Consenso

spleen

utente ?
La sesta parte è proprio ciò che stigmatizzo.
E si risolve semplicemente agendo sulla comunicazione.

Le donne hanno paura, gli uomini pure.
Qualcuno alimenta queste paure.

Parliamone.
E soprattutto cerchiamo di capirle, anche se non ci appartengono.

Di cosa ha paura ognuno di noi?
Da Brunetta a Spleen e tutti gli altri.

Io ho paura di una società perennemente in conflitto anche su ciò che dovrebbe garantirne la sopravvivenza: la famiglia.
Che deriva profondamente dalla qualità del rapporto tra uomo e donna e dalla capacità di vivere bene insieme.
Io non ho paura, non per me, non dei casi specificati qui dentro. Da giovane mi sono trovato a desiderare follemente una ragazza senza mai agire nel doverla obbligare o di prendermi qualcosa che mi era negato, da sposato, intercettando un moto di malessere di mia moglie ho interrotto all'istante un rapporto, mi sono rivestito e mi sono alzato.
Mi interessa interagire con una persona, non con una bambola di pezza.
Quello che io temo, anzi quello di cui sono certo e che vedo ogni giorno, è lo scivolare progressivo della società verso la polarizzazione. E' naturale che in una società democratica, entro certi limiti, questo accada, è naturale la contrapposizione, che ci siano discussione, non è naturale che per accontentare certe frange si rinunci a principi fondamentali qual è quello sulla eguaglianza davanti alla legge.
Perchè è questo che è stato messo in discussione, se ben si capisce il senso dei commenti sui provvedimenti presi.
Come al tempo dei nazisti ci si concentra su chi sei, non su quello che fai, su quello che è provato, su quello che risulta dalle indagini.
Sei uomo, sei un porco oppressore delle donne punto e basta, e hai torto.

Per capire lo spirito dei tempi basta vedere lo spazio mediatico e le reazioni alla devastazione della sede della Stampa.
Chi lo ha commesso è convintissimo di aver fatto qualcosa di buono.
E' un atto di squadrismo fascista degno degli anni 20. Quello che è messo in discussione non è la posizione del giornale, è la libertà di esprimere le proprie opinioni.
Ecco perchè mi sono stancato, capito?
 
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Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Di cosa ha paura ognuno di noi?
Da Brunetta a Spleen e tutti gli altri.
Io non ho paura di nulla. La paura nasce dalla mancanza di controllo sulla propria vita.
La mancanza di controllo sulla propria vita nasce dalla scelta più o meno consapevole di delegare pezzi più o meno importanti della nostra esistenza, tipo la sicurezza.

Basta fare un semplice esercizio: invece di astrarre il pericolo - e correlativamente il rimedio - e delegare la risposta ad un ente astratto e collettivo come lo stato, ragionare di quel che possiamo fare nel concreto per noi a tempo zero.

Una quindicina di anni fa per un lavoro dovevo entrare a Bari vecchia con un mio amico sindacalista. Entriamo, a piedi, carini sbarbati e pettinati. Ci si avvicinano due coatti locali in motorino con fare attaccabrighe.

Il mio amico scosta la giacca, mostra la pistola nei pantaloni, li guarda e fa: "siamo a posto?" Evaporati.

Con una frase di tre parole e l'atteggiamento giusto.

Voi continuate a delegare la risposta a problemi individuali alla società. Io porto mia figlia al poligono.

Anche perche non c'è miglior deterrente per il consenso di un padre incazzoso e armato.

Ho portato il cane a correre nei prati a fianco al campo zingari della Magliana per tre o quattro anni la sera alle 11. Non mi hanno mai chiesto nemmeno una sigaretta.
 

Nicky

Utente di lunga data
Io non ho paura di nulla. La paura nasce dalla mancanza di controllo sulla propria vita.
La mancanza di controllo sulla propria vita nasce dalla scelta più o meno consapevole di delegare pezzi più o meno importanti della nostra esistenza, tipo la sicurezza.

Basta fare un semplice esercizio: invece di astrarre il pericolo - e correlativamente il rimedio - e delegare la risposta ad un ente astratto e collettivo come lo stato, ragionare di quel che possiamo fare nel concreto per noi a tempo zero.

Una quindicina di anni fa per un lavoro dovevo entrare a Bari vecchia con un mio amico sindacalista. Entriamo, a piedi, carini sbarbati e pettinati. Ci si avvicinano due coatti locali in motorino con fare attaccabrighe.

Il mio amico scosta la giacca, mostra la pistola nei pantaloni, li guarda e fa: "siamo a posto?" Evaporati.

Con una frase di tre parole e l'atteggiamento giusto.

Voi continuate a delegare la risposta a problemi individuali alla società. Io porto mia figlia al poligono.

