Amavo un'altra e ho ucciso tutti

Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.

Scaredheart

Romantica sotto copertura
Siamo più o meno sulla stessa linea, comunque. Il problema della capacità di gestire la sfera emotiva e sentimentale è evidentemente parte della mia generazione. Se vogliamo l'altra faccia di un individualismo che ci è stato quasi imposto, anche se magari con le migliori intenzioni (e spesso non è stato affatto così!). Ci illudiamo di poter vivere come non sapremmo fare, il tutto e subito ci ha diseducato a costruire su fondamenta solide.

Personalmente mi rendo conto che ho perso un sacco di tempo cercando forsennatamente di risparmiarne, fin dalla fine dell'adolescenza. Potremmo parlare per ore di modelli e condizionamenti, di ambiente e di imprevisti, ma mi rendo conto di iniziare a sentirmi adulto soltanto ora alla soglia dei quaranta. Mi viene da una parte da pensare che sono stato voluto, plasmato esattamente così, dall'altra che sono stato così ebete da abboccare e da convincermene anch'io.

Ma è difficile non divagare in luoghi comuni e frasi fatte, quindi passo.

Però lo ammetto, pensare alla premeditazione di quello stupido (non che non meriti di peggio, ma alla fine è stato sostanzialmente, enormemente, stupido) mi ha fatto pensare alla mia storia, a come nel mio piccolo io sia arrivato a recitare deliberatamente per un periodo di tempo che, seppur breve in sè, mi sembra adesso una lunga messinscena. Ora non reggerei il palco nemmeno per due ore, per dire. Se non altro, sentirmi cambiato, diverso, un po' di sollievo lo dà. Tra l'altro avevo più o meno l'età di questo pazzo furioso, quando mi produssi nelle mie patetiche peripezie. Bah, taglio qui che mi sale il magone.
:eek::eek::eek: ma non è assolutamente paragonabile!!
 

Fantastica

Utente di lunga data
si.la cocaina provoca un accelerazione del pensiero.praticamente sei lucido ma i pensieri si susseguono talmente velocemente che non ti fermi neanche a ragionare.poi il delirio di grandezza e onnipotenza è classico della cocaina insieme allo stato maniacale e le esplosioni di aggressivita e disinibizione sessuale.Andreoli ha dato una risposta più che sensata.
Quotissimo.
 
Anche Ruggero Jucker era pieno di cocaina quando massacrò la sua fidanzata



ed é già libero e in giro per Milano beato e tranquillo
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Mi sembra di aver ascoltato stasera al telegiornale che durante la confessione ha affermato che per lui la sua famiglia era un peso, non riusciva più a vivere all'interno di quel nucleo familiare ora questo è il suo profondo malessere un rifiuto totale di ciò che aveva costruito poi se ha nell'immediatezza del fatto assunto droghe per ora non si sa ( e forse non si sapra mai) ma va da se che il suo intento era fuggire da quella situazione, quella vita ed ha scelto la strada più distruttiva ma temo l'abbia scelta prima di assumere eventuali droghe quelle al limite possono essergli servite ad arrivare fino in fondo ... La domanda è se usando coca o altre droghe si riesce a restare lucidi tanto da seguire uno schema preciso e prefissato
 
Ultima modifica:

giorgiocan

Utente prolisso
:eek::eek::eek: ma non è assolutamente paragonabile!!
Sì, lo so. Della mia storia fa parte anche che io sia paranoico e mi senta in colpa anche quando negli allevamenti si maltrattano le bestie prima di macellarle.

Quello che voglio dire è che in quei momenti non esiste nulla al di fuori del "te che agisce", del mettere in pratica "il piano". L'empatia viene temporaneamente disabilitata. Come durante la caccia, o quando ti misuri con un avversario, o quando devi salvarti da un pericolo o reagire a una minaccia diretta.
Certo, la persona sana sa attivare e disattivare il meccanismo (quasi) a piacimento, ma nel disordine psicologico suppongo che i confini diventino molto più labili. Anzi, senza suppongo.
 
Ultima modifica:

Fantastica

Utente di lunga data
La domanda è se usando coca o altre droghe si riesce a restare lucidi tanto da seguire uno schema preciso e prefissato
La risposta è sì: la cocaina lo permette al massimo grado e con estrema efficacia.

