Non so, sul "come ho fatto a ....?" non so quanto abbia senso recriminare per un passato che non esiste più': ero diverso io, era diversa lei quando abbiamo fatto quelle scelte e, al momento, mi sembravano le migliori.
Ho avuto 7 anni felici, due splendide bambine, non rinnego ne recrimino nulla.
Penso sia stato vero e con esperienze piene, nonostante l'epilogo drammatico degli ultimi 7 mesi - che definisce soprattutto lei, non me.
Sono felice di averlo fatto e soprattutto sollevato di aver fatto quello che ritenevo fosse la mia parte.
Continuo a pensare che tenere insieme una famiglia sia un valore, senza mollare alla prima difficoltà' ne' finire nell'accanimento terapeutico.
Con le stesse premesse, senza rinnegare se stessi, ritengo che lavorare per tenere viva e migliorare una coppia sia un valore: si può creare qualcosa di davvero bello e importante, riparando sbagli e ferite che ci si è fatti, piuttosto che ripartire da zero ogni volta.
Non e' da tutti farlo davvero e nel mio caso non ha funzionato, ma sono fiero di averci provato e non credo di aver perso troppo.
Non condivido questa tua visione di vincitori e vinti, di chi da le carte e chi le riceve, la trovo piuttosto infantile, limitata e distante dalla complessità della vita.
E' vero che quando si ha investito tanto, non si vuole mollare e si tende a continuare a investire - probabilmente spendendo di più rispetto all'uscita immediata, ma anche quello dipende dai casi, a volte rilanciare paga anche in finanza.
Detto questo, nei rapporti umani non siamo a Wall Street: si ho sofferto, si sono rimasto "legato" qualche mese in più, ma l'ho fatto perché convinto ne valesse la pena, onorando i miei valori e un progetto in cui credevo.
Non vedo perdite troppo grandi e credo che anche perdere qualcosa non sia un dramma.
Adesso concordo che e' tempo di andare e mettere dei confini molto rigidi e ben definiti, per proteggere me stesso, la mia salute e anche le mie figlie.
Credo anche che la mia quasi-ex-moglie debba maturare tanto, oggi probabilmente e' quello che dici tu.
Non penso lo sia sempre stata e le auguro di non esserlo per il resto della sua vita.