Si può perdonare ...

Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.

Brunetta

Utente di lunga data
Sul non mentire ti ha risposto Trilobita dicendo quello che volevo esprimere io.

Sul tuo post che ho quotato:
se credi seriamente nel matrimonio, difficilmente tradirai, o se succedesse, altrettanto difficilmente porterai avanti il tradimento con la menzogna.
Sai perché? Perchè tutte le volte che ti guarderai allo specchio vedrai una persona che non ti piace affatto, che disprezzi e non reggerai a lungo a questa vista.

E poi questa questione dell'innamorarsi...sai che la capisco poco?
Secondo me, se il matrimonio è prezioso lo tuteliamo, lo salvaguardiamo, lo proteggiamo che tradotto significa poi che evitiamo di metterci in situazioni a rischio.
Prima di innamorarci bisogna entrare in contatto con quella persona e quindi conoscerla, a meno che non crediamo nel colpo di fulmine e io non ci credo per niente.
Quindi, anche innamorarci dipende molto da noi, è una scelta anche quella.
Se nel tuo cuore alberga già un altro, non c'è posto per nessuno e non ti interessa proprio relazionarti con nessun altro.
Se non ami più, bè, è ovvio che il discorso cambia...ma anche qui mi chiedo: come può essere che il compagno che hai scelto per la vita sia così cambiato in peggio tanto da smettere di amarlo?
Deve aver fatto qualcosa di così grave e offensivo per far chiudere un cuore, oppure essere diventata trasparente per lui, quindi totale indifferenza e trascuratezza.
Ecco, questi sono i casi che mi vengono in mente che possano spengere l'amore, da non confondersi con la noia del quotidiano, che è solo un alibi, ma è anche un inganno della mente.
Sai che forse ho intuito, finalmente, il punto perché fai tanto fatica a farti capire?
Tu parli di Amore, anzi di AMORE, di un concetto assoluto. Gli altri di amore, sentimento umano, condizionato da mille variabili.
Se si vuole essere fedeli all'AMORE si finisce per non essere fedeli a se stessi, non riconoscendo come, ad esempio nel tuo caso, ribadire l'Amore per tuo marito (cosa che ti porta ad accettare cose inaccettabili con contorsionismi logici e valoriali) quando tuo marito non è quello che amavi, ma un altro uomo che non vorresti neanche dipinto, se lo incontrassi ora.
Tu ti sei trasformata in una MOGLIE, lui in un MARITO e il vostro rapporto, soprattutto il tuo sentimento in AMORE. Mentre sei solo stata una ragazza che ha amato un ragazzo che si è nascosto nella sua realtà perché voleva te, così come eri ingenua, innamorata, pura, per dare a lui un po' di purezza. Ma adesso sei una donna che per quell'uomo lì non prova granché se non il bisogno di tenere in piedi il simulacro di un matrimonio, per continuare a credere nell'AMORE e nel MATRIMONIO.
 

Piperita

Sognatrice
Sul non mentire ti ha risposto Trilobita dicendo quello che volevo esprimere io.

Sul tuo post che ho quotato:
se credi seriamente nel matrimonio, difficilmente tradirai, o se succedesse, altrettanto difficilmente porterai avanti il tradimento con la menzogna.
Sai perché? Perchè tutte le volte che ti guarderai allo specchio vedrai una persona che non ti piace affatto, che disprezzi e non reggerai a lungo a questa vista.