Anche perche non c'è miglior deterrente per il consenso di un padre incazzoso e armato.

Ho portato il cane a correre nei prati a fianco al campo zingari della Magliana per tre o quattro anni la sera alle 11. Non mi hanno mai chiesto nemmeno una sigaretta.
Ma sai che non so se mi convince questa teoria?
Io ho smesso di avere ansia, quando ho rinunciato al controllo. Quando ho accettato la casualità dell'esistenza e la necessità di continui adattamenti, ho iniziato a sentirmi forte.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Io non ho paura di nulla. La paura nasce dalla mancanza di controllo sulla propria vita.
La mancanza di controllo sulla propria vita nasce dalla scelta più o meno consapevole di delegare pezzi più o meno importanti della nostra esistenza, tipo la sicurezza.

Basta fare un semplice esercizio: invece di astrarre il pericolo - e correlativamente il rimedio - e delegare la risposta ad un ente astratto e collettivo come lo stato, ragionare di quel che possiamo fare nel concreto per noi a tempo zero.

Una quindicina di anni fa per un lavoro dovevo entrare a Bari vecchia con un mio amico sindacalista. Entriamo, a piedi, carini sbarbati e pettinati. Ci si avvicinano due coatti locali in motorino con fare attaccabrighe.

Il mio amico scosta la giacca, mostra la pistola nei pantaloni, li guarda e fa: "siamo a posto?" Evaporati.

Con una frase di tre parole e l'atteggiamento giusto.

Voi continuate a delegare la risposta a problemi individuali alla società. Io porto mia figlia al poligono.

Anche perche non c'è miglior deterrente per il consenso di un padre incazzoso e armato.

Ho portato il cane a correre nei prati a fianco al campo zingari della Magliana per tre o quattro anni la sera alle 11. Non mi hanno mai chiesto nemmeno una sigaretta.
Sicuro? io ho paura di un sacco di cose, ma di solito agisco comunque, il che richiede coraggio. Che coraggio richiede non avere paura di nulla?
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
E rischiamo di incappare in uno di loro nel cammin di nostra vita.
Ma il fattore "te la cerchi" lo abbiamo completamente espunto dalla nostra esistenza?
Mi spiego meglio prima che le carampane inizino a vederci rosso.
Lo stato è una cosa, la persona un'altra.
Lo stato deve giudicare correggere punire ed educare. Coi tempi suoi e le procedure sue.
La persona ha una vita sola, che può essere irrimediabilmente rovinata da un atto di violenza, e nel nostro sistema è quasi sempre costretta a delegare allo stato la risposta alle violenze subite.
Tutta la sega mentale nasce dal fatto che noi ci continuiamo a immedesimare nello stato, che non può funzionare come una persona.
E lo stato ci ha completamente disabituati a gestire la violenza che è inevitabilmente parte della nostra vita. Non ci ha insegnato ad evitarla, a prevenirla, a difenderci, a contrattaccare.
E non lo ha mai fatto perché per lo stato è molto più facile gestire una massa di pecore piuttosto che di individui indipendenti.
È proprio un problema di facilità di gestione.
A me non ha mai aggredito nessuno non perché io sia una specie di Godzilla armato fino ai denti ma perché certe situazioni le ho sempre evitate.
Non mi sono lasciato abbindolare da chi mi voleva raccontare che il mondo è un giardino della Disney, mi sono abituato al fatto che la violenza esiste e ho imparato a gestirla.
Ho imparato a difendermi, a intervenire e sta cosa si vede anche senza fare nulla.
Mia figlia quando sale sul tatami con me sa perfettamente che potrebbe rimediare un occhio nero da papà, ma non è che papà ti vuole meno bene. È allenamento alla vita. È sapere che non la potrò proteggere per sempre. E che quando sarò morto il poliziotto potrebbe non arrivare.
Quindi, lo stato insegnasse il politicamente corretto, io insegno a evitare le situazioni, a defilarsi e attaccare quando serve.
La deescalation è una tecnica. Ma non andare la sera alla stazione o vedere su internet se la zona è sicura prima di andare ad una festa, o prendere un taxi invece di mangiare un sushi in più e andare con i mezzi la notte, è una tecnica pure quella.
Lo stato fa benissimo a dire che una donna non se lo cerca mai. Ragiona ex post. La mia risposta come individuo è diversa. Io devo prevenire, perché poi non c'è mediazione
Spero si capisca il ragionamento.

Ma sai che non so se mi convince questa teoria?
Io ho smesso di avere ansia, quando ho rinunciato al controllo. Quando ho accettato la casualità dell'esistenza e la necessità di continui adattamenti, ho iniziato a sentirmi forte.
Quindi se ti arriva un pugno in faccia lo gestisci con il flusso dei chakra? :LOL:

Sicuro? io ho paura di un sacco di cose, ma di solito agisco comunque, il che richiede coraggio. Che coraggio richiede non avere paura di nulla?
È una condizione mentale.
La paura nasce dall'incertezza.
Io quando so, calcolo.
Quando non so, sto fermo ma non è che sto all'ombra e tremo. Mi attivo e agisco.
 
