La scelta

Brunetta

Utente di lunga data
A parte che io non penso male, perchè se pensassi male penserei che lei ha proposto la terapia solo per scansare l'addebito che stava scritto nel ricorso di lui, non si tratta di dare colpe o responsabilità, per me, bensì di dedurre il mio (io generico) ruolo in commedia dai comportamenti dell'altro. Per me una che nemmeno fa finta di voler troncare con Nonno Nanni e compagnia, è molto eloquente sul ruolo che mi ha riservato, per cui o mi adeguo o me ne vado, ma velocemente. Per questo io non avrei tentato l'addebito, perchè oggi come oggi è solo un ostacolo in più a chiudere la faccenda il più velocemente possibile.
E in queste condizioni perché lui ha voluto fare la terapia?
 

Brunetta

Utente di lunga data
A me non sembrano per nulla assurde, e anzi mi sembra assurdo dismettere così le sue lamentele
Dai che tu saresti contento!
Il punto è che tanti (in qualsiasi ruolo) desiderano che l’altro svolga una funzione adeguata a vedere soddisfatti i propri bisogni. Cosa prova l’altro e perché diventa irrilevante.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Non so, sul "come ho fatto a ....?" non so quanto abbia senso recriminare per un passato che non esiste più': ero diverso io, era diversa lei quando abbiamo fatto quelle scelte e, al momento, mi sembravano le migliori.
Ho avuto 7 anni felici, due splendide bambine, non rinnego ne recrimino nulla.
Penso sia stato vero e con esperienze piene, nonostante l'epilogo drammatico degli ultimi 7 mesi - che definisce soprattutto lei, non me.



Sono felice di averlo fatto e soprattutto sollevato di aver fatto quello che ritenevo fosse la mia parte.
Continuo a pensare che tenere insieme una famiglia sia un valore, senza mollare alla prima difficoltà' ne' finire nell'accanimento terapeutico.
Con le stesse premesse, senza rinnegare se stessi, ritengo che lavorare per tenere viva e migliorare una coppia sia un valore: si può creare qualcosa di davvero bello e importante, riparando sbagli e ferite che ci si è fatti, piuttosto che ripartire da zero ogni volta.

Non e' da tutti farlo davvero e nel mio caso non ha funzionato, ma sono fiero di averci provato e non credo di aver perso troppo.
Non condivido questa tua visione di vincitori e vinti, di chi da le carte e chi le riceve, la trovo piuttosto infantile, limitata e distante dalla complessità della vita.

E' vero che quando si ha investito tanto, non si vuole mollare e si tende a continuare a investire - probabilmente spendendo di più rispetto all'uscita immediata, ma anche quello dipende dai casi, a volte rilanciare paga anche in finanza.

Detto questo, nei rapporti umani non siamo a Wall Street: si ho sofferto, si sono rimasto "legato" qualche mese in più, ma l'ho fatto perché convinto ne valesse la pena, onorando i miei valori e un progetto in cui credevo.
Non vedo perdite troppo grandi e credo che anche perdere qualcosa non sia un dramma.



Adesso concordo che e' tempo di andare e mettere dei confini molto rigidi e ben definiti, per proteggere me stesso, la mia salute e anche le mie figlie.
Credo anche che la mia quasi-ex-moglie debba maturare tanto, oggi probabilmente e' quello che dici tu.
Non penso lo sia sempre stata e le auguro di non esserlo per il resto della sua vita.
Fai come ti pare.
Io ti sto dicendo che finché non ammetti con te stesso di aver sbagliato a scegliere una persona di una qualità umana scarsa, e continua ad aggrapparti alla proiezione della tua felicità passata non ne uscirai.
Poi è ovvio è scontato che tra te e tua moglie come è andata davvero lo sapete solo voi.
Ma questo esce.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
E in queste condizioni perché lui ha voluto fare la terapia?
Lui dice che l'ha proposta lei. Presumo che per lui sia stato per potersi dire di averle provate tutte. In realtà per me è stata una cagata pazzesca perchè, come detto e stradetto fin da subito, non puoi affrontare una terapia sotto il ricatto, perchè non trovo altro termine che ricatto, di una giudiziale. E' solo una perdita di tempo, come mi pare i fatti abbiano confermato.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Si, spesso anche il traditore lo è per una sorta di reazione.
Però forse è più facile che arrivi a discutersi, perchè sa che deve farlo.
Dipende.
Non mi pare frequente.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Lui dice che l'ha proposta lei. Presumo che per lui sia stato per potersi dire di averle provate tutte. In realtà per me è stata una cagata pazzesca perchè, come detto e stradetto fin da subito, non puoi affrontare una terapia sotto il ricatto, perchè non trovo altro termine che ricatto, di una giudiziale. E' solo una perdita di tempo, come mi pare i fatti abbiano confermato.
Ma lui aveva bisogno di essere in una posizione di forza di fronte a persone con un ruolo autorevole, terapista e giudice.
 