E poi questa questione dell'innamorarsi...sai che la capisco poco?
Secondo me, se il matrimonio è prezioso lo tuteliamo, lo salvaguardiamo, lo proteggiamo che tradotto significa poi che evitiamo di metterci in situazioni a rischio.
Prima di innamorarci bisogna entrare in contatto con quella persona e quindi conoscerla, a meno che non crediamo nel colpo di fulmine e io non ci credo per niente.
Quindi, anche innamorarci dipende molto da noi, è una scelta anche quella.
Se nel tuo cuore alberga già un altro, non c'è posto per nessuno e non ti interessa proprio relazionarti con nessun altro.
Se non ami più, bè, è ovvio che il discorso cambia...ma anche qui mi chiedo: come può essere che il compagno che hai scelto per la vita sia così cambiato in peggio tanto da smettere di amarlo?
Deve aver fatto qualcosa di così grave e offensivo per far chiudere un cuore, oppure essere diventata trasparente per lui, quindi totale indifferenza e trascuratezza.
Ecco, questi sono i casi che mi vengono in mente che possano spengere l'amore, da non confondersi con la noia del quotidiano, che è solo un alibi, ma è anche un inganno della mente.
Ti chiedo...vale di più credere nel matrimonio o nella persona che abbiamo sposato?
Ti rispondo che per me è importante la seconda. Credo nel matrimonio ma non credo più in chi ho sposato.
Non ha fatto nulla di eclatante, ha solo abdicato al suo ruolo di uomo-marito assumendo quello di figlio.
Lo amo come amo gli altri figli ma non mi sento nè protetta, nè confortata. Ecco tutto


Se non vedi più la persona che ti sta accanto come quella che pensavi che fosse, è possibile che lo sguardo si volga altrove per cercare quello che non hai accanto...o no?
 

twinpeaks

Utente di lunga data
Avevo inteso il tuo indirizzo :D

Il grassetto è la china rischiosa e scivolosa a a cui facevo riferimento. Se lo rileggi, puoi vedere chiaramente l'agglomerato di ansie e desideri che sono raccolti lì dentro.
La Verità, che come dicevi bene tu, nessuno detiene in termini assoluti, è l'ultima delle questioni da gestire...
Sai bene quanto la dinamica osservatore-osservato sia circolare, ed è il confine sottile su cui ci si muove nel setting...sono d'accordo, da fuori si vede. Spesso ad un primo sguardo...ma. Si vede secondo la propria prospettiva. Secondo il proprio vissuto che fa da filtro...e l'inghippo, quella verità sulla punta della lingua, è anche in questo nodo.

Ed è il motivo per cui semplicemente il terapeuta, pur vedendo, osserva...perchè il fine di una terapia non è dire la verità...ma far emergere fuori da dentro...

Penso che parte del delirio di onnipotenza, e del timore che il delirio serve a coartare anche nel terapeuta, riguardi proprio la percezione di aver visto la verità...e per certi versi volerla incanalare secondo un percorso già conosciuto. Manualistico anche. Una cosa che ho imparato da ragazza, è che si ha una valigia degli strumenti, che sono poi gli orientamenti teorici e gli strumenti correlati, ma quella valigia ha la necessità di essere morbida, variabile, adattabile al contesto e all'individuo...e questa è la parte più istintuale che un terapeuta mette in gioco nel setting. Maggiore è l'esperienza, maggiore è la consapevolezza della propria relatività rispetto al paziente. Forse ti farebbe bene sperimentare una morte che è tangente il tuo setting. :) E' un fantasma la morte, anche nei terapeuti...il punto è che i pazienti muoiono. Capita. Il terapeuta è presente, tangente. Ma ogni vita fa capo a se stessa. E nessuno può danneggiare irreparabilmente qualcun altro nè men che meno salvarlo da danni irreparabili che semmai emergono nel setting..non so se mi spiego :)
Ovvio che non ti sto augurando la morte di uno dei tuoi pazienti...ma è una esperienza che caratterizza questo lavoro. Specialmente se viene svolto in contesti "ad alto rischio".
non so bene con chi lavori, che tipologia di pazienti tu abbia...io, nella mia esperienza mi sono convinta che a volte il setting fa emergere danni preesistenti...nulla si crea e nulla si distrugge, per dirla in termini filosofici. E sì, a volte il terapeuta riesce a contenerli...ma partire dal presupposto che sempre ci riuscirà, è un masso nella valigia degli strumenti...irreale fra l'altro.

Non si guarisce l'altro. Semmai gli si fa compagnia nel processo di guarigione che lui stesso attua su se stesso...e quando un individuo sceglie la morte...neanche il miglior terapeuta del mondo ci può far qualcosa.
LA scelta di morte è individuale e intima. Come la scelta della vita.

