Ho avuto modo di vedere

gvl

Utente di lunga data
esatto!
ma spiegami tu che hai studiato più di me.
metti che ad una delle prossime elezioni vanno a votare 100 persone in tutto.
cosa succede?
Un casino perche qualcuno vincerebbe ugualmente e lo sconfitto accuserebbe l' astensionismo di avere permesso quella vittoria.
 
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Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
esatto!

ma spiegami tu che hai studiato più di me.

metti che ad una delle prossime elezioni vanno a votare 100 persone in tutto.

cosa succede?
Succede esattamente quello che sta già accadendo in Italia da decenni: il voto organizzato pesa più del voto libero.
Ed è una distorsione strutturale, non un incidente di percorso.

Il nostro sistema è pensato (almeno sulla carta) per una partecipazione ampia e diffusa. Quando invece vota una minoranza, chi è organizzato — partiti, apparati, gruppi di interesse, bacini fidelizzati — ottiene un peso sproporzionato. Non perché “più legittimo”, ma perché presente. Il resto si auto-esclude.

Il problema è che continuiamo a chiamare tutto questo “democrazia rappresentativa”, quando in realtà è una delegazione cieca, senza responsabilità nel tempo.
Se esistesse una delega piena ma revocabile, conferita a tempo e con una verifica reale sull’operato di chi riceve il mandato (non queste finte consultazioni simboliche), il sistema funzionerebbe molto meglio. Molto più responsabilità, molta meno retorica.

Questo meccanismo drogato si riflette anche nel nostro rapporto con l’Unione Europea:
trasferiamo ogni anno montagne di risorse, ottenendo in cambio una imitazione della sovranità, perdita di competitività, e una cronica incapacità di fare davvero l’interesse nazionale quando serve.

Non a caso, l’ultima volta che l’Italia ha inciso davvero in sede europea è stato quando qualcuno ha negoziato con un mandato chiaro e un obiettivo nazionale esplicito: Conte, che infatti ha portato a casa il PNRR.
Piaccia o no, quello è stato un caso concreto di uso efficace della delega politica.

Finché confondete l’astensione con “maturità democratica” e la delega in bianco con partecipazione, il risultato non può che essere questo.

Che a me sta benissimo, eh. Graziaddio sono un fascista antidemocratico di prima riga. Io ritengo che il voto andrebbe dato come a Sparta, però tanto stiamo in fantapolitica.
 

Barebow

Utente di lunga data
Succede esattamente quello che sta già accadendo in Italia da decenni: il voto organizzato pesa più del voto libero.
Ed è una distorsione strutturale, non un incidente di percorso.

Il nostro sistema è pensato (almeno sulla carta) per una partecipazione ampia e diffusa. Quando invece vota una minoranza, chi è organizzato — partiti, apparati, gruppi di interesse, bacini fidelizzati — ottiene un peso sproporzionato. Non perché “più legittimo”, ma perché presente. Il resto si auto-esclude.

Il problema è che continuiamo a chiamare tutto questo “democrazia rappresentativa”, quando in realtà è una delegazione cieca, senza responsabilità nel tempo.
Se esistesse una delega piena ma revocabile, conferita a tempo e con una verifica reale sull’operato di chi riceve il mandato (non queste finte consultazioni simboliche), il sistema funzionerebbe molto meglio. Molto più responsabilità, molta meno retorica.

Questo meccanismo drogato si riflette anche nel nostro rapporto con l’Unione Europea:
trasferiamo ogni anno montagne di risorse, ottenendo in cambio una imitazione della sovranità, perdita di competitività, e una cronica incapacità di fare davvero l’interesse nazionale quando serve.

Non a caso, l’ultima volta che l’Italia ha inciso davvero in sede europea è stato quando qualcuno ha negoziato con un mandato chiaro e un obiettivo nazionale esplicito: Conte, che infatti ha portato a casa il PNRR.
Piaccia o no, quello è stato un caso concreto di uso efficace della delega politica.

Finché confondete l’astensione con “maturità democratica” e la delega in bianco con partecipazione, il risultato non può che essere questo.