Brunetta

Utente di lunga data

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Ma lui aveva bisogno di essere in una posizione di forza di fronte a persone con un ruolo autorevole, terapista e giudice.
Fatto sta che il 15 luglio c'è udienza vera con giudice vero e questa pagliacciata rischia di ritorcersi contro di lui
 

Brunetta

Utente di lunga data
Fatto sta che il 15 luglio c'è udienza vera con giudice vero e questa pagliacciata rischia di ritorcersi contro di lui
Non so come si svolga una giudiziale.
Non credo che assomigli a un processo.
 

feather

Utente tardo
Credo voglia dire che prima di non trombare più era in una situazione tipo il milanista, per cui teme che il non trombare più sia una naturale evoluzione della situazione del milanista
Ni, vuol dire che di fronte a una che non mi cerca a me passa completamente la voglia, altro che "sarei contento". Io al posto del milanista mi sarei dato da tempo alle "seghe e tavernello"
 

bettypage

Utente acrobata
Accettare il fatto di aver costruito un equilibrio equilibrato solo per lui.
Però i rapporti si costruiscono in due e non sappiamo da che condizioni iniziali sono partiti, quali erano le "promesse", quanto hanno mediato di sé e quanto hanno lavorato su sé stessi. Probabilmente se fosse lei a scrivere qui ci offrirebbe un'immagine del tutto diversa di lui e del rapporto ma francamente portarti appresso la figlia ad un incontro "conoscitivo" dimostra inadeguatezza genitoriale che comunque fa parte del pacchetto. Lui sa valutando non solo la compagna ma anche la madre che ha accanto.
 

Nicky

Utente di lunga data
In realtà penso che la reazione di allarme sia dovuta al fatto che lei sente di aver gia' sacrificato molto della sua individualita' nella cura delle figlie.
E' un tema che ha portato dentro la terapia.
In realta' non e' cosi vero, ha avuto tantissime persone alle quali appoggiarsi e lo ha fatto, ma la percezione e' piu' importante dell'oggettivita' dei fatti in queste cose.
Non c'entra nulla l'aiuto. La sensazione di perdere sè stesse è una delle cose che caratterizza di più l'esperienza materna.
È una questione di identità.
Quindi, sì, ora mi spiego alcune cose.
So che hai dei timori sulla sua inadeguatezza come madre, ma non sarebbe la prima che , in realtà, quando si trova da sola nel percorso, riesce meglio.
 

CIRCE74

Moderator
Staff Forum
Ni, vuol dire che di fronte a una che non mi cerca a me passa completamente la voglia, altro che "sarei contento". Io al posto del milanista mi sarei dato da tempo alle "seghe e tavernello"
Ho pensato in questi giorni al mio comportamento e anche io non cerco mai in quel senso...magari organizzo l'uscita solo per noi due ma se devo partire dal niente mentre siamo a letto effettivamente a me non riesce.
È sempre stato un mio limite.
Ho già fatto passi avanti perché da ragazzina avevo timore anche a prendere l'iniziativa per dare un bacio...adesso sono molto affettuosa, mi piace abbracciare mio marito e baciarlo quando lo incrocio per casa ma non riesco a dirgli che ho voglia...
Per lui va bene così perché sa come rispondo quando mi viene a cercare e sa che il durante per me non è mai stato un problema, anzi, ma sa questa mia cosa e l'ha accettata, ha capito che non è mancanza di attrazione nei suoi confronti.
Penso che derivi dalla mia enorme timidezza che avevo da bambina.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Capisco molto bene la sensazione di urlarle in faccia l'ovvio e trovare dall'altra parte una che ti guarda e dice "no, non è così". Been there, done that.
E concordo che mettere in mezzo le figlie ai suoi maldestri flirt faccia parecchio schifo. Per non parlare di avere come compagna una persa nelle sue crisi di identità dalle quali sembra non venirne fuori a breve.
Capisco però anche il suo essere in allarme, i sacrifici e le rinunce di cui parli sarebbero tutti per lei. Tu sei quello giusto che deve solo continuare così, quella sbagliata che deve correggersi è lei. Che poi corrisponda largamente al vero non toglie quella sensazione di allarme che lei sente.
E anche con un divorzio rimarrà la madre delle tue figlie, l'esempio con cui cresceranno sarà quello della madre.
A me, fossi nelle tue scarpe, e per molti versi ahimè lo sono, quello che mi spaventa sarebbe che quello che ti ha portato a scegliere lei come moglie, sarà probabilmente sempre lì nel tuo inconscio a portarti a scegliere un'altra simile in futuro.
E la rabbia-tristezza che provi non è tanto e solo il progetto andato a puttane, ma il fatto che è colpa tua, tu hai fatto la famiglia con lei. La scelta è stata la tua e palesemente sbagliata. O almeno lo è per me. Forse tu funzioni diversamente, te lo auguro.
Vero tutto. Ma i bambini:
1) non sono scemi
2) crescono.
Se la madre vale poco, sti cazzi dei nove mesi e dei calcetti. La sacralità della madre è un'altra di quelle cose che quando impattano contro la realtà si sbriciolano come la carta forno del cinese dopo l'arrosto.
Si impara dalle nonne, dalle zie, dalle seconde e terze mogli, dalle prof a scuola, dalle amiche del fratello più grande.
Basta essere attivi e creare le condizioni, senza contare che quelle fatte come @PrimaVoce descrive la moglie si autoeliminano.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ni, vuol dire che di fronte a una che non mi cerca a me passa completamente la voglia, altro che "sarei contento". Io al posto del milanista mi sarei dato da tempo alle "seghe e tavernello"
Non capisco l’interesse per il primo passo, se comunque si… cammina.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Però i rapporti si costruiscono in due e non sappiamo da che condizioni iniziali sono partiti, quali erano le "promesse", quanto hanno mediato di sé e quanto hanno lavorato su sé stessi. Probabilmente se fosse lei a scrivere qui ci offrirebbe un'immagine del tutto diversa di lui e del rapporto ma francamente portarti appresso la figlia ad un incontro "conoscitivo" dimostra inadeguatezza genitoriale che comunque fa parte del pacchetto. Lui sa valutando non solo la compagna ma anche la madre che ha accanto.
Io non entro nella valutazione del rapporto.
Ho fatto osservazioni sulla scelta di una terapia di coppia, boicottata da entrambi.
La valutazione del significato di quell’incontro di tennis è difficile. Risalire a like di anni è penoso.
 
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