Emergenza Covid-19

Lara3

Evidente favoritismo cosmico
Sai cosa mi ha infastidito più di tutto in quella intervista?
Che nessuno di chi la ascoltava, come avrei fatto io, le abbia detto: Signora, che cazzo sta dicendo?
Ecco, tu hai usato la parola dissonanza, dissonanza e incazzatura, nel mio caso.
Faccio umilmente notare inoltre che una certa idea sulla "purezza e capacità della società", eliminando o lasciando andare i deboli del sistema ce l'avevano solo i nazisti.
Qualcuno si è arrogato il diritto di minimizzare in questo caso, perciò di togliere nella sostanza valore alla vita di alcuni, arrogandosi la decisione di cosa sia valevole e cosa no, di dare un giudizio di merito sulla dignità delle vite altrui, di quelle che possano valere e quelle no. In base all' assurda capacità sociale ed individuale, in base a parametri vergognosi.
Il tutto nel silenzio di chi ascoltava, perchè sicuramente sarà passato primariamente per il cervello il pensiero a molti: Io non sono nè anziano nè debole di mio.
E questo ovviamente anche da parte di persone che si stracciano le vesti e non esitano minimamente ad etichettare come razzisti, fascisti e quant'altro tutti quelli che esprimono anche solo una perplessità di fronte ad altri fenomeni.
Reticenza, incongruenza, incapacità di reale e vera comprensione, scarsa umanità, sì, scarsa umanità.
Ecco quello che vedo e che ho visto.
Anche qui dentro purtroppo.
Questa crisi globale mette luce, mette in luce quello che realmente siamo, al di là della scorza, al di là di tutti i nostri camuffamenti, al di là del nostro falso moralismo.
Mette in luce i nostri pensieri più intimi, che sono i valori prioritari che abbiamo scelto per rappresentare noi stessi.
E ho trovato molte cose deludenti, davvero deludenti.
Anche io, delusa da persone che non capivano, non volevano capire o non erano in grado di capire. Ma dall’alto della loro autocertificata superiorità continuavano a dire che “dell’influenza si muore di più “( si deve essere proprio ignorante a fare un’affermazione così), oppure che si può essere positivo e che non significa che per forza che si deve morire. E che qualcuna è pure contenta che 10 medici ( 10!) l’avevano tranquillizzata che poi non è così terribile e che in effetti “aveva ragione “. Ma come cazzo si può affermare che in tempo di coronavirus in 10 medici vengono a vedere un paziente asintomatico giusto per dirgli “ avevi ragione tu “. Ma neanche nei tempi normali non ci vengono 10 medici per vedere un paziente che sta pure bene.
Qui ancora non si è capito una cosa: che se 6% dei positivi hanno bisogno di un letto d’ospedale, i posti non ci sono per tutti.
QUESTO È IL PROBLEMA.
Ed una certa percentuale dei ricoverati hanno bisogno di un respiratore. Che non ci sono in numero sufficiente.
E che per questo motivo non bisogna minimizzare.
 
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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Sospetto - ma non ci ho ragionato sopra, mi è venuto in mente un secondo fa - che il pensiero di una minaccia capace di nuocere soltanto ai più deboli sia una sorta di reazione difensiva della nostra psiche.

Non credo tanto in un rigurgito nazista, credo invece che una minaccia improvvisa e concreta a tutto ciò che in quasi un secolo di storia ha rappresentato pace, benessere, serenità (guadagnate col sangue e con l'orrore) sia semplicemente irricevibile, soprattutto in questa forma eterea, incontrollabile, apparentemente immotivata, che ci riporta il ricordo della caducità di società del passato che oggi - per lo stesso meccanismo di negazione - definiremmo arretrate ed impreparate (quindi, ancora una volta, deboli).

E' probabilmente devastante, per l'immagine di sè della società contemporanea, ammettere che quella debolezza è ancora tale, e che la cosa non può cambiare. Leggo - e ne sono infatti un po' stupito - che negli Stati Uniti (che nell'immaginario di amici e nemici sono il Paese più potente del mondo, capace di fronteggiare il male come nessun altro) si teme un'ecatombe più grave della nostra: sempre parlando di un asteroide in rotta di collisione con la Terra, credo tutti guarderebbero a loro, per intercettarlo in tempo. Eppure, anche loro pare abbiano fatto lo stesso errore che, a studiare il passato, la razza umana ha sempre commesso - tale e quale - di fronte all'estremo (con alterne fortune).

