Sarà sempre così?

Nicky

Utente di lunga data
Esattamente il contrario.
Io giustifico le mie azioni ? 😀
Quando ho messo le corna non sono stato a spaccare il capello in quattro, come accade ogni tanto a qualcuno altro.
Quando metti le corna c'è poco da raccontare e ancor meno da spiegare.
No, sto dicendo che leggi in questo modo le parole degli altri, perché in fondo i sensi di colpa sono i tuoi.
Poi, se preferisci dire che fai come ti pare senza motivo, perchè ti va, a me va bene comunque. Non sono io quella che critica.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Guarda, quando tu hai parlato della relazione con tua moglie, personalmente non ho mai pensato che tu volessi giustificare nulla di te e quando l'hai tradita, l'ho compreso. Capivo cosa ti era necessario.

Partiamo da una premessa semplice: sensi di colpa non ne ho avuti.
E, a differenza di chi qui ama spiegare, analizzare e spaccare il capello in quattro, non mi pare di aver mai scritto nulla che facesse pensare il contrario.
Quindi se si costruisce tutta questa lettura partendo dall’idea che io abbia vissuto chissà quali tormenti interiori, si sta proprio sbagliando bersaglio.
Mi si stanno attribuendo vissuti che non solo non ho raccontato, ma che non mi appartengono nemmeno.

Anche perché c’è una contraddizione abbastanza evidente: prima parli di miei sensi di colpa come chiave per leggere le mie parole, poi subito dopo scrivi che quando ho parlato della relazione con mia moglie non ti è mai sembrato che stessi giustificando nulla.
Due letture molto diverse tra loro.
 

Nicky

Utente di lunga data
Partiamo da una premessa semplice: sensi di colpa non ne ho avuti.
E, a differenza di chi qui ama spiegare, analizzare e spaccare il capello in quattro, non mi pare di aver mai scritto nulla che facesse pensare il contrario.
Quindi se si costruisce tutta questa lettura partendo dall’idea che io abbia vissuto chissà quali tormenti interiori, si sta proprio sbagliando bersaglio.
Mi si stanno attribuendo vissuti che non solo non ho raccontato, ma che non mi appartengono nemmeno.

Anche perché c’è una contraddizione abbastanza evidente: prima parli di miei sensi di colpa come chiave per leggere le mie parole, poi subito dopo scrivi che quando ho parlato della relazione con mia moglie non ti è mai sembrato che stessi giustificando nulla.
Due letture molto diverse tra loro.
E' uno spunto, un'ipotesi per capire perché provi fastidio per quello che raccontano gli altri di sé e della propria storia.
 

Brunetta

Utente di lunga data
L'argomento comincia anche ad essere noioso. Si scrivono sempre le stesse cose.
Ma del resto il forum è dedicato alle infedeltà.
Non è noioso.
Io ho chiesto se tengono conto delle conseguenze per il tradito.
La conseguenza maggiore è la mancanza di fiducia nel vissuto.
 

hammer

Utente di lunga data
Non è noioso.
Io ho chiesto se tengono conto delle conseguenze per il tradito.
La conseguenza maggiore è la mancanza di fiducia nel vissuto.
Mi riferivo in generale all'argomento "tradimento, traditi e traditori" che, almeno per me, comincia ad essere noioso e un po' stucchevole.
Ma questa è una mia sensazione esclusivamente personale e quindi soggettiva.
Fortunatamente il forum non è monotematico in senso assoluto rimanendo comunque gradevole da frequentare per altri aspetti, anche culturali, certamente non banali.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Mi riferivo in generale all'argomento "tradimento, traditi e traditori" che, almeno per me, comincia ad essere noioso e un po' stucchevole.
Ma questa è una mia sensazione esclusivamente personale e quindi soggettiva.
Fortunatamente il forum non è monotematico in senso assoluto rimanendo comunque gradevole da frequentare per altri aspetti, anche culturali, certamente non banali.
Ho ribadito la mia affermazione, prendendo a pretesto il tuo post.
Perché quel punto non è considerato.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
E' uno spunto, un'ipotesi per capire perché provi fastidio per quello che raccontano gli altri di sé e della propria storia.
Non è che mi dia fastidio quando chi tradisce parla di sé (e ci mancherebbe altro).

Il fastidio arriva piuttosto quando mi trovo davanti a ricostruzioni elaborate, che cercano di dare una profondità quasi teorica a dinamiche spesso molto più banali.
Tutto questo bisogno di spiegare perché si tradisce, perché in fondo era inevitabile, perché quasi aveva senso fare così, mi suona spesso meno come comprensione sincera e più come una giustificazione raccontata allo specchio finché non convince prima di tutto chi la sta dicendo.

Per certi versi mi sembra un atteggiamento speculare a quello di certi traditi che sentono il bisogno di razionalizzare, di spiegarsi ogni dettaglio, di dare un senso a ciò che è inconoscibile, a volte arrivando quasi a giustificare ciò che hanno subito.
Perché senza quel lavoro mentale dovrebbero guardare in faccia qualcosa di molto più destabilizzante: la possibilità che quella ferita dica davvero qualcosa di definitivo sulla relazione o sulla persona che hanno accanto.
E allora tutta quell’elaborazione teorica finisce anche per costruire un castello di sicurezza apparente, abbastanza solido da non far crollare tutto insieme.
 

Nicky

Utente di lunga data
Non è che mi dia fastidio quando chi tradisce parla di sé (e ci mancherebbe altro).

Il fastidio arriva piuttosto quando mi trovo davanti a ricostruzioni elaborate, che cercano di dare una profondità quasi teorica a dinamiche spesso molto più banali.
Tutto questo bisogno di spiegare perché si tradisce, perché in fondo era inevitabile, perché quasi aveva senso fare così, mi suona spesso meno come comprensione sincera e più come una giustificazione raccontata allo specchio finché non convince prima di tutto chi la sta dicendo.

Per certi versi mi sembra un atteggiamento speculare a quello di certi traditi che sentono il bisogno di razionalizzare, di spiegarsi ogni dettaglio, di dare un senso a ciò che è inconoscibile, a volte arrivando quasi a giustificare ciò che hanno subito.
Perché senza quel lavoro mentale dovrebbero guardare in faccia qualcosa di molto più destabilizzante: la possibilità che quella ferita dica davvero qualcosa di definitivo sulla relazione o sulla persona che hanno accanto.
E allora tutta quell’elaborazione teorica finisce anche per costruire un castello di sicurezza apparente, abbastanza solido da non far crollare tutto insieme.
Capisco.
Io mi rendo conto che eccedo nell'analisi, provo a frenarmi perche' so che divento pesante, ma e' indole.
Percio' non mi suona strano negli altri, non l'ho mai vista cosi, come un tentativo di costruziinr.
 
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