ipazia
Utente disorientante (ma anche disorientata)
Penso anche iopotrebbe essere una cosa interessante da chiedere a Primavoce
Penso anche iopotrebbe essere una cosa interessante da chiedere a Primavoce
e vedremotoccherà aspettare che riemerga
Fidati che qualcosa la lascia.Non so, mi sembra una soddisfazione che lascia il tempo che trova
Beh io le storie le inizio così. Poiché non rido facilmente e non scopo con chiunque non credo di essere alla canna del gas. Il punto è che ognuno all’inizio della storia cerca leggerezza quello che intende per leggerezza lo sa solo lui/lei.Lothar non era un buzzurro, era uno schiavo del cazzo.
A me faceva sentire il viscido solo leggendo le sue prodezze, che potevano riassumersi in un "gliel'ho ficcato dentro fino alle palle yeah!".
e non era lo scopare, era proprio l'idea di cazzo figa e scopare. Uno scappato della fine dell'800 ma che non lo sapeva.
tipo che lo leggevo e mi immaginavo il suo cazzo
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ma senza alcun effetto benefico della bava di lumaca.
PS: non sono d'accordo sul grassetto però, se l'ho capito bene.
Se ti scopi uno perchè basta che ti fa ridere, ti scopa decentemente e frequentemente, per me il punto è che sei alla canna del gas, ma con te stessa minchia! In questi termini è tipo chiudere gli occhi e fare ambarabacciccìcoccò, puntare il dito e cogliere.
Alla persona che frequento do spesso del farabutto proprio per le motivazioni che descrivono tuo maritoBeh io le storie le inizio così. Poiché non rido facilmente e non scopo con chiunque non credo di essere alla canna del gas. Il punto è che ognuno all’inizio della storia cerca leggerezza quello che intende per leggerezza lo sa solo lui/lei.
per alcuni (per me ad esempio) può essere una cosa sciocca detta per imbarazzo che ti sfila un ‘cretino’. Per altri una discussione filosofica. Per altri ancora chissà che. Il punto è che inizi una storia perché in qualche modo la persona che hai di fronte ti fa sentire leggera.
Fa uscire qualcosa di te che pensavi sopito, o che non conoscevi.
ad esempio io in marito ho passato il tempo a dargli del cretino perché è davvero divertente uno che sa quando non prendersi sul serio, pur essendo forte come una colonna nella vita.
E si, a me piace un uomo che mi fa ridere e mi scopi bene e frequentemente. Ma ovviamente il ridere, il bene e il frequentemente e’ un dato soggettivo.
Ha il nasone? Dove è che abiti precisamente?Alla persona che frequento do spesso del farabutto proprio per le motivazioni che descrivono tuo marito
Avere qualcuno che non si prende sul serio, che sa farti ridere anche quando non ne hai voglia o non sembra il momento è fondamentale per me
Sapendo, appunto, che nonostante questo è una persona su cui puoi sempre contare
Non me gusta sinceramente.E pane, sale e lardo di maiale ?lo mangiava mio nonno, buono
Sssiii presente. Ditemi tutto.
Beh io le storie le inizio così. Poiché non rido facilmente e non scopo con chiunque non credo di essere alla canna del gas. Il punto è che ognuno all’inizio della storia cerca leggerezza quello che intende per leggerezza lo sa solo lui/lei.
per alcuni (per me ad esempio) può essere una cosa sciocca detta per imbarazzo che ti sfila un ‘cretino’. Per altri una discussione filosofica. Per altri ancora chissà che. Il punto è che inizi una storia perché in qualche modo la persona che hai di fronte ti fa sentire leggera.
Fa uscire qualcosa di te che pensavi sopito, o che non conoscevi.
ad esempio io in marito ho passato il tempo a dargli del cretino perché è davvero divertente uno che sa quando non prendersi sul serio, pur essendo forte come una colonna nella vita.
E si, a me piace un uomo che mi fa ridere e mi scopi bene e frequentemente. Ma ovviamente il ridere, il bene e il frequentemente e’ un dato soggettivo.
Io capisco e approvo il far ridere ma su una cosa mi sento tanto cambiata in questi mesi. Anzi cambiamento non è manco la parola giusta, più metamorfosi. Come le farfalle. Adesso la cosa che il mio corpo e la mia mente sentono di volere è fermarsi. Un punto fermo. Una casa. Casa intesa come persona. Ho trottolato molto in questo tempo e non me ne pento minimamente, adesso ho come addosso un pensiero che sento maturo, cresciuto (vecchia ioAlla persona che frequento do spesso del farabutto proprio per le motivazioni che descrivono tuo marito
Avere qualcuno che non si prende sul serio, che sa farti ridere anche quando non ne hai voglia o non sembra il momento è fondamentale per me
Sapendo, appunto, che nonostante questo è una persona su cui puoi sempre contare
Concordo ma che messaggio lungo. Alphonse te fa na pippa.Ma guarda che la stai inutilmente complicando.