Non ho una conclusione da proporre, sia chiaro. Non voglio suonare fatalista, non lo sono. In un certo senso, sul piano personale mi basta la sensazione di essere pronto ad accettare che qualcosa dovrà cambiare. Che, ovviamente, ad oggi è solo una sensazione. Che dovrà poi misurarsi, nei fatti, con la mia forza e con la mia fragilità.
La gente ha paura.
Ma non lo sa.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Sai cosa mi ha infastidito più di tutto in quella intervista?
Che nessuno di chi la ascoltava, come avrei fatto io, le abbia detto: Signora, che cazzo sta dicendo?
Ecco, tu hai usato la parola dissonanza, dissonanza e incazzatura, nel mio caso.
Faccio umilmente notare inoltre che una certa idea sulla "purezza e capacità della società", eliminando o lasciando andare i deboli del sistema ce l'avevano solo i nazisti.
Qualcuno si è arrogato il diritto di minimizzare in questo caso, perciò di togliere nella sostanza valore alla vita di alcuni, arrogandosi la decisione di cosa sia valevole e cosa no, di dare un giudizio di merito sulla dignità delle vite altrui, di quelle che possano valere e quelle no. In base all' assurda capacità sociale ed individuale, in base a parametri vergognosi.
Il tutto nel silenzio di chi ascoltava, perchè sicuramente sarà passato primariamente per il cervello il pensiero a molti: Io non sono nè anziano nè debole di mio.
E questo ovviamente anche da parte di persone che si stracciano le vesti e non esitano minimamente ad etichettare come razzisti, fascisti e quant'altro tutti quelli che esprimono anche solo una perplessità di fronte ad altri fenomeni.
Reticenza, incongruenza, incapacità di reale e vera comprensione, scarsa umanità, sì, scarsa umanità.
Ecco quello che vedo e che ho visto.
Anche qui dentro purtroppo.
Questa crisi globale mette luce, mette in luce quello che realmente siamo, al di là della scorza, al di là di tutti i nostri camuffamenti, al di là del nostro falso moralismo.
Mette in luce i nostri pensieri più intimi, che sono i valori prioritari che abbiamo scelto per rappresentare noi stessi.
E ho trovato molte cose deludenti, davvero deludenti.
Sembrano i nazisti. E dietro ai vecchi ci sono i portatori di handicap (vedi: https://www.ilgiornale.it/news/coro...lie-chi-salvare-disabili-rischio-1846270.html). Ma non credo sia nazismo, almeno mi vengono altre valutazioni.
Avevo letto un non ricordo neppure più cosa (un articolo, una pagina di un libro di storia...) che raccontava del valore dei vecchi nelle case, mi pareva si parlasse della mezzadria, vecchi che vivevano in casa con "i giovani" (non persone da cui allontanarsi), e come non fosse un ruolo di decadimento (anche se non escludo che pure ai tempi che qualcuno si augurasse che crepasse il vecchio), si elencava a proposito le varie occupazioni e l'importanza di esse. Diverso era il portatore di handicap, una vera disgrazia, non parliamo poi del pazzo. Le cose sono cambiate con il corso della storia, almeno nel nostro paese, l'abbandono della campagna, ect.
Oggi i vecchi devono mascherarsi, non possono mostrarsi vecchi, altrimenti sono monnezza, e solo il fatto che debbano mascherarsi (mettici pure i vari filtri nei selfie che van tanto di moda o corse pazze da estetisti) per essere riconosciuti come persone a me dice qualcosa. Non c'è più una funzione atta alla loro età, se non quella di fare i nonni. Produrre e consumare, questa è la fascia importate. E questa realtà odierna è talmente radicata che non riusciamo più ad immaginarci niente di diverso.
@Lara3 aveva accennato agli orti... bella immagine si. Mi vengono in mente le costruzioni che nell'ultimo anno sto vedendo nel mio paese, stan venendo su come funghi, si compra su un rendering. La cosa che ho notato è che spesso ci mettono verde attorno nel rendering, poi totalmente assente e impossibile per struttura da inserire (tipo non puoi piantare un albero nel tuo micro giardino fake perchè sotto c'è il garage).
Ci sono ragazzi giovani che fanno dei video in cui usano i loro nonni come fossero dei pagliacci per fare video che fanno girare ad amici. Mi è capitato di vederne qualcuno. Io l'unica volta che mi son permessa, a 6 anni, di scherzare con mia nonna paterna ho preso tante di quelle botte da non dimenticarlo più. Io scherzavo eh, era un gioco, ma per mio padre avevo mancato di rispetto a chi lo dovevo portare. E oggi questo lo capisco. Capisco che non potevo trattare una persona anziana che mi voleva bene come un passatempo, non avendo cura della sua età e di quello che dovevo io a lei per esistere.
E potrei continuare. Sembrano tutte cose sconnesse ma se si traccia la linea tra una e l'altra di forma la realtà. Quella che oggi chiamiamo realtà.
E cosa rallenta la formazione di questa realtà? I vecchi.
Pure se è vero che molti non mollano l'osso, e che han fatto tante puttanate negli anni passati.