Che a me sta benissimo, eh. Graziaddio sono un fascista antidemocratico di prima riga. Io ritengo che il voto andrebbe dato come a Sparta, però tanto stiamo in fantapolitica.
Dici fascista per provocare, ma non credo che tu lo sia, antidemocratico è un'altra cosa, il fascismo era un sistema corrotto.
 

Barebow

Utente di lunga data
Era anche un sistema fatto da perdenti. Hanno perso la guerra in modo ridicolo. Imperdonabile.
Più che altro siamo entrati in guerra pensando di averne qualche vantaggio.
Mossa sbagliata.
Batoste in nord Africa, Russia, Francia, e Grecia.
 
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hammer

Utente di lunga data
Più che altro siamo entrati in guerra pensando di averne qualche vantaggio.
Mossa sbagliata.
Batoste in nord Africa, Russia, Francia, e Grecia.
Esatto. Per non parlare della peggiore porcata che lo Stato italiano, a quel tempo fascista, abbia mai potuto compiere: le leggi razziali del 38.
Una porcata di dimensioni bibliche.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Dici fascista per provocare, ma non credo che tu lo sia, antidemocratico è un'altra cosa, il fascismo era un sistema corrotto.
Amico mio, quando uso una parola lo faccio consapevolmente, non come il tredicenne all’occupazione scolastica che ha appena scoperto il Che su Wikipedia.
Se avessi voluto dire antidemocratico avrei detto antidemocratico, cosa che tra l'altro sono.
Tutti i sistemi sono corrotti. Se non lo fossero, non riuscirebbero a gestire il potere. La corruzione non è un bug: è una funzione strutturale. Vale per le democrazie liberali, per i regimi autoritari, per qualunque apparato che concentri decisione e forza.
A me l’impianto ideologico del fascismo piace. Proprio quello. A partire dalla militarizzazione dello Stato. Ordine, gerarchia, responsabilità verticale. Per quell’epoca storica era una risposta perfetta al caos da cui veniva fuori il Paese. Non una follia: una sintesi.
L’errore non è stato l’impianto, e nemmeno manganello e olio di ricino, all'epoca li usavano tutti. È servito a revisionismo storico partigiano per farne una bandiera dei fascisti come se gli altri fossero delle mammole.
L’errore è stato l’aver unito identità incompatibili in una accozzaglia senza senso, costruita dalle nazioni occidentali solo per la paura del comunismo.
Il fascismo è stato la sintesi morale del suo tempo. È per questo che ha avuto un consenso popolare senza precedenti nella storia italiana. Non perché la gente fosse stupida, ma perché quel sistema parlava esattamente la lingua dell’epoca.
Se Mussolini fosse stato all’altezza del sistema che aveva contribuito a creare, se avesse speso le energie buttate a cazzo in propaganda pe
– eliminare la Corona,
– depotenziare il clero,
– assorbire l’esercito
(i veri contropoteri che ne hanno decretato la caduta),
oggi l’Italia avrebbe:
– il posto di Israele nello scacchiere occidentale,
– l’indipendenza strategica della Francia,
– probabilmente un seggio permanente al Consiglio di Sicurezza dell’ONU,
– e sarebbe una superpotenza nucleare.
E guarda che sto volando basso. :LOL:
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Esatto. Per non parlare della peggiore porcata che lo Stato italiano, a quel tempo fascista, abbia mai potuto compiere: le leggi razziali del 38.

Una porcata di dimensioni bibliche.
Qui però bisogna rimettere ordine, storico prima ancora che politico, altrimenti si continua a raccontare una favola consolatoria.

L’antisemitismo non nasce col fascismo. Non nasce nel ’38, non nasce con Mussolini e non nasce nemmeno con Hitler. È un fenomeno stratificato, antico, che attraversa l’Europa per secoli e che in Italia ha una matrice prevalentemente cattolica, come qualunque storico serio sa benissimo. Ghetti, restrizioni, esclusioni, marchiature sociali: sono roba che circola molto prima del Novecento. Ci sono archivi interi di bolle papali che certificano l’odio e la segregazione degli ebrei molto prima che esistesse il fascismo.

