Capisco quello che vuoi dire, e infatti secondo me hai ragione quando dici che la confidenza è una forma di intimità persino più compromettente del sesso.
Però, almeno per come la vivo io, il fatto di avere una grande confidenza con una persona, di farci sesso, di farla diventare (anche, in parte) uno sfogatoio emotivo, non implica automaticamente il desiderio di fare un salto di categoria.
Per me, molto banalmente, esistono almeno tre livelli diversi.
C’è quella che ti fa perdere completamente la testa. Quella rara, ingestibile, che ti sposta gli equilibri, ti entra sotto pelle e ti altera pure la percezione delle cose. A me è successo in passato, e dubito sinceramente che ricapiterà ancora così forte.
E sinceramente non me lo auguro neanche.
Poi c’è quella con cui staresti volentieri davvero. Una relazione serena, piena, concreta. Ti piace parecchio, la scegli senza fatica, ci costruiresti qualcosa senza vivere tutto come un’esplosione nucleare emotiva.
E poi c’è un terzo caso, che è quello di cui parliamo qui. Una persona con cui stai bene, fai sesso volentieri, parli, ti apri anche, condividi pezzi di vita e magari certe sere ci stai pure benissimo. Però non basta comunque a farti desiderare altro. Non perché sia 'meno', ma perché semplicemente non senti quel tipo di spinta.
E credo che la prova più onesta sia questa: se finisse domani, mi dispiacerebbe umanamente, certo, ma non mi cambierebbe la vita. Non mi cambierebbe nulla.
Quindi sì, magari in astratto 'in un’altra vita' potrebbe anche esistere un altro scenario. Ma la vita è questa, non ce n’è un’altra. E dentro questa vita ci sono anche le responsabilità, i tempi, le storie precedenti, una figlia di mezzo, e soprattutto quello che uno sente davvero.
Perché alcune persone diventano luoghi in cui stai bene senza per questo trasformarsi in posti in cui vuoi restare per sempre.