La scelta

Martina Bianchi

Utente di lunga data
Sì, intendevo dire che ci sono anche tante persone che stanno bene, fisicamente e psicologicamente.
Sisi certamente. Era per dire che la maggior parte di chi soffre d ansia e va dal medico è un giovane sotto a 40. O almeno questa è la mia statistica personale.
È molto poco frequente il 50/60enne ansioso.
Il mio doc la definisce la malattia del.nuovo millennio
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Più che altro se le cose tra loro dovessero iniziare a migliorare sarebbero comunque stroncate sul nascere dalla separazione che intanto procede. A questo punto meglio completare la separazione e poi ritirarla successivamente. Ma sono ignorante e non so se si può fare
Certo che puoi ritirala, solo il divorzio è irreversibile, anche se nulla vieta di risposarsi (se uno è proprio de coccio). Ma dopo una separazione legale basta andare in comune a comunicare che si è tornati d'ammorre e d'accordo e tutto viene cancellato come nulla fosse accaduto. Gli avvocati incassano comunque e ringraziano
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ma magari qualche bravo terapeuta che può fare la differenza c è. Però a trovarlo...
Tra le persone che conosco c è:
-chi ci è andato perchè abbattuto perchè non trovava lavoro. Alle prime domande sul rapporto coi genitori ha troncato. Dopo un po' ha trovato lavoro e ha risolto
-una mia compagna di corso era in stallo con l università e le era stato pure detto di lasciare!! Inutile dire che sta a pochi esami dalla fine. Ci va da 3 anni per i ragazzi che incontra (era quella ragazza che scrivevo giorni fa che non era riuscita ad avere un rapporto completo con il tipo strambo) e l ultima occasione è stata la conferma che non ha risolto niente. Allora meglio fare come me almeno i soldi rimangono nelle mie tasche
-il mio coinquilino è andato per 2-3 annetti da una psicologa. Inutile dire che gli sia stata utile. In pratica ha portato avanti due relazioni in parallelo per 4 anni e a parte la cosa delle relazioni che potremmo non vederla come patologica. Gli ho chiesto come si trova e mi ha detto che non ha ancora risolto i problemi per cui è andato da lei (rapporto col padre una di queste). Dal punto di vista relazionale, dopo che è stato sgamato, si è messo con un'altra ragazza e quando l ha portata a casa ho pensato...ecco la nuova preda, poraccia. Penso abbia anche ricominciato a fare relazioni in parallelo perchè a San valentino andava a studiare da una amica 🤔
- io non ci sono andata per poco perchè quando stavo finendo la triennale avevo scritto allo sportello dell università per la mia indecisione se fare medicina dato che ero tormentata e nulla, mi hanno chiamato quando già ero a Roma a seguire le lezioni da matricoletta felice.

Chiaramente sono ironica. Ognuno valuta questi aiuti professionali come meglio crede. Però ecco, costando 70 euro a seduta e con risultati non garantiti penso che in alcuni casi la scelta è obbligata.
Io ci andrei (e probabilmente ci andrò in futuro) non tanto per problemi "esistenziali" ma più per capire le mie scelte. Quello lo troverei molto utile.
Ma che ci vai a fare in terapia per problemi esistenziali?

Cosa si va a cercare mettendo quelli sul tavolo??
Qualcuno che dica, al posto nostro, cosa è bene è cosa è male?
Qualcuno che ci indichi la strada giusta?

Con questo è vero quello che dici, la terapia psicologica è un casino. Anche come professionisti.

Come lo è il campo medico e tutte le professioni che hanno a che fare con un sistema complesso.

Io ho avuto due brutte fratture contemporanee, intervento di routine però.
Mi sono ritrovata con una vite di una piastra che toccava il tendine e ho rischiato che si lesionasse perchè i medici alle diverse visite di controllo avevano deciso che facevo parte della categoria di persone che non lavorano abbastanza di fisioterapia.
Nel frattempo mi stava andando in osteoporosi la parte fratturata e mi hanno dovuto operare di urgenza facendomi una overdose di calcio e vitamina D per velocizzare la formazione del callo osseo. Mi hanno detto che avevo le viti "vaganti". Inutile dirti la moltitudine di effetti collaterali che ancora ho, compresa una perdita di funzionalità. Lasciam perdere il dolore costante, che in quanto medico sai benissimo cosa possa significare sul sistema nervoso di un individuo e la fatica che sto ancora facendo per ri-regolare il sistema.