Le leggi razziali del ’38 non inventano nulla: cristallizzano. Mettono in forma giuridica un pregiudizio già disponibile nel deposito morale dell’epoca. Il fascismo fa quello che fanno spesso i regimi: prende un sentimento diffuso e lo trasforma in norma. Questo non assolve il regime, ma spiega perché fu possibile.

Detto questo — ed è qui che viene il punto che a me interessa davvero — le leggi razziali italiane non furono una scelta strutturale, ma un ripiego politico. Un regalo maldestro fatto a Hitler per allinearsi all’Asse. Sudditanza strategica, non progetto. Un atto di imitazione senza capirne il funzionamento.

E infatti non fruttarono un cazzo.

In Germania la persecuzione degli ebrei aveva una logica economica chiara:
– confisca sistematica dei beni
– arianizzazione delle imprese
– sequestro dei conti
– trasferimento forzato di ricchezza
– finanziamento diretto dello sforzo bellico

Hitler fece cassa. Trasformò l’odio in liquidità, asset, produzione. La persecuzione era anche — e soprattutto — una politica economica.

In Italia no.

Gli ebrei italiani erano in gran parte classe media integrata ma non capitalizzata: professionisti, piccoli imprenditori, funzionari. Redditi, non grandi patrimoni industriali. Non c’era nulla di paragonabile, per dimensioni e struttura, a ciò che i nazisti poterono spolpare in Germania o nei territori occupati.

Risultato:
nelle casse dello Stato entrarono quattro spicci.
Briciole.
Rumore ideologico senza ritorno economico.

Le leggi razziali italiane furono quindi: – inermi sul piano finanziario
– dannose sul piano internazionale
– devastanti sul piano civile
– regalate a Hitler senza nemmeno l’intelligenza di copiarne il modello efficiente

Ed è qui che emerge il vero problema: l’inadeguatezza di Mussolini come leader.
Non tanto per la crudeltà — che nella storia abbonda — ma per l’inefficienza. Fece una scelta infame senza nemmeno trarne vantaggio.

Peggio ancora: costruì l’infrastruttura amministrativa — censimenti, elenchi, registri — che dopo l’8 settembre diventò un regalo operativo ai tedeschi.

Questo è il punto che la retorica morale evita:
le leggi razziali in Italia non furono solo un crimine. Furono anche un pessimo affare.

E nella storia del potere non c’è niente di più imperdonabile di un crimine inutile.
 

Barebow

Utente di lunga data
Amico mio, quando uso una parola lo faccio consapevolmente, non come il tredicenne all’occupazione scolastica che ha appena scoperto il Che su Wikipedia.
Se avessi voluto dire antidemocratico avrei detto antidemocratico, cosa che tra l'altro sono.
Tutti i sistemi sono corrotti. Se non lo fossero, non riuscirebbero a gestire il potere. La corruzione non è un bug: è una funzione strutturale. Vale per le democrazie liberali, per i regimi autoritari, per qualunque apparato che concentri decisione e forza.
A me l’impianto ideologico del fascismo piace. Proprio quello. A partire dalla militarizzazione dello Stato. Ordine, gerarchia, responsabilità verticale. Per quell’epoca storica era una risposta perfetta al caos da cui veniva fuori il Paese. Non una follia: una sintesi.
L’errore non è stato l’impianto, e nemmeno manganello e olio di ricino, all'epoca li usavano tutti. È servito a revisionismo storico partigiano per farne una bandiera dei fascisti come se gli altri fossero delle mammole.
L’errore è stato l’aver unito identità incompatibili in una accozzaglia senza senso, costruita dalle nazioni occidentali solo per la paura del comunismo.
Il fascismo è stato la sintesi morale del suo tempo. È per questo che ha avuto un consenso popolare senza precedenti nella storia italiana. Non perché la gente fosse stupida, ma perché quel sistema parlava esattamente la lingua dell’epoca.
Se Mussolini fosse stato all’altezza del sistema che aveva contribuito a creare, se avesse speso le energie buttate a cazzo in propaganda pe
– eliminare la Corona,
– depotenziare il clero,
– assorbire l’esercito
(i veri contropoteri che ne hanno decretato la caduta),
oggi l’Italia avrebbe:
– il posto di Israele nello scacchiere occidentale,
– l’indipendenza strategica della Francia,
– probabilmente un seggio permanente al Consiglio di Sicurezza dell’ONU,
– e sarebbe una superpotenza nucleare.
E guarda che sto volando basso. :LOL:
Ok, sei fascista. :ROFLMAO: ma come lo sei diventato? Genitori, nonni, un mentore, frequentazioni scolastiche, DNA. :ROFLMAO:
 
