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Brunetta

Utente di lunga data
Quando parlo (e ne mio parlato spesso) di solitudine mi riferisco esattamente a questo.
Mio padre ha sempre fatto feste con tante persone, inviti a cena, ha sempre partecipato ai raduni della sua vecchia ditta, sempre avuto donne e amori.
Tante persone.
Dove sono finite?
Certo, l'età non aiuta. Ma si muore da sempre più frequentemente quando si è vecchi.
Ma non si può interpretare la mancanza di socialità di vicinanza con solitudine.
La socialità di vicinanza di un tempo nasceva per costrizione e impossibilità di alternative. La solidarietà si basava sul bisogno reciproco di assistenza e sul controllo sociale e solo talvolta era amicizia.
Spesso erano amicizie tra casalinghe con figli di pari età che potevano estendersi a tutta la famiglia.
Da quando è aumentata la mobilità e poi con i social sono aumentate le persone con cui avere contatti intorno a centri di interesse. Tra tanti si trovano alcuni amici che possono essere tali, anche senza una frequentazione assidua nel reale.
Conosco da decenni i miei vicini di casa ...ben per questo non li frequento. 😂
 

MariLea

Utente di lunga data
......................................
Tante persone.
Dove sono finite?
Certo, l'età non aiuta. Ma si muore da sempre più frequentemente quando si è vecchi.
Non so quanti anni abbia tuo padre, ma non tutti hanno la fortuna di invecchiare... la maggior parte di quelle persone non c'è più ed altri non sono autonomi o comunque non saranno in perfetta forma...
 

Reginatriste72

Utente di lunga data
Lo provano anche gli amici di chi è restato
Quando è mancato mio papà vedere miei amici al mio funerale mi ha piacere . Ho percepito la vicinanza al mio dopore
Forse vado OT ma mi stupisce sempre anche in post come questo quanto poca importanza si da all’amicizia, come se gli affetti fossero solo quelli della famiglia
Anche io la penso come te, gli affetti più cari a volte sono anche fuori dalla famiglia.
 

danny

Utente di lunga data
Ma non si può interpretare la mancanza di socialità di vicinanza con solitudine.
La socialità di vicinanza di un tempo nasceva per costrizione e impossibilità di alternative. La solidarietà si basava sul bisogno reciproco di assistenza e sul controllo sociale e solo talvolta era amicizia.
Spesso erano amicizie tra casalinghe con figli di pari età che potevano estendersi a tutta la famiglia.
Da quando è aumentata la mobilità e poi con i social sono aumentate le persone con cui avere contatti intorno a centri di interesse. Tra tanti si trovano alcuni amici che possono essere tali, anche senza una frequentazione assidua nel reale.
Conosco da decenni i miei vicini di casa ...ben per questo non li frequento. 😂
Fino a qualche anno fa mio padre vedeva ancora i suoi amici di cortile, della via.
Facevano raduni molto affollati.
Poi pian piano sono morti in tanti.
Credimi, la gente era più disposta a incontrarsi e a fare cose insieme.
Da noi si conoscevano tutti.
È cominciato il degrado a Milano negli 80 quando la comunità è diventata eterogenea e con infiltrazioni criminali.
Dove sono io ora, un po' tutti troviamo I nuovi vicini un po' (tanto) arroganti.
A dire il vero mi sembrano in alcuni casi un po' fuori di testa.
20 anni fa il cortile era pieno di gente. Molto bello. Ho fatto cene e anche vacanze con i vicini. Un bel periodo.
Adesso i nuovi... Coppie che litigano, la psicopatica che fa giovare i bambini nei box sotterranei etc etc.
Boh.
Cortile deserto, abbiamo pure i citofoni rotti.
La gente è leggermente peggiorata da me.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Fino a qualche anno fa mio padre vedeva ancora i suoi amici di cortile, della via.
Facevano raduni molto affollati.
Poi pian piano sono morti in tanti.
Credimi, la gente era più disposta a incontrarsi e a fare cose insieme.
Da noi si conoscevano tutti.
È cominciato il degrado a Milano negli 80 quando la comunità è diventata eterogenea e con infiltrazioni criminali.
Dove sono io ora, un po' tutti troviamo I nuovi vicini un po' (tanto) arroganti.
A dire il vero mi sembrano in alcuni casi un po' fuori di testa.
20 anni fa il cortile era pieno di gente. Molto bello. Ho fatto cene e anche vacanze con i vicini. Un bel periodo.
Adesso i nuovi... Coppie che litigano, la psicopatica che fa giovare i bambini nei box sotterranei etc etc.
Boh.
Diciamo che gli amici di tuo padre saranno volati in cielo
 