Quanto all'insieme, lei aveva 7 anni più di lui. Questo mi fa pensare che fosse il primo figlio... un immaturo assoluto. Un rapporto squilibrato di base.
 

Scaredheart

Romantica sotto copertura
Sì, lo so. Della mia storia fa parte anche che io sia paranoico e mi senta in colpa anche quando negli allevamenti si maltrattano le bestie prima di macellarle.

Quello che voglio dire è che in quei momenti non esiste nulla al di fuori del "te che agisce", del mettere in pratica "il piano". L'empatia viene temporaneamente disabilitata. Come durante la caccia, o quanto ti misuri con un avversario, o quanto devi salvarti da un pericolo o reagire a una minaccia diretta.
Certo, la persona sana sa attivare e disattivare il meccanismo (quasi) a piacimento, ma nel disordine psicologico suppongo che i confini diventino molto più labili. Anzi, senza suppongo.

Si, ma così alimenti il tuo stato paranoico... Mattoncino dopo mattoncino... io sono complicatissima eh, però così facendo questo mix, addossandoti tutto, rischi seriamente di impazzire.
Devi mettere un limite, pensa all'IO-ORA. E anzi, pensa meno, ma agisci...

Bisogna prendere le giuste distanze e mettere molti filtri, capire qual'è il nostro IO e quali sono GLI ALTRI, capire per cosa è giusto stare male, e per cosa possiamo sensibilizzarci, ma mantenendo le giuste distanze.

Così davvero rischi solo di crogiolarti nel tuo malessere, e davvero non lo vedo costruttivo.


Io faccio una cosa stupida...
Es: succede un qualcosa...

Mi domando e scrivo, come mi comporterei io nel mio malessere....

Benefici ricavati? 0

Allora poi ripenso: Una persona che stimo come penso che si comporterebbe in questa situazione?

Benefici?Tantissimi...

E allora agisco :smile:
 

giorgiocan

Utente prolisso
Mi sembra di aver ascoltato stasera al telegiornale che durante la confessione ha affermato che per lui la sua famiglia era un peso, non riusciva più a vivere all'interno di quel nucleo familiare ora questo è il suo profondo malessere un rifiuto totale di ciò che aveva costruito poi se ha nell'immediatezza del fatto assunto droghe per ora non si sa ( e forse non si sapra mai) ma va da se che il suo intento era fuggire da quella situazione, quella vita ed ha scelto la strada più distruttiva ma temo l'abbia scelta prima di assumere eventuali droghe quelle al limite possono essergli servite ad arrivare fino in fondo ... La domanda è se usando coca o altre droghe si riesce a restare lucidi tanto da seguire uno schema preciso e prefissato
Allora: escludo che abbia fatto uso di cocaina se non nell'istante immediatamente precedente l'azione. La moglie se ne sarebbe accorta. Ma se è vero che subito dopo è andato alla partita, allora avrebbero dovuto accorgersene gli amici. Quindi secondo me qui non c'entra o è completamente ininfluente.

Per rispondere alla tua domanda, considera che diverse droghe utilizzate a livello puramente ludico derivano da sperimentazioni iniziate sotto la supervisione interessata degli ambienti militari, quindi la risposta direi che è un bel SI', si riesce abbastanza tranquillamente, soprattutto se coordinati dall'esterno o in presenza di una strategia da seguire nota a priori.
E ripeto l'esempio dei sicari di qualche commento fa.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
La risposta è sì: la cocaina lo permette al massimo grado e con estrema efficacia.

Quanto all'insieme, lei aveva 7 anni più di lui. Questo mi fa pensare che fosse il primo figlio... un immaturo assoluto. Un rapporto squilibrato di base.
Si probabile un rapporto sbilanciato
 

passante

Utente di lunga data
forse non riesco a spiegarmi...io non sto dicendo che è colpa della cocaina ma che su una personalita piatta affettivamente,fasulla, egoista e immatura la cocaina possa aver contribuito a compiere un gesto mostruoso....questo intendo.è solo un ipotesi la mia senza nessun peso perché come buscopann neanche io conto un cazzo:mrgreen:
se è per quello nemmeno io :) ma dicevo più come riflessione generale che altro, non in risposta al tuo post...
 