Esempio concreto: io ho uno stile evitante.
Ci lavoro per me, per rispondere al mio sogno, conosco i miei meccanismi, tendo a non caderne troppo preda e ad assumerli come mia responsabilità nella relazione. (e questa è una componente del prezzo, per dire. Se tu non sai fare lo stesso con te, per me puoi anche essere caviale e ostriche ma non sei gourmet)
So cosa implica a livello relazionale la mia struttura. (anche questo compone il mio prezzo)
So che ci sono limiti soggettivi che posso superare, ma ce ne sono di oggettivi che non potrò superare. (come anche questo)
So che ci sono meccanismi che posso governare, ma non che posso controllare. (come anche questo)
So che posso descrivermi e tradurmi all'altro. (e anche questo parte del prezzo)
Ma quello è il mio stile. Non è sovrascrivibile in modo totale e definitivo. (e anche questa è una componente)
È un letto di petali di rosa? Ma per il cazzo proprio
E questo ti offro.
E questo tu accogli.
E questo vale per tutte gli stili.
(ecco perchè dicevo che non serve andare nell'estremo del termometro)
Questo è quello che è in mio potere. Posso offrire e osservare la Cura che l'altro ne ha.
Dove la Cura è primariamente la Cura che mette nell'offrire se stesso a me secondo quel paradigma.
È rischioso?
Certo che sì.
Entrare in relazione con qualcun altro, entrarci davvero senza tirare indietro, è quanto di più rischioso si possa fare.
È anche una scommessa, come dicevamo.
Ma.
In una relazione dove è condivisa la responsabilità non soltanto del proprio fare ma anche del proprio essere, il rischio e anche la perdita si compensano con fatti che non possono essere sfatti.
Quello che dicevo in altro post con @Arcistufo: io sono quella che sono qui e ora anche perchè ho incontrato e investito con G.
Se non l'avessi fatto , non sarei la me di adesso.
Se dovessimo perderci, quella che sono non la perdo.
Mi piace quella che sono e la direzione che sto percorrendo? Immensamente.
E questo sia che G. ci sia, sia G. non ci sia.
Se G. domani dovesse morire, pensiamo a roba più significativa del fatto che mi tradisca, io soffro. Tanto. Non lo potrei più toccare, non potrei più rifugiarmi nel suo abbraccio, non ci sarebbe più nessuno capace di farmi le battute stronze che mi fa lui, non mi potrei più esprimere nella sessualità come posso fare con lui.
Ma io resto io. Non perdo la Casa che ho costruito con lui in me.
Qualcuno potrebbe prendere il suo posto in quella Casa? Fermamente no.
E questo varrebbe anche se dovesse scegliere un'altra diversa da me.
Io desidero pane sordo.
Cazzo me ne frega del pane e cipolla?
Io desidero il pane sordo. E se ad un certo punto te vuoi il pane e cipolla, beh...vai. Io so cosa desidero io e non discende da quello che desideri tu.
E, onestamente, proprio il fatto di avere sperimentato sopra la media di sperimentazione, di aver fatto tante cose che non si dovrebbero fare secondo gli standard comuni, di aver puntato al disastro in moltissime situazioni della mia vita, e l'aver potuto condividere tutto questo con una persona che in me ha visto un mondo e che sceglie di guardare il mondo anche attraverso i miei occhi permettendomi di fare altrettanto con i suoi, mi rassicura sul prezzo di vendita del mio sogno.
Annullo ogni rischio?
Se davvero fosse possibile, non sarebbe più bello stare insieme. PEr me almeno.
Io non cerco semplicemente la stabilità in una relazione.
Non mi interessa il progetto della stabilità in sè. Non ho mai sognato o desiderato una famiglia.
Io mi sono sposata per l'avventura, perchè in due la visione è leggermente più ampia che da sola. Ma anche da sola il progetto non cambierebbe.
Idem G., e posso affermare questo non perchè lo penso io, ma perchè lo condividiamo nell'essere e nel fare. Se fosse solo fare, non mi fiderei.
Il progetto che discende dal nostro NOI che a sua volta discende effettivamente da chi siamo è il rischio dell'avventura.
Ho certezze? Soltanto una: siamo reciprocamente dei buoni sparring partners e lo sappiamo per il semplice motivo che lo verifichiamo in ogni momento.
Non per mancanza di fiducia, ma per non smettere di tenerci per mano e tornare a Casa insieme.
È una ricetta?
Assolutamente no.
È uno standard?
Assolutamente no.