A mio padre hanno sbagliato la diagnosi di un tumore. Quasi lo uccidono perchè avevano consigliato un intervento esplorativo che non era da fare.

Potrei proseguire con gli esempi.

Questo però non significa che io non "creda" alla medicina. O dubiti di trovare bravi medici.
So semplicemente che i coglioni e gli incompetenti sono equamente distribuiti nelle diverse professionalità.

Primo perchè la medicina non è una fede.
Secondo perchè prima di esprimere giudizi su ciò che non conosco bene mi informo sui risultati, non basandomi semplicemente sulle esperienze personali o nella mia cerchia di conoscenze.
 

Martina Bianchi

Utente di lunga data
Ma che ci vai a fare in terapia per problemi esistenziali?

Cosa si va a cercare mettendo quelli sul tavolo??
Qualcuno che dica, al posto nostro, cosa è bene è cosa è male?
Qualcuno che ci indichi la strada giusta?

Con questo è vero quello che dici, la terapia psicologica è un casino. Anche come professionisti.

Come lo è il campo medico e tutte le professioni che hanno a che fare con un sistema complesso.

Io ho avuto due brutte fratture contemporanee, intervento di routine però.
Mi sono ritrovata con una vite di una piastra che toccava il tendine e ho rischiato che si lesionasse perchè i medici alle diverse visite di controllo avevano deciso che facevo parte della categoria di persone che non lavorano abbastanza di fisioterapia.
Nel frattempo mi stava andando in osteoporosi la parte fratturata e mi hanno dovuto operare di urgenza facendomi una overdose di calcio e vitamina D per velocizzare la formazione del callo osseo. Mi hanno detto che avevo le viti "vaganti". Inutile dirti la moltitudine di effetti collaterali che ancora ho, compresa una perdita di funzionalità. Lasciam perdere il dolore costante, che in quanto medico sai benissimo cosa possa significare sul sistema nervoso di un individuo e la fatica che sto ancora facendo per ri-regolare il sistema.

A mio padre hanno sbagliato la diagnosi di un tumore. Quasi lo uccidono perchè avevano consigliato un intervento esplorativo che non era da fare.

Potrei proseguire con gli esempi.

Questo però non significa che io non "creda" alla medicina.

Primo perchè la medicina non è una fede.
Secondo perchè prima di esprimere giudizi su ciò che non conosco bene mi informo sui risultati, non basandomi semplicemente sulle esperienze personali o nella mia cerchia di conoscenze.
In realtà il mio pensiero credo sia coerente. Nel senso che la terapia, almeno quella cognitivo comportamentale, necessita di avere un'idea chiara di cosa si va a fare durante la seduta e soprattutto quali sono gli obiettivi. La mia critica era mossa a chi va a fare analisi, quindi penso sia tipo terapia psicodinamica, così per esplorarsi e basta. Il rischio che percepisco è quello di perdersi e non concludere nulla. Per non concludere nulla intendo che la terapia non migliora il mio benessere.
La CBT è anche riconosciuta a livello scientifico, l'analisi no.
Questo non vuole dire che a qualcuno non sia utile, ma che io sceglierei la prima.

E ho anche scritto che ci andrei prima che il mio rapporto di coppia si incrini, per correggere die comportamenti che metto in atto automaticamente. Non per mettere insieme i cocci in un rapporto che si è disgregato sulla fiducia.
Nel primo caso reputo che gli obiettivi sono facili da chiarire, nel secondo mi sembra più un'esplorazione "esistenziale".

Le persone che ho elencato penso non abbiano trovato degli obiettivi precisi su cui lavorare, per questo magari non hanno trovato giovamento. Per me sarebbe come fare una diagnosi senza farmaci disponibili. E infatti per questo motivo non sono fatti a tappeto i test genetici.
Spero di essermi spiegata meglio
 
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Etta

Utente di lunga data
Ma non è la stessa cosa. Se hai un problema, una patologia alla testa chiami il dottore e ti sistema quel difetto.
Ma per la personalità io non credo che esista una persona estranea che può ‘guarirti’.
In coppia poi io credo che o si sta bene oppure non è che si deve tentare a tutti i costi di stare. Semplicemente si prende atto del fatto che non si è compatibili e ci si lascia.
Io non l’ho mai fatta pero’ sinceramente se dovesse succedere non disdegnerei.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Ne ho parlato e mi ha detto che posso andare avanti, non ci svantaggia eccessivamente.

