La scelta

Brunetta

Utente di lunga data
Ah sì? E quali? Prendo nota
Non lo sai?
Fai una ricerca.
Non è un tipo di tumore particolare, ma la reazione del corpo che blocca lo sviluppo.
Se si sapesse come, si sarebbe trovata la cura.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Mi spiace essere rompicoglioni, io poi, che a me i rompicoglioni fanno venire l'orticaria, ma un avvocato che ti dice "non ci svantaggia eccessivamente" ti sta dicendo molto gentilmente e molto professionalmente che lui non lo farebbe perchè è una cagata, ma se lo vuoi fare tu sono cavoli tuoi, tanto lui la parcella la prende uguale, anzi più tu fai casino e più lui guadagna, ma non può certo dirtelo. Comunque la tua strategia ha un nome: si chiama 'divorzio alla francese'. Ti separi legalmente per tutelare i tuoi interessi e poi vedi se riesci a frequentarla come compagno. Però sii onesto con te stesso: non puoi chiedere a una donna di fare un percorso di 'riparazione' profonda mentre le hai notificato un atto giudiziario. La terapia di coppia serve a ricostruire la fiducia; la separazione legale serve a gestire la sfiducia.
Questo va tenuto presente.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Stai confondendo le lesioni pre neoplastiche con i tumori. Un tumore per definizione ha mutazioni che rendono il processo irreversibile.
Le lesioni pre neoplastiche NON sono tumori.
Ho usato un termine improprio.
Ma il concetto mi pare chiaro.
Si può risolvere (quasi) tutto senza ricorrere a uno specialista, ma con uno specialista è meglio.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Però sii onesto con te stesso: non puoi chiedere a una donna di fare un percorso di 'riparazione' profonda mentre le hai notificato un atto giudiziario. La terapia di coppia serve a ricostruire la fiducia; la separazione legale serve a gestire la sfiducia.
Questo va tenuto presente.
E su questo lei insiste molto: "non posso immaginare e pianificare la mia vita senza di te e nel frattempo lavorare per mantenerla"
Io pero' qui non riesco a decidere al momento: per ora non ho visto nulla che mi porterebbe a rinunciare alla separazione.
Sarebbe solo un atto emotivo, cieco, nella speranza di averci visto giusto prima e questi ultimi mesi siano stati solo una parentesi di follia.
Ma un salto del genere non potrei farlo adesso, quindi se le due cose sono auto-escludenti per lei, dovrei rinunciare alla terapia.

Perche' dite che non si puo' iniziare il percorso di terapia e solo se da risultati almeno incoraggianti fermare la separazione?

Adesso andiamo molto avanti nel tempo, facciamo un gioco mentale e immaginiamo terapia andata a buon fine tra un paio d'anni:

Io comunque non vedrei neanche assurdo finire il matrimonio e continuare la terapia con l'intenzione eventualmente di riconciliare (o addirittura risposarsi dopo il divorzio), visto che i tempi della terapia sono comunque molto più lunghi di quelli legali.

Ma anche non essere piu' sposati, noi ci siamo sposati che la prima figlia aveva quasi due anni, tante coppie hanno figli, vivono insieme e sono coppie ma non sono sposate.
 

spleen

utente ?
E su questo lei insiste molto: "non posso immaginare e pianificare la mia vita senza di te e nel frattempo lavorare per mantenerla"
Io pero' qui non riesco a decidere al momento: per ora non ho visto nulla che mi porterebbe a rinunciare alla separazione.
Sarebbe solo un atto emotivo, cieco, nella speranza di averci visto giusto prima e questi ultimi mesi siano stati solo una parentesi di follia.
Ma un salto del genere non potrei farlo adesso, quindi se le due cose sono auto-escludenti per lei, dovrei rinunciare alla terapia.

Perche' dite che non si puo' iniziare il percorso di terapia e solo se da risultati almeno incoraggianti fermare la separazione?

Adesso andiamo molto avanti nel tempo, facciamo un gioco mentale e immaginiamo terapia andata a buon fine tra un paio d'anni:

Io comunque non vedrei neanche assurdo finire il matrimonio e continuare la terapia con l'intenzione eventualmente di riconciliare (o addirittura risposarsi dopo il divorzio), visto che i tempi della terapia sono comunque molto più lunghi di quelli legali.