Avete scritto, voi uomini del forum, che una con un passato impegnativo la scartereste a priori per esempio. Avete scritto, sia uomini che donne, che conoscere reciprocamente il proprio passato non è necessario per una coppia e che anzi, certe cose è meglio restino silenti. Avete scritto che parlare di sesso, criticarsi e chiedere meglio di no, ci si può imbarazzare, ci si può offendere.
E come qui dentro, anche fuori dal forum questo è quello che sento intorno a me.
Vedi...per questo dicevo che non ci considererei come standard di riferimento.
La prima componente il mio prezzo è esattamente il contrario di quegli assunti, ergo buona parte della popolazione che conosco non solo non sarebbe un compratore considerabile per me ma non avrebbe proprio la disponibilità di sedersi al mio tavolo della negoziazione.
E io questo lo so con estrema chiarezza e, anche a costo di risultare antipatica, l'ho sempre dichiarato a chi si avvicinava a me convinto di poter comprare. Poi, qualcuno mi ha creduto altri no, ma quello è fuori dalla mia responsabilità e non sono fatti miei.
Quindi sì, metter in chiaro le cose prima dentro di sè e poi sul tavolo risparmierebbe un sacco di puttanate e di pantani in realtà inesistenti.
Ma non è obbligatorio farlo, non è nè giusto nè sbagliato.
Diventa però una questione di responsabilità nelle proprie scelte. Di economia ed ecologia esistenziale.
Di rapporto con la morte in buona sostanza, per ripensare a Maat. Ma anche a un po' tutte le cosmogonie.
Che bella cosa. Sono tanto contenta per te. Però ci tengo a dire che leggerezza per come la intendo io non è superficialità.Io capisco e approvo il far ridere ma su una cosa mi sento tanto cambiata in questi mesi. Anzi cambiamento non è manco la parola giusta, più metamorfosi. Come le farfalle. Adesso la cosa che il mio corpo e la mia mente sentono di volere è fermarsi. Un punto fermo. Una casa. Casa intesa come persona. Ho trottolato molto in questo tempo e non me ne pento minimamente, adesso ho come addosso un pensiero che sento maturo, cresciuto (vecchia io) e cioè che non esce la parte migliore di me se mi sento leggera ma se mi sento al sicuro. Come proprio in una casa. E in una casa ridi pure ma non solo. Ridi, parli, ti spogli, urli, piangi, ascolti, parli, sei in silenzio. Non è più questione di leggero, ma un pesante buono. In senso di base, fondamenta, mattoni, cemento a due mani.
Niente, m è uscito il pensiero filosofico, buonanotte.
Molto bello. Sei in una posizione diversa essendo una donna libera, quindi il tuo ragionamento non fa una piegaIo capisco e approvo il far ridere ma su una cosa mi sento tanto cambiata in questi mesi. Anzi cambiamento non è manco la parola giusta, più metamorfosi. Come le farfalle. Adesso la cosa che il mio corpo e la mia mente sentono di volere è fermarsi. Un punto fermo. Una casa. Casa intesa come persona. Ho trottolato molto in questo tempo e non me ne pento minimamente, adesso ho come addosso un pensiero che sento maturo, cresciuto (vecchia io) e cioè che non esce la parte migliore di me se mi sento leggera ma se mi sento al sicuro. Come proprio in una casa. E in una casa ridi pure ma non solo. Ridi, parli, ti spogli, urli, piangi, ascolti, parli, sei in silenzio. Non è più questione di leggero, ma un pesante buono. In senso di base, fondamenta, mattoni, cemento a due mani.
Niente, m è uscito il pensiero filosofico, buonanotte.
Sono assolutamente d' accordo, non la intendo nemmeno io come superficialità, è bellissimo ridere ed essere cretini con chi ami.Che bella cosa. Sono tanto contenta per te. Però ci tengo a dire che leggerezza per come la intendo io non è superficialità.
E tutte le cose che hai elencato si possono fare pure mentre uno fa l’elicottero e si fa dire che è un cretino (faccio questo esempio ma ce ne sono altri). Solo che tutto il resto (come è davvero una persona) lo scopri con il tempo. All’inizio magari scommetti su quella risata che ti suscita quell’elicottero.
Spero di aver spiegato cosa è per me leggerezza.
Ps. Quella sicurezza che cerchi e’ la serenità di un rapporto stabile che ha le proprie routine che non annoiano, ma abbracciano.
Ed è una cosa bellissima sentirsi a casa e la casa con e per una persona.