Ultima modifica:

Gaia

Utente di lunga data
Ma il fattore "te la cerchi" lo abbiamo completamente espunto dalla nostra esistenza?
Mi spiego meglio prima che le carampane inizino a vederci rosso.
Lo stato è una cosa, la persona un'altra.
Lo stato deve giudicare correggere punire ed educare. Coi tempi suoi e le procedure sue.
La persona ha una vita sola, che può essere irrimediabilmente rovinata da un atto di violenza, e nel nostro sistema è quasi sempre costretta a delegare allo stato la risposta alle violenze subite.
Tutta la sega mentale nasce dal fatto che noi ci continuiamo a immedesimare nello stato, che non può funzionare come una persona.
E lo stato ci ha completamente disabituati a gestire la violenza che è inevitabilmente parte della nostra vita. Non ci ha insegnato ad evitarla, a prevenirla, a difenderci, a contrattaccare.
E non lo ha mai fatto perché per lo stato è molto più facile gestire una mazza di pecore piuttosto che una massa di individui indipendenti.
È proprio un problema di facilità di gestione.
A me non ha mai aggredito nessuno non perché io sia una specie di Godzilla armato fino ai denti ma perché certe situazioni le ho sempre evitate.
Non mi sono lasciato abbindolare da chi mi voleva raccontare che il mondo è un giardino della Disney, mi sono abituato al fatto che la violenza esiste e ho imparato a gestirla.
Ho imparato a difendermi, a intervenire e sta cosa si vede anche senza fare nulla.
Mia figlia quando sale sul tatami con me sa perfettamente che potrebbe rimediare un occhio nero da papà, ma non è che papà ti vuole meno bene. È allenamento alla vita. È sapere che non la potrò proteggere per sempre. E che quando sarò morto il poliziotto potrebbe non arrivare.
Quindi, lo stato insegnasse il politicamente corretto, io insegno a evitare le situazioni, a defilarsi e attaccare quando serve.
La deescalation è una tecnica. Ma non andare la sera alla stazione o vedere su internet se la zona è sicura prima di andare ad una festa, o prendere un taxi invece di mangiare un sushi in più e andare con i mezzi la notte, è una tecnica pure quella.
Lo stato fa benissimo a dire che una donna non se lo cerca mai. Ragiona ex post. La mia risposta come individuo è diversa. Io devo prevenire, perché poi non c'è mediazione
Spero si capisca il ragionamento.
E’ chiarissimo e in parte concordo. Dimentichi però che le stragrandi violenze di questa tipologia vengono fatte in famiglia o da persone che si conoscono bene.
 

Nicky

Utente di lunga data
Quindi se ti arriva un pugno in faccia lo gestisci con il flusso dei chakra? :LOL:
Lo gestisco ragionando.
Probabilmente ognuno di noi ha il proprio retroterra, io sono stata cresciuta da un padre che voleva insegnarmi a controllare tutto per sapermi difendere, dal corso di difesa personale al fare ricerche su chi frequentavo. Ho sposato un uomo ipercontrollato e controllante. Per me allontanarmi da questa mentalità è stato un bene.
Chi, magari, è cresciuto nel "disordine", la vive in modo opposto.
 

Andromeda4

Utente di lunga data
Sicuro? io ho paura di un sacco di cose, ma di solito agisco comunque, il che richiede coraggio. Che coraggio richiede non avere paura di nulla?
Il contrario della paura non è il coraggio. Si ha paura anche quando si è coraggiosi, perché è istintivo, trovare il coraggio di fare le cose, dal banale uscire di casa quando si vorrebbe solo continuare a dormire (in senso proprio e figurato) al fare qualcosa da soli, perché se non ci si pensa, a sé, non lo fa nessuno. Anche un intervento chirurgico. Credi che chi entra in sala operatoria non abbia paura? Una paura da matti, incredibile. Ma si fa. Si sorride al chirurgo quando sorride a te (tre volte su quattro, con me l'hanno fatto) e si stringe la mano all'anestesista. Per dire.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
E’ chiarissimo e in parte concordo. Dimentichi però che le stragrandi violenze di questa tipologia vengono fatte in famiglia o da persone che si conoscono bene.
Ex sono gli ex
Ma il punto sra nella tolleranza
Se il fidanzato di mia figlia le dovesse mettere un dito addosso, lo rompo.
Basta che lo sappiano e vedi che evaporano.
Il trucco è non giustificare mai, non trovare motivi.
Esistono una serie di cose che non devono essere tollerate a tempo zero.
Ne fai una, sei fuori dalla mia vita.
Nessuno ti alza le mani da zero.
 