Qualche tempo fa @Arcistufo ha usato un termine, forse l'avevo pure già scritto, che mi ha fatto molto riflettere. Noi parliamo di natura, e poi parliamo di umanità, parola che nel nostro dizionario ha un significato ben preciso. Ma se le mettiamo insieme viene fuori la natura umana.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Supponiamo che i casi presenti di ieri fossero X.
I casi presenti di oggi saranno:
X + nuovi contagi - (morti + guariti).
Esatto
Quindi picco= numero massimo contagiati certificati in vita in una data x di tutta questa storia
 

Skorpio

Utente di lunga data
Non esattamente. Non è proprio un'ottica di un primario di terapia intensiva, è un'ottica di governo, dove se ti cambio la realtà, tu potresti cambiare qualcosa in risposta a quella realtà, specialmente se te la cambio nell'arco di meno di un mese (pure se il cambiamento è dovuto ad un virus). Faccio riferimento al "famoso" 8 marzo e varie movide sparse per il paese.
Forse @ipazia ne sa di più, ma per voci di corridoio, ho sentito dire che le persone del Bresciano/Bergamasco stanno un tantinello incazzate, un tantinello incazzate parecchio, e non so poi quanto saranno disposte a fare le pecorelle per un pacca sulla spalla (considerata anche la situazione economica).
Ho capito, ma che c'entra il picco con il livello di incazzatura dei bergamaschi o dei calabresi

Era un discorso di intendersi sul termine "picco"
 

stany

Utente di lunga data
Sembrano i nazisti. E dietro ai vecchi ci sono i portatori di handicap (vedi: https://www.ilgiornale.it/news/coro...lie-chi-salvare-disabili-rischio-1846270.html). Ma non credo sia nazismo, almeno mi vengono altre valutazioni.
Avevo letto un non ricordo neppure più cosa (un articolo, una pagina di un libro di storia...) che raccontava del valore dei vecchi nelle case, mi pareva si parlasse della mezzadria, vecchi che vivevano in casa con "i giovani" (non persone da cui allontanarsi), e come non fosse un ruolo di decadimento (anche se non escludo che pure ai tempi che qualcuno si augurasse che crepasse il vecchio), si elencava a proposito le varie occupazioni e l'importanza di esse. Diverso era il portatore di handicap, una vera disgrazia, non parliamo poi del pazzo. Le cose sono cambiate con il corso della storia, almeno nel nostro paese, l'abbandono della campagna, ect.
Oggi i vecchi devono mascherarsi, non possono mostrarsi vecchi, altrimenti sono monnezza, e solo il fatto che debbano mascherarsi (mettici pure i vari filtri nei selfie che van tanto di moda o corse pazze da estetisti) per essere riconosciuti come persone a me dice qualcosa. Non c'è più una funzione atta alla loro età, se non quella di fare i nonni. Produrre e consumare, questa è la fascia importate. E questa realtà odierna è talmente radicata che non riusciamo più ad immaginarci niente di diverso.
@Lara3 aveva accennato agli orti... bella immagine si. Mi vengono in mente le costruzioni che nell'ultimo anno sto vedendo nel mio paese, stan venendo su come funghi, si compra su un rendering. La cosa che ho notato è che spesso ci mettono verde attorno nel rendering, poi totalmente assente e impossibile per struttura da inserire (tipo non puoi piantare un albero nel tuo micro giardino fake perchè sotto c'è il garage).
Ci sono ragazzi giovani che fanno dei video in cui usano i loro nonni come fossero dei pagliacci per fare video che fanno girare ad amici. Mi è capitato di vederne qualcuno. Io l'unica volta che mi son permessa, a 6 anni, di scherzare con mia nonna paterna ho preso tante di quelle botte da non dimenticarlo più. Io scherzavo eh, era un gioco, ma per mio padre avevo mancato di rispetto a chi lo dovevo portare. E oggi questo lo capisco. Capisco che non potevo trattare una persona anziana che mi voleva bene come un passatempo, non avendo cura della sua età e di quello che dovevo io a lei per esistere.
E potrei continuare. Sembrano tutte cose sconnesse ma se si traccia la linea tra una e l'altra di forma la realtà. Quella che oggi chiamiamo realtà.
E cosa rallenta la formazione di questa realtà? I vecchi.
Pure se è vero che molti non mollano l'osso, e che han fatto tante puttanate negli anni passati.