patroclo

Utente di lunga data
Fino a qualche anno fa mio padre vedeva ancora i suoi amici di cortile, della via.
Facevano raduni molto affollati.
Poi pian piano sono morti in tanti.
Credimi, la gente era più disposta a incontrarsi e a fare cose insieme.
Da noi si conoscevano tutti.
È cominciato il degrado a Milano negli 80 quando la comunità è diventata eterogenea e con infiltrazioni criminali.
Dove sono io ora, un po' tutti troviamo I nuovi vicini un po' (tanto) arroganti.
A dire il vero mi sembrano in alcuni casi un po' fuori di testa.
20 anni fa il cortile era pieno di gente. Molto bello. Ho fatto cene e anche vacanze con i vicini. Un bel periodo.
Adesso i nuovi... Coppie che litigano, la psicopatica che fa giovare i bambini nei box sotterranei etc etc.
Boh.
Cortile deserto, abbiamo pure i citofoni rotti.
La gente è leggermente peggiorata da me.

basterebbe morire giovani allora .... 🤷‍♂️
 

ologramma

Utente di lunga data
Lo provano anche gli amici di chi è restato
Quando è mancato mio papà vedere miei amici al mio funerale mi ha piacere . Ho percepito la vicinanza al mio dopore
Forse vado OT ma mi stupisce sempre anche in post come questo quanto poca importanza si da all’amicizia, come se gli affetti fossero solo quelli della famiglia
stessa cosa al funerale dei miei genitori , amici miei , conoscenti e parenti erano una moltitudine , io preso non ricordo molto delle persone che si avvicinavano per le condoglianze
 

danny

Utente di lunga data
stessa cosa al funerale dei miei genitori , amici miei , conoscenti e parenti erano una moltitudine , io preso non ricordo molto delle persone che si avvicinavano per le condoglianze
Ai funerali dei miei suoceri c'era la chiesa strapiena.
Ho un buon ricordo, malgrado tutto.
La comunità di quel quartiere all'epoca era molto legata, un caso quasi unico a Milano.
Fu molto confortante.
Terribile invece il funerale della madre di mia cognata.
Lei in vita era una persona molto elegante, con un ruolo importante.
Alla chiusura della cassa eravamo in 4.
Non un figlio. Non un parente di sangue.
Il corpo restò esposto in totale solitudine.
Peggio fu per un'altra mia cognata, morta improvvisamente. Ho un pessimo ricordo dell'ambiente ospedaliero di Genova e del cinismo di quei giorni.
Diciamo che il modo in cui alcune persone si approcciano alla morte mostra la loro aridita'.
Aridità che col passare del tempo disprezzo sempre più.
Da ragazzo nel cortile ogni funerale era collettivo. Veniva parato l'ingresso, per tornare a casa passavo tra velluto e ceri.
C'era comunque una formalità che faceva sentire meno soli.
Poi il giorno del funerale partiva il corteo a passo d'uomo fino alla chiesa.
La morte era una questione che riguardava tutti, anche perché tocca tutti.
Poi gradualmente è divenuta sempre più un fattore privato, come le nascite, qualcosa da nascondere, qualcosa che riguarda solo l'individuo e non più la collettività.
Da noi non espongono nemmeno più un fiocco quando nasce un bambino.
D'altronde, ciò che conta soprattutto oggi è non dare troppo fastidio.
 
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