Brunetta
Utente di lunga data
Però credo che pensasse a Come prima.Credo fosse "Tu sei reumatica".
Però credo che pensasse a Come prima.Credo fosse "Tu sei reumatica".
Ah.Però credo che pensasse a Come prima.
E quale sarebbe?Credo anche di averlo capito
Ogni generazione ha la tendenza a dare un valore eccessivo ed eccezionale al proprio vissuto. Ad esempio il grande amore giovanile magari è durato un anno, ma l’intensità dovuta alla inesperienza e le conseguenze emotive ed esperienziali vissute lo fanno considerare più significativo di ciò che è stato. In sintesi “il primo amore non si scorda mai” perché è stata la prima volta di certe emozioni.E quale sarebbe?
Buon per voi.@Brunetta perdonami
Ma dove vivi?
Noi coi ragazzi abbiamo sempre fatto un sacco di cose
E non parlo solo di me
Ma posso portarti esempi di tante famiglie
PS i giochi in scatola sempre fatti
Magari non spessissimo ma fatti
Anzi i miei figli per natale ce ne hanno regalato uno
Meglio non generalizzare.Buon per voi.
Ho cercato un senso al vuoto di conoscenze che percepisco nei giovani.
Tu e gli amici tuoi non siete rappresentativi. Io poi ho citato i giochi in scatola e di carte che personalmente odio e ho fatto il minimo indispensabile. Ma era per dire di momenti conviviali condivisi durante i quali si condividono anche conoscenze, anche solo pop.
Non è un giudizio, è una analisi delle ragioni che hanno interrotto una modalità di vivere in famiglia che è durato forse sessant’anni.
Coi miei figli, quando vengono a trovarmi, ci vediamo qualche film.Concordo che sedersi tutti insieme davanti a UNA TV creava ricordi condivisi che ora, ognuno sul suo dispositivo, non si creano più
I miei figli ora si rifiutano di vedere film con me. Gliene ho già fatti vedere tanti, forse troppi. Soprattutto voglio approfittare del poco tempo che possono passare con me per raccontarci.Coi miei figli, quando vengono a trovarmi, ci vediamo qualche film.
Credo che siano grandi come i miei, pare che ora guardino anche film in bianco e nero.I miei figli ora si rifiutano di vedere film con me. Gliene ho già fatti vedere tanti, forse troppi. Soprattutto voglio approfittare del poco tempo che possono passare con me per raccontarci.
Semmai ci suggeriamo film e serie e poi ne parliamo.
Per me guardare insieme qualcosa era un mezzo importante per dare una visione di vita, senza fare prediche.
Ma i miei sono grandi davvero.
Noi, di tradizione, ogni Natale ne compriamo uno nuovo.@Brunetta perdonami
Ma dove vivi?
Noi coi ragazzi abbiamo sempre fatto un sacco di cose
E non parlo solo di me
Ma posso portarti esempi di tante famiglie
PS i giochi in scatola sempre fatti
Magari non spessissimo ma fatti
Anzi i miei figli per natale ce ne hanno regalato uno
Mi trovo costretta a ribadire che si trattava di un esempio di attività di famiglia che PUÒ consentire una trasmissione culturale. PUÒ non è certo. Si può stare a cena, giocare a carte, fare la spesa, senza comunicare né di sé, né della propria cultura.Noi, di tradizione, ogni Natale ne compriamo uno nuovo.
Con gli amici giocavamo a drinkopoly, chi andava in coma etilico perdevaBuon per voi.
Ho cercato un senso al vuoto di conoscenze che percepisco nei giovani.
Tu e gli amici tuoi non siete rappresentativi. Io poi ho citato i giochi in scatola e di carte che personalmente odio e ho fatto il minimo indispensabile. Ma era per dire di momenti conviviali condivisi durante i quali si condividono anche conoscenze, anche solo pop.
Non è un giudizio, è una analisi delle ragioni che hanno interrotto una modalità di vivere in famiglia che è durato forse sessant’anni.
Ma sai che invece a me sembra il contrario? La mia generazione con i genitori condivideva pochissimo, non guardavamo gli stessi film e programmi, perché avevano gusti diversi e non sarebbe mai venuto loro in mente di guardare un programma per "ragazzi", ora invece con i ragazzi di casa guardiamo e sentiamo le stesse cose.I giovani sono cresciuti fin da bambini senza condividere niente con i genitori. I genitori stessi hanno voluto uno stile di vita indipendente dai figli attraverso cene, cinema e altre occasioni di svago senza figli. Certamente non esistono da tempo genitori, sotto i sessant’anni, che giocano a carte o a monopoli con i figli.
Poi ci sorprende (io mi sorprendevo) che i giovani non sappiano niente, immaginando che la propria cultura dovrebbe essere immutabile e patrimonio comune anche di chi vive solo dalla nascita.
Allora fai una ipotesi tu sul perché i giovani “non sanno niente.”Ma sai che invece a me sembra il contrario? La mia generazione con i genitori condivideva pochissimo, non guardavamo gli stessi film e programmi, perché avevano gusti diversi e non sarebbe mai venuto loro in mente di guardare un programma per "ragazzi", ora invece con i ragazzi di casa guardiamo e sentiamo le stesse cose.
Perchè non sappiamo più niente noi adultiAllora fai una ipotesi tu sul perché i giovani “non sanno niente.”
Io non credo che non sappiano nulla. Sanno cose diverse. A me non fa nessuno effetto che non conoscano cose che io conosco, se non riderne con chi ha la mia etàAllora fai una ipotesi tu sul perché i giovani “non sanno niente.”
ed è pure una discussione di successo@perplesso comunque renditi conto che uno dei pochissimi, rarissimi thread che hai aperto è diventata la pagina ufficiale dei deceduti.
Capo, complimenti!