Detto questo, quando si arriverà all'udienza una decisione dovrà essere stata presa, capiscoil tuo discorso. Adesso dovevo depositare per mettere un punto, tra deposito e udienza passa già di suo un bel po'.

Ma comunque penso questo valga fino a un certo punto: si può sempre decretare la fine del matrimonio (essendo venuta meno la fedeltà coniugale), magari anche consensualmente ed evitare la giudiziale, poi incontrarsi in terapia come coppia non sposata.
Mi spiace essere rompicoglioni, io poi, che a me i rompicoglioni fanno venire l'orticaria, ma un avvocato che ti dice "non ci svantaggia eccessivamente" ti sta dicendo molto gentilmente e molto professionalmente che lui non lo farebbe perchè è una cagata, ma se lo vuoi fare tu sono cavoli tuoi, tanto lui la parcella la prende uguale, anzi più tu fai casino e più lui guadagna, ma non può certo dirtelo. Comunque la tua strategia ha un nome: si chiama 'divorzio alla francese'. Ti separi legalmente per tutelare i tuoi interessi e poi vedi se riesci a frequentarla come compagno. Però sii onesto con te stesso: non puoi chiedere a una donna di fare un percorso di 'riparazione' profonda mentre le hai notificato un atto giudiziario. La terapia di coppia serve a ricostruire la fiducia; la separazione legale serve a gestire la sfiducia.
 

Martina Bianchi

Utente di lunga data
Mi spiace essere rompicoglioni, io poi, che a me i rompicoglioni fanno venire l'orticaria, ma un avvocato che ti dice "non ci svantaggia eccessivamente" ti sta dicendo molto gentilmente e molto professionalmente che lui non lo farebbe perchè è una cagata, ma se lo vuoi fare tu sono cavoli tuoi, tanto lui la parcella la prende uguale, anzi più tu fai casino e più lui guadagna, ma non può certo dirtelo. Comunque la tua strategia ha un nome: si chiama 'divorzio alla francese'. Ti separi legalmente per tutelare i tuoi interessi e poi vedi se riesci a frequentarla come compagno. Però sii onesto con te stesso: non puoi chiedere a una donna di fare un percorso di 'riparazione' profonda mentre le hai notificato un atto giudiziario. La terapia di coppia serve a ricostruire la fiducia; la separazione legale serve a gestire la sfiducia.
Si infatti mi sa che è la classica situazione dove il professionista più di tanto non può esporsi altrimenti influenzerebbe nella scelta, ma il vero pensiero da avvocato dietro le quinte è stato bello che esplicitato qui nel forum...da avvocati
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
In realtà il mio pensiero credo sia coerente. Nel senso che la terapia, almeno quella cognitivo comportamentale, necessita di avere un'idea chiara di cosa si va a fare durante la seduta e soprattutto quali sono gli obiettivi. La mia critica era mossa a chi va a fare analisi, quindi penso sia tipo terapia psicodinamica, così per esplorarsi e basta. Il rischio che percepisco è quello di perdersi e non concludere nulla. Per non concludere nulla intendo che la terapia non migliora il mio benessere.
La CBT è anche riconosciuta a livello scientifico, l'analisi no.
Questo non vuole dire che a qualcuno non sia utile, ma che io sceglierei la prima.

E prima ho anche scritto che ci andrei prima che il mio rapporto di coppia si incrini, per correggere die comportamenti che metto in atto automaticamente. Non per mettere insieme i cocci in un rapporto che si è disgregato sulla fiducia.
Nel primo caso reputo che gli obiettivi sono facili da chiarire, nel secondo mi sembra più un'esplorazione "esistenziale".

