no, io no. Avere figli non è un diritto. Che i figli abbiano perlomeno il necessario, questo è un diritto e pure un dovere; se non ci arriva la famiglia ci arriva lo stato. I figli, come nota Sbriciolata, non li tolgono per povertà, li prendono in affido per farli sopravvivere fuori da un contesto per loro impossibile (mancanza di igiene, scarsità/impossibilità di cure, nutrimento, riscaldamento) fintanto che, anche con gli aiuti sociali, la famiglia si rimette in piedi, se riesce (di figli di tossicodipendenti ne ho visti, alcuni non ne vengono fuori mai). Il problema è delicato e difficile, ma liquidare così la cosa non mi sembra giusto. Non è che se io, sedicenne scriteriata senza un lavoro né una stablità, mi riproduco ho il diritto che lo stato faccia fronte alle spese necessarie per me e per mio figlio. Ora, di persone che hanno perduto il lavoro ce ne sono tantissime, la situazione è critica e delicata. Ma non è questo il caso nel quale i fidi vanno in affido. I figli vanno in affido perché le condizioni nei quali i/il genitore li fanno vivere sono fuori, e di tanto, da ogni criterio minimo. Per le famiglie in difficoltà, di ammortizzatori sociali, per quanto pochi ormai (maledetto governo) ce ne sono; la chiesa, perlomeno, qualcosa fa (fra caritas e quant'altro). Ma in linea generale pensare come un diritto quello di riprodursi senza le condizioni minime per farlo è folle, non è accettabile, non è possibile né giusto avallarlo, soprattutto per i figli che certo non lo hanno chiesto. Io spedirei pacchi di preservativi per posta a tutti, specie agli adolescenti. Non è che sempre la famiglia è il posto migliore nel quale vivere. A volte non ci si sopravvive proprio, e l'affido serve a quei casi, secondo me.