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Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Ok, sei fascista. :ROFLMAO: ma come lo sei diventato? Genitori, nonni, un mentore, frequentazioni scolastiche, DNA. :ROFLMAO:
Sono cresciuto a Piazza Giochi Delfici. Classe ’74.
Se conosci davvero le dinamiche romane di quegli anni, unisci i puntini.
Da lì sono passati tutti: da Claudio Cirinnà a Carminati, da Flavio Carboni a Mokbel. Alemanno, Storace, Tony Augello. Il figlio di Alibrandi girava con le pistole nelle buste della spesa sotto il sedile dell’auto. Quelli erano i grandi, per noi. Non le figurine dei giornali.
Dietro la retorica c’era una gestione paziente del potere romano.
Non c’era droga.
Non c’era il “mondo di mezzo”.
I criminali facevano i criminali. Chi sparava stava in un altro mondo. Noi — persone perbene — facevamo le persone perbene. Era proprio un modo di stare al mondo.
Oggi siamo avvocati, commercialisti, medici, giudici, militari. Un giro di amici d’infanzia che ha visto e capito un sacco di cose, ma ne è rimasto fuori. E parecchi sono rimasti legati a chi comanda oggi l’Italia.
O pensi davvero che quando diventi Presidente del Consiglio non ti porti dietro le persone che conosci da quarant’anni, di cui ti fidi perché avete mangiato insieme?
Noi, intanto, pensavamo a studiare. Ci siamo dissociati subito da certe dinamiche.
Le mazzate prese e date in politica erano roba all’acqua di rose. Eravamo nati dopo gli anni di piombo. Tante chiacchiere, poca mitologia, pochissimo sangue. Di un miliardo di risse fatte io sarò finito in ospedale tre volte. Tre schiaffoni e finiva lì.
Qualche amico più scemo ancora oggi si becca denunce perché fa lo sceriffo dei giardinetti la sera. Cazzate.
Tornando alla genesi del “fascista” che è in me.
Crescere lì ti dava una cosa che oggi manca quasi a tutti:
la capacità di distinguere la narrazione dal potere reale.
E quella roba, una volta che ce l’hai, non te la togli più. Vedi la vita e il mondo come Neo in Matrix quando scende la tendina verde.
Poi capisci anche un’altra cosa:
la gente comune non capisce un cazzo e si consuma la vita lontano dalle dinamiche vere.
 

feather

Utente tardo
la capacità di distinguere la narrazione dal potere reale.
E quella roba, una volta che ce l’hai, non te la togli più. Vedi la vita e il mondo come Neo in Matrix quando scende la tendina verde.
Ecco, questa è una cosa che non sono mai riuscito a imparare. Io quella visione non sono mai riuscito ad averla, o anche solo capirla. Non avendoci mai vissuto dentro e non contando un cazzo credo sia anche difficile farsela
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Ecco, questa è una cosa che non sono mai riuscito a imparare. Io quella visione non sono mai riuscito ad averla, o anche solo capirla. Non avendoci mai vissuto dentro e non contando un cazzo credo sia anche difficile farsela
Capirla non è che richieda chissà quale illuminazione. Basta spirito critico vero, non quello da slogan.

La regola è semplice: quando qualcosa ti arriva come dato di fatto, senza una spiegazione plausibile, senza una catena causale chiara, e si risolve in un invito ad allinearti a un regolamento che non hai scritto tu, fermati un attimo e chiediti chi ci guadagna se tu aderisci senza fare domande.