Spero di essermi spiegata meglio
Ti sei spiegata, grazie. :)

Quello che desidero sottolineare io è che il punto centrale non è il tipo di terapia disponibile, ma sapere cosa si vuole per sé.
Prima di scegliere un percorso, è fondamentale chiarire i propri bisogni e obiettivi: si cerca di rimodulare schemi e comportamenti in modo rapido e misurabile, oppure di esplorare sé stessi e le proprie domande esistenziali, in termini filosofici (chi sono? dove vado? da dove vengo?), a lungo termine?

Se l’obiettivo è la modulazione di schemi automatici o il miglioramento di comportamenti disfunzionali, approcci strutturati e orientati ai risultati, come la terapia cognitivo-comportamentale o la terapia breve strategica, offrono chiarezza sugli obiettivi e strumenti concreti per misurare i progressi.

Se, invece, la richiesta è più esistenziale, riguardante la comprensione di sé, il senso della propria vita o la costruzione di relazioni significative, approcci più riflessivi come la psicologia dinamica possono permettere un’esplorazione profonda e graduale.

Va sottolineato, però, che lo spazio terapeutico non è un luogo in cui qualcuno ha la ricetta o le risposte sul giusto e lo sbagliato. La funzione della terapia è creare uno spazio sicuro e neutro in cui poter osservare sé stessi, capire i propri schemi e sperimentare nuove modalità di pensiero e comportamento, senza giudizio. In terapia non si trovano risposte, ma domande.

Per me, la cura dell’immagine interna ha lo stesso valore di quella esterna: così come investo in epilazione, pulizia del viso e prodotti per capelli, investo nella manutenzione della mia salute psicologica. Quindi il discorso economico vale il tanto che vale.

Ci si perde quando non si hanno chiari i propri obiettivi.
E quando non si hanno chiari i propri obiettivi anche la definizione di benessere è confusa.

La mediazione di coppia, ha funzioni simili.
Andarci per ricomporre necessariamente la relazione, è non aver chiaro l'obiettivo.
Si ricompongono modalità comunicative. Io ritengo che anche lasciarsi in modo non distruttivo sia un ottimo risultato, per dire. E questo ha implicazioni anche sulla parte economica e impatti potenti sulla gestione dei figli.
 
Ultima modifica:

Jim Cain

Utente di lunga data
non puoi chiedere a una donna di fare un percorso di 'riparazione' profonda mentre le hai notificato un atto giudiziario. La terapia di coppia serve a ricostruire la fiducia; la separazione legale serve a gestire la sfiducia.
Perfetto.
Mi permetto solo di aggiungere che, così come procede la terapia di coppia (che magari per dare qualche risultato richiede anni), così corre molto più spedita una causa di separazione.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Si infatti mi sa che è la classica situazione dove il professionista più di tanto non può esporsi altrimenti influenzerebbe nella scelta, ma il vero pensiero da avvocato dietro le quinte è stato bello che esplicitato qui nel forum...da avvocati
Da una giudiziale guadagni tranquillamente 5/10 volte di più che da una consensuale.😎
 

hammer

Utente di lunga data
Mi spiace essere rompicoglioni, io poi, che a me i rompicoglioni fanno venire l'orticaria, ma un avvocato che ti dice "non ci svantaggia eccessivamente" ti sta dicendo molto gentilmente e molto professionalmente che lui non lo farebbe perchè è una cagata, ma se lo vuoi fare tu sono cavoli tuoi, tanto lui la parcella la prende uguale, anzi più tu fai casino e più lui guadagna, ma non può certo dirtelo. Comunque la tua strategia ha un nome: si chiama 'divorzio alla francese'. Ti separi legalmente per tutelare i tuoi interessi e poi vedi se riesci a frequentarla come compagno. Però sii onesto con te stesso: non puoi chiedere a una donna di fare un percorso di 'riparazione' profonda mentre le hai notificato un atto giudiziario. La terapia di coppia serve a ricostruire la fiducia; la separazione legale serve a gestire la sfiducia.
Bisogna averci avuto a che fare per anni con gli avvocati per "leggere tra le righe" delle loro frasi.
 