Nessuno può nulla a riguardo. E io penso sia uno degli apprendimenti di base per chi vuol fare questo lavoro.

Sei molto tecnico...ma è teoria :)

Le relazioni, i sistemi individuali e familiari si muovono in modo imprevedibile...si possono prevedere certi scarti, ma non le risorse che mano a mano emergono, e che spesso non erano "presenti" (in termini di consapevolezza) neanche in chi le lascia emergere in certi momenti. E mica per magia (anche se io penso sia una parte romanticamente magica della bellezza di poter osservare come gli individui rispondono ai colpi della vita..). Emergono perchè sono prevedibili alcuni percorsi, ma altri, dati dalle intersezioni particolari sono impreviste...e inaspettate.

E' la bellezza dei sistemi familiari...la pratica della teoria per cui il Tutto è maggiore della somma delle parti...e spesso e volentieri è esattamente in quel "maggiore" che si concretizzano strategie inaspettate...magari neanche citate nei modelli funzionali...che essendo appunto modelli parlano del generale e non del particolare...

HO visto sistemi familiari mettere in campo risorse incredibili. Nel bene e nel male. E autoregolarsi mano mano seguendo.

Ecco perchè batto sulla chiarezza.
Che la parola del padre e della madre vale certo di più della parola del terapeuta...mai provato a lavorare coi ragazzetti? :)

La realtà è che nel labirinto ci sono dentro tutti. Ognuno a suo modo. adulti e non adulti. E o riescono a mettersi insieme e comporre la situazione o semplicemente si faranno male.

Danni irreparabili?

Quasi mai.

E questo te lo posso dire per esperienza individuale. Una forma di riparazione subentra.

Anche la morte è una forma di autoriparazione...solo che noi facciamo molta fatica ad accettarlo. per i nostri fantasmi. Ma i fantasmi sono problema individuale...e quello della morte, nel nostro contesto socio culturale, è piuttosto forte perchè negato e relegato nel "male" assoluto. Cosa che non è....La morte è parte semplicemente della vita.

E spero di non essere fraintesa...non auguro la morte...ma ho imparato ad accettare che quando si fa presente è l'individuo stesso che la sceglie come direzione...ben prima di attuarla. Ci sono diversi tipi di scelte di morte. Quella fisica è l'ultima. E forse la più liberatoria.

Tornando a @cuoreinfranto, a cui verrà un colpo leggendo tutti questi ragionamenti sulla gravità di situazioni che avvengono quotidianamente...
Loro hanno gli strumenti per risolvere la situazione. In un modo o nell'altro. Pensare di fare tutto giusto è ideale.

Sbaglieranno. E più che tendere al tutto giusto, io sono piuttosto convinta che sia sensato tendere al riconoscere gli errori che sicuramente faranno per metterli in campo come apprendimenti per tutti.

Compresa la figlia maggiore...che ormai sa. Inutile girarci intorno.
E' dentro. E non la si può tirare fuori.

E' stata buttata in acqua...un corpo galleggia, tendenzialmente se non va in panico...ecco.
Tanto vale insegnarle a nuotare. Non hanno molte altre alternative adesso.

E sono tutti a bagna...o nuotano o affogano. L'istinto di vita li porterà a fare il possibile per galleggiare.
L'umiltà della consapevolezza degli errori è un modo per nuotare in quelle acque.

Pensare di fare finta di essere in spiaggia, quando sono tutti a bagna...ecco, quello sì è pericoloso.

Sai, le teorie sono importanti...ma gli individui vivono anche senza. E trovano i loro accomodamenti.
Se ci pensi...i manuali sono stati scritti proprio osservando gli accomodamenti...non prevedendoli. ;):)
Sei stata in analisi?
 

twinpeaks

Utente di lunga data
Rispondo, tenendo conto anche del tuo bellissimo post sopra, intendevo dire che così come l'uccisione del padre è simbolica, nessuno ha realmente il percorso di Edipo, allo stesso modo il riconoscimento della violazione del sacro (io sento molto questo aspetto) può essere purificato attraverso un sacrificio simbolico quale può essere la separazione e il seguente divorzio.
Ho capito, grazie. Forse è così, non ci avevo mai pensato in questi termini, grazie.
 