Qualche tempo fa @Arcistufo ha usato un termine, forse l'avevo pure già scritto, che mi ha fatto molto riflettere. Noi parliamo di natura, e poi parliamo di umanità, parola che nel nostro dizionario ha un significato ben preciso. Ma se le mettiamo insieme viene fuori la natura umana.
Il protocollo ministeriale è un salvacondotto per per la coscienza di chi deve decidere su chi salvare: il giovane sano, il vecchio sano, o il vecchio già malato....E non solo; È la copertura dello stato sul rischio che qualche familiare ,calmatasi la situazione, denunci soggettivamente il responsabile dell'intensiva ,o del p.s. Prova a denunciare lo stato!
E senza codifica che certifichi il da farsi, il buon senso lo suggerisce ugualmente, eh!
 
Ultima modifica:

Marjanna

Utente di lunga data
Ho capito, ma che c'entra il picco con il livello di incazzatura dei bergamaschi o dei calabresi

Era un discorso di intendersi sul termine "picco"
Perchè "il picco" in quelle zone l'hanno già vissuto, nei termini in cui l'ho recepito io (ossia muori a casa perchè qua siamo full), anche se non è che ora ne siano fuori.
Poi sai c'è tanta gente che potrebbe rientrare nelle categorie da non salvare, collegandomi agli ultimi messaggi, magari un diabetico come mio cugino, insulinodipendente ma che è riuscito a figliare e che lavora nella ditta del fratello da anni, che grazie a questo (che un poco di occhio di riguardo lo tiene) conduce una vita normalissima. Non credo sua moglie reagirebbe così facilmente al fatto che lui sia messo nella classifica dei sacrificabili, poichè fino al giorno prima era in quella dei normali nonostante la patologia. Moltiplica questo per mille persone e salta fuori che se mi cambi la realtà, io ti cambio in risposta.

Il protocollo ministeriale è un salvacondotto per per la coscienza di chi deve decidere su chi salvare: il giovane sano, il vecchio sano, o il vecchio già malato....E senza codifica che certifichi il fa farsi, il buon senso lo suggerisce ugualmente, eh!
Decidere chi salvare in caso di emergenza è diverso dal dire non è emergenza (è solo un'influenza tranqui andate pure a fare l'APE) perchè tanto muoiono solo i vecchi. Si parlava di questo.
 

danny

Utente di lunga data
Io ho capito che per picco si intende maggior numero di persone che arrivano in ospedale con necessità di essere intubate (o comunque seguite perchè presentano una sintomatologia seria). Quindi alcuni non verranno neppure presi in considerazione. Come è già capitato a Bergamo/Brescia. Il punto in cui le strutture sanitarie saranno messe a dura prova.
Il punto più alto di una curva a cui segue una rapida flessione, in quanto il virus ha incontrato la maggior parte della popolazione suscettibile, per cui ha difficoltà a insediarsi in nuovi individui.
Questo normalmente.
Nella nostra situazione il picco è falsato dai quarantenati. È un picco artificiale, che si riferisce solo alla parte della popolazione con cui il virus può entrare in contatto lasciando da parte il resto.
In questo ultimo caso una riapertura anzitempo a tutta la popolazione porterebbe nuovamente la curva a crescere, a differenza del primo caso in cui la curva è ormai discendente.
Io trovo infatti inutile disquisire del picco nella nostra situazione. Noi dobbiamo arrivare a zero contagi per almeno un mese (OMS) per poterci ritenere fuori dal virus e in ogni caso restare a frontiere chiuse fino a quando la situazione non sarà stabilizzata anche nel resto del mondo.
 