È lì che si apre la fessura.

In questo le scuole sono maestre — scusa il gioco di parole. Ti insegnano a rispettare le regole prima di capirle, a obbedire prima di chiedere il perché. L’educazione civica come addestramento. Il risultato non sono cittadini: sono sudditi funzionanti.

La visione non nasce dal “contare qualcosa”. Nasce dal non bersi le risposte prefabbricate. Dal rifiuto di accettare che l’ordine sia neutro, che la norma sia innocente, che l’autorità sia naturale. Se non vedi l’interesse dietro la regola, la regola ti sta fagocitando.
 

hammer

Utente di lunga data
Amico mio, quando uso una parola lo faccio consapevolmente, non come il tredicenne all’occupazione scolastica che ha appena scoperto il Che su Wikipedia.
Se avessi voluto dire antidemocratico avrei detto antidemocratico, cosa che tra l'altro sono.
Tutti i sistemi sono corrotti. Se non lo fossero, non riuscirebbero a gestire il potere. La corruzione non è un bug: è una funzione strutturale. Vale per le democrazie liberali, per i regimi autoritari, per qualunque apparato che concentri decisione e forza.
A me l’impianto ideologico del fascismo piace. Proprio quello. A partire dalla militarizzazione dello Stato. Ordine, gerarchia, responsabilità verticale. Per quell’epoca storica era una risposta perfetta al caos da cui veniva fuori il Paese. Non una follia: una sintesi.
L’errore non è stato l’impianto, e nemmeno manganello e olio di ricino, all'epoca li usavano tutti. È servito a revisionismo storico partigiano per farne una bandiera dei fascisti come se gli altri fossero delle mammole.
L’errore è stato l’aver unito identità incompatibili in una accozzaglia senza senso, costruita dalle nazioni occidentali solo per la paura del comunismo.
Il fascismo è stato la sintesi morale del suo tempo. È per questo che ha avuto un consenso popolare senza precedenti nella storia italiana. Non perché la gente fosse stupida, ma perché quel sistema parlava esattamente la lingua dell’epoca.
Se Mussolini fosse stato all’altezza del sistema che aveva contribuito a creare, se avesse speso le energie buttate a cazzo in propaganda pe
– eliminare la Corona,
– depotenziare il clero,
– assorbire l’esercito
(i veri contropoteri che ne hanno decretato la caduta),
oggi l’Italia avrebbe:
– il posto di Israele nello scacchiere occidentale,
– l’indipendenza strategica della Francia,
– probabilmente un seggio permanente al Consiglio di Sicurezza dell’ONU,
– e sarebbe una superpotenza nucleare.
E guarda che sto volando basso. :LOL:
Se mia nonna avesse le ruote...

Se Mussolini avesse abolito la Corona, ridimensionato drasticamente il potere del clero e assorbito l’esercito all’interno del partito, si sarebbe comportato, almeno in parte, come Hitler e il regime nazista in Germania. In realtà, anche Hitler non arrivò mai a "fondere" completamente l’esercito tradizionale con il partito: preferì piuttosto creare una forza armata parallela, le Schutzstaffel (SS), ideologicamente pura e direttamente subordinata al Fuhrer, che progressivamente divenne uno strumento centrale del potere nazista.

È proprio qui che risiede una delle differenze strutturali fondamentali tra nazismo e fascismo.
Il nazismo divenne pienamente "Stato", occupandone e assorbendone tutte le strutture: non esisteva più distinzione tra Stato e partito, tra istituzioni e ideologia.
Il fascismo, invece, si affiancò allo Stato liberale, senza mai distruggerlo del tutto. Monarchia, apparato burocratico, forze armate e Chiesa conservarono una loro autonomia formale, che finì per rivelarsi decisiva.

Questa ambiguità strutturale spiega in larga parte perché, nel 1943, il regime fascista crollò nel giro di poche ore: lo Stato sopravviveva al fascismo e poté quindi disfarsene quando il contesto militare e politico lo rese inevitabile.
In Germania, al contrario, la caduta del nazismo coincise con la distruzione totale dello Stato stesso.
Cosa che in Italia fu evitata. Infatti lo Stato italiano non ha mai cessato di esistere.

