si, e poi non era un'amante scarsa in assoluto, diciamo che era diversa da altre esperienze che ho avuto, ma come ho sempre detto a me andava perfettamente bene così com'era. Evidentemente non andava perfettamente bene a lei
Di solito andiamo con chi ci restituisce un'immagine di noi che ci piace di più, per quello ho pensato che "sentisse" una dissonanza. Ma non è detto.
A volte c'è pure l'irrazionale e incontriamo qualcuno che ci piace di più, senza che dipenda da chi ci piace meno.
Va bene ragionare sulla relazione, ma un punto a volte va bene metterlo.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Mi sa che ridurrà anche pesantemente la forza lavoro in termini numerici, come ha fatto l'automazione con il settore agricolo e manifatturiero
Sì, per forza di cose.

Sarà interessante vedere dove finisce tutta quella gente.
 
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