danny

Utente di lunga data
Io chiedo perchè non capisco proprio, ma davvero eh? Non sto scherzando

Saremo in 30 in tutta Italia a non capire, che ti devo dire
In ogni caso il picco ha senso se riferito a un'area omogenea, non a tutta Italia, che tale non è.
Ha senso parlare di picco nella Bergamasca, per esempio, anche se come ho detto prima è solo un picco ipotetico perché vi sono comunque restrizioni.
Se lasciassimo circolare il virus senza restrizioni invece avremmo rapidamente un picco abbastanza omogeneo su tutto il territorio italiano, per arrivare alla fine a trovare dopo qualche mese una popolazione di sopravvissuti in cui il virus non avrebbe più effetto.
Avremmo una quantità di morti devastante, ma sicuramente i superstiti potrebbero tornare alla vita di prima.
 

stany

Utente di lunga data
Decidere chi salvare in caso di emergenza è diverso dal dire non è emergenza (è solo un'influenza tranqui andate pure a fare l'APE) perchè tanto muoiono solo i vecchi. Si parlava di questo.
"Muoiono solo i vecchi" può essere una comunicazione sociale errata, becera , ancorché non corrispondente al vero; oppure una rilevazione statistica , per studiare il fenomeno, basata su presupposti anch'essi parziali e discutibili.

"Decidiamo chi salvare" rappresenta l'urgenza, l'emergenza, l'immanenza.

Sono due piani diversi; la prima è comunicazione, la seconda è azione!
 

danny

Utente di lunga data
Attenzione.....Stefano Montanari non è laureato in medicina, ma in farmacia (farmacologia).
Non esiste una cattedra di nanopatologia..... E di questo i detrattori del dottor Montanari si fanno forza per attaccare le sue ricerche.
Non più tardi dell'altro ieri ho risposto ad una dottoressa laureata in medicina che poi ho scoperto essere estetica, che insieme ad altri Medici hanno denunciato Montanari per le divulgazioni delle proprie ricerche,le quali ingenererebbero il panico nella popolazione.
La comunità scientifica ufficiale è compatta Nello stroncare la figura del dottor Montanari e i suoi studi.
Io lo seguo da almeno quando ci fu l'annosa polemica del microscopio con Beppe Grillo.
È chiaro che la comunità scientifica non lo vede di buon occhio e che , come per molti altri soggetti che studiano alternativamente rispetto al cliché istituzionale lo si voglia squalificare ,a partire dal fatto che non abbia il titolo di studio giusto.
Come se si volesse chiedere la laurea in ingegneria a Leonardo da Vinci.
A me è arrivato lo stesso video da uno scrittore terrapiattista che crede che il virus sia un complotto per limitare le libertà nel mondo. Sarebbe anche un mio amico, ma gentilmente gli ho detto che sono un cumulo di cazzate.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Il punto più alto di una curva a cui segue una rapida flessione, in quanto il virus ha incontrato la maggior parte della popolazione suscettibile, per cui ha difficoltà a insediarsi in nuovi individui.
Questo normalmente.
Nella nostra situazione il picco è falsato dai quarantenati. È un picco artificiale, che si riferisce solo alla parte della popolazione con cui il virus può entrare in contatto lasciando da parte il resto.
In questo ultimo caso una riapertura anzitempo a tutta la popolazione porterebbe nuovamente la curva a crescere, a differenza del primo caso in cui la curva è ormai discendente.
Io trovo infatti inutile disquisire del picco nella nostra situazione. Noi dobbiamo arrivare a zero contagi per almeno un mese (OMS) per poterci ritenere fuori dal virus e in ogni caso restare a frontiere chiuse fino a quando la situazione non sarà stabilizzata anche nel resto del mondo.
Appunto per quello parlo di picco legato a quanto potranno seguire i nuovi casi nei vari ospedali, specialmente al nord dove sono già pieni.
Non possono contenere il virus, stanno tentando di contenere che ad alcune persone venga negata la possibilità di cure. Quello è il picco, ed è per quello che ci hanno chiesto di stare a casa, e hanno battuto sul "state a casa", perchè se le persone fossero andate a zonzo sarebbe stata sicura l'impossibilità di dare una possibilità di cura a tutti, che è una possibilità di vita.
Prossimamente verranno dati farmaci ai primi sintomi di virus se non ho capito male, farmaci contro l'artrite reumatoide, contro la malaria, forse pure l'Avigan, da prendere a casa, senza portare la persona in ospedale. Intanto ci mettono un tappo, poi quello che potranno essere gli effetti tra anni non lo sappiamo. Nel frattempo mettono in piano di arrivare ad un vaccino. Poi apriranno le stalle e tutto saranno contenti di tornare alla "normalità", e di tornare a guadagnarsi uno stipendio.
 