Per quanto riguarda le ambizioni di lungo periodo, indipendenza strategica paragonabile a quella francese, un seggio permanente al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, o persino lo status di potenza nucleare, l’Italia avrebbe potuto perseguirle solo vincendo la Seconda guerra mondiale, o quantomeno collocandosi dalla parte dei vincitori.

Questo risultato sarebbe stato possibile esclusivamente schierandosi con le democrazie occidentali contro la Germania nazista.
Una semplice neutralità, con ogni probabilità, non sarebbe stata sufficiente.
Tuttavia, la presenza stessa di un regime totalitario condannò l’Italia a muoversi su binari paralleli a quelli della Germania hitleriana.
Il fascismo, per sua natura ideologica e politica, non poteva che trovare nel nazismo un alleato "naturale".
Se il fascismo non fosse mai esistito o se Vittorio Emanuele III avesse agito come avrebbe dovuto nel 1922, gettando Mussolini nel cesso, l’Italia difficilmente nel 1939 si sarebbe schierata con la Germania nazista.

Di conseguenza, oggi il Paese avrebbe con ogni probabilità un ruolo internazionale profondamente diverso.
La catastrofe nazionale, centinaia di migliaia di morti, distruzione, perdite territoriali, declino geopolitico, fu il risultato diretto di una classe dirigente incompetente, stupida, e ideologicamente ottusa, raccolta attorno all’ideale fascista.

Senza il fascismo, l’Italia non solo avrebbe evitato il disastro della guerra dalla parte sbagliata, ma avrebbe potuto contribuire più efficacemente alla stabilità europea del dopoguerra.
In questo scenario, anche il comunismo avrebbe potuto essere arginato in modo più credibile e forse il suo declino sarebbe giunto molto prima.

La responsabilità della catastrofe va tutta addossata al fascismo senza se e senza ma.
Il fascismo è stato il tripudio dell'imbecillità umana elevata a sistema di governo.
Senza il fascismo due perfetti idioti come Vittorio Emanuele e Mussolini, da soli, non avrebbero mai potuto trascinare il paese nella catastrofe.
Questo è quanto. Questa è la Storia.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Se mia nonna avesse le ruote...

Se Mussolini avesse abolito la Corona, ridimensionato drasticamente il potere del clero e assorbito l’esercito all’interno del partito, si sarebbe comportato, almeno in parte, come Hitler e il regime nazista in Germania. In realtà, anche Hitler non arrivò mai a "fondere" completamente l’esercito tradizionale con il partito: preferì piuttosto creare una forza armata parallela, le Schutzstaffel (SS), ideologicamente pura e direttamente subordinata al Fuhrer, che progressivamente divenne uno strumento centrale del potere nazista.

È proprio qui che risiede una delle differenze strutturali fondamentali tra nazismo e fascismo.
Il nazismo divenne pienamente "Stato", occupandone e assorbendone tutte le strutture: non esisteva più distinzione tra Stato e partito, tra istituzioni e ideologia.
Il fascismo, invece, si affiancò allo Stato liberale, senza mai distruggerlo del tutto. Monarchia, apparato burocratico, forze armate e Chiesa conservarono una loro autonomia formale, che finì per rivelarsi decisiva.

Questa ambiguità strutturale spiega in larga parte perché, nel 1943, il regime fascista crollò nel giro di poche ore: lo Stato sopravviveva al fascismo e poté quindi disfarsene quando il contesto militare e politico lo rese inevitabile.
In Germania, al contrario, la caduta del nazismo coincise con la distruzione totale dello Stato stesso.
Cosa che in Italia fu evitata. Infatti lo Stato italiano non ha mai cessato di esistere.

Per quanto riguarda le ambizioni di lungo periodo, indipendenza strategica paragonabile a quella francese, un seggio permanente al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, o persino lo status di potenza nucleare, l’Italia avrebbe potuto perseguirle solo vincendo la Seconda guerra mondiale, o quantomeno collocandosi dalla parte dei vincitori.