Gaia

Utente di lunga data
Per dirne una. Quando ero 17 enne un uomo dell’età di mio padre mi incastro in un sottoscala. Mi ricordo solo questo oltre alla paura.
non ha avuto modo di fare nulla perché arrivo una persona e sentendo la voce si allontanò’ . Però davvero non ricordo l’antefatto né cosa mi ha detto. Ricordo solo il suo alito sul mio collo.
Non so come e se avrei reagito. Davvero non lo so. Sono sempre stata peperina e mi sono sempre difesa. Ho fatto risse con i maschi eppure in quell’episodio rimasi immobile. Non me lo aspettavo. Aveva l’età di mio padre.
Non ho subito violenza ma poteva accadere.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Per dirne una. Quando ero 17 enne un uomo dell’età di mio padre mi incastro in un sottoscala. Mi ricordo solo questo oltre alla paura.
non ha avuto modo di fare nulla perché arrivo una persona e sentendo la voce si allontanò’ . Però davvero non ricordo l’antefatto né cosa mi ha detto. Ricordo solo il suo alito sul mio collo.
Non so come e se avrei reagito. Davvero non lo so. Sono sempre stata peperina e mi sono sempre difesa. Ho fatto risse con i maschi eppure in quell’episodio rimasi immobile. Non me lo aspettavo. Aveva l’età di mio padre.
Non ho subito violenza ma poteva accadere.
Il 99% della difesa personale si basa sul non rimanere paralizzati.
 

Gaia

Utente di lunga data
Il 99% della difesa personale si basa sul non rimanere paralizzati.
Io non avevo davvero previsto che un uomo adulto potesse avere pensieri sessuali su di me. Io mi sentivo una bambina anche se ero nel corpo di una donna.
Dopo quell’episodio ho iniziato a odiare tutto ciò che mi rendeva una donna: il seno abbondante e i fianchi.
Persi in 6 mesi non mangiando qualcosa come 10 kg arrivando a 40 kg che sul mio fisico erano inadeguati. Sto ricollegando i puntini ora.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Il contrario della paura non è il coraggio. Si ha paura anche quando si è coraggiosi, perché è istintivo, trovare il coraggio di fare le cose, dal banale uscire di casa quando si vorrebbe solo continuare a dormire (in senso proprio e figurato) al fare qualcosa da soli, perché se non ci si pensa, a sé, non lo fa nessuno. Anche un intervento chirurgico. Credi che chi entra in sala operatoria non abbia paura? Una paura da matti, incredibile. Ma si fa. Si sorride al chirurgo quando sorride a te (tre volte su quattro, con me l'hanno fatto) e si stringe la mano all'anestesista. Per dire.
Io intendevo che il coraggio serve proprio quando si ha paura, intendendo avere paura come percepire un pericolo ma agire comunque anche se resta un rischio che vada male nonostante le precauzioni. Per contro, non avere paura lo intendo come non percepire pericolo, o non percepirlo più, convinti di aver già preso tutte le precauzioni, il che non richiede particolare coraggio e mi suona più come temerarietà. Questione lessicale più che altro
 

Brunetta

Utente di lunga data
Si parla a cazzo quando si diagnostica una patologia, non un aspetto caratteriale.
Per la questione caratteriale basta un intuito decente e un QI nemmeno troppo alto, per una diagnosi occorre almeno una laurea specifica.
Se io dico che una persona è egoista, o esibizionista, o narcisista, non sto facendo un abuso di professione medica.
La differenza non è sottile, ma macroscopica.
E tu hai evitato chi aveva queste caratteristiche?
 

Nicky

Utente di lunga data
Se mia figlia mi avesse risposto così, onestamente le avrei alzato le mani per vedere se le fermava col ragionamento.
No, ma neppure con la difesa personale tu fermo se sei vicino a me, in condizione di aggredirmi, spesso neppure se ho un'arma. E questo te lo insegnano nei corsi di difesa.
Io uso le precauzioni necessarie per evitare, se possibile, di trovarmi in condizione che tu possa alzare leani su di me da vicino.
Ma non vivo nella paura che possa accadere, ne nell'ossessione di essere in grado di evitare che nulla di male mi possa accadere perché lo posso controllare, sentendomi poi in colpa se invece succede.
Altrimenti, ad esempio, se ragionasdimo così, nessuno dovrebbe avere rapporti occasionali, perché non sai davvero chi hai davanti, ma te lo porti in camera, dove hai poche difese.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
La troppa sicurezza, credo.
La sicurezza non è mai troppa.
Il rischio si gestisce, se lo allontani da te non vivi più.
Praticamente qualunque cosa abbia un valore oggettivo nella vita ti comporta una analisi dei rischi.
 
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