Io sono un uomo di quasi sessant'anni. Ho tradito e sono stato tradito. Però, mi scuserai se non racconto a te e agli altri le mie esperienze e i miei vissuti. Lo faccio regolarmente con il mio supervisore, non devo (nel senso che non mi gioverebbe, anzi mi farebbe danno) farlo qui. Specifico che mi sarebbe dannoso perchè nelle confessioni via web c'è un difetto di fondo: non si è faccia a faccia con nessuno. L'aspetto "sfogo" può essere molto positivo, l'aspetto "affabulazione" meno; è negativo per me, per il mestiere che faccio; perchè la spinta a inventarmi ce l'ho anche io, ma se diventa abitudine, offusca la ricettività, e io con quella ci lavoro.
La citazione un po' scherzosa di Guerre Stellari può essere utile per capire una cosa. Nella nostra civiltà, penso che sentiamo un po' tutti la menomazione che ci infligge l'eclissi della sacralità nella vita quotidiana. Spesso la cerchiamo nel sacro invertito, "nero" (che, detto per inciso, dilaga nei media). Esempio. Se assisti a una messa in volgare, magari con le schitarrate tipiche, in chiesa moderna e orrenda, difficile tu ti accorga che succede qualcosa, oltre a una specie di telegiornale scipito. Se assisti a una messa nera celebrata sul corpo nudo di una donna, con sacrificio di animale o di essere umano, be', non ci vuole un mistico per accorgersi che qualcosa succede, effettivamente. Però non fa bene partecipare a una messa nera.