Questo risultato sarebbe stato possibile esclusivamente schierandosi con le democrazie occidentali contro la Germania nazista.
Una semplice neutralità, con ogni probabilità, non sarebbe stata sufficiente.
Tuttavia, la presenza stessa di un regime totalitario condannò l’Italia a muoversi su binari paralleli a quelli della Germania hitleriana.
Il fascismo, per sua natura ideologica e politica, non poteva che trovare nel nazismo un alleato "naturale".
Se il fascismo non fosse mai esistito o se Vittorio Emanuele III avesse agito come avrebbe dovuto nel 1922, gettando Mussolini nel cesso, l’Italia difficilmente nel 1939 si sarebbe schierata con la Germania nazista.

Di conseguenza, oggi il Paese avrebbe con ogni probabilità un ruolo internazionale profondamente diverso.
La catastrofe nazionale, centinaia di migliaia di morti, distruzione, perdite territoriali, declino geopolitico, fu il risultato diretto di una classe dirigente incompetente, stupida, e ideologicamente ottusa, raccolta attorno all’ideale fascista.

Senza il fascismo, l’Italia non solo avrebbe evitato il disastro della guerra dalla parte sbagliata, ma avrebbe potuto contribuire più efficacemente alla stabilità europea del dopoguerra.
In questo scenario, anche il comunismo avrebbe potuto essere arginato in modo più credibile e forse il suo declino sarebbe giunto molto prima.

La responsabilità della catastrofe va tutta addossata al fascismo senza se e senza ma.
Il fascismo è stato il tripudio dell'imbecillità umana elevata a sistema di governo.
Senza il fascismo due perfetti idioti come Vittorio Emanuele e Mussolini, da soli, non avrebbero mai potuto trascinare il paese nella catastrofe.
Questo è quanto. Questa è la Storia.
Ecco un altro che ha preso la laurea in storia contemporanea guardando la serie su Mussolini su Sky :LOL:
Le risposte non le ha nessuno. La storia è andata com'è andata e Mussolini ha perso la guerra.
Io ho la mia idea, e me la tengo.
Per fortuna non sono il solo. È appena il caso di rilevare che adesso, grazie a questo e ai prossimi 3 governi non di sinistra, quindi seri, ci sarà un impegno serio a riequilibrare i nodi culturali in mano a chi scrive in modo politicamente orientato sui libri di scuola dal 1945 :LOL:
 

hammer

Utente di lunga data
Ecco un altro che ha preso la laurea in storia contemporanea guardando la serie su Mussolini su Sky :LOL:
Le risposte non le ha nessuno. La storia è andata com'è andata e Mussolini ha perso la guerra.
Io ho la mia idea, e me la tengo.
Per fortuna non sono il solo. È appena il caso di rilevare che adesso, grazie a questo e ai prossimi 3 governi non di sinistra, quindi seri, ci sarà un impegno serio a riequilibrare i nodi culturali in mano a chi scrive in modo politicamente orientato sui libri di scuola dal 1945 :LOL:
Hai capito perché sei un coglione?
Che motivo c'è di insultarmi con la "laurea in storia contemporanea guardando la serie su Mussolini su Sky"?
L'unico errore che ho commesso, in questo thread, è stato quello di interloquire con un deficiente.
Cosa che non si ripeterà mai più.
Io ho la mia idea e tu hai la tua. Tienitela.
Idiota.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Hai capito perché sei un coglione?
Che motivo c'è di insultarmi con la "laurea in storia contemporanea guardando la serie su Mussolini su Sky"?
L'unico errore che ho commesso, in questo thread, è stato quello di interloquire con un deficiente.
Cosa che non si ripeterà mai più.
Io ho la mia idea e tu hai la tua. Tienitela.
Idiota.
Ma te pensi che basta un suntino fatto con gpt per passare da persona acculturata?
Ciccio io sul fascismo credo di aver letto quasi ogni cosa sia stata mai scritta.
:LOL: :LOL: :LOL:
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