Zod

Escluso
con questa frase ha confessato.
non vi nego che leggendo l'articolo questa mattina, mi si è accaponata la pelle per la freddezza che ha avuto quest'uomo nell'uccidere la moglie dopo averla scopata e poi in successione i 2 figli che dormivano al piano di sopra.
mi domando, ma come fa un uomo ad uccidere i propri figli? le proprie creature?
per queste persone ci vorrebbe la pena di morte perchè non hanno il diritto di vivere.
Era completamente fuori dalla realtà. Pensare di sterminare la propria famiglia per poter vivere liberamente un'altra relazione, come se fosse possibile, come se ci fosse quasi un nesso causa/oggetto, denota la totale alienazione dalla realtà. Mi ricorda molto la strage di Pietro Maso, la stessa follia lucida. Un movente inesistente. Un uomo che viveva la sulla superficie delle cose. I fatti e le modalità sono tali che l'unica giustificazione ammessa è la follia da alienazione dalla realtà.
 

giorgiocan

Utente prolisso
Si, ma così alimenti il tuo stato paranoico... Mattoncino dopo mattoncino... io sono complicatissima eh, però così facendo questo mix, addossandoti tutto, rischi seriamente di impazzire.
Devi mettere un limite, pensa all'IO-ORA. E anzi, pensa meno, ma agisci...
In questo momento non sono in ansia. Mi capitano delle associazioni di quel genere anche quando sono "sano", semplicemente perchè per carattere non riesco ad abbandonare un processo prima di averlo risolto. Fortunatamente mi si sta insegnando che non tutti i processi si risolvono razionalmente.

Semplicemente, il discorso verteva sulla capacità di simulare una giornata normale, persino particolarmente riuscita, quando in testa si ha un piano pluriomicida rivolto contro le persone che normalmente si amano di più in vita. Volevo solo dire che io riesco a immaginarlo, e sarà anche per questo che mi viene da vomitare se mi immedesimo per più di qualche secondo in quella "pianificazione". Dico solo che il meccanismo è simile. Ed è un meccanismo antico, ma umano. Noi uccidevamo, ed eravamo i migliori. Non siamo arrivati in cima alla catena alimentare per diverso merito che questo.
 
Allora: escludo che abbia fatto uso di cocaina se non nell'istante immediatamente precedente l'azione. La moglie se ne sarebbe accorta. Ma se è vero che subito dopo è andato alla partita, allora avrebbero dovuto accorgersene gli amici. Quindi secondo me qui non c'entra o è completamente ininfluente.

Per rispondere alla tua domanda, considera che diverse droghe utilizzate a livello puramente ludico derivano da sperimentazioni iniziate sotto la supervisione interessata degli ambienti militari, quindi la risposta direi che è un bel SI', si riesce abbastanza tranquillamente, soprattutto se coordinati dall'esterno o in presenza di una strategia da seguire nota a priori.
E ripeto l'esempio dei sicari di qualche commento fa.
io non so se avesse pippato coca oppure no ma ti assicuro che un sacco di persone pippano e non tutti se ne accorgono
 

Eratò

Utente di lunga data
Mi sembra di aver ascoltato stasera al telegiornale che durante la confessione ha affermato che per lui la sua famiglia era un peso, non riusciva più a vivere all'interno di quel nucleo familiare ora questo è il suo profondo malessere un rifiuto totale di ciò che aveva costruito poi se ha nell'immediatezza del fatto assunto droghe per ora non si sa ( e forse non si sapra mai) ma va da se che il suo intento era fuggire da quella situazione, quella vita ed ha scelto la strada più distruttiva ma temo l'abbia scelta prima di assumere eventuali droghe quelle al limite possono essergli servite ad arrivare fino in fondo ... La domanda è se usando coca o altre droghe si riesce a restare lucidi tanto da seguire uno schema preciso e prefissato
L'abuso CRONICO di cocaina ti permette di rimanere lucido, di relazionarti ma nel frattempo e proggressivamente fa danni a livello cerebrale e cardiovascolare.I cocainomani non sono come gli eroinomani, trasandati e confusi.Sono persone al di sopra di ogni sospetto.Cmq penso che gli inquirenti sapranno se c'è stato uso di droghe o meno perché gli avranno fatto un esame tossicologico.
 