Ma anche non essere piu' sposati, noi ci siamo sposati che la prima figlia aveva quasi due anni, tante coppie hanno figli, vivono insieme e sono coppie ma non sono sposate.
Sento odore di inculata! :cool:
 

Gaia

Utente di lunga data
E su questo lei insiste molto: "non posso immaginare e pianificare la mia vita senza di te e nel frattempo lavorare per mantenerla"
Io pero' qui non riesco a decidere al momento: per ora non ho visto nulla che mi porterebbe a rinunciare alla separazione.
Sarebbe solo un atto emotivo, cieco, nella speranza di averci visto giusto prima e questi ultimi mesi siano stati solo una parentesi di follia.
Ma un salto del genere non potrei farlo adesso, quindi se le due cose sono auto-escludenti per lei, dovrei rinunciare alla terapia.

Perche' dite che non si puo' iniziare il percorso di terapia e solo se da risultati almeno incoraggianti fermare la separazione?

Adesso andiamo molto avanti nel tempo, facciamo un gioco mentale e immaginiamo terapia andata a buon fine tra un paio d'anni:

Io comunque non vedrei neanche assurdo finire il matrimonio e continuare la terapia con l'intenzione eventualmente di riconciliare (o addirittura risposarsi dopo il divorzio), visto che i tempi della terapia sono comunque molto più lunghi di quelli legali.

Ma anche non essere piu' sposati, noi ci siamo sposati che la prima figlia aveva quasi due anni, tante coppie hanno figli, vivono insieme e sono coppie ma non sono sposate.
A me pare che a lei non piaccia di pianificare una vita con uno stipendio part time. Ma sarò diffidente io.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
A me pare che a mei non piaccia di pianificare una vita con uno stipendio part time. Ma sarò diffidente io.
Ok, anche per me questo non sarebbe accettabile, e infatti l'ho messo in chiaro.
Pero' visto che alcuni nel forum dicevano questo: " non puoi chiedere a una donna di fare un percorso di 'riparazione' profonda mentre le hai notificato un atto giudiziario. La terapia di coppia serve a ricostruire la fiducia; la separazione legale serve a gestire la sfiducia." mi interessava approfondire, magari vedono qualcosa che io non vedo.
 

patroclo

Utente di lunga data
E su questo lei insiste molto: "non posso immaginare e pianificare la mia vita senza di te e nel frattempo lavorare per mantenerla"
Io pero' qui non riesco a decidere al momento: per ora non ho visto nulla che mi porterebbe a rinunciare alla separazione.
Sarebbe solo un atto emotivo, cieco, nella speranza di averci visto giusto prima e questi ultimi mesi siano stati solo una parentesi di follia.
Ma un salto del genere non potrei farlo adesso, quindi se le due cose sono auto-escludenti per lei, dovrei rinunciare alla terapia.

Perche' dite che non si puo' iniziare il percorso di terapia e solo se da risultati almeno incoraggianti fermare la separazione?

Adesso andiamo molto avanti nel tempo, facciamo un gioco mentale e immaginiamo terapia andata a buon fine tra un paio d'anni:

Io comunque non vedrei neanche assurdo finire il matrimonio e continuare la terapia con l'intenzione eventualmente di riconciliare (o addirittura risposarsi dopo il divorzio), visto che i tempi della terapia sono comunque molto più lunghi di quelli legali.

Ma anche non essere piu' sposati, noi ci siamo sposati che la prima figlia aveva quasi due anni, tante coppie hanno figli, vivono insieme e sono coppie ma non sono sposate.
Lei è molto "paracula", e tu non molto "accogliente"
Non hai torto, ma è un modo di ragionare da superpotenze con deterrenza atomica 🤷‍♂️
 

patroclo

Utente di lunga data
Ok, anche per me questo non sarebbe accettabile, e infatti l'ho messo in chiaro.
Pero' visto che alcuni nel forum dicevano questo: " non puoi chiedere a una donna di fare un percorso di 'riparazione' profonda mentre le hai notificato un atto giudiziario. La terapia di coppia serve a ricostruire la fiducia; la separazione legale serve a gestire la sfiducia." mi interessava approfondire, magari vedono qualcosa che io non vedo.
Tu ragioni a protocolli, hai studiato in questo senso e ci lavori, hai ragione sotto l'aspetto legale e formale... in linea teorica nessuno può darti torto.
La vita, i rapporti umani, i sentimenti, l'empatia, la sensibilità, non sono così catecorizzabili e non sempre seguono il tuo modo di ragionare.
 

