Posso capirlo perché in fondo sono una "romantica" anche io.
Ma, a un certo punto, mi sono resa conto che tutta quella concentrazione sul mio matrimonio, su mio marito, per trovare una via di accesso e di dialogo, che mi permettesse di ricavare dal nostro rapporto tutto quel di cui sentivo di avere bisogno, mi stava esaurendo e frustrando.
Le persone ti danno quello che vogliono e possono darti e, con tutto il dialogo e i metodi possibili, a un certo punto con quello devi fare i conti, con la limitatezza, tua e di altri. Naturalmente c'è un tuo standard di benessere irrinunciabile, ma per costruirlo, c'è più di un'opzione.