Zod

Escluso
Mi sembra di aver ascoltato stasera al telegiornale che durante la confessione ha affermato che per lui la sua famiglia era un peso, non riusciva più a vivere all'interno di quel nucleo familiare ora questo è il suo profondo malessere un rifiuto totale di ciò che aveva costruito poi se ha nell'immediatezza del fatto assunto droghe per ora non si sa ( e forse non si sapra mai) ma va da se che il suo intento era fuggire da quella situazione, quella vita ed ha scelto la strada più distruttiva ma temo l'abbia scelta prima di assumere eventuali droghe quelle al limite possono essergli servite ad arrivare fino in fondo ... La domanda è se usando coca o altre droghe si riesce a restare lucidi tanto da seguire uno schema preciso e prefissato
"E' un delitto molto grave e anomalo. E' la prima volta che ci troviamo di fronte a un caso simile". Così il criminologo Francesco Bruno, docente di Psichiatria Forense e Criminologia all'università La Sapienza di Roma, commenta con Affaritaliani.it la strage di famiglia a Motta Visconti. Una donna e due bimbi piccoli uccisi con efferatezza dal loro marito e padre.


Un caso che, per Bruno, non rientra in nessuna delle tipologie di omicidio familiare al momento conosciute. "Finora un uomo arrivava a distruggere la famiglia per due ragioni: una profonda depressione, che porta l'assassino a confessare subito se non a suicidarsi, oppure la paranoia, come per esempio l'ossessione che i figli non siano propri. C'è anche un terzo caso, marginale, che è quello dell'uomo che se la prende col mondo intero, sterminando la famiglia ma anche i passanti che incontra per caso".


Quello di Motta Visconti è un caso nuovo, che non rientra in nessuna di queste tipologie. "Carlo Lissi non era un uomo depresso. Se mai, questo è un omicidio simile a quelli dovuti a schizofrenia, anche se, non conoscendo la persona direttamente, non si può affermare nulla di certo", prosegue Francesco Bruno, spiegando che ogni delitto è scatenato da un lato da motivi psichiatrici, più o meno manifesti, e dall'altro da un contesto sociale che in un certo momento diventa scatenante.


"In questo caso sembra emergere anche negli uomini quell'angoscia tipica delle donne di un tempo, soprattutto a inizio secolo. Quando venivano lasciate e volevano iniziare una nuova relazione, le donne temevano che i figli sarebbero stati un ostacolo e il desiderio di libertà le portava ad uccidere i bambini. L'uomo, invece, non ha mai avuto questo tipo di problema, soprattutto non al punto da prendersela anche con i propri figli".








In questo senso il delitto di Motta Visconti diventa emblematico e apre una nuova, allarmante, interpretazione della nostra società: "Un segno che il rapporto uomo-donna è arrivato al limite, un segnale gravissimo: il peso della famiglia rischia di diventare un pesante fardello. Nel caso di Motta Visconti sembra che ci fosse una certa stanchezza familiare, non era un rapporto idilliaco per quanto tutto sembrasse rientrare nella normalità. Probabilmente Carlo Lissi covava il desiderio di diventare di nuovo ragazzo, di 'rifarsi una verginità'. Voleva essere pronto per iniziare una nuova relazione con la collega di cui si era invaghito e temeva, forse, che lei lo potesse rifiutare proprio per la sua condizione di uomo sposato. Penso al caso di Rina Fort, che uccise la moglie e i tre figli del suo amante per paura di non poter essere sposata dall'uomo che amava. Ma quello era un delitto 'tipico', mai era successo che l'uomo stesso sterminasse anche i propri figli per timore che ostacolassero la sua nuova vita".