Nicky

Utente di lunga data
E su questo lei insiste molto: "non posso immaginare e pianificare la mia vita senza di te e nel frattempo lavorare per mantenerla"
Ha senso, soprattutto per una donna che non mi sembra portata alla riflessione e che vorrebbe agire, cancellare il passato e andare avanti.
Ma d'altra parte, dovrebbe capire che, se ci si tiene a qualcosa, si sa anche aspettare.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
E su questo lei insiste molto: "non posso immaginare e pianificare la mia vita senza di te e nel frattempo lavorare per mantenerla"
Io pero' qui non riesco a decidere al momento: per ora non ho visto nulla che mi porterebbe a rinunciare alla separazione.
Sarebbe solo un atto emotivo, cieco, nella speranza di averci visto giusto prima e questi ultimi mesi siano stati solo una parentesi di follia.
Ma un salto del genere non potrei farlo adesso, quindi se le due cose sono auto-escludenti per lei, dovrei rinunciare alla terapia.

Perche' dite che non si puo' iniziare il percorso di terapia e solo se da risultati almeno incoraggianti fermare la separazione?

Adesso andiamo molto avanti nel tempo, facciamo un gioco mentale e immaginiamo terapia andata a buon fine tra un paio d'anni:

Io comunque non vedrei neanche assurdo finire il matrimonio e continuare la terapia con l'intenzione eventualmente di riconciliare (o addirittura risposarsi dopo il divorzio), visto che i tempi della terapia sono comunque molto più lunghi di quelli legali.

Ma anche non essere piu' sposati, noi ci siamo sposati che la prima figlia aveva quasi due anni, tante coppie hanno figli, vivono insieme e sono coppie ma non sono sposate.
Il concetto base, per me, è che il vostro matrimonio per come lo conoscevate è semplicemente finito. Ma un matrimonio, con 2 figli, non si può concludere senza un doveroso e sacrosanto passaggio legale. Una volta quindi chiusi i ponti col passato tramite questo passaggio legale, si può iniziare a riparlare del vostro rapporto senza il dubbio che lei voglia salvare capra e cavoli, anche con l'ausilio dei meglio strolgon... Ehm.. Professionisti
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Tu ragioni a protocolli, hai studiato in questo senso e ci lavori, hai ragione sotto l'aspetto legale e formale... in linea teorica nessuno può darti torto.
La vita, i rapporti umani, i sentimenti, l'empatia, la sensibilità, non sono così catecorizzabili e non sempre seguono il tuo modo di ragionare.
Ma Patrocolo io ti giuro che la tentazione di fregarmene e sospendere tutto giudiziariamente io la ho e l'ho avuta forte.
Fare di nuovo all in: come quando la casa l'ho acquistata per intero e intestata a entrambi, come quando la fiducia era piena, come in tante altre occasioni.
Pero' poi l'ho trattenuta questa sensazione, perché' ho visto dove tutto questo ha portato (magari non in senso causale, ma comunque qui siamo e io avrei potuto anche costruire qualcosa in piu' per me stesso invece che regalarlo a una persona che alla fine sembra non meritarselo).

Quindi adesso voglio imparare a mettere un confine e se lei non riuscirà' a rispettarlo, avrò' già' la mia risposta.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Il concetto base, per me, è che il vostro matrimonio per come lo conoscevate è semplicemente finito. Ma un matrimonio, con 2 figli, non si può concludere senza un doveroso e sacrosanto passaggio legale. Una volta quindi chiusi i ponti col passato tramite questo passaggio legale, si può iniziare a riparlare del vostro rapporto senza il dubbio che lei voglia salvare capra e cavoli, anche con l'ausilio dei meglio strolgon... Ehm.. Professionisti
Ci sta, abbiamo piu o meno lo stesso punto di vista.
Tu aspetteresti che si sia gia' concluso tutto, io sto anticipando un po' i tempi.
Vediamo dove porta questa cosa.
 
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