Diletta

Utente di lunga data
Ti chiedo...vale di più credere nel matrimonio o nella persona che abbiamo sposato?
Ti rispondo che per me è importante la seconda. Credo nel matrimonio ma non credo più in chi ho sposato.
Non ha fatto nulla di eclatante, ha solo abdicato al suo ruolo di uomo-marito assumendo quello di figlio.
Lo amo come amo gli altri figli ma non mi sento nè protetta, nè confortata. Ecco tutto


Se non vedi più la persona che ti sta accanto come quella che pensavi che fosse, è possibile che lo sguardo si volga altrove per cercare quello che non hai accanto...o no?


Credere nel matrimonio va di pari passo col credere nella persona che abbiamo sposato. Sono complementari.
Se non credi più in chi hai sposato come puoi credere nel TUO matrimonio?
C'è stata un po' di confusione...quando parlo di matrimonio non parlo di istituzione in generale, parlo del proprio matrimonio.
Se tuo marito ha delle mancanze tali che te lo fanno vedere in modo così diverso, certo che è possibile allargare lo sguardo altrove, è perfettamente umano no?
E non è vero che non ha fatto niente di eclatante se hai smesso di amarlo...
 

Diletta

Utente di lunga data
Sai che forse ho intuito, finalmente, il punto perché fai tanto fatica a farti capire?
Tu parli di Amore, anzi di AMORE, di un concetto assoluto. Gli altri di amore, sentimento umano, condizionato da mille variabili.
Se si vuole essere fedeli all'AMORE si finisce per non essere fedeli a se stessi, non riconoscendo come, ad esempio nel tuo caso, ribadire l'Amore per tuo marito (cosa che ti porta ad accettare cose inaccettabili con contorsionismi logici e valoriali) quando tuo marito non è quello che amavi, ma un altro uomo che non vorresti neanche dipinto, se lo incontrassi ora.
Tu ti sei trasformata in una MOGLIE, lui in un MARITO e il vostro rapporto, soprattutto il tuo sentimento in AMORE. Mentre sei solo stata una ragazza che ha amato un ragazzo che si è nascosto nella sua realtà perché voleva te, così come eri ingenua, innamorata, pura, per dare a lui un po' di purezza. Ma adesso sei una donna che per quell'uomo lì non prova granché se non il bisogno di tenere in piedi il simulacro di un matrimonio, per continuare a credere nell'AMORE e nel MATRIMONIO.

Sinceramente non vedo tutta questa fatica che faccio a farmi capire...magari è meglio precisare che faccio fatica a farmi capire da te.
Io nell'AMORE ci continuo a credere anche se in maniera ridotta e con riserva, ma ci credo nonostante io non abbia avuto il privilegio di vivere quel tipo di AMORE perché so bene che non mi è toccato.
Lo so bene Brunetta.
 

Cuore infranto

Utente di lunga data
Sinceramente non vedo tutta questa fatica che faccio a farmi capire...magari è meglio precisare che faccio fatica a farmi capire da te.
Io nell'AMORE ci continuo a credere anche se in maniera ridotta e con riserva, ma ci credo nonostante io non abbia avuto il privilegio di vivere quel tipo di AMORE perché so bene che non mi è toccato.
Lo so bene Brunetta.
Quoto al quadrato
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Sei stata in analisi?
No. Non sarebbe un percorso adeguato per me.

Ma sono stata in terapia.

Penso sia indispensabile quando si fanno lavori che comportano il maneggiare materiale sensibile come gli esseri umani...che, a mio parere, sono più instabili della nitroglicerina:D:)
 

twinpeaks

Utente di lunga data
Prego.