"E' evidente che ora il rapporto uomo-donna è profondamente deteriorato ed è sceso a livelli tali da andare persino contro i figli. Gli uomini stanno assumendo modi di comportarsi criminali che una volta appartenevano alle donne e che in quel caso avevano qualche ragione dovuta a certe condizioni sociali dure da accettare. Una motivazione che, invece, ora non c'è".
 

giorgiocan

Utente prolisso
Era completamente fuori dalla realtà. Pensare di sterminare la propria famiglia per poter vivere liberamente un'altra relazione, come se fosse possibile, come se ci fosse quasi un nesso causa/oggetto, denota la totale alienazione dalla realtà. Mi ricorda molto la strage di Pietro Maso, la stessa follia lucida. Un movente inesistente. Un uomo che viveva la sulla superficie delle cose. I fatti e le modalità sono tali che l'unica giustificazione ammessa è la follia da alienazione dalla realtà.
Non posso non quotare ogni parola. Aggiungo però che quello di vivere sulla superficie delle cose (bella definizione), è uno stile piuttosto diffuso. In entrambi i casi, qui risulta evidente un conflitto genitoriale enorme, che ha offerto la pagliuzza a menti deboli o in difficoltà. Credo che tutti incrociamo per la strada dei potenziali assassini ogni giorno, solo che i più hanno ancora "la sicura inserita".

Se poi vogliamo incasinare ancora di più il discorso, c'è anche chi non riuscendo ad esprimere esternamente la propria aggressività (anche - e spesso per fortuna - a causa della suddetta "sicura") decide infine di rivolgerla verso di sè. Se ci pensate forse è ancora più inquietante un figlio che pranza con te, scambia due chiacchere, ti saluta e va a suicidarsi. Solo che in quel caso "l'attuazione del piano letale" ha molto meno appeal mediatico, inoltre esiste un tacito accordo tra chi si occupa di informazione/gossip circa la pubblicazione dei casi di suicidio.
 

giorgiocan

Utente prolisso
io non so se avesse pippato coca oppure no ma ti assicuro che un sacco di persone pippano e non tutti se ne accorgono
Certo, ma a meno che in famiglia non fossero utilizzatori abituali - e lo escludo - la moglie si sarebbe resa conto di qualcosa. Insomma, se tuo marito è fatto di coca te ne accorgi!
 

Brunetta

Utente di lunga data
Sì, lo so. Della mia storia fa parte anche che io sia paranoico e mi senta in colpa anche quando negli allevamenti si maltrattano le bestie prima di macellarle.

Quello che voglio dire è che in quei momenti non esiste nulla al di fuori del "te che agisce", del mettere in pratica "il piano". L'empatia viene temporaneamente disabilitata. Come durante la caccia, o quanto ti misuri con un avversario, o quanto devi salvarti da un pericolo o reagire a una minaccia diretta.
Certo, la persona sana sa attivare e disattivare il meccanismo (quasi) a piacimento, ma nel disordine psicologico suppongo che i confini diventino molto più labili. Anzi, senza suppongo.
E' quel che intendevo.
Benché la tua storia non sia neanche lontanamente paragonabile, come quella di nessuno, resta che in qualche modo gli schemi comportamentali del "mostro" non sono diversi da quelli di tutti noi.
 

giorgiocan

Utente prolisso
L'abuso CRONICO di cocaina ti permette di rimanere lucido, di relazionarti ma nel frattempo e proggressivamente fa danni a livello cerebrale e cardiovascolare.I cocainomani non sono come gli eroinomani, trasandati e confusi.Sono persone al di sopra di ogni sospetto.Cmq penso che gli inquirenti sapranno se c'è stato uso di droghe o meno perché gli avranno fatto un esame tossicologico.
Ci sono anche gli eroinomani glam! Chi gode di un reddito alto spesso lascia trasparire molto meno le proprie abitudini in questo senso. Certo, temporaneamente.

Comunque non focalizzerei il discorso sulle droghe, direi che non ci azzecca particolarmente, in questo caso. Se devo pianificare di uccidere qualcuno, a meno che non sia pratico dell'arma bianca, mi viene probabilmente più utile una semiautomatica munita di silenziatore che un tiro di coca.
Ma ripeto, qui stiamo parlando di disturbi mentali, non di abilità omicide.

In ogni caso a fare l'esame tossicologico dovrebbero pure sbrigarsi, che la coca in un consumatore occasionale non credo sia facile da individuare già a pochi giorni dall'assunzione.
 
Ultima modifica:
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
Top