Brunetta

Utente di lunga data

Brunetta

Utente di lunga data
Ah sì? E quali? Prendo nota
Non lo sai?
Fai una ricerca.
Non è un tipo di tumore particolare, ma la reazione del corpo che blocca lo sviluppo.
Se si sapesse come, si sarebbe trovata la cura.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Mi spiace essere rompicoglioni, io poi, che a me i rompicoglioni fanno venire l'orticaria, ma un avvocato che ti dice "non ci svantaggia eccessivamente" ti sta dicendo molto gentilmente e molto professionalmente che lui non lo farebbe perchè è una cagata, ma se lo vuoi fare tu sono cavoli tuoi, tanto lui la parcella la prende uguale, anzi più tu fai casino e più lui guadagna, ma non può certo dirtelo. Comunque la tua strategia ha un nome: si chiama 'divorzio alla francese'. Ti separi legalmente per tutelare i tuoi interessi e poi vedi se riesci a frequentarla come compagno. Però sii onesto con te stesso: non puoi chiedere a una donna di fare un percorso di 'riparazione' profonda mentre le hai notificato un atto giudiziario. La terapia di coppia serve a ricostruire la fiducia; la separazione legale serve a gestire la sfiducia.
Questo va tenuto presente.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Stai confondendo le lesioni pre neoplastiche con i tumori. Un tumore per definizione ha mutazioni che rendono il processo irreversibile.
Le lesioni pre neoplastiche NON sono tumori.
Ho usato un termine improprio.
Ma il concetto mi pare chiaro.
Si può risolvere (quasi) tutto senza ricorrere a uno specialista, ma con uno specialista è meglio.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Però sii onesto con te stesso: non puoi chiedere a una donna di fare un percorso di 'riparazione' profonda mentre le hai notificato un atto giudiziario. La terapia di coppia serve a ricostruire la fiducia; la separazione legale serve a gestire la sfiducia.
Questo va tenuto presente.
E su questo lei insiste molto: "non posso immaginare e pianificare la mia vita senza di te e nel frattempo lavorare per mantenerla"
Io pero' qui non riesco a decidere al momento: per ora non ho visto nulla che mi porterebbe a rinunciare alla separazione.
Sarebbe solo un atto emotivo, cieco, nella speranza di averci visto giusto prima e questi ultimi mesi siano stati solo una parentesi di follia.
Ma un salto del genere non potrei farlo adesso, quindi se le due cose sono auto-escludenti per lei, dovrei rinunciare alla terapia.

Perche' dite che non si puo' iniziare il percorso di terapia e solo se da risultati almeno incoraggianti fermare la separazione?

Adesso andiamo molto avanti nel tempo, facciamo un gioco mentale e immaginiamo terapia andata a buon fine tra un paio d'anni:

Io comunque non vedrei neanche assurdo finire il matrimonio e continuare la terapia con l'intenzione eventualmente di riconciliare (o addirittura risposarsi dopo il divorzio), visto che i tempi della terapia sono comunque molto più lunghi di quelli legali.

Ma anche non essere piu' sposati, noi ci siamo sposati che la prima figlia aveva quasi due anni, tante coppie hanno figli, vivono insieme e sono coppie ma non sono sposate.
 

spleen

utente ?
E su questo lei insiste molto: "non posso immaginare e pianificare la mia vita senza di te e nel frattempo lavorare per mantenerla"
Io pero' qui non riesco a decidere al momento: per ora non ho visto nulla che mi porterebbe a rinunciare alla separazione.
Sarebbe solo un atto emotivo, cieco, nella speranza di averci visto giusto prima e questi ultimi mesi siano stati solo una parentesi di follia.
Ma un salto del genere non potrei farlo adesso, quindi se le due cose sono auto-escludenti per lei, dovrei rinunciare alla terapia.

Perche' dite che non si puo' iniziare il percorso di terapia e solo se da risultati almeno incoraggianti fermare la separazione?

Adesso andiamo molto avanti nel tempo, facciamo un gioco mentale e immaginiamo terapia andata a buon fine tra un paio d'anni:

Io comunque non vedrei neanche assurdo finire il matrimonio e continuare la terapia con l'intenzione eventualmente di riconciliare (o addirittura risposarsi dopo il divorzio), visto che i tempi della terapia sono comunque molto più lunghi di quelli legali.

Ma anche non essere piu' sposati, noi ci siamo sposati che la prima figlia aveva quasi due anni, tante coppie hanno figli, vivono insieme e sono coppie ma non sono sposate.
Sento odore di inculata! :cool:
 
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