Come mai ti è venuta la domanda?
Per la posizione che assumi parlando. Sottolinei molto l'autonomia e la scelta individuale, e insieme parli della morte come di una liberazione. Incroci carattere e destino, e così replichi un atteggiamento peculiare dell'analizzando, che insieme cerca "il suo vero sè" e si sente trasportato da un processo che lo supera, lo travolge, in un certo senso "lo uccide".
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Per la posizione che assumi parlando. Sottolinei molto l'autonomia e la scelta individuale, e insieme parli della morte come di una liberazione. Incroci carattere e destino, e così replichi un atteggiamento peculiare dell'analizzando, che insieme cerca "il suo vero sè" e si sente trasportato da un processo che lo supera, lo travolge, in un certo senso "lo uccide".
Vero :) Mi piace la posizione dell'analizzando...di fronte ai cicli di Vita/Morte/Vita la ritengo una posizione di umiltà e concretezza...ed è un buon modo per non coartare le emozioni del delirio di onnipotenza

Tu ti senti lontano dalla posizione di analizzando? Nei confronti della Vita intendo...
 

twinpeaks

Utente di lunga data
Vero :) Mi piace la posizione dell'analizzando...di fronte ai cicli di Vita/Morte/Vita la ritengo una posizione di umiltà e concretezza...ed è un buon modo per non coartare le emozioni del delirio di onnipotenza

Tu ti senti lontano dalla posizione di analizzando? Nei confronti della Vita intendo...
La vita con V maiuscola è l'Analizzante per antonomasia, e tutti siamo nella posizione dell'analizzando, rispetto a lei anzi a Lei. La cura è un po' cara, però.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
La vita con V maiuscola è l'Analizzante per antonomasia, e tutti siamo nella posizione dell'analizzando, rispetto a lei anzi a Lei. La cura è un po' cara, però.
Vero anche questo :)

La Cura è sempre cara...dipende dal "ne vale la pena"...non pensi?
E forse se non fosse cara...non sarebbe Cura...ma semplicemente cura...
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Vuoi sapere se tutto finirà bene? Mi spiace, ma non lo so.
:rotfl::rotfl::rotfl:...sei simpatico!!
In alcuni momenti di panico, me lo sono chiesta sì...anche in modo ossessivo e compulsivo...poi mi sono accorta che la risposta la sapevo già, ma mi terrorizzava dirmela e accettarla...

...lo sappiamo già tutti come finirà, al netto di ogni ragionata...la Vita finisce nella Morte. E la Morte finisce nella Vita. Dove il bene e il male non hanno il minimo significato...

Come giustamente facevi notare siamo "analizzandi" al Suo cospetto...anche se io preferisco Appartenenti...il resto è superbia e falsa modestia...non pensi?
 

twinpeaks

Utente di lunga data
:rotfl::rotfl::rotfl:...sei simpatico!!
In alcuni momenti di panico, me lo sono chiesta sì...anche in modo ossessivo e compulsivo...poi mi sono accorta che la risposta la sapevo già, ma mi terrorizzava dirmela e accettarla...

...lo sappiamo già tutti come finirà, al netto di ogni ragionata...la Vita finisce nella Morte. E la Morte finisce nella Vita. Dove il bene e il male non hanno il minimo significato...

Come giustamente facevi notare siamo "analizzandi" al Suo cospetto...anche se io preferisco Appartenenti...il resto è superbia e falsa modestia...non pensi?
Grazie. Il resto veramente non lo so. Ho qualche idea in proposito, ma niente di più. Non credo, per esempio, che "il bene e il male non hanno il minimo significato". Però non mi lancio in elaborazioni filosofiche o teologiche, non è il mio campo.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Grazie. Il resto veramente non lo so. Ho qualche idea in proposito, ma niente di più. Non credo, per esempio, che "il bene e il male non hanno il minimo significato". Però non mi lancio in elaborazioni filosofiche o teologiche, non è il mio campo.
Prego :)

Intendevo al cospetto della Vita e della Morte...

ma mica siamo ad un convegno fra professionisti...
il mio compagno ( [MENTION=4739]Brunetta[/MENTION] :p:eek: ) mi ha fatto notare più e più volte che antepongo le competenze alla Vita...e che dovrei essere più naif...penso abbia ragione!
...e te la giro ;):)

come mai sei approdato qui?
 
Ultima modifica:
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
Top