danny

Utente di lunga data
Brava Lara. E' il dato che anche a me risulta più inquietante.
Mia moglie ha impiegato due mesi per uscire da una polmonite interstiziale, e non era stata neppure intubata, ovvero riusciva comunque a respirare da sola.
La gravità della polmonite da covid nelle forme più acute rende necessaria l'assistenza respiratoria.
Se non disponibile per tempo, si muore.
Si esce quando si riesce a respirare da soli, sperando di non aver avuto danni permanenti, ma come si può comprendere il ritorno a una vita normale è lungo.
 

danny

Utente di lunga data
Purtroppo anche senza sintomi puoi continuare a risultare positivo
Io rientro tra i malati . E non lo sono. E sento tanti come me che purtroppo al tampone di controllo risultano positivi quindi non guariti. Io devo ancora essere chiamata per il controllo. E chissà quanti come me
Ma sono persone che stanno bene
Io credo che nei dati ci sia un po’ di confusione
Ma tu comunque eri stata mandata in ospedale per dei sintomi riconducibili al Covid, non eri asintomatica.
Il fatto che fortunatamente i tuoi anticorpi abbiano evitato il peggioramento della malattia è un dato statistico, alla fine.
Utile e vantaggioso per te, ma non ai fini valutativi generali.
Si sa che un buon 80/90% guarisce tranquillamente.
 

danny

Utente di lunga data
Ed anche adesso i dati cinesi hanno questo alto numero di positivi che sembrano “non si decidano di guarire o di morire”. E loro hanno il problema da più di un mese prima di noi.
Io i dati cinesi non li prenderei neppure in considerazione.
Non mi sembrano più credibili.
 

stany

Utente di lunga data
A me è arrivato lo stesso video da uno scrittore terrapiattista che crede che il virus sia un complotto per limitare le libertà nel mondo. Sarebbe anche un mio amico, ma gentilmente gli ho detto che sono un cumulo di cazzate.
Non esiste la certezza assoluta , né in un senso né nell'altro.
Il fatto stesso che un virus venga manipolato dall'uomo lascia aperta qualunque interpretazione; anche se ci dicono che non sopravviverebbe fuori da un laboratorio.
E di laboratori , solo in USA ce ne sono circa 1500.
La stessa questione del 5G lascia perplessi se consideriamo che proprio a Bruxelles,una delle due sedi del Parlamento europeo, le autorità del posto abbiano rigettato l'ipotesi di installare le centraline di questa nuova tecnologia.,nella quale la Cina è all'avanguardia.
Di solito quando c'è fumo c'è anche un poco di arrosto.
 

Marjanna

Utente di lunga data
"Muoiono solo i vecchi" può essere una comunicazione sociale errata, becera , ancorché non corrispondente al vero; oppure una rilevazione statistica , per studiare il fenomeno, basata su presupposti anch'essi parziali e discutibili.

"Decidiamo chi salvare" rappresenta l'urgenza, l'emergenza, l'immanenza.

Sono due piani diversi; la prima è comunicazione, la seconda è azione!
Diciamo la stessa cosa. Ma la prima è quella che ha portato in molti a continuare ad uscire nonostante fosse stato detto che i giovani potevano essere asintomatici, quindi infettare nonni o genitori. Errata o becera, non ha fatto "paura" alla popolazione, e di un virus dovresti avere paura. Poi l'han detto medici in ogni canale comunicativo e la frase era una rassicurazione per gli altri. Probabilmente han fatto male i conti, credevano di riuscire a gestire i malati, poi quando han visto che non era così han cambiato tiro "weee aspettate che qua non muoiono solo i vecchi". Quanto siamo andati avanti a sentire che tutti avevano patologie regresse? Persino sul ragazzo di 37 anni, sportivo e sano, qualcuno ci ha ricamato su dicendo che i sportivi infondo non son sani... con varie spiegazioni.
 
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