E pane, sale e lardo di maiale ?lo mangiava mio nonno, buono
Lungi da me voler contestare, però mi pare che si faccia riferimento a casi limite, per poi insinuare che essendosi compiuto il gesto, allora, a ritroso, doveva essercene per forza uno sotto. Io sono il primo a dire che se in una relazione porti l'altro all'esasperazione poi quello molto facilmente potrebbe fare cosacce, ma, per definizione, è un caso limite, per cui mi limito a dubitare che il solo fatto che si sia fatto il salto della quaglia implichi necessariamente che la persona fosse abituata a mangiare roba insipida o esasperata perfino a sua insaputa. Mi sembra una semplificazione eccessiva.Però, mi vien da chiedere...in una routine quotidiana, quanto tempo è riservato all'attenzione reciproca?
Intenzionalmente e per il puro piacere e divertimento.
Quell'attenzione che permette di potersi reciprocamente osservare intendo.
E da cui discende la Cura. Quotidiana.
Io osservo non perchè sono tutta tesa ad evitare che G. non mi tradisca.
Osservo perchè mi piace osservarlo nella sua vita.
Non è un impegno, è proprio divertimento e piacere e a volte anche immensa rottura di coglioni, ma di quelle che fanno ridere dentro, come un riconoscimento di una essenzialità e di una esclusività.
Per me per esempio sarebbe allarmante non divertirmi, non sperimentare piacere nel guardarlo.
Gliene parlerei immediatamente.
Sarebbe un cambiamento nella direzione che ci siamo dati nel momento in cui abbiamo deciso di essere una coppia.
Se non gliene parlassi avrei fatto uno di quei piccoli passi.
E se lui non se ne accorgesse avrebbe fatto anche lui uno di quei piccoli passi.
E invece io penso che tante volte si dia il passa là. È un momento, poi passa, adesso sono troppo stanco/a, il must have: "è il lavoro", le bollette, i soldi, i figli.
Non è semplicemente il dare per scontata la presenza dell'altro.
È dar per scontata la presenza dell'altro presupponendo che quell'altro viva accanto a me a prescindere da quello che vive e aspettandomi che quel che vive non sia sufficientemente interessante da essere condiviso.
Non mi tornava che non avevo collegato il "non parlare oltre" con il pane sordo.Cos'è che non ti tornava?
ma la metafora non si basava sul fatto che il pane e cipolla e più buono (ergo migliore) del pane sordo?Io desidero pane sordo.
Cazzo me ne frega del pane e cipolla?
Io desidero il pane sordo. E se ad un certo punto te vuoi il pane e cipolla, beh...vai. Io so cosa desidero io e non discende da quello che desideri tu.
Molto bello. Qui siamo in molti a tifare per te.Io capisco e approvo il far ridere ma su una cosa mi sento tanto cambiata in questi mesi. Anzi cambiamento non è manco la parola giusta, più metamorfosi. Come le farfalle. Adesso la cosa che il mio corpo e la mia mente sentono di volere è fermarsi. Un punto fermo. Una casa. Casa intesa come persona. Ho trottolato molto in questo tempo e non me ne pento minimamente, adesso ho come addosso un pensiero che sento maturo, cresciuto (vecchia io) e cioè che non esce la parte migliore di me se mi sento leggera ma se mi sento al sicuro. Come proprio in una casa. E in una casa ridi pure ma non solo. Ridi, parli, ti spogli, urli, piangi, ascolti, parli, sei in silenzio. Non è più questione di leggero, ma un pesante buono. In senso di base, fondamenta, mattoni, cemento a due mani.
Niente, m è uscito il pensiero filosofico, buonanotte.
Nessuno non ti presenta il conto dell'asilo politico, prima o poi.E che te ne fai di amiche a cui non puoi chiedere asilo politico senza necessariamente spiegare il perchè?
Che poi, chissà se ha amiche.
Brava marmocchia! Bello svegliarsi e leggere sta roba. Non perdere mai l'anima da Trottola però. Io senza la mia parte zoccola mi sentirei senza mezzo meIo capisco e approvo il far ridere ma su una cosa mi sento tanto cambiata in questi mesi. Anzi cambiamento non è manco la parola giusta, più metamorfosi. Come le farfalle. Adesso la cosa che il mio corpo e la mia mente sentono di volere è fermarsi. Un punto fermo. Una casa. Casa intesa come persona. Ho trottolato molto in questo tempo e non me ne pento minimamente, adesso ho come addosso un pensiero che sento maturo, cresciuto (vecchia io) e cioè che non esce la parte migliore di me se mi sento leggera ma se mi sento al sicuro. Come proprio in una casa. E in una casa ridi pure ma non solo. Ridi, parli, ti spogli, urli, piangi, ascolti, parli, sei in silenzio. Non è più questione di leggero, ma un pesante buono. In senso di base, fondamenta, mattoni, cemento a due mani.
Niente, m è uscito il pensiero filosofico, buonanotte.